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Una giornalista Copta ha fatto il dettaglio delle proprie frustrazioni a vivere come donna nella società egiziana dove gli uomini trattano le donne regolarmente come se fossero prostitute, ed ha condiviso i modi con i quali la Chiesa Copta tratta anche male le donne. Engy Magdy, una giornalista di base al Cairo, che ha dettagliato la situazione critica che le donne, specialmente le donne cristiane, affrontano in Egitto. "Essere donna in un Paese dove la maggior parte delle persone vedono le donne come una disgrazia, o, al più, sotto il loro aspetto sessuale, è un peso schiacciante, ma anche peggio quando tu sei una donna cristiana" - scrive "è come l'inferno!".
Magdy sostiene che la molestia sessuale in Egitto dovrebbe essere descritta come in un Paese "epidemico". Ella cita uno studio della Nazioni Unite che sostiene che il 99% delle donne egiziane ha subito molestie. Nella maggior parte dei Paesi africani nusulmani, le donne cristiane e di altre minoranze religiose che non si coprono il capo in pubblico sono obiettivo di molestia. "La maggior parte delle donne egizie musulmane indossa il burka, e dunque, le altre che non lo indossano, sono solitamente coopte" - dice Magdy - "Questo significa che l'uomo egiziano ritiene che lui abbia il diritto di molestarla, semplicemente perché la vede come una prostituta e una miscredente". "Voi potreste pensare che io stia parlando solo di un numero sparuto di uomini, ma in effetti, la maggior parte degli uomini musulmani, (non tutti ma la maggioranza), vedono le donne Coopte come una preda facile, " - Continua Magdy. "Essi pensano che le possono manipolare facilmente  avendo una ricompensa religiosa se le manipolano emotivamente e le persuadono a sposarli e a convertirsi all'Islamismo, un fenomeno prevalente nell'Egitto superiore". "La Società guarda alle donne liberali o di mente aperta, in un modo spregevole." aggiunge. "la cosa più terribile è che la gente sarà pronta a difendere il molestatore contro le accuse di colei che è stta molestata". Uno studio del 2017 della NAzioni Unite sostiene che il 67% degli uomini sostiene di avere molestato una donna nella strada. Lo studio ha anche rivelato un aspetto importante: intersvistando le donne che indossano il burka, l84% di esse sostiene che le donne che si vestono indecentemente, (senza coprire il capo, cioè), meritano di essere molestate. Sebbene l'articolo 306 stabilisce che la molestia è un reato penale e può essre sanzionato fino a 50.000 pound egizi, o per una sentenza di prigione da sei mesi a 5 anni, le donne in Egitto non credono nella Legge che le protegge, perché quando una ragazza cerca di trovar giustizia, ella viene offesa o minacciata. Di solito i violentatori se la cavano senza pena.Magdy afferma che le donne cristiane sono spaventate di far denuncia perché hanno paura che la polizia le discriminerà se loro lo fanno. "Forse l'esempio più eclatante è quello di Souad Thabet, una donna di 72 anni che è stata denudata da una folla di musulmani e portata intorno al villaggio così nel Egitto superiore a Maggio 2016." - ricorda Magdy "Nessuno dei suoi molestatori è stato accusato o punito. Magdy accusa anche la chiesa Coopta ortodossa perché non difende le donne e le tratta male. Un altro aspetto attraverso il quale le donne sono trattate male, è la tutela dei loro figli, che è di solito trasferita ad un maschio nel momento del decesso del marito. In molti casi, le madri sono private di vedere i loro figli in questi casi di solito dal suocero.Le donne Coopte non possono neanche chiedere il divorzio in chiesa anche se sono state fisicamente o psicologicamente abusate dal loro marito perché lo considerano vergognoso, secondo Magdy. Nei casi dove le donne chiedono aiuto al sacerdote di solito vien loro risposto che devono sacrificarsi per la famiglia e che devono pregare così le cose andranno bene. In aggiunta, agli abusi e ai maltrattamenti descritti da MAgdy, si aggiunge che le donne e le ragazze Coopte sono ad un rischio più grande di essere abusate. Lo scorso anno, un ex rapitore di giovani, ha chiarito la rete di lavoro dei sostenitori di abusi per le donne che vengono pagati da estremisti islamici per rapire ragazze cristiane Coopte. Almeno 8 ragazze sono state rapite e sono sparite questo anno in Egitto. L'Egitto non è il solo Paese dove le donne affrontano un mucchio di abusi e di molestie.
Riflettiamo bene visto che ancora fino ad oggi abbiamo una certa libertà di azione.

TRATTO DA THE CRISTIAN POST TRADOTTO DAL PASTORE GABRIELE

A Coptic journalist has detailed her frustration living as a woman in an Egyptian society where men regularly treat Christian woman as whores, and shared ways in which the Coptic Church has also mistreated females. Engy Magdy, a Cairo-based journalist, detailed the plight that women, especially Christian woman, face in Egypt. "To be a woman in a country where most of her people see women as a disgrace, and at best look at her from a sexual point of view, it is a heavy burden, but even worse when you are a Christian woman," she wrote. "It is hell!".  Magdy said that sexual harassment in Egypt should be described as a country-wide "epidemic." She cited a 2013 United Nations study that found that 99 percent of Egyptian women have been subjected to harassment.In the Muslim-majority African country, Christian women and other religious minorities who don't cover their heads in public are targets. "Most Muslim women in Egypt wear hijab and therefore, the others who do not wear it are most likely Coptic," Magdy said. "This means that the Egyptian man thinks he has the right to harass her, simply because he sees her as a whore and a disbeliever." "You may think that I am talking about a certain class of men, but in fact, most Muslim men (not all, but the majority) view the Coptic woman as easy prey," she continued. "He thinks that he will have a religious reward if he can manipulate her emotionally and persuade her to marry him, or to convert to Islam, a phenomenon prevalent in Upper Egypt." "[S]ociety looks at the woman who is liberal and open minded, especially if she is Coptic, in a very bad way," she added. What's worse, Hagdy said, is that in many cases, the community will always defend the harasser against allegations of a woman who was harassed. A 2017 United Nations study found that 64 percent of men in Egypt admit to having harassed women on the street. The study also found that victim shaming is common in Egypt, even among women. Eighty-four percent of women surveyed agreed that "women who dress provocatively deserve to be harassed." "Although Article 306 of the Egyptian penal code states that sexual harassment is punishable by up to 50,000 Egyptian pounds or a prison sentence ranging from six months to five years, women in Egypt do not rely on the law to protect them because when a girl tries to seek justice, she is blamed or threatened. Usually, perpetrators get off scot-free." Magdy stated that Christian women are afraid to file reports because they fear police will discriminate against them if they do. "Perhaps the most blatant example is Souad Thabet, a 72-year-old Coptic woman who was stripped naked by a Muslim mob and paraded around her village in Upper Egypt in May 2016," Magdy recalls. "None of the perpetrators were sentenced in her attack." She also criticized the Coptic Orthodox Church for not differing from the culture in the way it treats women. Another way women are slighted is the fact that the guardianship of their own children is usually transferred to a male relative when the husband passes away. In many cases, she said, mothers are deprived access to their children by their fathers-in-law. Coptic women are not allowed to ask for divorce in the church even if they are physically or psychologically abused by their husbands because it is considered "shameful," according to Magdy. "In cases where women ask for help from the Church, the usual response from the priest is: 'You have to sacrifice for your family ... just pray for your husband and everything will be okay.'"
In addition to the abuse and mistreatment outlined by Magdy, Coptic Christian women and girls are at greater risk of being abducted. Last year, an ex-kidnapper detailed the inner workings of network of abductors who get paid by Islamic extremists to kidnap Coptic Christian girls. At least eight Christian women were reportedly kidnapped this year in Egypt. Egypt is not the only country where women face extreme amounts of abuse and harassment. Let'us think on this since we still have the opportunity of a certin freedom in our actions.

Drawn from THE CRISTIAN POST TRANSLATED BY PASTOR GABRIELE

L'intera squadra di calcio Thailadese che era stata intrappolata dentro una grotta per mezzo di una alluvione per due settimane hanno parlato per la prima volta da quando sono stati salvati. Le domande della stampa sono state accuratamente monitorate per evitare che esse potessero ingenerare qualsiasi trauma ulteriore. Il loro stato mentale è apparso buono. Sono anche psicologicamente forti. E' stato chiesto a uno dei ragazzi cosa avessero provato quando uno del salvataggio era emerso dalle acque nella grotta. Il ragazzo ha parlato del suo shock quando ha visto qualcuno emergere dalle acque nel buio. "Noi abbiamo aspettato e siamo rimasti in silenzio non potendo credere che qualcuno fosse la" - ha spiegato - aggiungendo che il loro salvatore era emerso dalle acque dicendo "Ciao!". Questo fu un momento miracoloso - ha aggiunto il ragazzo. Così, perché i ragazzi sono andati nella caverna per la prima volta? "ognuno di noi concordò di andare nel Thaum Luang. Non ero mai stato nella grotta prima, ma altri lo avevano fatto. Abbiamo incontrato delle piogge mentre entravamo nella grotta. MA discutemmo se e se non stare e fu detto che avevamo un'ora" - ha spiegato il 25enne allenatore , Ekkapol Ake Chantawong. "Sulla via del ritorno non potevamo uscire" conitnua - "siamo rimasti in trappola" - l'allenatore ha risposto. L'allenatore ha anche chiarito che ciascuno di loro era in grado di nuotare, correggendo i primi notiziari che dicevano che qualcuno dei ragazzi non aveva questa capacità.....Ha anche detto che quando il gruppo ha compreso che l'acqua era alta decisero di andare su di una roccia più alta dove trascorrere la notte. Prima di andare a dormire, abbiamo pregato - Non eravamo spaventati in quel momento. Credevo che l'indomani le acque sarebbbero calate. Così come sopravvissero fino a che non arrivò il team di salvataggio? "Andai ogni giorno a cercare una via di fuga" - uno dei ragazzi spiega- "stavo cercando la sorgente delle acque" - un altro ha aggiunto ""noi abbiamo soltanto bevuto acqua non avendo cibo" aggiunge un altro. Per uno o due giorni tutto andò ok ma poi cominciammo a sentirci deboli per la mancanza di cibo". l'Allenatore li consigliò di stare fermi per risparmiare energie vitali. Un altro membro del gruppo tentò di scavare un tunnel per la liberazione ma fu inutile.

Riadattato da Breaking Christian NEws tradotto da Pastore Gabriele Paolini

 

The entire Thai soccer team who were trapped within a flooded cave network for two weeks have spoken for the first time since being rescued. Press questions have been carefully scrutinized and monitored by psychologists before being asked to ensure that the boys do not undergo any further trauma. Their mental state is quite good. They are also physically strong. It has been asked one of the boys what it was like when the British diver emerged from the water. The boy talked of his shock when he heard someone speaking in the dark. “We waited and listened because we couldn’t believe that there was someone there,” he explained, adding that the rescuer appeared from the depths and said “Hello.” “This was a miracle moment,” the boy added. So, why did the boys go in the cave in the first place? “Everyone agreed we will go to Thaum Luang. I had never been to the cave before, but others had. We experienced some water as we came into the cave. But we discussed whether or not to stay or go further into the cave, and it was said that we had one hour,” explained the 25-year-old coach, Ekkapol Ake Chantawong,“On the way back we realized we couldn’t get out,” he continued. “We got trapped.” the coach added. The coach also clarified: “We all can swim,” correcting early reports that many of the team members did not possess this skill. He noted that when the group realized that the water levels were rising, they decided to find some high ground and stay the night.“Before we went to sleep, we prayed. I was not worried or scared at that time. I believed that tomorrow the water would lower.” So how did they survive, and what did they do as they awaited rescue? “I went every day with the team to find a way out,” one of the boy explained. “I also looked to find water sources that were flowing down from higher up in the cave,” another added “We just drank water,” the boy noted, adding that they did not have any food. He recalled that they were OK for a day or two, but then began to feel weak due to lack of food. The coach advised the boys to stay very still to conserve vital energy. Another member of the group said he would spend his free time attempting to dig a tunnel to freedom. It was useless. 

Drawn from Breaking Christian NEws translated by da Pastore Gabriele Paolini

Gerusalemme - Israele. Guidando lungo la rotta chiamata "LA via dei patriarchi" a Samaria, il cuore della Israele biblica, arriverari alla antica Siloeh. La Bibbia sosteien che questo è il luogo dove Giosuè ha lottizzato la Terra Promessa alle 12 Tribù di Israele. E pure dove il Tabernacolo è stato per 300 anni. Il dottor Scott Stripling dirige gli scavi. "Questa non è mitologia. Le monete che noi scaviamo oggi - stiamo parlano di onete di Erode il Grande, di Ponzio Pilato, di Testos, di Felix, Agrippa I, Agrippa II. La Bibbia ci parla di costoro. E noi abbiamo la loro immagine proprio qua". La squadra rinviene monete e qualcosa come 2.000 pezzi di vasellame al giorno. Il Dr Scott continua dicendo: "come il vasellame di tua nonna
è diverso da quello tuo, così una volta rinvenuti i vasi possiamo avere una idea sui tempi chesono unici. Tu puoi leggere la Bibbia, puoi camminare nella Bibbia, ma la cosa più grande è quella di scavare nella Bibbia" ha detto. Stripling ha continuato dicendo "L'archeologia non serve per confutare o confermare la Bibbia, ma semmai per illuminare il testo biblico, il suo retroscena, in modo da potere fare affacciare alla realtà ciò che prima chiamavano verosomiglianza.

Tradotto e adattato da CBN News dal Pastore Gabriele Paolini


JERUSALEM, Israel – Driving along the route known as the Way of the Patriarchs in Samaria, the heart of biblical Israel, you'll come to ancient Shiloh. The Bible says this is the place where Joshua parceled out the Promised Land to the 12 tribes of Israel. It's also where the Tabernacle of the Lord stood for more than 300 years. Dr. Scott Stripling directs the excavations at Shiloh. "This is not mythology. The coins that we excavated today – we're talking about coins of Herod the Great, Pontius Pilate, Thestos, Felix, Agrippa the First, Agrippa the Second. The Bible talks about these people. We've got the image right here."The team finds a treasure trove of artifacts there, which includes ancient coins and some 2,000 pieces of pottery a day. Dr SCott also said: "Just like your great grandmother's pottery is different from your pottery that you're using today…once we learn the pottery, then we can use it as our primary means of dating." "You can read the Bible, you can walk the Bible, but the ultimate is to dig the Bible," he said. Stripling said, "Archaeology doesn't set out to prove or disprove the Bible. What we want to do is to illuminate the biblical text, the background of the text, so to set it in a real world culture to what we call verisimilitude," he explained.


Translated and drawn from CBN News by Pastor Gabriele Paolini

Molto spesso ci imbattiamo in imprese che richiedono molto tempo e pazienza. Lavorare duramente dovrebbe farci stare più sereni ma non sempre è così. Molto spesso il nostro sforzo enciclopedico da Pico della Mirandola lascia un chiaro retrogusto di nervosismo e inquietudine nel nostro essere. Soprattutto quando serviamo il Signore questa impressione deve essere messa al primo posto da ognuno di noi.

Il Salmo 127:1 dice che "a meno che il Signore non edifichi la casa invano si affatica il lavoratore, a meno che il Signore non guardi la città, inutilmente si affatica la sentinella" e in ciò non possiamo che dire amen! Quante volte abbiamo compiuto anche in buona fede uno sforzo immane, nel tentativo di coprire e di rispettare quello che, a nostro modesto parere dovrebbe essere ciò che Dio ha richiesto da noi, .... eppure il risultato di tutto questo è nullo o pressoché nullo. E lascia in noi un senso di insoddisfazione, di mancanza di serenità, di mancanza di quiete.

Abbiamo davvero chiesto a Dio aiuto nel nostro lavoro? Abbiamo davvero chiesto al Signore di assisterci in ciò che stiamo facendo? Senza l'aiuto del Signore inutilmente noi lavoriamo e ci affatichiamo... La mancanza di pace e di serenità in noi è indice di questo proprio. Senza il Signore non avremo mai pace. Senza di Lui potremmo fare ben poco. Sta qua la differenza tra un lavoro duro e uno sforzo nervoso.

Gesù ha detto che ognuno che lo ama avrebbe obbedito ai Suoi insegnamenti. Senza aver riguardo a quanto ci potrebbe personalmente costare, la nostra obbedienza ha a che fare con Dio. Obbedire significa anche conoscerlo.

I Giovanni 2:3 - E per questo sappiamo che noi l'abbiamo conosciuto, se osserviamo i Suoi comandamenti.    

Conoscerlo, e quindi obbedire a Lui, ci farà concepire quell'altissimo concetto che è la carità:                          

II Giovanni 1:6 - E questa è la carità, che noi camminiamo secondo i comandamenti d'esso. Questo è poi il comandamento, che come avete udito dal principio, camminate in quello.

Se noi ci ribelliamo  questo stato di cose, cadiamo come in un laccio nuovamente nella Legge, che per gli uomini rappresenta una maledizione, essendo impossibile per qualsiasi uomo non infrangerlo e non restarne sedotto, (Giacomo 2:10-13).

Obbediamo a Cristo e dunque alla Sua Parola per essere predicati beati, (Salmo 119

 

 

 

 

 

L'espressione "Figlio dell'uomo" ricorre sovente negli Evangeli. In particolare, per un totale di 85 volte. Matteo (32), Marco (15), Luca (26), citano questa espressione sempre riferita da Gesù stesso. Soltanto in Giovanni (12), dieci volte questa espressione è direttamente proferita da Gesù, mentre in due circostanze viene riferita da uomini, in particolare da alcuni suoi accusatori:

Giovanni 12:34 - "Noi abbiamo appreso dalla legge che il Cristo rimane in eterno. Come puoi dire che il Figlio dell'uomo dev'essere innalzato? Chi è questo Figlio dell'uomo?"

Come possiamo osservare, dunque, in questo verso, per ben due volte, l'espressione "figlio dell'uomo" viene utilizzata da labbra critiche e piene di giudizio. Coloro che riferiscono il messaggio mettono in parallelo ciò che dice la Legge con questa espressione propria del maestro Cristo Gesù il Signore. Proprio prima, (Giovanni 12:32) avevano udito dallo stesso Maestro che sarebbe stato innalzato sulla croce. E per loro il problema si poneva in modo drastico: come può il Messia che rimane in eterno, (cfr Salmo 89:37-38; Isaia 9:6), fare questa fine "ingloriosa"? Daniele aveva parlato del figlio dell'uomo, e costui non avrebbe mai cessato di regnare:

Daniele 7:14 - gli furono dati potere, gloria e regno, tutti i popoli, nazioni, lingue lo servivano e il suo potere è un potere eterno che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

I suoi ascoltatori ritenevano di essere dinanzi ad un abuso bello e buono della Legge, della Torah. Il Signore Gesù si autoattribuiva un titolo di gloria accostando anche una fine "ingloriosa" e apparentemente contraddicendo la Legge.
L'espressione "figlio dell'uomo" è la descrizione che Cristo da di se, ed è il termine con il quale Egli si collega all'umanità e mostra la sua intima e positiva relazione con la razza umana.

In parte, abbiamo già appreso qualche elemento sul Figlio dell'uomo, proprio dalla descrizione che il profeta Daniele da di Lui. E, come noi tutti sappiamo, la sua morte non metterà fine al suo regno o alla sua esistenza, ma sarà il principio della manifestazione della gloria di Dio. Ma andiamo ancora più in fondo alla questione. E, per farlo, prendiamo come esempio la tentazione di Gesù nel deserto.
Era nel deserto ed era tentato come un uomo qualunque. Fu tentato come rappresentante della razza umana: questa non è una opinione personale, ma è proprio quella che è la sua stessa affermazione.
In risposta alla prima tentazione Egli disse:"E' scritto, l'uomo non viverà di solo pane". Questo è un modo equivalente di dire che Egli si trovava nel deserto, in tentazione, al pari di un qualsiasi essere umano immerso nelle tragedie della vita. Stava obbedendo in questo alle condizioni dettate da Dio per l'umanità.
In risposta alla seconda tentazione, Egli disse: "Sta scritto, adorerai il Signore il tuo Dio, e solo a Lui servirai". In questo modo, il Signore mise se stesso nella sua divinità al pari di altre vite umane e delle loro limitazioni, di obbedire alla Parola di Dio.
In risposta alla terza tentazione, Egli disse:"E' scritto, non tentare il Signore Dio tuo". In questo modo egli dichiara che la legge che lo governò è stata esattamente la stessa che avrebbe dovuto governare le altre persone. Dunque, i temini che indicano la sua relazione con l'uomo sono quelle che provano la Sua assoluta regalità con la razza umana, la Sua completa identificazione con l'esperienza umana. Ecco perché "Figlio dell'uomo".

Santità e Santificazione

Nel nostro cammino cristiano, evidentemente, ci sono cose più importanti e cose meno importanti che possiamo permetterci di trascurare o meno. Sicuramente, una delle cose che non possiamo permetterci di lasciarci indietro nel nostro percorso è la ricerca della santità. La santità, come termine in un comune dizionario, indica uno stato di perfetto distaccamento dal mondo. Il termine santo, infatti, significa “separato dal mondo”. La santità, per converso, è lo stato di separazione del mondo, (G37 – hagiazó Dizionario Strong). Se la santità dunque è uno stato di “arrivo”, una sorta di conclusione di un percorso, la santificazione è il processo che ci porta verso tale stato, (G38 – hagiasmos dizionario Strong). Il verso che ineluttabilmente crea e evidenzia l’importanza della ricerca della santificazione è riportato sotto:

Ebrei 12:14 - Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore;

Questo verso ci da parecchie informazioni, che devono servirci per comprendere davvero cosa lo Spirito Santo vuole comunicarci attraverso queste meravigliose parole dalle quali non possiamo prescindere, (II Timoteo 3:16).

Innanzitutto il verso esordisce con un verbo significativo, “impegnatevi”. L’Etimologia del termine greco utilizzato dall’Apostolo Paolo è G1377 – diókó che significa letteralmente “cercate con tutte le vostre forze come per vincere, per sopraffare la vostra preda”. Il verbo utilizzato in questa sede dunque ci esprime perfettamente lo stato mentale e l’atteggiamento del credente nei confronti del raggiungimento della santità: un comportamento attivo, e non blando, un atteggiamento di imposizione personale, ma non in maniera dimessa come di chi deve farlo e basta, ma come di chi ha amore a farlo sapendo che deve riuscirci. Sa che deve riuscirci perché se non sopraffarà la preda allora morirà di fame. Questo semplice verbo apre la porta a mille riflessioni e mille considerazioni. Devi combattere il buon combattimento, e devi combattere come chi ha amore alla vittoria e ha certezza di vittoria.

Naturalmente oltre alla santificazione Paolo mette in evidenza la ricerca, con la stesse veemenza, della pace. Con la differenza però che mentre la santificazione è conditio sine qua non per la salvezza, la pace invece no, tanto più che lo stare in pace dipende non soltanto da te ma da chi ti sta intorno, (Romani 12:18). Attenzione, però dunque che comunque la pace con tutti deve essere cercata come chi la vuole e la deve ottenere, mutatis mutandis. Stiamo dunque attenti che la nostra ricerca per la santificazione non divenga barriera che ci impedisca di vedere i limiti degli altri ed esercitare l’amore di Dio nei confronti di chi, essendo più debole di noi nella fede, fa fatica o si trova in una condizione di impossibilità a venire fuori da certe problematiche, (Galati 6:1). Molto spesso abbiamo visto mutare nel tempo la ricerca della santificazione in ricerca di isolamento perché non vediamo nessuno “migliore” di noi. E questa, amici miei, è una trappola molto pericolosa del demonio. Molto più del peccato stesso che stiamo cercando di abbattere nella nostra vita. Diventa lo stesso orgoglio di chi come Satana si vuole sedere al di sopra di Dio. Involontariamente noi cominciamo ad essere giudici e ogni gesto degenera in una radice di amaritudine e di giudizio dal quale non solo non riusciamo a fuggire ma dal quale NON desideriamo fuggire cambiandolo per un traguardo spirituale raggiunto.

Ebrei 12:15 - vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati;

Il nostro compito è anche quello di salvaguardare i nostri fratelli non di giudicarli. In questo senso bisogna che tutti stiamo molto attenti a come ci muoviamo. Della serie che meglio restare in silenzio molto spesso piuttosto che parlare per ferire.

Ritornando sui nostri passi, come il Libro di Ebrei ci informa, la santificazione è un passo fondamentale per la salvezza. Non possiamo prescindere da essa. Pietro, nel giorno della Pentecoste, a chi chiedeva su cosa fare per essere salvato, espresse in chiare lettere un messaggio che confrontato con il verso di Ebrei potrebbe risultare “impari”:

Atti 2:38E Pietro disse:Ravvedetevi tutti, e ciascuno di voi sia battezzato nelle acque nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei vostri peccati e voi riceverete il dono dello Spirito Santo”.

E dov’è la santificazione che Paolo dichiara necessaria? Sembra quasi che sia superflua, ma in realtà si trova dentro il verso di Atti 2:38.

Il ravvedimento, come termine tecnico utilizzato in questo verso, è G3340 - metanoeó, che significa letteralmente “cambiare la propria mente” “pensare in maniera diversa”. Quindi il ravvedimento vede il credente come parte attiva di questo processo di conversione, non parte passiva che “subisce” la conversione. Il ravvedimento, come è facilmente dimostrabile in tanti passi paralleli della scrittura, porta alla decisione di battezzarsi nelle acque, “per il perdono dai peccati”. L’essere vecchio muore in Cristo e risorge in una nuova vita in un nuovo atteggiamento mentale e di spirito. Ma l’uomo che esce dalle acque diventa santo avendo avuto perdonato i peccati? O lo diventa frustandosi mille volte al giorno? La Parola osserva che:

Geremia 17:9 - Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? (confronta pure Salmo 14:2-3 e Romani 2:1-11).

E, giusto per togliere spazio ad ogni dubbio, il termine insanabilmente, viene a tradurre il vocabolo H605 - anash che vuole dire senza via di scampo o senza nessuna possibilità (umana, terrena).

Colui che è giusto nel senso che compie le opere di giustizia, per obbligazione, per costrizione o per forza se volete, non riesce a trattenersi dal peccato:

Proverbi 24:16 - Perciocchè il giusto cade sette volte, e si rileva; Ma gli empi ruinano nel male.

E ancora, se il giusto viene salvato a stento come finirà al peccatore? (I Petro 4:18).

Il cristiano che cade trova la salvezza perché “cerca”, “si impegna” nella ricerca della santificazione, proprio rialzandosi dalla sua caduta, (proverbi 24:16). Allora, ritornando indietro, nel verso di Atti 2:38. Lo Spirito Santo che viene ad albergare nel cuore di quell’uomo che pur essendo impegnato cade, lo aiuta a rialzarsi e lo fa andare avanti di fede in fede, di valore in valore, di giustizia in giustizia. Ma è un percorso, badiamo bene, e questo percorso è anche molto accidentato e NESSUNO, diciamo NESSUNO può essere esentato dall’errore:

Romani 7:24Misero me, chi mi tirerà fuori da questo corpo votato alla morte?

Romani 7:15 - Poiché io non riconosco ciò che io opero; perciocché, non ciò che io voglio quello fo, ma, ciò che io odio quello fo.

Concludendo questa prima parte, allora dobbiamo comprendere che per la pazzia della predicazione noi veniamo sollecitati dallo Spirito a cambiare mente ad aprire il cuore di pietra, (confronta Paolo che predica a Tiatiri, alla mercante Lidia). Ma nel momento in cui Dio cambia la nostra mente e ci fa vedere, possiamo o restare fermi sui nostri passi, comprendendo che stiamo facendo la cosa sbagliata ma non facendo nulla per cambiare il nostro stato, o correre a Dio ravvedendoci e facendo un patto nelle acque con lui. Ma la nostra garanzia non siamo noi stessi con la nostra natura fallace e caduca, perché CHI NON HA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA, e mi sa che tutti dobbiamo rinunciare a scagliare, tanto più che davanti a Dio non c’è il peccato grande e quello piccolo ma il peccato:

Ezechiele 18:20 - La persona che pecca è quella che morirà, il figlio non pagherà per l'iniquità del padre, e il padre non pagherà per l'iniquità del figlio; la giustizia del giusto sarà sul giusto, l'empietà dell'empio sarà sull'empio.

Con lo Spirito Santo che concilia e interpreta la Parola in noi, troviamo la forza e il coraggio di rialzarci e di andare avanti combattendo nel nome prezioso di Gesù Cristo.

Noi non siamo Santi perché lo siamo ipso facto, ma proprio per la dimora di Dio in noi attraverso il Suo Spirito, (I Corinzi 6:11).

Efesini 1:4Noi siamo stati eletti in Lui prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui nell'amore.

Ciascuno di noi può dunque, in piena sicurezza di fede e nella potenza dello Spirito, impadronirsi di tale rivelazione, una delle più gloriose di tutte: Cristo, mia santità. Non cerchiamo nulla al di fuori di lui, ma rallegriamoci di essere in lui, uno con lui e conseguentemente di tutto ciò che egli è in se stesso per noi! Quale glorioso privilegio è per i credenti, possedere la santità stessa di Cristo! Se noi accettiamo questo fatto per fede ne constateremo la realtà. Dobbiamo manifestare al mondo chi siamo portando il riflesso della sua luce, (Efesini 5:8).

Se realizziamo la santificazione, vi sarà nella nostra vita del frutto alla gloria del Signore, gioiremo della sua comunione ed Egli sarà visibile in noi. Laddove la santità pratica fa difetto, lo Spirito Santo è rattristato, la testimonianza del credente è compromessa, non vi è in lui nè gioia nè pace nè potenza. Un tale cristiano è carnale, perchè in lui agisce la carne e non lo Spirito; al posto d'essere un "uomo fatto", è un "bambino" che non sopporta il cibo solido (Ebrei 5:14; Ebrei 4:13; I Corinzi 3:1-3). Egli non "vede" Cristo, in quella visione attuale, privilegio di colui che "procaccia la santificazione". Come si ottiene la santificazione pratica? Sicuramente attraverso l’opera di Dio in noi: Dio stesso agisce in noi, mediante la sua grazia, per produrre la nostra identificazione progressiva con Cristo, perchè "Cristo sia formato in noi" (Galati 4:19). Quest'opera si compie quotidianamente e terminerà nel giorno di Cristo: "Avendo fiducia in questo: che Colui che ha cominciato in noi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù" (Filemone 1:8). È Dio che opera in noi il volere e l'operare, per la sua benevolenza (Filemone 2:13). Il credente può dunque porre tutta la sua fiducia in Dio e nella sua promessa di conservarlo irreprensibile - spirito, anima e corpo - fino al ritorno del Signore. "Fedele è Colui che vi chiama, ed Egli farà anche questo" (I Tessalonicesi 5:23-24).

E se noi ostacoliamo, per nostra disobbedienza, questa azione della grazia divina in noi, Dio deve ricorrere alla disciplina, per il nostro bene e affinché partecipiamo alla sua santità. Egli agisce allora verso noi come verso dei figli, "perchè qual è il figliuolo che il padre non corregga?". Questa disciplina è la espressione dell'amore di Dio per noi. "Il Signore corregge colui che egli ama e flagella ogni figliuolo che egli gradisce". Allorché essa ha lavorato in noi, "rende un pacifico frutto di giustizia", manifestata mediante la santificazione pratica. È per questo che siamo esortati a non disprezzare la disciplina del Signore e a non scoraggiarci nemmeno quando Egli ci riprende (Ebrei 12:4-11). Al contrario, noi possiamo benedire l'amore che ci educa, e domandare con Davide: "Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami, e conosci i miei pensieri. E vedi se v'è in me qualche via iniqua, e guidami per la via eterna" (Salmo 139:23-24).

È per lo Spirito Santo che il credente fa morire gli atti del corpo (Romani 8:13), cioè le manifestazioni della carne che è in lui. Il suo corpo è il tempio dello Spirito Santo e non gli appartiene più, perché egli è stato riscattato a un gran prezzo: il sangue prezioso di Cristo. Egli deve dunque vegliare a non intralciare l'azione dello Spirito in lui, al fine di glorificare Dio nel suo corpo (I Corinzi 6:19-20).

E, infine, dobbiamo ricordarci che l’effetto della Parola entra nell’uomo che vi medita sopra, (Giosuè 1:8) e colui che si sottomette alla Parola e la osserva ama il Signore. "Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti e i pensieri del cuore" (Ebrei 4:12). Guardiamoci dal sottrarci al taglio di questa spada! Nella sua preghiera sacerdotale, il Signore Gesù chiede a Dio di santificare i suoi per mezzo della verità, e aggiunge: "La tua parola è verità" (Giovanni 17:17). "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona" (II Timoteo 3:16-17).

Salmo 119:11Ho riposto la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te.

L'applicazione della santificazione

La santificazione s'applica a tutto ciò che noi siamo e a tutto ciò che facciamo.

a) Al nostro corpo

La Parola di Dio dichiara che il nostro corpo "è per il Signore". Esso è il tempio dello Spirito Santo; è per questo che noi dobbiamo glorificare Dio nel nostro corpo (I Corinzi 6:13,19,20). Il credente è esortato a "possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza.. poichè Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione" (I Tessalonicesi 4:4-7). Noi abbiamo il prezioso privilegio di "presentare i nostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio", vale a dire di consacrarli interamente al Suo servizio (Romani 12:1; Romani 6:13,19).

b) Ai nostri pensieri

Dio esorta alla santificazione dell'uomo interiore: "Custodisci il tuo cuore più d'ogni altra cosa" (Proverbi 4:23-27). Davide proclama: "Ecco, tu ami la sincerità nell'interiore" (Salmo 51:6). L'apostolo Paolo invitava i Corinzi a purificarsi da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la loro santificazione nel timor di Dio (II Corinzi 7:1). La vita di Cristo in noi non saprà trovare la sua gloria laddove Cristo non troverà la sua. Lo Spirito di Cristo in noi, non può essere differente dallo Spirito che era in Cristo. "Chi si unisce al Signore è uno spirito solo con Lui" (I Corinzi 6:17).

c) Alle nostre parole

La santificazione delle nostre parole deriverà dalla santificazione dei nostri pensieri. Noi dobbiamo evitare tre scogli:

- le maldicenze (I Pietro 2:1);

- le espressioni fuori posto o sconvenienti (Efesini 4:29; Efesini 5:4);

- la menzogna, (Apocalisse 21:8).

La menzogna, di cui Satana è il padre, è incompatibile con la santità. "Non mentite gli uni agli altri" (Colossesi 3:9). "Gettando lungi da voi ogni frode" (I Pietro 2:1). La menzogna è il riflesso di una falsità interiore che Dio ha in orrore, perchè Egli vuole la verità nell'uomo interiore (Salmo 51:6).

d) Al nostro cammino

II credente è chiamato a manifestare la santità in tutto il suo cammino, secondo il modello perfetto che il Signore ci ha lasciato. "Chi dice di dimorare in Lui, deve, nel modo ch'Egli camminò, camminare anch'esso" (I Giovanni 2:6). Tutto ciò che è indegno di Cristo, si è detto, è indegno di un cristiano. Questa santità sarà caratterizzata dalla luce in tutto il nostro comportamento. "Voi siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce.. esaminando che cosa sia accetto al Signore" (Efesini 5:8-10).

Il mondo è il dominio di Satana, suo capo (Giovanni 14:30). È un vasto sistema organizzato per la soddisfazione delle concupiscenze umane, e che pure in tutte le sue manifestazioni religiose rinnega totalmente Dio. "Tutto quello che è nel mondo.. non è dal Padre" (I Giovanni 2:16). "Tutto quello" include: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita.

Esiste un parallelo tra queste tre cose, da una parte, e i tre elementi della tentazione di Eva, dall'altra parte (Genesi 3:6). Ella vide che il frutto era:

- buono da mangiare (concupiscenza della carne, cioè i cattivi desideri tendenti alla soddisfazione dei sensi, che si tratti di piaceri raffinati o volgari);

- un piacere per gli occhi (concupiscenza degli occhi: l'eccitazione di malvagi desideri attraverso ciò che si vede);

- desiderabile per diventare intelligente (l'orgoglio della vita: il desiderio dell'uomo di "farsi uguale a Dio", di elevarsi al di sopra degli altri, la vanità, lo spirito di dominazione).

Di fronte a certe decisioni, il credente è chiamato a discernere ciò che costituisce una concupiscenza o un desiderio legittimo. Noi siamo stati chiamati a libertà, ma dobbiamo vegliare a non usare della libertà come d'una occasione alla carne (Galati 5:13). La libertà alla quale siamo stati chiamati è la libertà di servire e di glorificare Dio. D'altra parte, se tutte le cose sono permesse, non tutte sono convenienti ed edificano (I Corinzi 10:23). Durante la sua vita, il credente è dunque chiamato a fare una scelta (Deuteronomio 30:19-20). Se ha del discernimento spirituale e se teme Dio, non avrà difficoltà a conoscere la Sua volontà, perchè "il segreto dell'Eterno è per quelli che lo temono" (Salmo 25:14). L'apostolo Paolo non cessava mai di chiedere a Dio che i Colossesi fossero ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni saggezza e intelligenza spirituale, per marciare in maniera degna del Signore, per essergli graditi sotto ogni aspetto. Questa saggezza e questa intelligenza sono di origine spirituale. Più vivremo presso Dio, meglio conosceremo la Sua volontà. Ma là dove vi è della propria volontà o dell'ignoranza, la luce mancherà.

Il credente si astenga dunque, senza esitare, da tutto ciò che la Parola vieta espressamente. E dove non vi è un espresso divieto, deve chiedersi se quello che si fa è alla gloria di Dio, (I corinti 10:31) e non serva per il proprio piacere terreno, (Romani 13:14). Infine, ma non ultimo, ci si chieda sempre se il mio agire non comporta una caduta per mio fratello. Ciascuno di noi è esortato a non essere una occasione di caduta per il proprio fratello (I Corinzi 8:13). "Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi l'altrui" e rispetti "la coscienza dell'altro" (I Corinzi 10:24-29). Non dovremmo mai dimenticare questo principio fondamentale: "Ciascuno di noi compiaccia al prossimo nel bene, a scopo d'edificazione" (Romani 15:2).

Introduzione

Il motivo per cui il cristiano aderisce al piano di Cristo è la salvezza della proria anima. Questo è quello che molto spesso noi stessi riteniamo. In realtà c’è molto altro legato alla salvezza. Il paradiso è la conclusione della salvezza. La dottrina che studia la salvezza si chiama soteriologia. La soteriologia, (dal greco σωτηρία - sōtēria -, "salvezza", e da λόγος - logos -, "parola", "ragione" o "principio"), nell'ambito della storia delle religioni, è infatti lo studio della salvezza nel senso di liberazione da uno stato o una condizione non desiderata.

Le diverse religioni e denominazioni cristiane si pongono in maniera alquanto differente su questo argomento, pertanto si è creata molta confusione al riguardo. La Bibbia è molto chiara e semplice nel suo linguaggio, facile da capire quando ripuliamo la nostra mente da ogni preconcetto. Per cui vi invitiamo serenamente a non pensare a quale tipo di formazione biblica avete ricevuto ma piuttosto andiamo alla Parola del Signore.

La Chiesa Cattolica Romana, insegna che la Salvezza/andare in Paradiso il risultato finale di una vita cattolica fatta di sacrifici, privazioni e opere buone, sebbene non sappiano mai quando hanno fatto abbastanza da meritarsi un posto sicuro in Paradiso. Questa dottrina può portare a uno di due casi: può portare un cattolico alla pazzia, se la applica pienamente vivendola quotidianamente, oppure può farci diventare freddi nei confronti di Dio, poiché ci si rende conto che viene richiesto molto al singolo individuo, il quale si caricherebbe di un fardello troppo pesante da portare, e che quindi non si possano soddisfare le esigenze e le aspettative di Dio. Questo secondo gruppo di persone pensa inoltre che Dio, con questo grosso peso da portare, richieda uno stile di vita così rigido che solamente pochi eletti siano in grado di vivere pienamente, e cosi`, o ripiegano sull'andare in chiesa la Domenica e partecipare alle feste comandate sperando che questo loro sacrificio sia sufficiente, oppure si allontanano da Dio completamente.

La Chiesa Protestante, molto in generale, predica e insegna che la Salvezza/andare in Paradiso sia il semplice risultato di credere che Gesù sia il Figlio di Dio e loro Salvatore; una volta stabilito questo nel loro cuore devono recitare una breve "preghiera per la Salvezza" e, a questo punto, sono "salvati". Questo insegnamento deriva dalla dottrina di Martin Lutero ma è soltanto l’inizio del piano di salvezza per l’uomo. L'Essere salvati è un punto fondamentale nelle varie denominazioni protestanti, poiché i protestanti iniziano così la loro "vita cristiana"; alcuni dopo questa preghiera non iniziano per niente una vita nuova, una "vita cristiana"; ma continuano la loro vita di sempre, credendo di essere salvati e si sentono forti e sicuri di questo. Molte chiese protestanti predicano la dottrina del "una volta salvati, sempre salvati", ovvero, una volta che l'individuo è stato salvato, non potrà mai più perdere la Salvezza.

Per i musulmani, è davvero importante credere nell'unicità e perfezione di Dio. Il proposito della vita è vivere in modo da compiacere Allah per poter guadagnare il Paradiso. Si crede che nella pubertà si apra una conta dei debiti di ogni persona, che sarà usata nel giorno del Giudizio per determinare il suo destino eterno. Il Corano inoltre suggerisce la dottrina della predestinazione divina. Corano 4:49, 24:21, 57:22. Il Corano insegna la necessità di fede e di buone opere per ottenere la salvezza. Secondo la dottrina musulmana della salvezza i non credenti (kuffar, letteralmente "colui che rifiuta la verità") e i peccatori saranno condannati, ma il pentimento genuino dà come risultato il perdono di Allah e l'entrata al Paradiso al momento della morte.

I movimenti ascetici, predicano che la salvezza si raggiunge soltanto attraverso l’isolamento totale, e un percorso di meditazione assoluta fino a conformarsi con il soprannaturale. Quindi la salvezza è soltanto per pochi iniziati. La religione Sikh accentra l'attenzione sulla salvezza tramite la meditazione, ordinata e personale, nel nome e nel messaggio di Dio, al fine di essere in unione mistica con Lui. L'induismo, che insegna che siamo coinvolti nel ciclo di morte e di rinascita chiamato Samsara, insegna che si deve raggiungere la liberazione, chiamata moksha. Il buddismo spiega come raggiungere la salvezza attraverso il distacco dal mondo materiale e dal dolore per raggiungere il Nirvana, stato di estasi e illuminazione.

La Parola di Dio ci chiarisce immediatamente che il piano di salvezza per l’uomo è stato dichiarato dal Signore Gesù Cristo che ha annunziato il Regno di Dio a tutti gli uomini semplificandolo e rendendolo alla portata di tutti, sia fisicamente che mentalmente:

Matteo 11:25 - Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e gli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli.

Vogliamo fin d’ora asserire che la salvezza è solo in Gesù Cristo, il quale è l’unica via che porta al padre, (Giovanni 14:6). Ma nella salvezza, nel concetto specifico di salvezza non va inteso soltanto la destinazione del paradiso, quella è come dire la conclusione di un percorso virtuoso che comincia dal credere in Cristo e conoscerLo attraverso la Parola che ha creata ogni cosa, (Colossesi 1:16). Già lo stesso verbo credere nasconde aspetti che sfuggono alla maggior parte dei fedeli. L’azione di credere abbraccia tutta l’essenza e la profondità di Dio. La semplice preghiera di salvezza, (che non si trova scritta come raccomandazione in nessuna parte della Scrittura), non è altro che una invenzione umana, che possiamo anche in parte condividere, ma che serve solo a dare un ingresso, una spinta al credente che dinanzi alla radunanza confessa di essersi arreso a Cristo.

Matteo 1:21 - Ed ella (Maria) partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché Egli salverà il Suo popolo dai loro peccati.

Significato del termine salvezza

I termini che indicano la salvezza nella Bibbia sono soteria (G4991 - salvezza), soter (G4990 - salvatore) e sozô (G4982 - salvare); il corrispondente ebraico è yasa.

Nell'antichità, il significato classico di “sozô” era quello di rendere sano, guarire, salvare, preservare, salvare dalla morte, conservare in vita. Tutte azoni diciamo così, che rientrano nella sfera umana. E, se queste azioni si applicavano ad un aspetto prettamente terreno di una qualsiasi persona al quale si attribuiva il titolo di “soter – salvatore” (si vedano per lo scopo i filosofi come Epicuro; i governatori come Tolomeo IV e Nerone; i pagani nelle loro divinità come Zeus e Attis), la Parola di Dio ci presenta Cristo come agente di una salvezza umana e terrena, ma soprattutto spirituale ed eterna (Isaia 49:6-8 / Matteo 1:21 / Luca 1:47,67 / Luca 19:10 / I Timoteo 4:10 / Tito 3:4-6). L’attribuzione della qualità di salvatore deriva dunque dall’applicazione del senso del termine appena adesso elencato. Gesù non usò mai il nome “soter” per sé stesso, ma la gente di Samaria lo riconobbe come il Salvatore del mondo (Giovanni 4:42). Il nome stesso del Figlio di Dio, venuto sulla Terra, attesta questa realtà; esso corrisponde al greco Iêsous ed all'ebraico Yahashuà che significa YHWH Salva. L’arcangelo Gabriele non ebbe la necessità di dichiarare la qualità agente del Cristo quanto di dichiarare a Maria il motivo della Sua venuta in questo mondo, (Matteo 1:21). Gesù è il Salvatore che guarisce (Marco 5:34 e Marco 10:52), giustifica (Tito 2:13-14 e Tito 3:6-7), è capo della Chiesa (Efesini 5:23), libera e benedice (Filippesi 3:20, Tito 2:13).

Definiamo perciò la salvezza come la nuova vita in Cristo; uno stato di favore presso Dio che comporta la separazione dal peccato, la comunione con Lui e la vita eterna.

IL SACRIFICIO DI CRISTO: il fondamento per la salvezza

Uno dei tanti passi della Scrittura che illustra l'opera di Cristo sulla Croce è:

Ebrei 9:11-14 - Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d’uomo, cioè, non di questa creazione, è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna. Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurar la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!

Con la Sua morte e risurrezione, Cristo Gesù ha compiuto l'opera che è sufficiente a salvare l'uomo dal peccato e dalla morte eterna. Quest'opera salvifica è perfetta ed è a disposizione di tutti, non solo di pochi eletti perché:

I Timoteo 2:4 - Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.

Vogliamo perciò analizzare, alla luce della Scrittura, ciò che Cristo ha guadagnato per l'umanità morendo sulla croce e risuscitando.

Espiazione - Copertura

Espiare significa letteralmente “coprire”; dà il senso di coprire il peccato alla vista di Dio affinché esso non provochi la Sua ira (Levitico 4:13-21). Nel momento in cui il sangue dell'animale veniva posto sull'altare, l'israelita realizzava la realtà di Esodo 12:14. Perciò il peccato non veniva solo coperto, ma cancellato, rimosso, gettato dietro alle spalle (Geremia 18:23 / Isaia 6:7 / Isaia 38:17 / Isaia 43:25), ma soprattutto perdonato (Salmo 78:38).

La morte di Cristo, uomo perfetto e Dio incarnato, fu espiatoria perché servì per la rimozione del peccato dell'intera umanità (Ebrei 2:17 / Ebrei 9:13-14); Egli stesso divenne peccato per noi (II Corinzi 5:21 /I Pietro 2:24). Con la Sua morte Cristo ha reso possibile la purificazione totale dal peccato per chiunque, in ogni parte del mondo, lo invochi.

La propiziazione - Avvicinamento

Propiziazione deriva dal latino e significa “avvicinare”. E il sacrificio di Cristo ha propiziato, ha reso favorevole, ha avvicinato l'uomo peccatore a Dio. La morte di Cristo ha stornato l'ira di Dio nei riguardi del peccatore penitente (Romani 3:25 / I Giovanni 2:2 / I Giovanni 4:10). È utile confrontare quest'aspetto dell'opera di Gesù con quello che era il propiziatorio dell'Antico Testamento (Esodo 25:16-22), per apprezzarne ancora di più il valore.

La sostituzione - Cambiamento

I sacrifici dell'Antico Testamento erano sostitutivi per natura: l'animale moriva al posto del peccatore (Levitico 4). In Isaia 53 quest'aspetto assume il suo più alto significato: Cristo porta la pena spettante ad altri, ha sostituito noi soffrendo e morendo al posto nostro

Isaia 53:4-5,11 - Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti... Egli vedrà il frutto del suo tormento interiore, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità.

Egli è morto in vece nostra, prese il castigo spettante a noi affinché potessimo sfuggire ad esso. Il Nuovo Testamento conferma questa preziosa verità (II Corinzi 5:21 / I Pietro 2:24)

La redenzione - Riacquistare

Redimere significa letteralmente ricomprare pagando un prezzo. Uno dei titoli più citati del Signore Gesù è Redentore e talvolta l'intera Sua opera viene definita la Redenzione (Matteo 20:28 / Galati 3:13 – 4:5 / Tito 2:14 / I Pietro 1:18 / Apocalisse 5:9Apocalisse 14:3-4). Ci sono delle descrizioni interessanti riguardo alla redenzione; una la spiega nella prospettiva dell'Antico Testamento (Levitico 25:47-49), mentre Gesù, nella Sua predicazione riprendeva il concetto del Salmo 49:7-9 (Marco 8:36-37). Il Nuovo Testamento rimarca il concetto (I Corinzi 6:19-20 / I Pietro 1:18).

Riconciliazione - Trasformazione

Per riconciliazione s'intende il mutamento di un rapporto d'inimicizia in uno d'amicizia. Secondo le Scritture è Dio, la parte offesa, che prende l'iniziativa di riconciliare a sé l'umanità; è Lui che ordina i sacrifici espiatori, è Lui che manda il Suo Figliuolo come sacrificio espiatorio. Mentre eravamo nemici di Dio siamo stati riconciliati per mezzo della morte di Cristo (Romani 5:10 / II Corinzi 5:18-19 / Colossesi 1:21).

Quest'atto di riconciliazione è un'opera completa, sicché agli occhi di Dio tutto il mondo è già riconciliato. Il problema allora è nell’uomo che deve desiderare questa riconciliazione che è stata messa alla portata di tutti. Tutti gli ostacoli possibili ed immaginabili sono stati rimossi. Rimane soltanto che i credenti la proclamino e i peccatori la ricevano.

LA CONVERSIONE:

Cristo ha provveduto agli uomini una salvezza perfetta. L'opera si è compiuta al Calvario ed alla risurrezione, il fondamento è stato posto 2000 anni fa, una volta e per sempre. Chiunque vuole può beneficiare di quest'opera grandiosa.

Ora, dopo aver esaminato l'opera in sé, ne vedremo due aspetti importanti: il primo corrisponde alle condizioni per la salvezza. Anche se Dio vuole che tutti siano salvati (I Timoteo 2:4), non costringe nessuno ad accettarlo come Salvatore. C'è bisogno che si creino le condizioni per la conversione, periodo nel quale il peccatore volge i suoi passi a Dio (Atti 3:19 / I Pietro 2:25).

Il ravvedimento

Il ravvedimento è il dolore per il peccato, risultato dell'opera dello Spirito Santo, con lo sforzo sincero di abbandonarlo. Traduce il greco metànoia che la versione Cattolica (CEI) traduce erroneamente con fare penitenza. In Atti 2:38 leggiamo la risposta storica che l’Apostolo Pietro diede a chi gli chiedeva cosa fare per essere salvato:

Atti 2:38Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nelle acque nel nome del Signore gesù e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

Il termine greco usato per ravvedimento discende dalla metanoia che abbiamo visto prima: G3340 metanoeò, che significa letteralmente “cambiare la propria mente”, “pensare in un modo diverso”. E dunque il ravvedimento costituisce una opera che richiede l’innesco della volontà dell’uomo. E’ una tua scelta personale. Devi volerlo, devi dichiararlo. In questo senso può anche essere accolta la “preghiera di salvezza” come dichiarazione ufficiale del credente di accettare il Signore dichiarando di volerlo seguire, ma bisogna pure che il credente compia dei passi in avanti rispetto alla semplice preghiera di salvezza. Se non vi è un cambiamento vero non vi è un vero ravvedimento.

Il vero ravvedimento è costituito da tre aspetti: intellettuale, emotivo e pratico.

Facciamo un esempio:

a) Un viaggiatore apprende di trovarsi su un treno che non va verso la località alla quale egli è diretto; questa conoscenza corrisponde all'elemento intellettuale: attraverso la Parola di Dio una persona apprende di non trovarsi in regola con Dio (Romani 3:20).

b) Il viaggiatore è preoccupato di questa scoperta, è dispiaciuto e spaventato. Questo illustra il lato emotivo del ravvedimento, che è il dolore per aver offeso Dio (II Corinzi 7:9-10).

c) Il viaggiatore lascia il treno alla prima opportunità e prende il treno giusto. Questo illustra il lato pratico del ravvedimento (Atti 2:38 / Romani 2:4). Il risultato è che ora il peccatore porta dei frutti degni del ravvedimento (Marco 3:8).

Bisogna dunque conoscere lo stato nel quale ci troviamo, e questo viene soltanto attraverso la Parola di Dio, che apre i cuori e rende ogni essere pronto a comprendere e ad avere fede. Bisogna provare pentimento per quello che si è fatto, e bisogna cercare di lasciare quel treno che ci sta conducendo in un luogo sbagliato.

La fede

La fede, nel senso biblico di credere, confidare, è una condizione necessaria per la salvezza (Ebrei 11:6). Significa credere nella verità dell'Evangelo ed accettarla come regola di vita.

La fede intellettuale non è sufficiente per la salvezza (Giacomo 2:19); una persona può dare all'Evangelo il Suo assenso mentale, ma escluderlo dalla propria vita. Perciò è necessaria la fede del cuore (Romani 10:9).

Per produrre tale fede c'è bisogno dello Spirito Santo in cooperazione con la Parola (Romani 10:17 / Ebrei 12:25). Una persona convertita cerca di obbedire alla Parola. Molto spesso verrà meno, ma sarà sempre nel tentativo di rialzarsi prontamente e di lasciare lo sbaglio commesso (Romani 16:19 / II Corinzi 9:13 / I Pietro 1:22).

LA NUOVA NASCITA: i Battesimi

Giovanni 3:3 - In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio

II Corinti 5:17 - Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove

I termini CONVERSIONE e NUOVA NASCITA possono essere sinonimi. Se noi li distinguiamo è per comodità di studio, ma non si deve commettere l'errore di scindere l'elemento umano dall'elemento divino nell'esperienza della salvezza.

Perciò, dopo aver stabilito biblicamente le condizioni umane necessarie per sperimentare la salvezza dell'anima, vogliamo approfondire la realtà dell'esperienza stessa: cosa succede realmente quando una persona accetta Cristo nella propria vita come suo personale Salvatore?

L'esperienza del ravvedimento è emblematica, è il segno esteriore di una trasformazione interiore e divina; e quest'opera di salvezza comprende tre momenti che il peccatore pentito sperimenta simultaneamente nell'attimo stesso in cui Cristo lo salva:

La giustificazione

La giustificazione è un atto della gratuita grazia di Dio, per il quale Egli perdona tutti i nostri peccati e ci accetta come giusti ai Suoi occhi unicamente per la giustizia di Cristo. Perciò non diventiamo giusti da noi stessi, ma ci viene imputata la giustizia di un Altro e ciò si riceve per SOLA FEDE.

La giustificazione è un mutamento di posizione: prima il peccatore era condannato, ora il credente si trova nella posizione di giusto davanti a Dio. Abbiamo detto che questa giustizia non diviene propria dell'uomo, ma all'uomo viene imputata la giustizia di Cristo (Romani 8:28-30). La fonte della giustificazione è la grazia, il mezzo per riceverla è la sola fede (Romani 3:21-24 / Romani 5:1-2).

Nonostante il suo passato peccaminoso e la sua presente imperfezione, il credente ha una posizione sicura davanti a Dio, quella di giustificato; la sua colpa è cancellata (Romani 4:7-8), e niente può contraddire questo verdetto di Dio (Romani 8:33-34).

La rigenerazione

La rigenerazione indica quell'atto per il quale Dio pone il principio della vita nuova nell'uomo, operando una trasformazione spirituale: ciò a cui Gesù si riferiva parlando a Nicodemo

“Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»” (Giovanni 3:3-4)

Il Novo Testamento descrive la rigenerazione mediante cinque immagini:

          Nuova nascita (Giovanni 3:7-8 / I Giovanni 5:1)

          Purificazione (Tito 3:5)

          Vivificazione (Colossesi 3:10)

          Creazione (II Corinzi 5:17 / Efesini 2:8-10)

          Resurrezione (Colossesi 3:1 / Efesini 2:5-6)

L'uomo ha necessità di essere rigenerato a causa della sua corruzione e della sua incapacità ed impossibilità di porvi rimedio (I Corinzi 2:14 / Efesini 2:1-3).

Lo Spirito Santo è l'Autore di questo miracolo (Giovanni 1:12-13 – 3:6); Egli utilizza la Parola di Dio (Giacomo 1:18 / I Pietro 1:23).

Ma il credente che si converte deve anche compiere un passo in avanti che è sempre frutto della propria decisione personale: il battesimo nelle acque. Nel testo biblico notiamo che il battesimo nelle acque era quasi una sorta di prosecuzione della conversione, come se fosse quasi un momento unico. Nelle chiese moderne, la necessità logistica ha molto spesso prevalso sulle abitudini bibliche, per cui oggi si battezzano soltanto le persone che hanno compiuto studi particolari o hanno fatto voti particolari, senza considerare che non era così dal principio. Inoltre, ma non ultimo, il battesimo nelle acque deve essere ministrato per immersione totale, (baptizo – immergo), e invocando il nome di Gesù Cristo il Signore come fu espressamente compiuto da tutti gli apostoli.

La santificazione

La santificazione è l'opera progressiva dello Spirito Santo che riproduce il carattere di Cristo nel credente (Galati 3:3 / Efesini 4:22-24). Bisogna distinguere la santità che è lo scopo della santificazione (I Tessalonicesi 3:12-13) dalla santificazione stessa che, come già detto, è il processo di maturazione operato dallo Spirito Santo nel credente (Romani 6:19,22 / Ebrei 12:14).

La santificazione si realizza nella misura della comunione con Cristo (Giovanni 15:4 / Galati 2:20); è ovvio perciò che per quest'opera divina è richiesta la cooperazione del credente che si studia di mortificare il vecchio uomo (cfr. Colossesi 3:9-10), di separarsi dal male e, soprattutto, perseguire il bene (Giacomo 4:17).

Per compiere la santificazione lo Spirito Santo utilizza la Parola di Dio (Giovanni 17.17 / Salmo 119:9 / Giacomo 1:22-25) e il sangue di Cristo (Ebrei 13:12 – 10:10,14 / I Giovanni 1:7).

In ultima analisi, la santificazione non è sinonimo di perfezione sulla terra, in quanto il carattere del credente è perfettibile e sarà perfetto nella gloria del cielo (Filippesi 3:13-14).

“preghi per me??” sembra una richiesta crescente in questo periodo ….come crescenti sono i vari gruppi sui social che si prefiggono l’obbiettivo di portare avanti e di sostenere le varie richieste di preghiere .

Nell’uomo l’intervento del soprannaturale risulta essere intrinseco alla propria natura nei momenti di particolare necessità materiale , laddove le vie “umane” hanno vista preclusa qualunque forma di risoluzione al problema, e l’uomo cosi si riscopre “religioso” avente bisogno di un aiuto soprannaturale ; ciò è spiegato dal fatto che Dio ha celato nell’uomo il concetto di eternità ed esso ne ricerca l’esistenza laddove la razionalità e la logica, la scienza umana vengono ad essere inefficaci:

Ecclesiaste 3:11 Egli ha fatta ogni cosa bella nella sua stagione: ha eziandio posto l'eternità nel cuor degli uomini, senza che però l'uomo possa giammai rinvenir l'opere che Iddio ha fatte, da capo al fine.  

Nell’eternita’ altresi e’ celata l’intera opera creativa di Dio, ecco spiegato perche’ l’uomo trae questo sentimento dal tesoro del suo cuore ,poiche’ attraverso questa richiesta esso palesa, manifesta in modo introspettivo la ricerca di Dio nella propria vita ed altresi rende pubblico la sua necessita’ di essere aiutato da Dio.

Uno dei versi biblici che piu’ viene utilizzato al fine di giustificare il ricorso alla preghiera e la sua efficacia da parte dei credenti e’ :

Giacomo 5:16 Confessate i falli gli uni agli altri, ed orate gli uni per gli altri, acciocchè siate sanati; molto può l'orazione del giusto, fatta con efficacia.

Ma bisogna pero’ precisare che non viene preso l’intero verso per esteso ma soltanto la parte finale ovvero…..molto puo’ la preghiera del giusto fatta con efficacia.

E’ bene chiarire che la preghiera ,come dichiarato precedentemente ,e’: “ l’espressione di un cuore che si arrende a Dio” per espressione intendiamo qualificare un sentimento ,ed e’ proprio il cuore il centro dei sentimenti ,dal cuore nasce la preghiera …….

Qui gia’ potremmo cominciare a delineare dei punti base molto importanti che ci fanno comprendere la grande differenza tra le preghiere,nate dal cuore e le preghiere nate dalla mente che si e’ ritrovata nella logica della materialita’ a dover fronteggiare una situazione inaspettata che non trova risoluzione nella logica umana ,ho un problema ,non riesco a risolverlo che faccio?? Prego come chiave risolutiva del problema … ed e’ scritto:

Giacomo 4:3 Voi domandate, e non ricevete; perciocchè domandate male, per ispender ne' vostri piaceri.

Poiche’ la preghiera siffatta non procede da una goccia d’amore ma da un bisogno materiale…qualunque esso sia …..

Abbiamo inizialmente citato il verso contenuto in Giacomo 5:16 ed esordisce confessate i falli gli uni agli altri ………sembra strano …..ma se riflettiamo lo Spirito di Dio gia’ comincia a condurci in un campo dove viene ad essere manifestata la nostra natura peccaminosa ,avida,altezzosa dove viee richiestoci in maniera celata di riconoscerci peccatori ,di riappacificarci con tutti secondo come e’ scritto

Ebrei 12:14 Procacciate pace con tutti, e la santificazione, senza la quale niuno vedrà il Signore.

In poche’ parole ci sta conducendo alla fase iniziale della vita del cristiano ..ovvero al ravvedimento ,pentimento alla forma primordiale di “AMORE” ….ed e’ intrinseco che tale concetto e’ espresso in maniera chiara a quanti accettano di fare la sua volonta’ ….si “piegano” sotto la mano di Dio ….ovvero attraverso un’avversita’ materiale io giungo alla Conoscenza della Verita’ cioe’ Cristo ,ascolto la sua voce preoveniente dal mio cuore dal mio interiore ,riconosco la supremazia di Dio e reputo necessario ed indispensabile il suo aiuto comincio a lasciarmi condurre dalle sue Parole……

Anche qui denotiamo il piano della salvezza di Dio manifestato attraverso il suo volere:

Giovanni 3:15 acciocchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Giovanni 3:16 Perciocchè Iddio ha tanto amato il mondo, ch'egli ha dato il suo unigenito Figliuolo, acciocchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Ed il nocciolo e’ sempe li’….credere …se non credo come otterrò??

Quindi condizione essenziale prima di pregare o di richiedere preghiera e’ :

ü  CREDERE!!

Ora entriamo piu’ dettagliatamente all’interno della preghiera:

nel libro degli atti e’ scritto ATTI 20:35 In ogni cosa vi ho mostrato che affaticandosi, si convengono così sopportar gl'infermi; e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il qual disse che più felice cosa è il dare che il ricevere.

Gesu’ ha donato se stesso per la nostra salvezza, non ha riguardato a sofferenze a privazioni ,non ha rifiutato la morte per noi ….e questo perche’?? per “AMORE”

ü  Giovanni 15:13 Niuno ha maggiore amor di questo: di metter la vita sua per i suoi amici.

Gesu’ e’ la manifestazione tangibile dell’amore di Dio verso gli uomini!!

Egli e’ sempre li ad affaccendarsi affinche’ venga mostrato l’amore di Dio attraverso il contatto col prossimo soccorre quanti sono in difficolta’ ,ascolta il grido del popolo ,e non si trae indietro dall’amare…..quando Lui prega non escono parole dalle sue labbra ma amore puro!!!e la preghiera appunto esterna il sentimento che e’ riposto nel suo cuore ovvero l’amore verso il prossimo…..

ü  Giovanni 14:21 Chi ha i miei comandamenti, e li osserva, esso è quel che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; ed io ancora l'amerò, e me gli manifesterò.

ü  Giovanni 17:26 Ed io ho loro fatto conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere ancora, acciocchè l'amore, del quale tu mi hai amato, sia in loro, ed io in loro.

Cosi abbiamo delineato ancora un punto fondamentale della preghiera …ovvero:

ü  PREGARE PER AMORE, PREGARE CON AMORE !!

Quindi per pregare devo Credere ,ed amare!! Credere in Dio amare Dio ed amare il prossimo …..

ü  Matteo 19:19 Onora tuo padre e tua madre, ed ama il tuo prossimo come te stesso.

ü  Matteo 22:37 Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la mente tua

ü  Matteo 22:39 E il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.

Ma chi e’ il mio prossimo??......un fratello in Cristo ?? anche, ma non solo poiche’ e’ scritto:

ü  Matteo 5:46 Perciocchè, se voi amate coloro che vi amano, che premio ne avrete? non fanno ancora i pubblicani lo stesso?

Ebbene e’ facile amare un “fratello “ ma una persona che non si conosce?? Un estraneo??

Nel verso iniziale abbiamo letto che Iddio ha tanto amato il mondo ….non solo i “Fatelli”

E se Dio e’ amore (1Gv 4:8) questo amore deve essere in noi ……

ü  1 Giovanni 4 :7-13 DILETTI, amiamoci gli uni gli altri; perciocchè la carità è da Dio; e chiunque ama è nato da Dio, e conosce Iddio. 8 Chi non ama non ha conosciuto Iddio; poichè Iddio è carità. 9 In questo si è manifestata la carità di Dio inverso noi: che Iddio ha mandato il suo Unigenito nel mondo, acciocchè per lui viviamo. 10 In questo è la carità: non che noi abbiamo amato Iddio, ma ch'egli ha amati noi, ed ha mandato il suo Figliuolo, per esser purgamento de' nostri peccati. 11 Diletti, se Iddio ci ha così amati, ancor noi ci dobbiamo amar gli uni gli altri. 12 Niuno vide giammai Iddio; se noi ci amiamo gli uni gli altri, Iddio dimora in noi, e la sua carità è compiuta in noi. 13 Per questo conosciamo che dimoriamo in lui, ed egli in noi: perciocchè egli ci ha donato del suo Spirito.

Gesu’ stesso ci da’ un esempio meraviglioso sulla croce ,in agonia ,prima della morte egli cosa fa’?? prega con amore….

ü  Luca 23:34 E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perciocchè non sanno quel che fanno. Poi, avendo fatte delle parti de' suoi vestimenti, trassero le sorti.

Questo deve essere l’atteggiamento di un figlio di Dio ..pregare per amore ,non pregare per ricevere ma pregare per amare ,pregare manifestando il seme d’amore che e’ stato posto nel nostro cuore da Dio

Mose’ servo di Dio prego’ per il popolo ribelle poiche’ amava quel popolo ….

ü  Esodo 32:10 Ora dunque, lasciami fare, e l'ira mia si accenderà contro a loro, e io li consumerò; e io ti farò diventare una gran nazione. 11 Ma Mosè supplicò al Signore Iddio suo, e disse: Perchè si accenderebbe, o Signore, l'ira tua contro al tuo popolo, che tu hai tratto fuor del paese di Egitto, con gran forza e con possente mano? 12 Perchè direbbero gli Egizj: Egli li ha tratti fuori per male, per farli morir su per que' monti, e per consumarli d'in su la terra? Racqueta il tuo cruccio acceso, e pentiti di questo male inverso il tuo popolo. 13 Ricordati di Abrahamo, d'Isacco e d'Israele, tuoi servitori, ai quali tu giurasti per te stesso; ed a' quali dicesti: Io moltiplicherò la vostra progenie, come le stelle del cielo; e darò alla vostra progenie tutto questo paese, del quale io ho parlato, acciocchè lo possegga in perpetuo. 14 E il Signore si pentì del male che avea detto di fare al suo popolo.

Ora perche’ preghi??.....e soprattutto ogni richiesta di preghiera e’ lecita??

Vostro conservo in Cristo Pastore Paolo Marasa’

Un ragazzo ascoltava attentamente la voce di suo padre che gli consigliava di iscriversi nella squadra di rugy del college. Quel ragazzo no naveva certo una costituzione robusta ne era indicato per quello sport così faticoso, ma, volendo obbedire alla voce di Suo padre, fece domanda di inserimento nella squadra e il coach lo accolse pur ammonendolo che non lo avrebbe mai fatto giocare. Inziò la stagione e quel ragazzo, sebbene non entrasse in campo, faceva di tutto per tenere l'animo dei suoi compagni vivo, ..., per incoraggiarli nel momento del bisogno, e, questo suo modo di fare aveva fatta una grande presa sui giocatori che in effetti lo vedevano di buon occhio. Nello stesso tempo, ogni domenica, il padre di quel ragazzo era presente alla partita, e continuava a incitare il suo ragazzo, nonostante non giocasse. Arrivò l'ultima di campionato. Era una partita decisiva. Ma il giovedi una triste telefonata doveva sconvolgere le vite di tutti i giocatori: il padre del ragazzo era morto improvvisamente e il malcapitato doveva partire immediatamente. Chiese scusa al mister che lo congedò garbatamente. Arrivò la domenica mattina, pian piano fu tempo di iniziare a giocare, ma la squadra, senza quel ragazzo che incitava a far bene, si sentiva demoralizzata. Dopo pochi minuti di gioco già erano sotto di parecchi punti e le speranze di vincere il campionato andavano scemando. Improvvisamente, quasi dal nulla, il coach vide quel ragazzo venire in campo stranamente vestito in tenuta da gioco. Lo fermò e gli chiese spiegazione. L'unica risposta fu che quel ragazzo voleva finalmente giocare. Il mister, perplesso, non riuscì a negargli il permesso anche se la sua squadra era sotto. Quando quel ragazzo entrò nel campo la situazione cambiò improvvisamente. Era come un fulmine, e nessuno potè arrestarlo. Alla fine della partita, mentre gli altri lo portavano in trionfo, il coach gli chiese come mai si era deciso a giocare alla fine del campionato. La risposta fu molto strana: perché mio padre è morto. Quando il coach chiese cosa volesse significare quella risposta il ragazzo spiegò meglio: mio padre era cieco. Non vedeva. Per una stagione ha creduto che io giocassi. Ma ora è in cielo. E ci vede. Ho voluto dimostrargli che so giocare. Allora cosa aspetti amicoa mio/a? Scendi in campo per il Signore che ti sta vedendo. 

 

Un folto gruppo di ciechi desiderava capire come era fatto un elefante, e si avvicinarono ad una guida chiedendo di lasciar loro toccare il pachiderma. La guida mise il mammifero nella staccionata di attracco, e lasciò ai ciechi di avvicinarsi all'animale e toccarlo. Dopo un po di tempo che i ciechi erano vicini al pachiderma, la guida li richiamò per farli desistere e, nel contempo, chiese loro che idea si fossero fatti in merito. Il primo disse che l'elefante era simile a un grosso serpente, (era stato in contatto con la proboscide); il secondo disse invece che era come una grossa quercia, insieme ad altri tre ciechi, (avevano toccato le gambe del quadrupede); il terzo, infine, che non era nulla di così impressionante avendo una coda molto piccola... e così, via, via, ogni cieco riferì la propria impressione. L'ultimo, alla fine, prese la parola e disse ai suoi amici ciechi che si erano tutti sbagliati.

Avevano soltanto considerato un aspetto di quell'animale, e, con ciò stesso, non potevano avere una idea completa. Qualche altro cieco allora, indispettito da quella sua saccenza, chiese come fosse un elefante per lui, che, al contrario di loro non aveva nanche sfiorato l'animale. Ebbene, rispose l'ultimo cieco, io conosco perfettamente l'elefante perché, mentre voi eravate impegnati a toccarlo, io sono andato dalla guida e mi sono fatto raccontare per filo e per segno come è effettivamente questo animale...

Allo stesso modo, cari amici, anziché accontentarci di capire e sfiorare soltanto una parte della verità, andiamo alla Parola di Dio che ci guiderà in ogni cosa. La Parola di Dio è una luce sul nostro sentiero buio.

Pastore Gabriele

 

Il giovane chimico svedese, Svante August Arrhenius, nel 1884, sostenne che gli ioni fossero degli atomi dotati di carica, (positiva e negativa, cationi e anioni). Espose le sue idee nella tesi di laurea, ma il concetto stesso di un atomo dotato di carica elettrica apparve talmente rivoluzionario, che il Collegio degli esaminatori decisero di promuoverlo soltanto con il minimo dei voti, quasi disprezzando il lavoro e gli sforzi compiuti dal giovane chimico. Sul finire del secolo fu scoperto l’elettrone e improvvisamente la teoria di Arrhenius fu rivalutata, tanto che, nel 1903, gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica per quella stessa tesi considerata ridicola diciannove anni prima.

Allo stesso modo oggi gli uomini ti considerano ridicolo o pazzo semplicemente perché proclami l'evangelo di Cristo senza perdere tempo nelle cose vane di questa vita. Ma arriverà il tempo in cui molti si dovranno ricredere e darti la giusta valutazione per quello che sei e quello che vali. Insisti nel Signore e vedrai la Sua gloria.

Pastore Gabriele

Ogni istante della nostra vita può riservare gioie o dolori. Ogni istante deve essere speso bene. Fuori dalle metafore, il libro presenta un chiaro rapporto tra l'uomo ed il tempo.

 

L'uomo e il tempo - Pastore Roberto Bracco

Bisogna sapere dove potere riposare. Sotto quale ombra potere restare senza incorrere in pericoli vari. ...

All'ombra del melo - pastore Roberto Bracco

Facciamo insieme un bel viaggio. Inizialmente qualcuno potrà sentirsi scomodo, ma la destinazione ne vale proprio la pena! Non tutto quello che vedi è ciò che esiste. Il libro che vi presentiamo cerca di accompagnarvi in questo meraviglioso viaggio di fede.

 Credere in un Dio che non (si) vede - Dr T. Cross

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