20
Mon, May

Una vedova e un vaso d'olio

Chiesa di Capaci

Oggi tanti si trovano in un punto senza vedere via di uscita dal loro problema. E, in qualche modo, è la stessa situazione della vedova descritta in II Re 4:1-7. Anzi, quella della vedova era ancora più disperata di tanti altri casi: la vedova era stata sposata ad un uomo che, come figlio dei profeti, aveva trascorso la propria vita a servire Dio, senza remore e restando timorato davanti al Signore. Dinanzia a questa fedeltà, dichiarata dalla stessa vedova al profeta Eliseo, tutti noi ci aspetteremmo che il Signore avrebbe dovuto ricompensare in qualche modo quella famiglia. Eppure, come leggiamo, non solo quella famiglia non aveva nulla, ma addirittura aveva contratto dei debiti. E, l'unica speranza di sopravvivenza per quella donna - i suoi figli - stava per svanire in quanto i creditori avrebbero presto bussato a casa sua per prelevarli, vederli come schiavi, e ripagare il debito che vantavano nei confronti di quella famiglia. Non credo ci si possa immaginare nulla di più deprimente e scoraggiante. Dove mettiamo quella dottrina della prosperità a tutti i costi che oggi si sente spesso predicare dai pulpiti? Qualcuno forse potrebbe concludere che Dio non è giusto! Ma dobbiamo arrenderci dinanzi alla Parola di Dio e capire i meccanismi del Signore.

Innanzitutto notiamo una cosa che molto spesso non accade in chi ha un problema del genere: la vedova, pur nella sua disperazione, non si rivolse ne a un uomo ne cercò di intraprendere delle scappatoie personalizzate, ma andò direttametne alla fonte. Andò a chiedere al profeta, esattamente come la Parola stessa ci avvisa che le nostre richieste siano notificate a Dio in preghiera con ringraziamento, (Filippesi 4:6). Ma alla richiesta della donna, il profeta, che in questo caso rappresenta il Signore stesso, diede una risposta che non era proprio "idonea": "che cosa vuoi che io ti faccia?" Della serie - ti ho detto che sto affondando nei debiti e tu mi chiedi cosa devi fare? Non è implicito in ciò che ho dichiarato? Molto spesso noi, allo stesso modo, non accettiamo la risposta di Dio, ci sembra scomoda, errata, non aderente alle nostre aspettative. Eppure Dio è pronto sempre a darci il meglio,... il profeta proseguì: cosa hai a casa tua? La domanda sembrerebbe ancora più crudele della precedente affermazione... "io non ho nulla..." eccetto che un piccolo vaso di olio... Ecco quello che il Signore voleva sentirsi dire da quella donna. Quella donna e la sua famiglia erano state spogliate da tutto ma avevano ancora un vaso, pieno di olio. Hai tu un cuore pieno dell'unzione dell'olio dello Spirito Santo? Se così è, allora Dio potrà darti ciò che vuoi! Vai in giro e prendi tutti i vasi vuoti che non hanno olio. In altre parole, vai a cercare nuove anime che hanno bisogno di Dio. Cerca prima del tuo problema di soddisfare al mandato di Dio (Marco 16:15) perché questo è quello che Dio richiede da tutti noi: che ci spogliamo di noi stessi e manteniamo noi al suo servizio indipendentemente dalle nostre condizioni di salute o ecnomiche o di stress. Servi il signore, e porta anime nuove alla grazia.... quando la stanza sarà piena, lo Spirito Santo riempirà ogni vaso e la benedizione di Dio sarà sopra di te affinché tu possa ricavare ciò che serve per ripagare il tuo debito (in senso spirituale anche il peccato commesso), sia di avere quello giusto per potere sopravvivere con la tua famiglia senza dipendere dall'uomo.

Pastore Gabriele 

La maggior parte di noi realizzano che non vi è nessuna garanzia sul fatto che la vita sia semplice e piacevole. Ma, quand oarriva la tempesta o lo scoraggiamento, allora cominciamo a cercare una via di uscita facendo leva su tutto quello sul quale possiamo contare. Il Signore, al contrario di quello che noi possiamo pensare, vuole che noi stessi conosciamo le sue vie affinché possiamo camminare in esse. E questo, passa anche per malattie, scoraggiamenti, afflizioni, eccetera. E' una naturale conseguenza di questo. Dovremmo piuttosto ricordare che, per quanto il cammino con Dio possa certe volte condurci in una valle di lacrime, pure la Sua grazia ci rinforza ed è sempre là per darci forza e incoraggiarci ad andare avanti e compiere il Suo volere. Così amico mio, considera oggi se la tua vita è allineata con il volere di Dio o piuttosto con il tuo volere. Egli ci porta alla santità, alla saggezza, alla fede, all'obbedienza. Le nostre vie piuttosto conducono alla nostra convenienza personale. Decidi tu cosa fare.

Pastore Gabriele

Il pensiero di oggi corre sul filo dell'amore. Nel Vecchio Patto era stato scritto di amare il nostro prossimo, (Levitico 19:17-18) ma non certo quello di odiare il nostro nemico. Anzi, proprio riguardo al nemico, sia a livello personale che familiare, la Bibbia ci ricorda che bisogna soccorrere il proprio nemico se la sua cavalcatura gli viene meno e se perde il bue, (Esodo 23:4-5). Soltanto passando alla considerazione del nostro nemico spirituale la Bibbia concorda nel dare il permesso ai Figli di Dio di odiare..., (Salmo 139). Nel Nuovo Testamento Gesù ci ricorda che non bisogna odiare il nostro nemico, mai, e per nessun motivo, (Matteo 5:43-45).

Queste parole di Gesù non sono parole da dovere comprendere ma ordini da dovere eseguire. Se Gesù ci dice che non dobbiamo odiare i nostri nemici ciò significa che noi possiamo farlo. Chi dice che non può perdonare, in realtà sta dicendo che non vuole perdonare. Scegli di amare. La decisione spetta a te. Se fosse impossibile Gesù non te lo avrebbe detto. Devi soltanto lasciare che la Sua natura prevalga in te sulla tua. Quando scegli di amare liberi un prigioniero. Quel prigioniero sei tu stesso.

Pastore Gabriele

Tutti o quasi tutti i Cristiani concordano che la fede nella gloria futura dovrebbe motivare la Chiesa. Il desiderio di Dio è che gli uomini tornino a Lui mettendo in Lui la loro fede e la speranza che un giorno le sofferenze terrene verranno a cessare. Nessuno conosce quando sarà questo giorno: in II Pietro 3:10 sta scritto in metafora che sarà come la visita di un ladro di notte, inaspettata e improvvisa. Comincerà segretamente per poi vagliare con il fuoco gli elementi terreni, (II Pietro 3:7). Questa Terra che ci sembra eterna, non sarà più. E, paradossalmente, l'idea del termine di questo mondo non dovrebbe condurre i cristiani a disperare ma piuttosto a renderli sempre più estranei, indipendenti dalle cose di questo mondo che, appunto, dobbiamo lasciare. Forse non possiamo comprendere tutto quello che succederà alla fine dei tempi, ma sicuramente i cieli saranno scrollati, (Apocalisse 6:14). E, l'apostolo Pietro in II Pietro capitolo 3 ci incoraggia evidenziando queste cose per sfidare la nostra devozione a Dio e incoraggiarci nella fede.

Al contrario, molti cristiani oggi si fermano nelle loro richieste "materiali" aspettando perennemente una grazia terrena e non curandosi che tutte queste cose devono finire prima o poi. Al posto di aspettare quel giorno e di invocarne  l'accadimento, (II Pietro 3:17), perdiamo tempo in futili richieste che non ci porteranno da nessuna parte. Oggi il pensiero che desidero lasciare nel vostro cuore è quello di crescere nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo il Signore, (II Pietro 3:18). Chi raccoglierà un tesoro nel cielo troverà a suo tempo una raccolta e una rendicontazione. Al contrario di chi, affidandosi alle cose di questo mondo, non avrà altro che un pugno di mosche nelle mani.

                                                                                                                                                                                        Pastore Gabriele

Molti cristiani tendono ad assumere un atteggiamento prettamente passivo dinanzi ai problemi e alle difficoltà. La Parola di Dio ci insegna e ci ammonisce a pregare in modo tale che le nostre richieste siano notificate a Dio in preghiera con ringraziamento. E, sebbene questo sia il modo corretto di procedere, molto spesso fa si che molti cristiani cadano in errore ritendendo che debbano semplicemente pregare ed attendere, senza assumere un atteggiamento attivo e concreto. In effetti la stessa Parola di Dio ci viene incontro in questo senso ricordandoci che dobbiamo bussare, (azione concreta) perché ci venga aperto, cercare, (azione concreta) per trovare. C'è un aspetto spirituale e uno materiale. E le due cose devono camminare nel loro giusto equilibrio che Dio stesso desidera che abbiano. Il passo che oggi vogliamo proporvi, all'interno della nostra riflessione, si trova in Esodo 14:15. "Quindi l'Eterno disse a Mosè: «Perché gridi a me? Di' ai figli d'Israele di andare avanti. E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo, affinché i figli d'Israele possano passare in mezzo al mare all'asciutto. Quanto a me, io indurirò il cuore degli Egiziani, ed essi l'inseguiranno. Così io trarrò gloria dal Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri.". Il popolo di Dio si era rivolto al Signore. Avevano pregato. Mosè più degli altri sentiva il peso di quell'incombente pericolo e minaccia per il popolo di Israele, ma non era tempo di aver paura. Era tempo di ascoltare la voce di Dio. E la voce di Dio raccomandava a Mosè non di far "sedere" il popolo e farlo "accomodare", assistendo a come Egli avrebbe risolto il loro ennesimo problema..... Dio comandò accuratamente a Mosè quello che avrebbero TUTTI dovuto fare. C'è una parte legata a te, una legata a Dio. Prega, e continua a pregare, ma nel frattempo agisci! Nel frattempo Reagisci! Mosè aveva la sua parte, (il bastone), il popolo doveva avere la sua parte, (farsi avanti), infine Dio avrebbe avuto la sua parte, (indurire il cuore del Faraone per trarre la Sua gloria). Così si compie il piano di Dio.

Prima di chiudere vorremmo fare u esempio concreto per rendere il concetto... Quanti mariti pregano dicendo e chiedendo a Dio di cambiare la propria moglie perché ha quei tali difetti e non fa quello che dovrebbe... ma questi uomini, con la preghiera, stanno facendo ciò che la Parola di Dio dice? E cioè, nella fattispecie, "di amare la propria moglie come Cristo ama la Sua Chiesa"? Ecco se noi chiediamo a Dio di cambiare nostra moglie, prima ancora adeguiamoci alla Parola cambiando NOI STESSI. E vedrete quanto quella preghiera diventerà efficace!!!! Quante mogli si lamentano di avere un marito apatico e evasivo... scasanfatiche, e pregano perchè Dio lo cambi.... ma prima di questo comincino ad essere ciò che Dio vuole che siano, e cioè "aiuto convenevole"... fatelo e vedrete come sarà efficace la vostra preghiera.

Sapete perché?

Perché la vostra preghiera sarà la preghiera di un "giusto" cioè la preghiera di chi è conforme alla Parola e trova un Dio prontissimo a cambiare l'ombra della morte in uno splendente mattino!

Pastore Gabriele

Quando la gente invecchia, comincia a pensare anche al momento del funerale, acquista qualche posto al cimitero, contatta qualche agenzia funebre cercando di far in modo magari che l'evento funesto non trovi impreparati i componenti della famiglia che restano. E, in questo non c'è nulla di male: bisogna pure arrendersi al fatto che i nostri corpi si deteriorano e sono destinati alla morte. Gesù fu ucciso sulla croce. Non vi era stato tempo per preparare nulla, tanto più che era ancora molto giovane. Proprio considerato il suo caso Gesù sarebbe dovuto essere sepolto in una fossa comune con i delinquenti, (Giovanni 19:42). Eppure Dio suscitò l'intervento di Giuseppe e di Nicodemo, che convinsero Pilato a deporlo in una tomba più dignitosa. E Pilato acconsentì. Quella tomba però, dove frettolosamente deposero il Maestro non doveva essere eterna ma soltanto temporanea. Allo stesso modo non ti preoccupare di fare troppi preparativi. Gesù vuole che tu viva e viva per sempre. Se oggi ascolti la Sua voce decidi di morire con Lui e di risorgere a nuova vita con Lui.

Dio ti benedica

Pastore Gabriele

Molti credono di conoscere Gesù. Molti hanno sentito parlare di Gesù. Molti hanno sentito e visto i miracoli che Lui ha compiuto. Eppure, quando si tratta di camminare con Lui, di ascoltare il Suo parlare, in realtà ci rendiamo conto che Gesù è ancora uno sconosciuto. Il testo di oggi è Luca 24:13-35. Gesù aveva loro detto, prima di andare via, che avrebbero dovuto essergli testimoni, che avrebbero dovuto andare per il mondo e predicare l'Evangelo ad ogni creatura, (Marco 16:15-16). Ma come troviamo i discepoli? Si stanno partendo da Gerusalemme, che rappresenta la casa di Dio verso un luogo distante sette miglia. Tutto sembra rientrare nel piano di Dio. il luogo Emmaus significa "sorgente calda". Eppure c'è qualcosa che non va. I due discepoli conoscono Gesù e le Sue imprese. Sanno esattamente quello che è accaduto, conoscono perfino della Sua resurrezione, ma la verità è che ancora non hanno piena fede in Lui. Non lo conoscono davvero come dovrebbero. E camminano mormorando e dubitando di quello che Gesù stesso aveva detto e su quello che i profeti avevano profetizzato su di Lui. Quanti di noi stanno camminando su un cammino di apparente cristianità. Sappiamo da dove siamo partiti, dove stiamo andando, che quello è il perfetto piano di Dio, ma nel nostro viaggio manchiamo di un elemento importante: la conoscenza di Gesù. Se davvero lo conoscessimo, molti dubbi e molte paure che vincolano la nostra vita scomparirebbero del tutto. Egli lo ha detto nella Sua Parola e non viene mai meno nelle Sue promesse. Quando i due discepoli cominciarono ad ascoltare la Parola parlare allora il loro cuore cominciò ad entrare in fibrillazione. Ecco il vero segreto. Quello che motli ancora non hanno compreso: la Parola è il mezzo principale con il quale possiamo conoscere Gesù. La nostra anima e il nostro cuore entrano in fibrillazione appena entrano in contatto con la Parola di Dio. Ed essa ti conduce inevitabilmente a quel sacrificio di amore che Gesù manifestò sulla croce per la nostra salvezza: al rompere del pane le scaglie dei loro occhi caddero via. Ed essi poterono vedere che nel loro cammino, nei loro dubbi, nelle loro perplessità Gesù non li aveva mai abbandonati restando con loro sul far della sera.

Pastore Gabriele

Abbiamo tutti bisogno di capire. Ciò che ci viene davanti, procede da Dio? E' un inganno del diavolo? E' un abominio davanti l'Eterno? Per rispondere a queste domande leggiamo un passo molto conosciuto della Parola de Dio, Matteo 1:18-25. Giuseppe era un uomo giusto. La Parola ci dice che questo uomo aveva riposto nel suo progetto matrimoniale la sua stessa vita e la sua stessa gioia. Non era un uomo che stava coltivando oscuri propositi. Era un semplice servitore di Dio che stava cercando di portare a compimento il proprio progetto di creare una famiglia. Come tu stesso o tu stessa, senza doppi fini stai cercando di portare avanti un progetto nella tua vita. Ma, proprio quando tutto sembra ormai essere "scontato", ecco che si presenta un intoppo, una sorpresa. Amara, molto amara, nel caso della nostra vicenda. Giuseppe, alla evidenza che Maria era in stato di gravidanza, vide crollare addosso tutta la sua stessa vita. Aveva putnato tutto su quel progetto, ma evidentemente Maria aveva distrutto ogni cosa prima che si realizzasse. Non poteva far finta di niente. Non aveva nessun senso. Doveva allontanare la sua promessa Sposa e l'abomino che portava in grembo... Rifletti insieme a me e considera che una cosa simile accada a te, proprio adesso. Stai puntando tutto su un dato progetto. Stai quasi per accarezzare la sua realizzazione ed improvvisamente qualcosa si mette di traverso, qualcosa comincia a non girare a tuo favore. Può essere una malattia, o un divorzio, o una perdita di lavoro, o un cambio repentino di qualche situazione ... al di là di cosa è, sicuramente quel cambiamento si presenta come una avversità che distrugge, vanifica, annulla i tuoi sforzi fatti per la realizzazione di quel dato progetto. Ed è naturale chiedersi che soa stia succedendo. Giuseppe si chiese cosa stesse succedendo e alla fine aveva preso una decisione. Avrebbe allontanato Maria senza metterla in difficoltà. Segretamente. In fondo, lui era un uomo giusto, non voleva che Maria, nonostante il suo comportamento "scorretto", (secondo l'evidenza umana), dovesse in qualche modo soffrirne. Quante volte abbiamo dovuto prendere una decisione simile, e restare in silenzio mordendoci le labbra per non parlare e denunciare la situazione. E lo abbiamo fatto per amore, molto spesso. Ma la Parola stamane sta riservandoti un resoconto particolare. Giuseppe aveva preso la sua decisione. Ma Dio non aveva ancora terminato con Giuseppe. E l'angelo dell'Eterno si presentò a Giuseppe incoraggiandolo a prendere con se Maria essendo che ciò che sembrava essere un abominio, un tradimento, una abberrazione, in realtà era soltanto il piano di Dio perché nascesse la salvezza per gli uomini. Da qui tiriamo fuori la lezione per noi tutti oggi. Sappiamo che Dio pensa per noi pensieri di pace per dar noi una speranza e un futuro, (Geremia 29:11). Dunque, quando qualcosa sembra mettersi storto e i nostri progetti sembrano scricchiolare, ricorda che questo verso vale ancora: Dio non ha mai smesso di lavorare per te e per il tuo bene. Allora non indugiare e non scoraggiarti. Se oggi si presenta un problema, esso è solo il mezzo con cui Dio vuole far nascere una speranza e la salvezza. Fai nascere Gesù e non temere di quel che ti circonda. Se Giuseppe si fosse arreso non sarebbe mai nato il Salvatore. Se tu ti arrendi e getti la spugna il piano di Dio nella tua vita non potrà realizzarsi e resterai soltanto con il rimpianto nel cuore e con l'amarezza che qualcosa sia andato storto. Ciò che all'apparenza oggi ti sembra un abominio in realtà è il mezzo attraverso cui Dio sta facendo nascere il tuo riscatto. Ricorda che tutto coopera al bene di chi ama il Signore, (Romani 8:28).

Pastore Gabriele   

 

I Corinti 12:14-21

Ogni giorno ti alzi dal letto, ti lavi, indossi i tuoi vestiti, fai colazione, parli con i tuoi, magari leggi il giornale, poi vai al lavoro e fai altre mille cose di routine, ogni giorno. Allo stesso modo il tuo corpo, ogni giorno, compie miliardi di azioni che, proprio perché sono di routine, sembrano e sebrerebbero scontate. Ci sono parti del corpo più apprezzate altre meno, ma tutte svolgono una funzione fondamentale e sono interdipendenti le une dalle altre.
Ora, anche nella chiesa ci sono persone più in vista e persone meno in vista. Persone che si sentono non qualificate e non all'altezza. Prorpio a queste oggi rivolgo il mio pensiero. Voi che non vi sentite all'all'altezza, che restate nascoste senza fare quello che dovreste, state derubando il corpo di Cristo. Si, lo state derubando del vostro contributo... A voi stessi sembrate inutili e insignificanti, invece il vostro Dio vi ha qualificato e CI TIENE a voi. TIENE e CHIEDE che voi tutti facciate quello cui siete stati chiamati.

Smettiamola di derubare il corpo di Cristo e cominciamo a lavorare la Sua vigna.

Pastore Gabriele

Genesi 21:33 - E Abraamo piantò un tamarindo a Beer-Sceba e lì invocò il nome del SIGNORE, Dio dell'eternità. Come ognuno di noi, anche Abramo ebbe dissensi e discussioni con chi stava intorno a lui. Umanamente parlando è impossibile che ciò non avvenga. Il problema è semmai come noi affrontiamo la questione e gestiamo la criticità.

1. Possiamo lamentarci con altri e far giungere la nostra voce indirettamente a colui con il quale abbiamo una diatriba.

Però queste voci arriveranno e se arriveranno storpiate e gonfiate dal male degli uomini stessi che rapporteranno la cosa.... e questo non ci fa onore ne come cristiani ne come uomini. Abramo non fece tutto ciò ma nonostante il torto non proferì ne parola ne accusa contro Abimelec i cui uomini avevano con la forza sottratto un pozzo di acqua agli uomini di Abramo.

2. Possiamo andare contro il nostro interlocutore ed aggredirlo.

Dio non ci comanda questo ma anzi ci invita a cercare la pace con tutti a meno che non sia impossibile, (Romani 12:18). Abramo non fece ne mosse guerra ad Abimelec.

3. Possiamo lavorare di nascosto e ripagare il nostro nemico con la sua stessa moneta.

Il Signore ci invita a pregare e a chidere a Dio di intervenire piuttosto che farci ragione con le nostre mani. Matteo 5:44 - Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,

4. Possiamo invece fare come fece Abramo, colui che il Signore ha benedetto nel suo modo di agire.

Abramo incontrò Abimelec. Abramo semplicemente parlò con Abimelec e rese conto delle sue ragioni. E trovò il favore di Dio che aprì il cuore di Abimelec. MA attenzione, l'opera di Abramo non si fermò qua. Egli prese sette agnelle, e fra la curiosità dello stesso Abimelec egli suggellò un patto con lui e offrì quelle agnelle per Abimelec. Vi immaginate la confusione di quell'uomo? I suoi uomini avevano fatto un torto a chi gli stava di fronte, eppure Abramo non solo non aveva parlato male di lui, non solo era rimasto in silenzio, ma addirittura era pronto a offrirgli un dono costoso. Abramo era pronto a suggellare un patto con Abimelec. Quest'uomo capitolò di fronte all'amore incondizionato che Abramo gli stava porgendo. E i due fecero un patto e divennero amici.

Qualcuno potrebbe adesso dire che Abramo cessò la sua opera, aveva fatto abbastanza, invece no. Abramo fece qualcos'altro: piantò un albero di Tamarindo. Non significa nulla di speciale questo termine, ma ci ricorda che il suo frutto è disintossicante, e la sua ombra maestosa. Ecco, Abramo dopo che aveva compiuto quel gesto aveva disintossicata la sua anima ed era all'ombra dell'Onnipotente. Adesso lì, in quel luogo, dopo avere la pace nel cuore, poteva celebrare l'Eterno ed invocare il Suo nome.

Impariamo dalla Parola di Dio

Pastore Gabriele

La vita è un continuo scalare. Man mano si sale, ci si stanca. E, molto spesso, viene voglia di abbandonare tutto e fermarsi. Magari tornare indietro. Quante volte nella tua vita ti è balenato in mente di non potercela fare. Oggi, ti invito ad assumere una prospettiva diversa. Nelle scalate, è bello avere qualcuno che ci precede e si trova dinanzia noi. E' bello perché quella persona può testimoniare di cose che noi non abbiamo ancora vista. Man mano si sale, infatti, la visuale si allarga, e le esperienze si arricchiscono. Allora se sei ad un certo punto del tuo cammino, anziché pensare di non farcela più, voltati indietro e chiama a chi ti sta dietro: sarà ancora più scaraggiato di te. Chiama, e racconta quello che hai visto. Chiama, racconta la tua meravigliosa esperienza. Chiama, racconta come dopo la tempesta è apparso il sole. Chiama, perché chi ti sta dietro riceverà forza. E, nello stesso tempo, troverai qualcuno che sta davanti a te e che facendo lo stesso, voltandosi indietro, ti incoraggerà te ad andare avanti. Ecco quello che Dio ha comandato: "Allora avrete occasione di essere miei testimoni", (Luca 21:13). Proprio nella difficoltà Dio ti chiama a essere Suo testimone. 

La Chiesa di Antiochia, nella Parola di Dio, viene descritta come una "buona" chiesa. Un'opera immersa in un terreno difficile, incontro di diverse culture e di idoli, ma anche fertile perché sospinto dallo Spirito Santo. Il primo approccio della fede ebraica, (ATTI 11:19) relegò gli Ebrei ad una semplice fazione, con risultati molto limitati. Il secondo approccio, (ATTI 11:20), vide invece la nuova impresa di portare il vangelo a Greci e Gentili, cosa che prima non si era verificata. In Atti 13 si evince come il suo gruppo di anziani erano sia ebrei che Gentili, e ci assicura che attraverso la preghiera, la generosità e la dedizione, avevano fondata una chiesa missionaria. Quella chiesa partorì molte altre chiese. Paolo è morto da circa duemila anni. E così Barnaba, eppure l'opera di cui stiamo parlando non è mai morta, ma ha proliferato in lungo e in largo. La Chiesa originale di Antiochia oggi, non esiste più. I mongoli la misero al sacco nel 1200 circa. Ma esiste ancora l'opera di quei missionari che, anziché morire, si è espansa in lungo e in largo. Parimenti, cari nella grazia, non pensiamo mai che la Chiesa nella quale nasciamo sia e resti "l'unica" chiesa di riferimento. In questo caso staremo soltanto imbrigliando lo Spirito Santo a manifestare la Sua stessa potenza nel permettere agli uomini di fare discepoli. Sii fiero della Chiesa che frequenti, ma agisci come membro del corpo di Cristo e NON di una chiesa. Nel tempo, forse, quella stessa chiesa potrà sparire, ma si ritroverà in mille altre situazioni e sfaccettature. E allora avrai la piena consapevolezza che sei stato usato da Dio per compiere la Sua missione.                                                                                                                                                                                                 Pastore Gabriele

La madre di Hope e Richard, dopo il divorzio con il padre, si erano trasferiti dalla splendida e tranquilla Virginia alla caotica e frenetica New York. Una volta stabilitisi lì, le cose cambiarono per tutti: la madre divenne ben presto una donna di carriera, sempre presa dal ritmo del proprio lavoro ed estranea verso i figli; Richard a scuola da alunno promettente divenne subito un teppista, dedito a bravate e murales; infine la piccola Hope fu colpita di una rara forma di polmonite. Continue erano le assenza della madre in casa, come continue erano le liti in casa, continue erano le note disciplinari di Richard, continue erano i ricoveri della piccola Hope…. Insomma una famiglia disperata! Un giorno Richard, assieme al suo gruppo di amici, erano seduti che parlavano di murales da fare e videro un gruppo di giovani che predicavano nella piazza centrale di come Gesù salva, libera e guarisce. Mentre gli altri schernivano e beffeggiavano quei ragazzi che predicavano, Richard rimase tutto il tempo lì  ad ascoltarli, gli altri via via se ne andarono ridacchiando e denigrando…Richard invece rimase solo e continuò a fissarli ed ascoltarli tutto il tempo. Dopo il messaggio predicato, uno di quei predicatori ,con un volto gentile, si avvicinò a lui e gli chiese: <<piaciuto il messaggio? C’è qualcosa che posso  fare qualcosa per te?”>> Richard con tono sarcastico rispose: “il messaggio era bello, molto toccante.. davvero ammirevole….peccato che non giova nel mio caso. da piccolo andavo sempre in chiesa finche i miei  si sono separati e adesso ho mia madre sempre dedita al suo lavoro, mio padre ci ha abbandonati e la mia sorellina Hope  che non fa altro che entrare ed uscire dall’ospedale ed ora è a casa in un fondo di letto!;  Gesù dov’era quando mi accadeva tutto questo?!” e continuo dicendo “tanto sono senza speranza, la mia vita  è una causa persa”. Il giovane predicatore rimase dapprima in silenzio ma dopo rispose: <<tu credi nel Signore Gesù?>>  Richard rispose:<< Si ma c’ho perso le speranze>> .  Il predicatore gli sorrise e gli rispose : Richard capisco che hai passato dei momenti difficili ma ricorda che:” se dunque uno è in Cristo egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco ,sono diventate nuove.” (II Corinzi 5;17) Ritorna a Cristo, credi in Lui e vedrai come le cose cambieranno! Richard fu colpito da quelle parole ,si congedò dal predicatore  e se ne andò…. Aveva un ultima cosa da fare. Passarono le ore e Richard non rientrava, la madre era arrabbiata e lo aspettò tutta la notte; appena lo vide rincasare, l’indomani mattina, stava per corrergli dietro al solito per rimproverarlo, ma lui Sali subito le scale verso la cameretta di Hope; la camera di Hope era piena di macchinari che l ’aiutavano a respirare. La madre non voleva fare discussioni in quella stanzetta per non far sentire a disagio la piccola Richard vide Hope che si svegliava : “Ehi Hope,come stai sorellina mia?” Hope rispose con voce fioca: “vorrei stare bene, vorrei respirare meglio …mi manca casa mia in Virginia…la campagna…gli alberi.. i fiori ,i miei amichetti… ma qui c’è solitudine, smog, confusione e palazzi” Richard spalancò la tenda e disse: “guarda Hope! Guarda bene!  E li Hope vide una cosa meravigliosa….dei fiori, dei sorrisi tra i palazzi vicini, dai colori vivaci e sgargianti; guardando quel murales fatto dal fratello ,la piccola si rincuorò e con questi “fiori di speranza” lei potè guarire. Le cose a casa migliorarono: Richard abbandonò il gruppo con cui faceva bravate e si unì con i giovani della chiesa a predicare di quel Gesù che lo aveva liberato da quella condizione, che aveva guarito sua sorella da quella rara forma di polmonite e predicò di quel Gesù che mise pace in quella famiglia dato che i genitori si riappacificarono. Caro lettore, ciascuno di noi ha le proprie battaglie e situazioni deleterie, ma se ci affidiamo interamente a Gesù, riconoscendolo come Signore e Salvatore della nostra vita, vedrai come la tua vita cambierà e i problemi si risolveranno strada facendo; ricordati che solo 3 cose non deve mancare: fede, speranza e amore.

Fede perche è l ‘unica cosa che ci permette di piacere a Dio

Speranza perche i figli di Dio non devono arrendersi ma sperare e credere di vincere

Amore poiché Dio ci ama e noi dobbiamo ricambiare il nostro amore verso Lui e verso il prossimo

Caro lettore/trice non essere uditore ma facitore della parola a vai anche tu a disperdere la parola…quei fiori di speranza per un mondo che geme e travaglia.

Dio ti benedica

Vincenzo Russo