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Wed, Apr

Revival 2014 CHIESE JESHUA EUROPA

Chiesa di Capaci

 Clikkando qua sarete reindirizzati nello slide show delle Chiese Jeshua anno 2014

Abbiamo tutti bisogno di capire. Ciò che ci viene davanti, procede da Dio? E' un inganno del diavolo? E' un abominio davanti l'Eterno? Per rispondere a queste domande leggiamo un passo molto conosciuto della Parola de Dio, Matteo 1:18-25. Giuseppe era un uomo giusto. La Parola ci dice che questo uomo aveva riposto nel suo progetto matrimoniale la sua stessa vita e la sua stessa gioia. Non era un uomo che stava coltivando oscuri propositi. Era un semplice servitore di Dio che stava cercando di portare a compimento il proprio progetto di creare una famiglia. Come tu stesso o tu stessa, senza doppi fini stai cercando di portare avanti un progetto nella tua vita. Ma, proprio quando tutto sembra ormai essere "scontato", ecco che si presenta un intoppo, una sorpresa. Amara, molto amara, nel caso della nostra vicenda. Giuseppe, alla evidenza che Maria era in stato di gravidanza, vide crollare addosso tutta la sua stessa vita. Aveva putnato tutto su quel progetto, ma evidentemente Maria aveva distrutto ogni cosa prima che si realizzasse. Non poteva far finta di niente. Non aveva nessun senso. Doveva allontanare la sua promessa Sposa e l'abomino che portava in grembo... Rifletti insieme a me e considera che una cosa simile accada a te, proprio adesso. Stai puntando tutto su un dato progetto. Stai quasi per accarezzare la sua realizzazione ed improvvisamente qualcosa si mette di traverso, qualcosa comincia a non girare a tuo favore. Può essere una malattia, o un divorzio, o una perdita di lavoro, o un cambio repentino di qualche situazione ... al di là di cosa è, sicuramente quel cambiamento si presenta come una avversità che distrugge, vanifica, annulla i tuoi sforzi fatti per la realizzazione di quel dato progetto. Ed è naturale chiedersi che soa stia succedendo. Giuseppe si chiese cosa stesse succedendo e alla fine aveva preso una decisione. Avrebbe allontanato Maria senza metterla in difficoltà. Segretamente. In fondo, lui era un uomo giusto, non voleva che Maria, nonostante il suo comportamento "scorretto", (secondo l'evidenza umana), dovesse in qualche modo soffrirne. Quante volte abbiamo dovuto prendere una decisione simile, e restare in silenzio mordendoci le labbra per non parlare e denunciare la situazione. E lo abbiamo fatto per amore, molto spesso. Ma la Parola stamane sta riservandoti un resoconto particolare. Giuseppe aveva preso la sua decisione. Ma Dio non aveva ancora terminato con Giuseppe. E l'angelo dell'Eterno si presentò a Giuseppe incoraggiandolo a prendere con se Maria essendo che ciò che sembrava essere un abominio, un tradimento, una abberrazione, in realtà era soltanto il piano di Dio perché nascesse la salvezza per gli uomini. Da qui tiriamo fuori la lezione per noi tutti oggi. Sappiamo che Dio pensa per noi pensieri di pace per dar noi una speranza e un futuro, (Geremia 29:11). Dunque, quando qualcosa sembra mettersi storto e i nostri progetti sembrano scricchiolare, ricorda che questo verso vale ancora: Dio non ha mai smesso di lavorare per te e per il tuo bene. Allora non indugiare e non scoraggiarti. Se oggi si presenta un problema, esso è solo il mezzo con cui Dio vuole far nascere una speranza e la salvezza. Fai nascere Gesù e non temere di quel che ti circonda. Se Giuseppe si fosse arreso non sarebbe mai nato il Salvatore. Se tu ti arrendi e getti la spugna il piano di Dio nella tua vita non potrà realizzarsi e resterai soltanto con il rimpianto nel cuore e con l'amarezza che qualcosa sia andato storto. Ciò che all'apparenza oggi ti sembra un abominio in realtà è il mezzo attraverso cui Dio sta facendo nascere il tuo riscatto. Ricorda che tutto coopera al bene di chi ama il Signore, (Romani 8:28).

Pastore Gabriele   

 

I Corinti 12:14-21

Ogni giorno ti alzi dal letto, ti lavi, indossi i tuoi vestiti, fai colazione, parli con i tuoi, magari leggi il giornale, poi vai al lavoro e fai altre mille cose di routine, ogni giorno. Allo stesso modo il tuo corpo, ogni giorno, compie miliardi di azioni che, proprio perché sono di routine, sembrano e sebrerebbero scontate. Ci sono parti del corpo più apprezzate altre meno, ma tutte svolgono una funzione fondamentale e sono interdipendenti le une dalle altre.
Ora, anche nella chiesa ci sono persone più in vista e persone meno in vista. Persone che si sentono non qualificate e non all'altezza. Prorpio a queste oggi rivolgo il mio pensiero. Voi che non vi sentite all'all'altezza, che restate nascoste senza fare quello che dovreste, state derubando il corpo di Cristo. Si, lo state derubando del vostro contributo... A voi stessi sembrate inutili e insignificanti, invece il vostro Dio vi ha qualificato e CI TIENE a voi. TIENE e CHIEDE che voi tutti facciate quello cui siete stati chiamati.

Smettiamola di derubare il corpo di Cristo e cominciamo a lavorare la Sua vigna.

Pastore Gabriele

Genesi 21:33 - E Abraamo piantò un tamarindo a Beer-Sceba e lì invocò il nome del SIGNORE, Dio dell'eternità. Come ognuno di noi, anche Abramo ebbe dissensi e discussioni con chi stava intorno a lui. Umanamente parlando è impossibile che ciò non avvenga. Il problema è semmai come noi affrontiamo la questione e gestiamo la criticità.

1. Possiamo lamentarci con altri e far giungere la nostra voce indirettamente a colui con il quale abbiamo una diatriba.

Però queste voci arriveranno e se arriveranno storpiate e gonfiate dal male degli uomini stessi che rapporteranno la cosa.... e questo non ci fa onore ne come cristiani ne come uomini. Abramo non fece tutto ciò ma nonostante il torto non proferì ne parola ne accusa contro Abimelec i cui uomini avevano con la forza sottratto un pozzo di acqua agli uomini di Abramo.

2. Possiamo andare contro il nostro interlocutore ed aggredirlo.

Dio non ci comanda questo ma anzi ci invita a cercare la pace con tutti a meno che non sia impossibile, (Romani 12:18). Abramo non fece ne mosse guerra ad Abimelec.

3. Possiamo lavorare di nascosto e ripagare il nostro nemico con la sua stessa moneta.

Il Signore ci invita a pregare e a chidere a Dio di intervenire piuttosto che farci ragione con le nostre mani. Matteo 5:44 - Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,

4. Possiamo invece fare come fece Abramo, colui che il Signore ha benedetto nel suo modo di agire.

Abramo incontrò Abimelec. Abramo semplicemente parlò con Abimelec e rese conto delle sue ragioni. E trovò il favore di Dio che aprì il cuore di Abimelec. MA attenzione, l'opera di Abramo non si fermò qua. Egli prese sette agnelle, e fra la curiosità dello stesso Abimelec egli suggellò un patto con lui e offrì quelle agnelle per Abimelec. Vi immaginate la confusione di quell'uomo? I suoi uomini avevano fatto un torto a chi gli stava di fronte, eppure Abramo non solo non aveva parlato male di lui, non solo era rimasto in silenzio, ma addirittura era pronto a offrirgli un dono costoso. Abramo era pronto a suggellare un patto con Abimelec. Quest'uomo capitolò di fronte all'amore incondizionato che Abramo gli stava porgendo. E i due fecero un patto e divennero amici.

Qualcuno potrebbe adesso dire che Abramo cessò la sua opera, aveva fatto abbastanza, invece no. Abramo fece qualcos'altro: piantò un albero di Tamarindo. Non significa nulla di speciale questo termine, ma ci ricorda che il suo frutto è disintossicante, e la sua ombra maestosa. Ecco, Abramo dopo che aveva compiuto quel gesto aveva disintossicata la sua anima ed era all'ombra dell'Onnipotente. Adesso lì, in quel luogo, dopo avere la pace nel cuore, poteva celebrare l'Eterno ed invocare il Suo nome.

Impariamo dalla Parola di Dio

Pastore Gabriele

La vita è un continuo scalare. Man mano si sale, ci si stanca. E, molto spesso, viene voglia di abbandonare tutto e fermarsi. Magari tornare indietro. Quante volte nella tua vita ti è balenato in mente di non potercela fare. Oggi, ti invito ad assumere una prospettiva diversa. Nelle scalate, è bello avere qualcuno che ci precede e si trova dinanzia noi. E' bello perché quella persona può testimoniare di cose che noi non abbiamo ancora vista. Man mano si sale, infatti, la visuale si allarga, e le esperienze si arricchiscono. Allora se sei ad un certo punto del tuo cammino, anziché pensare di non farcela più, voltati indietro e chiama a chi ti sta dietro: sarà ancora più scaraggiato di te. Chiama, e racconta quello che hai visto. Chiama, racconta la tua meravigliosa esperienza. Chiama, racconta come dopo la tempesta è apparso il sole. Chiama, perché chi ti sta dietro riceverà forza. E, nello stesso tempo, troverai qualcuno che sta davanti a te e che facendo lo stesso, voltandosi indietro, ti incoraggerà te ad andare avanti. Ecco quello che Dio ha comandato: "Allora avrete occasione di essere miei testimoni", (Luca 21:13). Proprio nella difficoltà Dio ti chiama a essere Suo testimone. 

La Chiesa di Antiochia, nella Parola di Dio, viene descritta come una "buona" chiesa. Un'opera immersa in un terreno difficile, incontro di diverse culture e di idoli, ma anche fertile perché sospinto dallo Spirito Santo. Il primo approccio della fede ebraica, (ATTI 11:19) relegò gli Ebrei ad una semplice fazione, con risultati molto limitati. Il secondo approccio, (ATTI 11:20), vide invece la nuova impresa di portare il vangelo a Greci e Gentili, cosa che prima non si era verificata. In Atti 13 si evince come il suo gruppo di anziani erano sia ebrei che Gentili, e ci assicura che attraverso la preghiera, la generosità e la dedizione, avevano fondata una chiesa missionaria. Quella chiesa partorì molte altre chiese. Paolo è morto da circa duemila anni. E così Barnaba, eppure l'opera di cui stiamo parlando non è mai morta, ma ha proliferato in lungo e in largo. La Chiesa originale di Antiochia oggi, non esiste più. I mongoli la misero al sacco nel 1200 circa. Ma esiste ancora l'opera di quei missionari che, anziché morire, si è espansa in lungo e in largo. Parimenti, cari nella grazia, non pensiamo mai che la Chiesa nella quale nasciamo sia e resti "l'unica" chiesa di riferimento. In questo caso staremo soltanto imbrigliando lo Spirito Santo a manifestare la Sua stessa potenza nel permettere agli uomini di fare discepoli. Sii fiero della Chiesa che frequenti, ma agisci come membro del corpo di Cristo e NON di una chiesa. Nel tempo, forse, quella stessa chiesa potrà sparire, ma si ritroverà in mille altre situazioni e sfaccettature. E allora avrai la piena consapevolezza che sei stato usato da Dio per compiere la Sua missione.                                                                                                                                                                                                 Pastore Gabriele

La madre di Hope e Richard, dopo il divorzio con il padre, si erano trasferiti dalla splendida e tranquilla Virginia alla caotica e frenetica New York. Una volta stabilitisi lì, le cose cambiarono per tutti: la madre divenne ben presto una donna di carriera, sempre presa dal ritmo del proprio lavoro ed estranea verso i figli; Richard a scuola da alunno promettente divenne subito un teppista, dedito a bravate e murales; infine la piccola Hope fu colpita di una rara forma di polmonite. Continue erano le assenza della madre in casa, come continue erano le liti in casa, continue erano le note disciplinari di Richard, continue erano i ricoveri della piccola Hope…. Insomma una famiglia disperata! Un giorno Richard, assieme al suo gruppo di amici, erano seduti che parlavano di murales da fare e videro un gruppo di giovani che predicavano nella piazza centrale di come Gesù salva, libera e guarisce. Mentre gli altri schernivano e beffeggiavano quei ragazzi che predicavano, Richard rimase tutto il tempo lì  ad ascoltarli, gli altri via via se ne andarono ridacchiando e denigrando…Richard invece rimase solo e continuò a fissarli ed ascoltarli tutto il tempo. Dopo il messaggio predicato, uno di quei predicatori ,con un volto gentile, si avvicinò a lui e gli chiese: <<piaciuto il messaggio? C’è qualcosa che posso  fare qualcosa per te?”>> Richard con tono sarcastico rispose: “il messaggio era bello, molto toccante.. davvero ammirevole….peccato che non giova nel mio caso. da piccolo andavo sempre in chiesa finche i miei  si sono separati e adesso ho mia madre sempre dedita al suo lavoro, mio padre ci ha abbandonati e la mia sorellina Hope  che non fa altro che entrare ed uscire dall’ospedale ed ora è a casa in un fondo di letto!;  Gesù dov’era quando mi accadeva tutto questo?!” e continuo dicendo “tanto sono senza speranza, la mia vita  è una causa persa”. Il giovane predicatore rimase dapprima in silenzio ma dopo rispose: <<tu credi nel Signore Gesù?>>  Richard rispose:<< Si ma c’ho perso le speranze>> .  Il predicatore gli sorrise e gli rispose : Richard capisco che hai passato dei momenti difficili ma ricorda che:” se dunque uno è in Cristo egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco ,sono diventate nuove.” (II Corinzi 5;17) Ritorna a Cristo, credi in Lui e vedrai come le cose cambieranno! Richard fu colpito da quelle parole ,si congedò dal predicatore  e se ne andò…. Aveva un ultima cosa da fare. Passarono le ore e Richard non rientrava, la madre era arrabbiata e lo aspettò tutta la notte; appena lo vide rincasare, l’indomani mattina, stava per corrergli dietro al solito per rimproverarlo, ma lui Sali subito le scale verso la cameretta di Hope; la camera di Hope era piena di macchinari che l ’aiutavano a respirare. La madre non voleva fare discussioni in quella stanzetta per non far sentire a disagio la piccola Richard vide Hope che si svegliava : “Ehi Hope,come stai sorellina mia?” Hope rispose con voce fioca: “vorrei stare bene, vorrei respirare meglio …mi manca casa mia in Virginia…la campagna…gli alberi.. i fiori ,i miei amichetti… ma qui c’è solitudine, smog, confusione e palazzi” Richard spalancò la tenda e disse: “guarda Hope! Guarda bene!  E li Hope vide una cosa meravigliosa….dei fiori, dei sorrisi tra i palazzi vicini, dai colori vivaci e sgargianti; guardando quel murales fatto dal fratello ,la piccola si rincuorò e con questi “fiori di speranza” lei potè guarire. Le cose a casa migliorarono: Richard abbandonò il gruppo con cui faceva bravate e si unì con i giovani della chiesa a predicare di quel Gesù che lo aveva liberato da quella condizione, che aveva guarito sua sorella da quella rara forma di polmonite e predicò di quel Gesù che mise pace in quella famiglia dato che i genitori si riappacificarono. Caro lettore, ciascuno di noi ha le proprie battaglie e situazioni deleterie, ma se ci affidiamo interamente a Gesù, riconoscendolo come Signore e Salvatore della nostra vita, vedrai come la tua vita cambierà e i problemi si risolveranno strada facendo; ricordati che solo 3 cose non deve mancare: fede, speranza e amore.

Fede perche è l ‘unica cosa che ci permette di piacere a Dio

Speranza perche i figli di Dio non devono arrendersi ma sperare e credere di vincere

Amore poiché Dio ci ama e noi dobbiamo ricambiare il nostro amore verso Lui e verso il prossimo

Caro lettore/trice non essere uditore ma facitore della parola a vai anche tu a disperdere la parola…quei fiori di speranza per un mondo che geme e travaglia.

Dio ti benedica

Vincenzo Russo

Max era un adolescente con problemi di apprendimento e una malattia che lo stava divorando, piano piano. Quel giorno, mentre passava da un campo di calcio, vide un incontro tra due squadre. Chiese a suo padre di assistere alla partita e così fecero. La squadra ospite stava perdendo 4 a 0 e mancavano pochi minuti al termine della gara, e Max chiese a Suo padre di potere chiedere all'allenatore di giocare. Max non faceva altro che desiderare giocare ma il padre sapeva che la cosa era molto improbabile. Si decise, comunque. Andò dall'allenatore e gli chiese se il figlio disabile potesse giocare. Stranamente, si sentì rispondere che poteva! Era ormai la fine della partita, la squadra stava per perdere, l'allenatore valutò che avrebbe fatto piacere a quel ragazzo giocare: ormai non avevano speranze. Quando Max entrò in campo, avvenne qualcosa in tutti i giocatori che in realtà smisero di giocare davvero e cominciarono a lasciare a max la palla. Max segnò quattro goals e la partita finì in pareggio. Non aveva vinto nessuno tranne che max: entusiasta andò a casa da sua madre e le raccontò quello che era successo. La mamma piangeva dalla gioia, il padre di max piangeva dalla gioia, max piangeva dalla gioia.

Fu l'ultimo inverno di Max. In Aprile era stato raccolto un giglio dal giardino di Dio. Ai suoi funerali parteciparono tutti quei ragazzi e gli allenatori di quella partita. Improvvisamente, guardandosi negli occhi, si resero conto che quel giorno avevano vinto tutti non solo Max.

Vuoi vincere? Hai due scelte: o aiutare il tuo prossimo, o voltarti dall'altro lato.

Molti, troppi, si girano dall'altro lato, ma tu spero sia uno di quelli che si trovavano in campo, che cederà il suo pallone a qualcun altro.

 

Pastore Gabriele

Voglio raccontarvi qualcosa che un mio amico Pastore americano mi ha confidato. Forse non sarà eclatante per molti, ma sono certo che per qualcuno servirà. Questo Pastore mi raccontava che la domenica scorsa aveva celebrato un anniversario di matrimonio. Non il suo, ma quello di una coppia di diaconi della chiesa che avevano servito il Signore in quella chiesa in tutta la loro esistenze condividendone gioie, dolori, afflizioni e quant'altro la vita riserva. Nei primi anni in cui il Pastore era stato nominato per questa chiesa, aveva subito cominciato ad avere rapporti alquanto burrascosi con quella coppia. E, questi rapporti, con passare dei primi due anni di pastorato, ancorché migliorare, sembravano invece peggiorare. Dopo due anni il pastore doveva decidere se restare o spostarsi in un altro luogo, secondo lo statuto della chiesa di appartenenza. Dopo due anni prese la decisione di restare nonostante tutto sapendo che Dio lo aveva chiamato in quel luogo. Ebbene, le cose andarono a peggiorare, ma poi, improvvisamente, l'uno cominciò ad immedesimarsi nella coppia e lo stesso fece la coppia. E, pian piano, le due parti cominciarono a conoscersi, comprendersi e affiatarsi. Dopo sedici anni di ministerio in quella Chiesa, quel Pastore mi disse che quella coppia di diaconi è la più dolce ed espressiva coppia che lui potesse mai sperare di avere nella Chiesa per aiuto al ministerio. Questo fatto mi ha fatto riflettere parecchio. E, credetemi, non si tratta di mera speculazione, la mia. Ma di un pensiero sincero che viene dal mio cuore. Dio ti ha piantato in una opera. E, a meno che in quella Opera non ci siano motivazioni eccezionali che portano le anime lontano dalla via tracciata dal Maestro, sicuramente noterai che in quella chiesa ci sono aspetti positivi e negativi. NON ti lasciare sopraffare da quelli negativi ma restisti e insisti perché la Chiesa nella quale operi possa crescere e portare anime al Signore. Quel Pastore benedice il cielo di non avere lasciato quella Chiesa. Quella coppia benedice il cielo per non avere lasciato quella Chiesa. Io benedico il Cielo perché Dio mi ha messo in un campo dove esistono molte afflizioni. Molte sono state le disillusioni e i falsi che sono transitati davanti a me. Ma alla fine, il Signore sta operando in un modo glorioso. Battezzando con il Suo Spirito, guarendo da strane malattie, liberando anime dalla prigionia del nemico. No, Pastore, o fratello o chiunque tu sia, NON lasciare la comune radunanza, come molti sono soliti fare. Dio ha un compito perché tu stia li. Portalo a compimento. Nel nome di Gesù Cristo il Signore.

Cosa significa sentirsi al sicuro? Una volta un mio amico mi raccontò la sua esperienza di sentirsi al sicuro. Mi ricorda di serate trascorse con i suoi genitori. Le serate si allungavano, e i ragazzini che erano appresso alle coppie cominciavano a dormire sul tappeto mentre i grandi terminavano il loro incontro. E poi? POi il bimbo si sentiva muovere nella macchina, apriva gli occhietti per vedere gli alberi volare via dai finestrini nella macchina in moto. Poi sentiva le braccia di suo padre, le forti braccia, che lo sollevavano e lo portavano fin dentro al suo letto. Ecco, per il mio amico, quello era il migliore senso di sicurezza che avesse mai provato. Molti non hanno fatto questa esperienza. Ma possiamo concordare con lui. Sentire il proprio corpo avvolto nella braccia del proprio padre che lo riporta a casa potrebbe raffigurare bene il senso di sicurezza al quale ognuno di noi anela.
Ma noi viviamo in un posto di dolore. Il male che si prova è indescrivibile e ritengo che le diverse vittime che riempiono le pagine dei quotidiani quotidianamente, non possano certo dire di essersi sentiti sicuri quando hanno incontrato il loro aguzzino.
Si, forse qualcuno sta meglio e qualcuno sta peggio. Forse, se leggi questo annuncio non ti sta andando proprio male... hai un cellulare, hai la connessione internet, avrai qualche soldino per mangiare,... ma non è assolutamente detto che tu ti trovi al sicuro e che ti senta di esser sicuro. Forse potresti autodescriverti come felice, ma sono sicuro che anche tu trascini le tue ferite stancamente ogni giorno insieme ai tuoi passi. E qua davvero non c'entra quali successi tu possa avere raggiunto nella vita. Posso anche avere raggiunto traguardi, ma ancora mi sento insicuro e indeciso a volte. Una parte di me vorrebbe ancora sentirsi quelle braccia che stringono e che ti sollevano dalla macchina mentre dormi. Ma non è più quel tempo. Magari adesso sei tu che devi piuttosto sollevare qualcun altro dal suo riposo. Quante volte abbiamo un bisogno disperato di sentirci amati. Quante volte abbiamo bisogno di sentirci dire che siamo al sicuro. Quante volte che tutto andrà bene! Quante volte abbiamo desiderato sentire quelle braccia intorno a noi? Ma non abbiamo riflettuto su una cosa... Molto importante. E' così semplice ricevere amore quando sei amorevole... Ma, ironicamente, noi abbiamo bisogno di amore quando noi stessi non siamo amabili, ne graziosi ne disposti a sorridere. Abbiamo molto spesso bisogno di sentirci amati quando noi siamo imbruttiti dalle nostre ansie e preoccupazioni...Sono questi i momenti in cui più degli altri desideriamo sentire quelle braccia al nostro intorno, che ci proteggono, ci sostengono, ci confortano.Ma non sempre in quello stato possiamo trovarle. Anzi forse è molto difficile trovarle quando siamo così.
In India c'è una classe di persone che vengono considerate "intoccabili", nel senso che non sono ritenute degne di entrare in contatto fisico con loro. All'interno della loro stessa casta, molti di loro vengono considerati impossibili di amare. Ma l'India non è la sola. In ogni stato, nazione, cultura ed etnia ci sono persone o strati di persone che vengono considerate indegne, intoccabili.. Poveri, emarginati, figli che hanno disonorato le loro famiglie, amici o parenti che ci hanno fatto del male... Qualche volta laviamo la nostra coscienza firmando un assegno per una causa di beneficienza,... ma il senso di necessità di amore permane, e non abbiamo nenache il coraggio di guardare negli occhi chi stiamo aiutando. Ma coloroche riteniamo intoccabili come noi stessi non hanno bisogno di un assegno. Hanno bisogno di due braccia di amore che li circuiscono e li proteggono. Bisogna dare amore a chi non è amorevole o che sembra meritare questo amore. Amore puro e generoso. E, come chiameresti l'amore datoa chi non è amorevole? Io lo chiamarei misericordia. E sai una cosa? Anche Dio la chiama così, ed è morto purché noi avessi mola possibilità di avere queste due braccia di amore al collo. Pensa a questo. Ed ama.

Pastore Gabriele

La comunicazione è un aspetto importante in ogni relazione, inclusa quella con il nostro Dio. Più noi conunichiamo con Lui più Lo conosciamo e conosciamo il Suo amore. La comunicazione con Dio può chiamarsi anche preghiera. E, ogni preghiera, dovrebbe essere in una di queste tre forme di base o in una loro opportuna mistura; dire, chiedere, ascoltare.

DIRE: Egli già conosce quello in cui siamo coinvolti ma Egli desidera che tu gli dica con il tuo cuore quali sono state le tue esperienze nel bene e nel male. Sii onesto nel comunicare quello che hai provato, e quello che stai attraversando e sentendo. Parlagli di ciò che ti emoziona e ciò che ti scoraggia, ciò che ti rende triste o felice. Digli che lo ami e che gli sei riconoscente e che lo lodi per ciò che è e per ciò che fa.

CHIEDERE: Dio desidera che noi gli chiediamo quello di cui abbiamo bisogno, perché il nostro rapporto in Lui si rafforzi. Nessuna importanza se il tuo bisogno è piccolo o grande, per Lui è importante. POssiamo chiedere aiuto, forza, provvigione, guida. Ma il limite dovrebbe essere quello di cui abbiamo veramente bisogno per il nostro quieto vivere

ASCOLTARE: La preghiera è una conversazione con Dio, e non ci viene chiesto soltanto di parlare. Dio vuole che noi comunichiamo anche con Lui! In Giovanni 10:27 la Bibbia dice che le Sue pecore ascoltano la sua voce. Qui Gesù si identifica con il buon Pastore, e noi siamo le Sue pecore. La nostra crescita in lui ci aiuta ad ascoltare e a identificare la Sua voce nelle cose anche che ci circondano. Lo potrai sperimentare come un sospiro mentre passi tempo con Lui. Potrà parlarti attraverso le Scritture, quando un verso sembra diventare vivo davanti ai tuoi occhi. 

Quando vai da un dottore, ciò che viene fatto è prendere la misura dei parametri vitali per stabilire la tua salute. Se questi sono sballati bisogna correre ai ripari.
Allo stesso modo se vivi in una Chiesa dovresti avere il polso dei suoi parametri vitali per verificarne il suo stato di salute. Se questi ultimi sono fuori fase allora significa che la Chiesa sta morendo.
Vogliamo darti alcuni suggerimenti:

1. Si parla del passato più che del futuro - Quando la nostalgia dei tempi che furono prende il sopravvento sulla visione, allora la morte è vicina.
2. Ci si sforza più di mantenere i fedeli nella Chiesa piuttosto che vincere anime nuove in Cristo Gesù - Senza un continuo flusso di anime nuove l'estinzione è imminente.
3. Non c'è attenzione per l'evangelizzazione e per le missioni - una chiesa che non investe nell'evangelizzazione è sulla strada per morire.
4. La Chiesa è costituita soltanto da persone anziane - Dio è per ogni età ... se nella Chiesa trovi soltanto persone che rappresentano una epoca passata l'agonia è sul punto di prendere il sopravvento.
5. Non ci sono nuovi talenti emergenti - Pastori nel piano di Dio allevano continuamente nuovi talenti per il futuro.

La morte di una chiesa è qualcosa di estremamente triste. Ecco perché occorre aprirsi gli occhi e correre ai ripari ove qualcuno dei precedenti segni si stia manifestando nella tua Chiesa.

Oggi tutti ammiriamo le persone che sono forti. Forti di fronte alle disgrazie della vita, nel loro modo di comportarsi, nelle loro relazioni interpersonali... e non ci rendiamo conto di quanto ciò sia distante da quello che Dio ci dice. La legge di Dio ti vede come un vaso di argilla. Un vaso debole, che si può infrangere facilmente. E Dio comincia la sua opera proprio quando quel vaso si è incrinato. Gli uomini non lo considerano più degno di nulla, ma Dio comincia a raccogliere i cocci, non lo abbandona.

Non tutti forse conoscono l'arte del Kintsugi. Si tratta di prendere un oggetto infranto per poi ricollegarne i cocci attraverso un collante prezioso come l'oro liquido. Il risultato alla fine sarà un oggetto nuove, diverso. Un oggetto che non avrà più forse la compattezza originale ma che sarà più forte e, ..., soprattutto, più prezioso.

Pastore Gabriele Paolini