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Sun, Sep

Come mai questa mattina ho trovato acqua nel rubinetto? Come è possibile che sia riuscito ad alzarmi? Se tentassimo un piccolo esercizio di logica per rispondere a queste domande banali portando alle sue conseguenze estreme il principio di causa-effetto, ci troveremmo coinvolti in un territorio ai più sconosciuto. A qualcuno che è rimasto in vita e che ci sta accanto, dovremmo accoglierlo con una grande espressione si stupore e di meraviglia, invece tutto passa come se fosse scontato. Occorre, da parte di noi tutti, andare alla ricerca della conoscenza di una parola molto spesso ignorata o sconosciuta nel suo contenuto: gratuità. I nostri fratelli, i nostri parenti amici, anche nemici sono un dono prezioso, e averli accanto è un segno del cielo e questa benedizione è assolutamente gratuita. Siamo ricchi e non lo riusciamo a comprendere. I fratelli si accolgono, si contemplano, si incoraggiano e si correggono, si onorano e si valorizzano. La gratuità con la quale ci viene offerta questa ricchezza è sinonimo di crescita culturale e sociale. Ma molti, anche dopo questo articolo, probabilmente resteranno nella superficie della realtà senza andare più in fondo a scoprire la meraviglia della creazione di Dio. Chi non conosce questa parola, vive come all’egida del concetto populista di Karl Marx, secondo il quale l’uomo si fa con il suo proprio lavoro. Diventa tutto un dare e avere, un dovere e dovere fare. Questa involuzione dello sviluppo della civiltà intristisce e svilisce l’uomo nella sua meravigliosa complessità. Chi, al contrario, scopre di essere per grazia, entra negli orizzonti aperti e liberi della gratuità divina.

Il Pastore Riina, da quando ha cominciato a guidare l’opera Jeshua di Vicari, ha avuto parecchi problemi di ogni tipo e maniera. Molti fedeli sono stati quasi scoraggiati dal fatto che in ogni momento sembrava davvero che la sorte si fosse accanita contro l’opera. In realtà, perfino la presenza di cedimento del manto stradale ha bloccato diverse volte la percorrenza senza che nessuno abbia prontamente potuto provvedere a ripristinare il tutto. Ebbene, la fede del fratello ha sempre con gioia sostenuto che ogni cosa coopera al bene di chi ama il Signore. Adesso apprendiamo che nel cantiere della “chianotta” di Vicari, proprio in prossimità dei relativi cedimenti, è stata scoperta una fattoria di età tardo romana Imperiale. Una scoperta che porterà lustro e turismo anche nel Paesino di Vicari con ripercussioni positive sul comune in questione. Ogni cosa davvero coopera al bene di chi ama il Signore.

Nei mesi scorsi era stata segnalata nell'area la presenza di strutture murarie e frammenti ceramici antichi, rinvenimenti che hanno indotto gli archeologi della Soprintendenza di Palermo, Unità Operativa 5, Stefano Vassallo e Monica Chiovaro, a disporre la realizzazione di un cantiere archeologico, con la collaborazione di Antonio Di Maggio e Fausto D'Angelo, della cooperativa Archeologia di Firenze e della ditta Bolognetta.

"L'indagine - spiegano Stefano Vassallo e la soprintendente Maria Elena Volpes - ha consentito di mettere in luce parte di un insediamento rurale di età romano-imperiale (I sec. d.C.), utilizzato fino all'età tardo-antica (IV-V sec. d.C.).

"La scoperta - si legge in una nota - assume una particolare rilevanza poiché si tratta di uno dei pochi casi di scavo di un insediamento rurale di età romana nella Sicilia occidentale: il nuovo sito messo in luce contribuisce a chiarire le dinamiche del popolamento di questa parte dell'isola nella prima età imperiale, caratterizzata non solo dalla presenza di ricche città costiere (come, per esempio, Palermo o Termini Imerese), ma anche da un tipo di insediamento diffuso nel retroterra dei grandi centri urbani, nelle aree di sfruttamento agro-pastorale, territori a vocazione prevalentemente cerealicola, fondamentali risorse economiche della Sicilia".

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Tanti oggi vengono raggiunti da brutte notizie,... e molto spesso non sanno come affrontare la situazione. Ancora peggiore è la posizione di chi sta intorno a costoro, i quali, seguendo la parabola del loro amico o parente, vedono che improvvisamente sogni, desideri, progetti, si distruggono e cadono prima ancora di essere edificati. La filosofia che ne consegue è sempre la stessa: si vive una volta sola. ... Se ci riflettiamo bene ci rendiamo conto della pericolosità di quello che è insito in queste poche parole... Si vive una volta sola! Allora sono autorizzato a far del male pur di ricevere la mia soddisfazione? Sono forse autorizzato a ledere la libertà di chi mi sta accanto? così non sia. .... La Parola di Dio ci invitaa comprendere che nel vivere in Cristo abbiamo una grande soddisfazione interiore, tanto che anche le brutte notizie non scalfiscono la pace e la serenità di chi conduce una vita volta al bene e al rispetto del prossimo. Abbiamo visto andar via un pover'uomo, che, nella sua povertà ha salvato diverse vite,... mentre si spegneva sussurrava queste poche parole: "Si vive una volta sola, ma se vivi in Cristo è moltissimo, più di quanto ti serva.

 

 

Per grazia del Signore rendicontiamo la Santa Cena avuta nella neonata chiesa Jeshua di Vicari, dove le anime sono state immensamente benedette dal Signore con effusione di Spirito e parola profetica

Giovanni Cap.3: Nicodemo cercò Gesù. Uno dei capi del popolo di Israele, detentore della Parola di Dio, cercò Gesù riconoscendo in Lui la dote di Maestro, perchè aveva compiuto tanti prodigi.