28
Fri, Jul

Ti senti stanco o depresso?

Chiesa di Capaci

Quante volte viene il desiderio di fermarci ritenendo di aver fatto "abbastanza"? Quante volte le nostre azioni trovano un malsano spazio nella nostra mente che le vede come imprese "gloriose", "irripetibili", "uniche" e "gratificanti"? Non pensare di avere già ottenuto il premio, ma piuttosto corri, come suggerisce l'apostolo Paolo in Filippesi 3:13-14, verso la meta che ci riserva il premio della vocazione di Dio.

Filippesi 3:13-14 -- 13 Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, 14 proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù.

Una volta lessi in un libro di storia di un certo aneddoto che mi ha fatto molto riflettere. Cortes, il grande esploratore del nuovo mondo, come si chiamava, una volta giunto a destinazione scoprì che doveva affrontare un grosso problema, molto più inaspettato e insolito di tutto quello che avrebbe immaginato nel suo viaggio. Infatti, un pò per dare ascolto alle voci che circolavano nel suo Paese, un pò per propria fantasia, si era immaginato di dovere combattere aspre battaglie contro i popoli indigeni, che avrebbe affrontato animali e bestie sconosciute, o forse anche epidemie irresistibili,... ma nulla di tutto questo. Una volta giunto a destinazione dovette confrontarsi con un problema che non si sarebbe mai immaginato di dovere combattere,...
i suoi marinai, che alla partenza avevano giurato fedeltà al proprio capitano e alla corona che li aveva sponsorizzati, adesso erano stanchi... avevano un solo desiderio, tornare a casa propria. Tornare indietro. Riabbracciare il proprio passato tranquillo e scevro da tutti i pericoli dell'oceano. Cortes riflette molto su questo. Se i suoi marinai volevano tornare indietro, bastava soltanto il pensiero per rallentare se non annullare ogni efficacia del loro operato in quelle terer selvagge. La decisione fu presa: la notte bruciò tutte le navi mettendo i marinai in una condizione che sarebbero dovuti rassegnarsi al fatto che il loro destino era quello di raggiungere la meta prefissata.
Molto spesso con il nostro Dio è la stessa cosa: Dio ci mette impedimenti per tornare indietro quando ci sentiamo stanchi, sapendo che Egli ci ha arruolato nel Suo esercito e noi dobbiamo combattere come dei buoni soldati che NON si impacciano delle faccende di questa vita. Se ti senti stanco il tuo capitano è pronto a farti riposare. Dio ci benedica

Pastore Gabriele

Uno dei mezzi principali attraverso cui noi riceviamo la grazia di Dio è attraverso il perdono. La bibbia ci racconta, storia dopo storia, di come Dio perdoni la gente portando le persone nuovamente sul cmpo del patto di grazia. Al capitolo 8 di Giovanni leggiamo di una donna colta in flagrante adulterio. Famosissime le parole di Gesù: "chi non ha peccato scagli la prima pietra". Andarono tutti via... e Gesù le raccomandò di non peccare più. Gesù ci ha dato l'autorità per perdonare, (Giovanni 20:23). In Luca 6:37 Gesù disse "Perdona, e ti sarà perdonato".
Perdonare è un mezzo per ricevere la grazia di Dio.

Quante volte viene il desiderio di fermarci ritenendo di aver fatto "abbastanza"? Quante volte le nostre azioni trovano un malsano spazio nella nostra mente che le vede come imprese "gloriose", "irripetibili", "uniche" e "gratificanti"? Non pensare di avere già ottenuto il premio, ma piuttosto corri, come suggerisce l'apostolo Paolo in Filippesi 3:13-14, verso la meta che ci riserva il premio della vocazione di Dio.

Filippesi 3:13-14 -- 13 Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, 14 proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù.

Una volta lessi in un libro di storia di un certo aneddoto che mi ha fatto molto riflettere. Cortes, il grande esploratore del nuovo mondo, come si chiamava, una volta giunto a destinazione scoprì che doveva affrontare un grosso problema, molto più inaspettato e insolito di tutto quello che avrebbe immaginato nel suo viaggio. Infatti, un pò per dare ascolto alle voci che circolavano nel suo Paese, un pò per propria fantasia, si era immaginato di dovere combattere aspre battaglie contro i popoli indigeni, che avrebbe affrontato animali e bestie sconosciute, o forse anche epidemie irresistibili,... ma nulla di tutto questo. Una volta giunto a destinazione dovette confrontarsi con un problema che non si sarebbe mai immaginato di dovere combattere,...
i suoi marinai, che alla partenza avevano giurato fedeltà al proprio capitano e alla corona che li aveva sponsorizzati, adesso erano stanchi... avevano un solo desiderio, tornare a casa propria. Tornare indietro. Riabbracciare il proprio passato tranquillo e scevro da tutti i pericoli dell'oceano. Cortes riflette molto su questo. Se i suoi marinai volevano tornare indietro, bastava soltanto il pensiero per rallentare se non annullare ogni efficacia del loro operato in quelle terer selvagge. La decisione fu presa: la notte bruciò tutte le navi mettendo i marinai in una condizione che sarebbero dovuti rassegnarsi al fatto che il loro destino era quello di raggiungere la meta prefissata.
Molto spesso con il nostro Dio è la stessa cosa: Dio ci mette impedimenti per tornare indietro quando ci sentiamo stanchi, sapendo che Egli ci ha arruolato nel Suo esercito e noi dobbiamo combattere come dei buoni soldati che NON si impacciano delle faccende di questa vita. Se ti senti stanco il tuo capitano è pronto a farti riposare. Dio ci benedica

Pastore Gabriele

A chi somigli? Mentre tu pensi a questa domanda, rifletti su II Corinti 3:!8, dove Paolo ci dice che noi "saremo trasformati a immagine di Dio". Mentre noi cerchiamo di onorare Gesù con le nostre vite, uno dei nostri obiettivi è quello di rivestire la Sua immagine. Naturalmente, questo non vuol dire che dobbiamo farci crescere tutti la barba e indossare sandali, ma vuol dire che lo Spirito Santo ci aiuta a dimostrare le nostre somiglianze al carattere di Cristo nel modo in cui noi viviamo. Per esempio, in atteggiamento, (umiltà), in carattere, (amore), e in compassione (raggiungendo chi versa in misero stato), noi somigliamo a Gesù e lo imitiamo. Mentre noi "contempliamo la gloria di Dio", mettendo i nostri occhi verso Gesù, noi possiamo crescere sempre più come lui. Che cosa stupenda se qualche persona che ci osserva potesse dire "Vedo Gesù in te!"

Who do you look like? As you ponder that question, reflect on 2 Corinthians 3:18, where Paul tells us that we “are being transformed into [the Lord’s] image.” As we seek to honor Jesus with our lives, one of our goals is to take on His image. Of course, this doesn’t mean we have to grow a beard and wear sandals—it means that the Holy Spirit helps us demonstrate Christlike characteristics in how we live. For example, in attitude (humility), in character (loving), and in compassion (coming alongside the down and out), we are to look like Jesus and imitate Him. As we “contemplate the Lord’s glory,” by fixing our eyes on Jesus, we can grow more and more like Him. What an amazing thing it would be if people could observe us and say, “I see Jesus in you”!

Quando stavo per cambiare casa, ritrovai, nel modo di fare sgombero da un ripostiglio, alcune carpette tutte impolverate. A prima vista, credevo si trattasse di qualche documento di poca importanza, ma quando aprii quelle carpette trovai diverse foto e oggetti che mi riportarono indietro ai tempi dell'università e del diploma. Mi rivedevo felice, spensierato, con mille sogni e desideri in testa, convinto di essere in condizione "di conquistare il mondo" come tutti i ragazzi, insomma. Il primo pensiero che mi sovvenne fu quello di pensare che quelli in fondo erano stati tempi migliori. Tempi più semplici. E oggi molti guardando al loro passato credono che esso sia stato sempre un periodo migliore del presente. SE solo potessi ritornare indietro nel tempo, magari, eviterei quella o questa decisione e così quella spensieratezza continuerebbe in una vita piena di gioia e di felicità.... è un pensiero che più o meno abbiamo fatto tutti. Eppure la Parola oggi ci ricorda che: "Ecclesiaste 7:10 - Non dire: ‘Come mai i giorni di prima eran migliori di questi?’ poiché non è per sapienza che tu chiederesti questo".

Oggi non sei meno felice di ieri. Oggi sei molto più saggio e hai percorso un cammino di fede che ti permette di resistere alle intemperie della vita. Se ritornassi indietro, probabilmetne, perderesti ogni cosa. Apprezza ciò che hai e mantienitelo stretto, perché se lo lasci andare via, domani, sarai davvero infelice. La Bibbia ci insegna proprio questo, di non guardare indietro ne di avere nostalgia del passato. La nostalgia venne al popolo di Israele ricordando l'Egitto, visto che si trovava in un deserto, ma in realtà quel deserto era per Israele una vera vita, anche se non se ne rendeva conto. Oggi Dio ti ha messo in una posizione dove tu puoi vivere la vera vita, anche se per te è una vita "magra". Sii contento di ciò che hai e vivi ogni istante della tua vita sapendo che la nostra patria è dal cielo, ... e qua siamo soltanto stranieri.

Daily Devotional 23/05/2017

PAstore Gabriele

19 Maggio - Daily devotional
Il sentiero per l'umiltà - The pathway for humility

Hai corso e faticato parecchio per la tua famiglia, per la tua chiesa o per la tua azienda, ..., e ti ritrovi messo da parte piuttosto che incoraggiato in quello che fai.... Voglio rivolgerti una domanda.
"Sai cosa è l'antitesi dell'orgoglio?" Probabilmente stai cominciando a pensare che io creda che ti debba fare una lezione sull'orgoglio,.... ma non è così.... Lasciami rispondere alla mia stessa domanda ... e capirai.
L'opposto dell'orgoglio è confidare in Dio, almeno secondo me. L'orgoglio a tutti noi ci costringe a pensare che tutto dipenda da noi. Confidare in Dio richiede invece mettere la propria confidenza in Lui. E, il sentiero che ci conduce lontano dall'orgoglio in un luogo di vera confidanza in Dio è contrassegnato dall'umiltà. L'umiiltà non è mai a prezzo scontato. Ci costerà sempre molto ma varrà il prezzo che noi paghiamo. Se Dio vede cose grandi per te in avanti, e io credo che sia cosi, allora deve prima rimuovere ogni traccia di orgoglio da te. Anche se l'orgoglio è un corno piccolo nel tuo cuore adesso, quando avrai una posizione importante con più riconoscimenti, l'orgoglio crescera da un corno a una spada con la forza di uccidere la tua chiamata.

"Egli ti ha umiliato, facendoti provare fame, e ti ha cibato con la manna, che ne voi ne i vostri avi hanno visto, per insegnarvi che l'uomo non vive di pane solo ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore" - Deuteronomio 8:3 NR94

Nel Vecchio testamento noi vediamo Dio che rivela lo stesso tipo di processo di togliere l'orgoglio cibando i suoi figli di ISraele con la manna con il proposito di farli umiliare. Fu cruciale che Dio li ha preparati a confidare in Lui mentre essi uscirono dal deserto nella loro terra promessa destinata. Così, perché cibare con la manna significò umiliarli? Dio è colui che ci provvede... Le provvigioni di Dio sono ciò che noi necessitiamo, non sempre ciò che vogliamo. Questo perché i nostri desideri hanno il potenziale di corrompere il nostro cuore e impedirci di compiere il servizio a Dio.


You have suffered and stressed yourself for your family, your church, your company, ..., and you find yourself to be set aside in spite of being encouraged for what you have done..... I want to ask you a question. “Do you know what the opposite of pride is?”. Probably you are starting thinking that I believe to make you a lesson on pride, ... bt it is not so,..., Let me answer myself ... and you will understand.
I believe the opposite of pride is trust in God. Pride begs us to believe it all depends on us. Trusting God requires us to place our dependence on Him. And the pathway that leads us away from pride and into a place of truly trusting God is paved with humility. Humility is never bought at a cheap price. It will always cost us something but will be worth the price we pay. If God sees big things ahead for you, and I believe He does, then He must remove all hints of pride. Even if pride is but a tiny thorn in your heart now, when you are given a bigger position with more recognition, that pride will grow from a thorn to a dagger with the potential to kill your calling.


“He humbled you, causing you to hunger and then feeding you with manna, which neither you nor your ancestors had known, to teach you that man does not live on bread alone but on every word that comes from the mouth of the LORD.” Deuteronomy 8:3 (NIV)

In the Old Testament, we see God revealing this same kind of pride-stripping process by feeding the children of Israel manna in the desert for the purpose of humbling them. It was crucial that God prepare them to trust Him as they stepped from the desert into their destined Promised Land. So why exactly was having to eat manna so humbling?  God is our provider.   God’s provision is what we need but not always what we want.  God’s provision protects our heart. Our desires have the potential of corrupting our heart, opposing you to accomplish the service unto the Lord your God.

 

Worked out FROM www.crosswalk.com

Noi abbiamo bisogno di fare un inventario della nostra vita per comprendere ciò che è importante e ciò che non lo è. Certamente Gesù fece così. In Marco 1:35-38 leggiamo di lui mentre guariva. La mattina seguente quando Simone e gli altri discepoli si svegliarono, scoprirono che Gesù non c'era. Scoprirono che Gesù non si trovava in nessun luogo la. Forse ebbero un attimo di panico. Essi cercarono attivamente fino a che lo trovarono. Interrupeero il suo momento di preghiera. "Ognuno ti cerca" - Simone gli disse. A lui Gesù rispose: "andiamo nelle città vicine, che io possa proclamare il messaggio anche li,perché per questo sono venuto". Gesù non veniva attratto dall'adulazione della folla, Sapeva ciò che lo guidava. Niente altro importava. Gesù aveva le sue priorità in ordine. E tu?

We need to take inventory of our lives to determine what's important and what is not. Certainly Jesus did.
In Mark 1:35-38 we read about him while healing. The next morning when Simon and the other disciples awoke, they discovered that Jesus was nowhere to be found. Perhaps they panicked a bit. They actively searched until they chased him down. They interrupted his prayer time. "Everyone is searching for you," Simon tells him. To this Jesus answers, "Let us go on to the neighboring towns, so that I may proclaim the message there also; for that is what I came out to do." Jesus would not be side-tracked by the adulation of the crowds. He knew where he was headed. Nothing else mattered. Jesus had his priorities in order. And, what about you?

Non so se vorrai leggere fino in fondo questa breve riflessione ... io comunque ti prometto di non annoiarti ....

Molti oggi si professano agnostici. E, fino a qua, posso in qualche modo concordare con il fatto che molti possano avere dei dubbi riguardo l'esistenza o meno di Dio e la mettono in dubbio non riuscendo a darsi una spiegazione razionale, (agnosticismo). Ne sospendono, come sostiene la stessa definizione del termine ripreso, il giudizio. Ma cosa dire a proposito di chi si definisce Ateo, cioè nei confronti di chi afferma che Dio non esista?

Molto spesso si chiede a chi è cristiano di dimostrare l'esistenza di Dio, ma bisogna riflettere sulla vera essenza di ogni cristiano. Essere cristiano significa avere creduto in Dio. E, paradossalmente, a coloro che Lo accettano, Dio si manifesta in una esperienza personale e irripetibile, che non può essere esportata all'esterno di quel credente ma che lo mette in condizioni di potere assolutamente credere che Dio esista, avendone chiaramente avvertita la Sua presenza.

Oggi voglio ribaltare i termini della questione, interrogando chi sostiene di essere ateo di portare della controprove scientifiche che accertino la NON esistenza di Dio. PErché io cristiano devo dimostrare ciò che ho nel cuore e di cui sono certo? Tu piuttosto che sei sicuro che Dio non esiste, dimostramelo.... resto in attesa.

Nel frattempo però avverto che in ogni ambiente assolutamente ateo resta sempre qualcosa che appartiene a Dio. Ad esempio, come si vede nella foto del poster, ogni soldato (di un regime assolutamente ateo) viene addestrato dovendo avere la croce che si lega sulle spalle, (per camminare dirittamente e in modo ordinato)... Il mio Dio mi ha scritto molto prima che certi eserciti sviluppassero le proprie modalità di azione e di addestramento che i cristiani sono come dei soldati, (II TImoteo 2:3), che devono imparare dalla croce, (Matteo 16:24), a camminare seguendo la via che è stata tracciata, (Isaia 35:8)

Aspetto i vostri commenti e le vostre risposte,.... in una sana e pacifica discussione.

Pastore Gabriele

Ho la soluzione pronta per te, per sanare i tuoi guai e le tue sofferenze!

Sembra la frase fatta di chi sta per pertrare un ennesimo inganno nei tuoi confronti, ma in un certo modo era il messaggio di salvezza che Gesù il Cristo andava diffondendo fra coloro che, diciamo, oggi chiameremmo persone "irregolari": Peccatori e Pubblicani. Mentre gli Scribi e i Farisei, coloro che presuntuosamente vantavano trasparenza e perfetta aderenza alla Legge di Dio, prendevano le distanze da Gesù, coloro che invece non si sentivano "a posto", erano irrestistibilmente attirati dal semplice messaggio pieno di compassione e di apertura che il Signore rivolgeva loro. Questa semplice considerazione, di fronte alla perentoria affermazione "se fosse un profeta, saprebbe chi sta frequentando", ci deve trasportare fino ai giorni nostri, fin dentro le nostre chiese, fin dentro le nostre famiglie.

Siamo una chiesa in grado di attirare i peccatori? Siamo una persona in grado di potere aiutare e consolare chi sta vivendo una vita totalmente fuori dagli insegnamenti cristiani? Se la nostra risposta è negativa, allora credo che siamo davvero lontani dal Signore e dallo Spirito con il quale lui ha operato nel mondo terreno.

Troppi farisei moderni oggi tendono ad innalzare delle barriere divisorie. Ma le barriere nascono proprio con la Legge che non ti permette di vedere le sfumature del colore ma soltanto il bianco o il nero. Dio ha abbattuto le mura di separazione, e ti sta invitando a tendere una mano a coloro che ne hanno bisogno. Li trovi nei crocicchi, con un linguaggio sbagliato, con atteggiamenti sbagliati, e, molto spesso, potri inizialmente ricevere anche del male. Ma questa è la missione a cui Dio ci manda. A coloro che non lo conoscono e hanno la loro vita immersa nel peccato.

Pastore Gabriele

Matteo 18:19 E in verità vi dico anche: se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal mio che è nei cieli.

II Samuele 10:11 poi disse ad Abisai: Se i Siri sono più forti di me, tu mi verrai in soccorso, e se i figli di Ammon sono più forti di te, verrò io a soccorrerti.

Cari nel Signore: dobbiamo comprendere bene che solo se siamo in accordo, nel pari consentimento, i cieli chiusi si aprono e la forza, l'aiuto, la benedizione scende abbondante. Fratello: se il tuo nemico è più forte di te, io ti verrò in aiuto; non ti lascerò solo, nel momento della tua debolezza, del tuo scoraggiamento e del tuo dolore: "verrò io a soccorrerti". Eletto: veglia sul tuo fratello, prega che l'opera del Signore abbia sentinelle e valorosi guerrieri, i quali sappiano maneggiare la spada con ambedue le mani... Sappi che il comune nemico che oggi è più forte su di me, domani può essere più forte su di te...
Fratello: verrò io a soccorrerti e i due in accordo faranno fuggire i diecimila!
Soccorrici Signore. Amen.

Fratello Giuseppe Bianca

Quante volte, dinanzi ad un sacrificio, ci fermiamo e preferiamo evitare pensando che non possiamo farcela. E, umanamente parlando, chi potrebbe darci torto! Cerchiamo magari il conforto presso amici e conoscenti, ribadendo che noi non potevamo fare questo o quel sacrificio, avremmo messo a repentaglio noi stessi e la nostra stessa famiglia! Quanti segni di approvazione riceviamo! Tutti solidali con questo nostro modo di vedere le cose. E non potrebbe essere diverso... Eppure, non ci rendiamo conto che mentre raccontiamo ai nostri compagni di sventura la questione, non riusciamo neanche a guardarli negli occhi, proviamo un sordo senso di impotenza misto a tristezza... In fondo vorremmo aiutare quell'uomo o quella donna, o la chiesa, o chissà chi, ma siamo costretti ad abiurare, a recedere. MA guardiamo per terra, qualcosa in noi ci dice che siamo stati sconfitti. E, quantunque i nostri amici cercano di mostrarci solidarietà, pure sappiamo che il retrogusto di quell'approvazione è soltanto amarezza.

Gesù vide una donna. Ma non la vide in circostanze normali: era vicina la cassa dei beni della sinagoga. E, prima di lei, vestito di tutto punto, un uomo benestante, che non esitò a mostrare a tutti una lauta offerta che posava a disposizione dei sacerdoti. Forse qualcuno restò impressionato da quel gesto: erano tanti soldi! E quell'uomo, guardondosi in giro con aria soddisfatta, per avere compiuto qualcosa a suo parere di estremamente buono, si ritirò dalla vista di tutti quando ecco, a strada libera farsi avanti quella stracciona, quella donna povera che non aveva nulla o quasi. A malapena riusciva a camminare. A malapena riusciva a parlare. Si vergognava di farsi vedere da quegli sguardi avidi di curiosità di coloro che avevano osservato pure quel riccone prima della vedova. Non era li per farsi vedere dagli uomini, anzi, evitava il loro sguardo che fondamentalmente era di disprezzo. Ma c'erano altri due occhi che la stavano seguendo. Erano gli occhi di Gesù. La donna non lo sapeva, non credeva che qualcuno stesse apprezzando il suo gesto, ma, tremante, alzò la sua mano e mise la sua offerta nel cestino delle offerte. tutti videro due spiccioli, che, messi insieme, facevano un soldo. Il minimo che mai si potesse donare... Che vergogna! - pensarono i più - che cosa se ne farebbero i sacerdoti di una tale cifra? A cosa servirebbe tale cifra? A nulla. Eppure altri due occhi che guardavano si riempirono di gioia. Lei aveva donato tutto quello che possedeva.

Mentre il ricco se ne andò convinto di avere dato da mangiare a Dio e continuò a governare la sua vita con le sue ricchezze, per poi perderla subito dopo, la donna se ne tornò a casa con una frase nel cuore: "Dio ho rimesso la mia vita nelle tue mani, abbine cura, mi fido di te!". Questa vedova non ha mai perso la sua vita.    

Pastore Gabriele

 

 

Sembra quasi che la Parola di Dio enfatizzi il sesso maschile a scapito di quello femminile. Ma sarà davvero così? In un mondo dove tutto sembra convergere verso la parità dei sessi, può davvero la Bibbia riportare un tale messaggio? Eppure, anche leggendo Matteo 4:19, sembra proprio così! "Venite dietro a me e io vi farò pescatori di uomini"!. E le donne? e i cari bambini? Non hanno anche loro il diritto di entrare a far parte della cristianità?

Proprio il verso che abbiamo citato mette in chiaro tre elementi di suprema importanza.

1. Bisogna mettersi dietro al Signore, lasciando che lui guidi la nostra vita, non esattamente il contrario!

2. Dio così facendo trasformerà la nostra vita, rendendoci persone "diverse" da quelle che siamo

3. Finalmente, così trasformati, potremo adempiere al grande mandato di andare per il mondo a evangelizzare ogni creatura, (Marco 16:15).

La chiave di lettura del verso è proprio questa: in realtà nella Parola di Dio, esistono due termini che rendono la parola "uomo": antrophos e aner. Il primo, è proprio il termine ripreso da Matteo 4:19 significando in generale razza umana, (quindi uomini donne e bambini), e con ciò stesso ci rendiamo conto che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone, ne al loro sesso o al loro stato. Ma vi è di più! Se a tutti viene riconosciuto il diritto di essere chiamati dalla Parola, altresì a tutti viene riconosciuto il diritto di cibarsi della Parola: "Erano intorno a 5.000 uomini che mangiarono, oltre le donne e i bambini". Quest'ultimo verso, ripreso sempre dal Vangelo di Matteo, afferma categoricamente che la provvidenza di Dio sia materiale che spirituale, è per tutti. Ma, e qui è il nodo della nostra riflessione, se tutti mangiamo, e se tutti ne abbiamo il diritto, la Parola conta il numero degli uomini, non delle donne e dei bambini. Cosa può significare questo? Da un punto di vista spirituale ciò ha una grande rilevanza: Dio ti vuole "uomo" ma non nel senso del termine antrophos, generico, ma nel senso del termine aner, che, più propriamente, significa "carattere". Dio vuole trasformare la tua vita affinchè a pescare non sia un bimbo, (che non sa che fare) o una donna, (alla quale mancheranno le forze per issare un grosso pesce), ma un uomo. Naturalmente, ci teniamo a precisare che stiamo soltanto facendo un parallelo nello spirito e non nella carne.

Che tu possa diventare "uomo" secondo la parola di Dio, avendo un carattere. Ma non un carattere qualsiasi, bensì quello di Cristo Gesù il Signore.

Carissimi nella grazia, con immenso piacere comunichiamo che il prossimo 1 e 2 Ottobre 2016, presso l'Hotel San Paolo di Palermo, avrà luogo la II Conferenza cristiana delle Chiese  e di tutte quelle realtà cristiane che condividono i principi di unione e di amore proclamati dal Vangelo. Il tema della conferenza sarà "Fede ed Opere". Proprio lo scorso anno si è trattato il tema della visione di Dio, una visione dove tutte le chiese, senza nessun tipo di pregiudizio, lavorano insieme per lil grande mandato di Cristo, (Marco 16:15). Chi ha davvero questa visione, non riesce a guardare soltanto dentro al proprio orto, ma è costretto ad allargare la sua visione alla molteplici realtà dove si predica DAVVERO il messaggio del Cristo, la "Buona Novella". Questa fede nel Signore non può esaurirsi dentro le mura di una chiesa, piccola o grande che essa sia, ma deve necessariamente produrre un frutto, delle opere, senza delle quali quella stessa fede è morta.

Siamo fiduciosi che questo sincero ed accorato richiamo adenominazionale e semplicemente fraterno, possa riunire tutti coloro che desiderano avere comunione vera senza pregiudizi di sorta... Per l'occasione interverranno servi del Signore che vengono da diverse parti del mondo. FRa di essi ricordiamo il Vescovo Smith, presidente dell'Associazione AWCF che conta più di 5,2 milioni di fedeli sparsi nel mondo. Accanto a lui altri veri servi del Signore, nonchè tutti i Pastori delle chiese che interverranno.

L'ingresso e la relativa partecipazione è assolutamente a titolo gratuito, riconoscendo che non possiamo dare un prezzo alla Parola di Dio. Alla fine faremo una semplice e libera raccolta giusto per contribuire a pagare le spese che si stanno sostenendo per la realizzazione della conferenza stessa.

Avendo diverse chiese che interverranno da fuori Sicilia, abbiamo ottenuto delle tariffe agevolatissime per chi intende pernottare in pensione completa o partecipare al pranzo della domenica o alla cena del Sabato, giusto per non interrompere il clima della conferenza stessa. Questi fratelli e sorelle potranno prenotare il servizio direttamente richiedendo maggiori informazioni a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ovvero inviando un sms di contatto al 366 695 0338, per poi essere ricontattati al più presto dalla segreteria. Partecipare in completo relax aiuterà ciascuna anima a trovare pace e ristoro.

Il programma sarà molto ricco ed articolato. Si comincia il Sabato pomeriggio dalle ore 16:30 con la registrazione degli ospiti e la sistemazione nelle camere per chi prenderà alloggio. La reception registrerà i partecipanti anche per lasciare un simpatico ricordo della conferenza a fine lavori. Verso le ore 18:00 comincerà il tutto con una preghiera comunitaria, ...., con la lode di adorazione e con un potente messaggio ispirato dalla Spirito Santo che parlerà ai nostri cuori. Dopo la pausa per la cena, vi sarà spazio per lo spiritual counselling dove le anime desiderose di contattare con i Pastori e gli uomini di Dio al servizio del Signore, potranno trovare una preghiera specifica, un consiglio fraterno, un suggerimento nella Parola di Dio, per l'edificazione di molte anime. I lavori riprenderanno la mattina alle ore 9:30 con la preghiera l'adorazione e naturalmente con un culto specifico per la guarigione degli infermi e la liberazione delle anime in catene. A fine conferenza gli ospiti potranno pranzare nella struttura e poi saranno liberi di tornare nelle loro dimore.

Sappiamo che molti non potranno partecipare per mille e più svariati motivi. Quello che vi chiediamo e di fare il possibile per essere presenti e dare davvero al demonio un segnale forte: l'unione del Corpo di Cristo. Chi proprio non potrà partecipare, nell'amore del Signore, pregherà perché Dio dia forza e unzione a chi presiederà l'evento o vi parteciperà. infine, ove ci fossero gruppi che intendessero prendere parte alla conferenza anche soltanto come semplici partecipanti, è gradita la segnalazione al 366 695 0338 in modo tale che lo staff possa riservare dei posti e organizzare al meglio l'evento.

 

Dio vi benedica