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Wed, May

Morte

  • Dietro la porta ...

    Cosa c'è dopo la morte? Cosa riuscirò a vedere? Cosa troverò? Chi mi può dare una risposta esauriente? Sono tutte domande che è giusto che ogni essere umano si ponga, come quel tale che....

    Un tale ragazzo, di nome Ferdinando, stava aspettando con ansia la visita di un servo del Signore. Aveva delle domande da porgli e sapeva anche che la risposta avrebbe potuto cambiare la sua vita. Quel servo di Dio, allo stesso modo, sapeva che quel ragazzo aveva bisogno del Signore, e che, come ogni persona, avrebbe avuto delle domande alle quali bisognava riuscire a rispondere. Sapendo che il ragazzo nel suo passato aveva avuto problemi di salute molto seri, sapeva anche che stava addossandosi una grossa responsabilità. Cominciò a pregare intensamente, man mano si avvicinava alla casa dove quel ragazzo lo stava aspettando.

    Vide un cane, un bull dog, dall'aria molto sicura di se e che ringhiava noncurante delle ammonizioni da dietro la porta di ingresso che arrivavano, presumibilmente da quello stesso ragazzo che aveva chiamato il Pastore. Si fece avanti pian piano, arrivò sul luogo di destinazione, pigiò il campanello da dietro la porta e non appena la porta si aprì con voce autoritaria il ragazzo ordinò al cane di non entrare assolutamente in casa. Subito dopo invitò il servo di Dio ad entrare.

    "Sa!" - esordì il ragazzo - "quel cane è molto giocherellone, soprattutto con me, ma non gli ho mai permesso di entrare dentro casa, sicuramente starà morendo dalla curiosità!". 

    Il Pastore rispose amorevolmente: "Beh! poverino! ma capisco il tuo punto di vista. Quel cane è troppo sicuro di sè e potrebbe non avere rispetto una volta dentro casa degli oggetti e dei mobili".

    Si accomodarono e il ragazzo, dopo la preghiera di ringraziamento con la quale il Pastore cominciava sempre un incontro, scoppiò in un pianto quasi isterico e irragionevole. 

    "Mi scusi" - terminò il ragazzo "ma quando son solo tutta la mia ostentata sicurezza vien meno, e ricordo di avere un tumore maligno che sta uccidendo la mia vita. In quei momenti cominciò a ragionare con me stesso chiedendomi cosa cè dopo la morte..."- proseguì il ragazzo "mi puoi aiutare a capire? Sarò più sereno e potrò morire più in pace..."

    A quella domanda il Pastore rimase di stucco. Quella domanda non aveva una risposta. La Parola di Dio dice "Ciò che occhio umano mai vide e orecchio umano mai udì queste sono le cose che Dio ha preparate..."

    Ma il Pastore sapeva che anche se non vi era una risposta, lui era costretto a dare una risposta. Quel ragazzo era in pena e doveva essere liberato dal più spietato dei demoni: la paura. Il Pastore cominciò a pregare, in momenti che sembravano una eternità: il ragazzo aspettava, il Pastore pregava nella sua mente, e tutto sembrava un eterno imbarazzo al quale, improvvisamente pose fine un forte scuotimento della porta di ingresso. Era il bull dog che spingeva con tutte le sue forze la porta. Per qualche strano motivo quel cane era umpaurito tutta la sua sicurezza era svanita e grattava a più non posso nella porta.

    Ferdinando accorse alla porta e, non facendo neanche in tempo ad aprire la porta, il cane si precipitò dentro acquattandosi sotto il suo padrone in cerca di sicurezza.

    Il Pastore comprese.... e cominciò a parlare... "Ferdinando, noi non sappiamo cosa c'è dopo la morte preparata di Dio per noi, esattamente come questo cane non sapeva cosa c'era oltre la porta di casa tua che non aveva mai visitata,.... ma una cosa il tuo cane sa,.... che dietro quella porta, c'è il suo padrone, colui il quale lo può proteggere come stai facendo tu. Dio, il nostro Signore, è dopo la nostra morte terrena, e quindi sicuramente lui sarà a proteggere la nostra esistenza futura dopo la morte".

    Ferdinando da quel giorno riuscì a comprendere che la fede è certezza di cose che non si vedono. Ma nelle quali noi crediamo.

  • I funerali della Chiesa

    Un giovane Pastore, dopo avere compiuto gli studi relativi alla sua formazione servendo nel campo il Signore sotto la guida di diversi uomini di Dio, un giorno, venne chiamato per il suo incarico. Venica da una chiesetta piccola ma con anime dedite alla Parola e che cercavno di restare sempre attivi nel servizio al popolo e nella casa del Signore. Un ottimo modello che aveva sempre compiaciuto la comunità nella quale la chiesetta risultava inserita, e il giovane cominciava già a fantasticare quanto sarebbe stato bello potersi occupare di anime nuove adesso concretizzando quell'amore che sentiva esplodere nel proprio cuore.

    Prese la moglie, Clarissa, un po più "inesperta" nel campo del servizio a Dio e molto scettica e timorosa, e, mentre erano insieme per pregare e leggere la Scrittura, ella aprì la sua bocca per parlare: "E se non fosse tutto così roseo come ce lo immaginiamo?" - continua - "in fondo noi veniamo da una comunità stabilita da molti anni, e il fatto stesso che in quella nuova chiesa molti non sono mai andati, lascia pensare che qualcosa non funzioni".

    "Non avere paura" - concluse il marito Steve.

    "Noi non stiamo andando a cercare la nostra gloria ma la gloria del Signore, dunque di cosa dobbiamo noi temere?" - aggiunse Steve.

    "hai ragione, marito mio, io forse mi lascio prendere dalla mia timidezza e dimentico che Dio sa come fare ogni cosa nuova" Terminò Clarissa.

    Entrambi si decisero ad accettare l'incarico e dopo due giorni scelsero di prendere il pulmann anziché il treno per potere meglio riflettere sui luoghi che andavano a trovare. Non appena arrivati, videro che la Chiesa era abbastanza fatiscente. Non c'erano grossi danni, ma vi era una ostentata trascuratezza. Brutto segno, pensò Steve. La trascuratezza della Casa di Dio, per quanto possa sembrare esagerato a tanti, è un chiaro indice del fatto che i suoi ospiti non amano davvero la casa del Signore. Ma tenne per se quel pensiero e si sforzò di pensare che tutto fosse colpa di mancanze di risorse ovvero proprio di trascuratezza dovuta alla mancanza di un PAstore che governasse la situazione. Era Martedì e decise che in una settimana di lavoro intenso sarebbe riuscito a rendere ospitale la Casa del Signore. Aveva fondi a sufficienza grazie alle donazioni che i fratelli della chiesa di partenza avevano offerto nei suoi confronti e decise senza indugio di investirli nella nuova chiesa in modo tale da dare un segnale forte a coloro che l'avrebbero frequentata.

    "Purtroppo non riusciremo mai in una sola settimana a evadere tutte queste cose" sentenziò clarissa.

    "Perché non inviti i volenterosi a farsi avanti e dare una mano?" concluse la moglie

    Il suggerimento era molto corretto, e Steve lo avrebbe seguito volentieri, ma qualcosa dentro di lui gli diceva quasi quasi che avrebbe fatto un buco nell'acqua, e, come ogni capitano che si rispetti, preferiva mettersi d'avanti e farlo al posto di tutti per far comprendere una prima importante lezione di fraternità e di collaborazione nella Casa del Signore fra i fratelli. Lavorarono suramente per cinque giorni, notte e giorno e domenica mattina la chiesa era pronta. Aperta, ricettiva, profumata, piena di fiori. Ma nessuna anima si presentò.                                            La disperazione era davvero enorme e la delusione si leggeva in faccia del Pastore e della moglie. SI misero sotto il pulpito, si presero per mano, e pregarono il Signore. Ma la verità è che quella preghiera era una preghiera fredda, la mente dei due volava verso eventuali problemi e circostanze, ai motivi che non avevano fatta funzionare la cosa. Il Lunedì, a colazione, Steve chiese alla moglie se non fosse stato il caso di preparare un invito personale da portare personalmente a ciascuna famiglia, in modo tale da essere sicuri sia del fatto che conoscevano i nuovi orari di culto, sia del fatto che non vi erano altri problemi "nascosti". Fecero il giro, avevano la lista dei fedeli della Chiesa, una ottantina di persone, mica poche anime! Andarono per tutta la settimana instancabilmente di casa in casa, e per i volantini e le spese di trasferimento, essendo loro appiedati, avevano ulteriormente roso il budget assegnato arrivando ai minimi termini. Ma non disperarono e continuarono a girare. Ad ogni incontro ne scoprivano una nuova: la moglie era a letto, il marito lavorava, il figlio era troppo discolo e gli animi si esagitavano sempre, insomma classiche scuse di chi mette al primo posto se stesso o la propria vita anziché il Signore stesso. La delusione continuava a montare nel capo del Pastore anche perché si rendeva conto del circolo vizioso che Satana aveva instaurato nei fedeli: creava problemi marginali, loro si bloccavano per quei problemi, non frequentavano la chiesa privandosi di ascoltare la Parola di Dio e con ciò stesso si indebolivano nella fede riuscendo sempre meno a superare le prove e le difficoltà.                    La domenica successiva, comunque, riuscirono a contare 14 anime nella casa del Signore. Beh, non era il massimo, ma era un punto di partenza perché si muovesse qualcosa. La settimana successiva, stranamente, anche quelle anime che erano venute accampavano scuse, e finalmente una vecchietta che faceva parte del gruppo che aveva frequentato la settimana prima, esordì dicendo che in quel paese l'unico motore per fare muovere le persone da casa era la curiosità! Lei stessa era venuta in chiesa la domenica prima per vedere come era stata risistemata la Chiesa!    Inutile sottolineare lo sconforto pulsante di Steve e di sua moglie Clarissa. Passarono la sera davanti al camino, pensando e rimuginando a come fare per destare la curiosit della gente e farla venire in Chiesa per ascoltare la Parola di Dio. Ma non veniva nessuna idea fino a che Steve non si ricordò di una lettera che gli era stata data dal suo mentore spirituale, e che non aveva ancora letta. Chissà perché ma pensò che in quella lettera ci fosse la risposta. E la lesse proponendosi di metterla in pratcica anche se gli fosse risultata "fuori luogo". La lettera non diceva molto se non che Steve doveva stare attento al fatto che la gente non facesse morire l'amore di Cristo con la propria negligenza e abbandono.

    "Ricorda loro che non devono fare un funerale a Cristo, ma che lui è vivente, siamo noi i morti!" Prese quella lettera tra le mani, la strinse, pianse e finalmente cominciò ad esultare chiamando la moglie e dicendole di preparare un altro volantino con una bara al centro e con un invito a presenziare al funerale della Chiesa che si sarebbe celebrato la domenica successiva. Passarono i giorni e i due ragazzi avevano speso anche le ultime riserve per quel materiale, era davvero l'ultima spiaggia per loro, e lo sapevano. Recapitarono i messaggi a tutti fedeli e non nel Paese. La domenica successiva la cheisa era stracolma, tutta di gente che voleva vedere  i funerali della Chiesa, e soprattutto chi era morto davvero! Così il Pastore fece accomodare tutti quanti, un paio di fratelli della settimana precedente lo aiutarono a uscire anche altre sedie visto che la gente era troppa questa volta, e molti dovettero restare fuori non potendo entrare nel luogo di Dio. Cominciò la predicazione sulla vita del redentore e sulle cose che a Lui dispiacciono. Molti erano annoiati di sentire sempre quello che avrebbero dovuto fare.  Molti non volevano davvero cambiare, e molti concludevano che avrebbero avuto tempo per poterlo fare, magari proprio in punto di morte! Alla fine del messaggio, molto potente e ispirato dallo Spirito, il PAstore chiuse il servizio ma la folla mormorò dicendo: "vogliamo vedere il cadavere"! E il PAstore, di tutto punto, rispose serenamente che se questo era il loro desiderio, si sarebbero dovuti mettere in fila indiana, e vedere il morto uno dopo l'altro, e dargli l'estrema unzione, perché quello che vedevano nella bara era morto per davvero non avendo ubbidito alla PArola di Dio. Tutti ancora più curiosi, entrarono ubbidendo alla voce del Pastore e si misero in prima fila. Tra i primi quella vecchietta della domenica precedente, che appena vide "il cadavere" cominciò a piangere e si mise in ginocchio chiedendo pietà a Dio. Così anche per tutti gli altri.... finalmente la folla mormorò era trppo curiosa non poteva aspettare,.... e il PAstore finalmente parlò: "nella bara c'è un grande specchio, ogni volta che vi passate davanti vedete voi stessi che siete morti per la vostra dissolutezza nel contemplare il Regno di Dio e nel cercarlo". Io vi ho fatto i funerali.

    Da quel giorno quella divenne una chiesa piena zeppa di fedeli e attiva in ogni modo e maniera nel campo del Signore.

     

     

     

     

     

  • La croce: strumento di morte o di giustizia?

    La crocifissione in auge al tempo dell’antica Roma, era una dei metodi per cui veniva eseguita la pena di morte, attraverso la tortura; la condanna a tale supplizio veniva considerata tanto atroce ed umiliante che essa non veniva inflitta ad un cittadino romano ma veniva perpetrata inverso gli schiavi, i sovversivi e gli stranieri tale pratica normalmente veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato. Cicerone definiva la crocifissione "il supplizio più crudele e più tetro". I Romani punivano con quest'esecuzione il brigantaggio e la ribellione degli schiavi. Il giudice, riconosciuta la colpevolezza e pronunciata la condanna “sia messo in croce!”, dettava il titulus, cioè la motivazione della sentenza scritta su un cartello, quindi indicava le modalità dell'esecuzione, delegata ai carnefici, o, nelle province, ai soldati. Il condannato, dinanzi al magistrato, veniva prima sottoposto a una flagellazione affidata ai tortores, che operavano in coppia. Denudato e legato a un palo o a una colonna, veniva colpito con strumenti diversi a seconda della condizione sociale: per gli schiavi e i provinciali era previsto il flagrum o flagellum, formato da due o tre strisce di cuoio o corda (lora) intrecciate con schegge di legno oppure ossicini di pecora, oppure delle strisce di cuoio aventi all'estremità due piccole sfere metalliche. La flagellazione poteva essere una punizione esemplare fine a sé stessa, seguita dalla liberazione, oppure una condanna mortale: in questo caso produceva lacerazioni così profonde da mettere allo scoperto le ossa. Se veniva inflitta come preambolo alla crocifissione, il numero di colpi doveva essere limitato probabilmente a una ventina perché la vittima non doveva morire prima di finire in croce. Il condannato veniva poi rivestito e condotto al supplizio. Il titulus, appesogli al collo o portato da un banditore, aveva la funzione d'informare la popolazione sulle sue generalità, sul delitto e sulla sentenza. Sul luogo dell'esecuzione, situato sempre fuori dalle mura cittadine, erano spesso già piantati i pali verticali, gli stipites, su cui fissare i patibula. La crux patibulata o crux compacta risultava a forma di T. Il cruciario veniva spogliato e i suoi vestiti diventavano proprietà dei carnefici, quale prezzo della loro prestazione. Veniva poi appeso alla croce con chiodi, anelli di ferro o corde, come pure i piedi, che talvolta però venivano lasciati liberi.Con la crocifissione si voleva provocare una morte lenta, dolorosa e terrificante, esemplare per chi ne era testimone: per stillicidia emittere animam, lasciare la vita goccia a goccia. Origene scrive: “Vivono con sommo spasimo talora l'intera notte e ancora l'intero giorno” .Lungo il cammino essi subivano strattoni e venivano oltraggiati, maltrattati, pungolati e feriti per indebolirne la resistenza. Bevande drogate (mirra e vino) e la posca (miscela d'acqua e aceto) servivano a dissetare, tamponare emorragie, far riprendere i sensi, resistere alla sofferenza, mantenere sveglio il crocifisso perché confessasse le sue colpe. Raramente la morte veniva accelerata; se ciò accadeva era per motivi d'ordine pubblico, per interventi d'amici del condannato, per usanze locali. Si provocava la morte in due modi: col colpo di lancia al cuore o col crurifragium, cioè la rottura delle gambe, che privava il condannato d'ogni punto d'appoggio con conseguente soffocamento per l'iperestensione della cassa toracica (non è possibile respirare completamente e viene meno quindi l'apporto di aria ossigenata all'organismo).La vigilanza presso la croce era severa per impedire interventi di parenti o amici; l'incarico di sorveglianza era affidato ai soldati e durava sino alla consegna del cadavere o alla sua decomposizione. In Occidente, all'inizio del IV secolo, l'Imperatore Costantino il Grande vietò ai tribunali pubblici di condannare alla crocifissione. Ma questa pratica durò molto più a lungo in Oriente e in altri Paesi; al riguardo vi sono racconti dettagliati di crocefissioni ancora nel IX secolo.

    Questo squarcio di vita reale ci fa comprendere cio’ che avvenne al tempo di Gesù e ci offre diversi spunti di riflessione, attraverso la disanima delle varie fasi dell’esecuzione.
    La legge porta ad una condanna, la condanna conduce alla morte ……
    Nella Bibbia troviamo scritto :

    Romani 2:12 Imperocchè tutti coloro che avranno peccato, senza la legge, periranno senza la legge; e tutti coloro che avranno peccato, avendo la legge, saranno giudicati per la legge.

    Romani 5:13 (perciocché fino alla legge il peccato era nel mondo; or il peccato non è imputato, se non vi è legge;

    in funzione di cio’ che abbiamo ora letto puo’ nascere una spontanea domanda ….Gesù che è senza peccato perchè è stato crocifisso?......poichè abbiamo visto che la croce era riservata ai malfattori,e che la legge di Dio conduce, senza la grazia, alla morte;
    semplice:

    Isaia 53:5 Ma egli è stato ferito per li nostri misfatti, fiaccato per le nostre iniquità; il gastigamento della nostra pace è stato sopra lui; e per li suoi lividori noi abbiamo ricevuta guarigione.

    II Corinzi 5:21 Perciocché egli ha fatto esser peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato; acciocché noi fossimo fatti giustizia di Dio in lui.

    I Giovanni 2:1 Figliuoletti miei, io vi scrivo queste cose, acciocché non pecchiate; e se pure alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo giusto; 2 ed esso è il purgamento dei peccati nostri; e non solo de' nostri, ma ancora di quelli di tutto il mondo.

    Egli si è caricato di un “peccato” che non era suo, si è immolato come offerta perfetta al posto nostro….Noi eravamo i ladri i ribelli….gli schiavi, ed egli si è caricato delle nostre colpe, facendosi espiatore della nostra pena.

    Egli per nostra causa ha ricevuto LA CONDANNA:

    Romani 3:23 Poiché tutti hanno peccato, e son privi della gloria di Dio.

    Romani 5:12 PERCIÒ, siccome per un uomo il peccato è entrato nel mondo, e per il peccato la morte; ed in questo modo la morte è trapassata in tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato;

    I Corinzi 15:56 Or il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge.

    Gli si carica della Croce che diviene in quel contesto “ STRUMENTO DI MORTE”…….

    Ebrei 12:2 riguardando a Gesù, capo, e compitor della fede; il quale, per la letizia che gli era posta innanzi, sofferse la croce, avendo sprezzato il vituperio; e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.

    Filippesi 2:8 e trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò sé stesso, essendosi fatto ubbidiente infino alla morte, e la morte della croce.

    Matteo 27:32 ORA, uscendo, trovarono un Cireneo, chiamato per nome Simone, il quale angariarono a portar la croce di Gesù.33 E, venuti nel luogo detto Golgota, che vuol dire: Il luogo del teschio; 34 gli diedero a bere dell'aceto mescolato con fiele; ma egli avendolo gustato, non volle berne. 35 Poi, avendolo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando la sorte; acciocché fosse adempiuto ciò che fu detto dal profeta: Hanno spartiti fra loro i miei vestimenti, ed hanno tratta la sorte sopra la mia veste.

    Giovanni 19:17 ED egli, portando la sua croce, uscì al luogo detto del Teschio, il quale in Ebreo si chiama Golgota. 18 E quivi lo crocifissero, e con lui due altri, l'uno di qua, e l'altro di là, e Gesù in mezzo.

    Siam cosi giunti al punto in cui possiamo trarre una prima conclusione, ovvero che attraverso la condanna mediante il peccato , la croce ,pena da applicare al condannato e’ divenuta strumento di morte …….ed in un certo senso ciò è verità….ma se fosse tutto rimasto cosi,ovvero croce strumento di morte che giovamento ne avrebbe avuto l’uomo?? quale guadagno ne avremmo realizzato??
    Ringraziato sia IDDIO poiché i legami della morte non lo hanno potuto trattenere,EGLI e’ risorto

    Atti 2:24 Il quale Iddio ha suscitato, avendo sciolte le doglie della morte; poiché non era possibile ch'egli fosse da essa ritenuto.

    Romani 6:9 Sapendo che Cristo, essendo risuscitato da' morti, non muore più; la morte non signoreggia più sopra lui.

    Quella Croce strumento di morte adesso si e’ trasformata in strumento di grazia ,Gesu’ ha pagato per noi liberandoci dal peccato

    Luca 4:19 per bandir liberazione a' prigioni, e racquisto della vista a' ciechi; per mandarne in libertà i fiaccati, e per predicar l'anno accettevole del Signore.

    Romani 3:24 Essendo gratuitamente giustificati per la grazia d'esso, per la redenzione ch'è in Cristo Gesù.

    La Croce di Cristo adesso e’ strumento di salvezza :

    I Corinzi 1:18 Perciocché la parola della croce è ben pazzia a coloro che periscono; ma a noi, che siam salvati, è la potenza di Dio.

    Efesini 2:14 Perciocché egli è la nostra pace, il quale ha fatto de' due popoli uno; e avendo disfatta la parete di mezzo che facea la separazione, 15 ha nella sua carne annullata l'inimicizia, la legge de' comandamenti, posta in ordinamenti; acciocché creasse in sé stesso i due in un uomo nuovo, facendo la pace; 16 e li riconciliasse amendue in un corpo a Dio, per la croce, avendo uccisa l'inimicizia in sé stesso. 17 Ed essendo venuto, ha evangelizzato pace a voi che eravate lontani, e a quelli che eran vicini.

    Colossesi 2:14 avendo cancellata l'obbligazione che era contro a noi negli ordinamenti, la quale ci era contraria; e quella ha tolta via, avendola confitta nella croce.

    Abbiamo cosi visto come la croce per il mondo rimane pazzia e strumento di morte, ma per il credente essa viene trasformata in “strumento” di grazia ….cosa aggiungere altro se non un invito, riconciliamoci con Dio poiché Egli ha fatto questo per noi mettendo cosi pace sulla terra …non pace umana ma pace Divina .

    I Colossesi 1:20 ed avendo fatta la pace per il sangue della croce d'esso, riconciliarsi per lui tutte le cose; così quelle che sono sopra la terra, come quelle che sono ne' cieli.

    Vostro conservo in Cristo Past. Paolo Marasà

  • La morte della Chiesa

    Quando vai da un dottore, ciò che viene fatto è prendere la misura dei parametri vitali per stabilire la tua salute. Se questi sono sballati bisogna correre ai ripari.
    Allo stesso modo se vivi in una Chiesa dovresti avere il polso dei suoi parametri vitali per verificarne il suo stato di salute. Se questi ultimi sono fuori fase allora significa che la Chiesa sta morendo.
    Vogliamo darti alcuni suggerimenti:

    1. Si parla del passato più che del futuro - Quando la nostalgia dei tempi che furono prende il sopravvento sulla visione, allora la morte è vicina.
    2. Ci si sforza più di mantenere i fedeli nella Chiesa piuttosto che vincere anime nuove in Cristo Gesù - Senza un continuo flusso di anime nuove l'estinzione è imminente.
    3. Non c'è attenzione per l'evangelizzazione e per le missioni - una chiesa che non investe nell'evangelizzazione è sulla strada per morire.
    4. La Chiesa è costituita soltanto da persone anziane - Dio è per ogni età... se nella Chiesa trovi soltanto persone che rappresentano una epoca passata l'agonia è sul punto di prendere il sopravvento.
    5. Non ci sono nuovi talenti emergenti - Pastori nel piano di Dio allevano continuamente nuovi talenti per il futuro.

    La morte di una chiesa è qualcosa di estremamente triste. Ecco perché occorre aprirsi gli occhi e correre ai ripari ove qualcuno dei precedenti segni si stia manifestando nella tua Chiesa.

  • La morte silenziosa - The silent death

    E' il più alto numero di morti legate alla droga che l'america ha mai visto. Sono più morti che quelli del picco di AIDS del 1995. In un solo anno, gli Stati Uniti d'america hanno perso tanti americani per overdose di droga che quelli morti nella Prima Guerra Mondiale. Quasi  gli stess morti persi in 12 anni di Vietnam. E questo riguarda soltanto coloro che sono morti per overdose. Il numero nulla dice invece per i danni mentali che la droga crea in coloro che sopravvivono, per non dire nulla sulla miseria umana, le famiglie distrutte, e gli estremi di crimine legati alle imprese legati alla droga. Nel 2015 sono morti soltanto in America più di 52.000 vittime di overdose. E il numero può soltanto allargarsi nel tempo. Riflettiamo.


    It’s the highest number of drug-related deaths America has ever seen. It’s more deaths than the peak of the AIDS epidemic in 1995. In a single year, USA have lost nearly as many Americans to drug overdose as we lost in battle in World War I. Almost as many as was lost in 12 years in Vietnam.
    And that’s just overdose deaths. That number—as high as it is—says nothing about the long-term health damage to our citizens who survive, to say nothing about the human misery, the families ripped apart, and the extremes of crime and violence inherent in the illegal-drug enterprise. In 2015 only in America we have observed almost 52.000 dead people for overdose. And the number can only become larger in time. Let us think on these things.

  • Si da fuoco ...

    Ennesima tragedia nel palermitano. In un contesto nazionale dove le borse sono in picchiata vertiginosa, il palermitano offre uno spunto molto più raccapricciante. Qua non si vedono molti investitori, e, quei pochi che ci sono, non possono certo fare la differenza nel mercato globale. La povertà è dilagante, e la povertà si innesta in un contesto mafioso che quasi disperatamente si crogiola in questa continua miseria, che toglie gioia e felicità di vivere. Oggi tocca ad un uomo, non ancora ben identificato, che perde il lavoro e, non sapendo cosa altro fare, si posteggia davanti piazza Figurella, all'entrata del paese di Villabate, telefona alla figlia per un ultimo saluto, chiude e si da fuoco con la macchina. 55 anni, ancora probabilmente tanto da potere offrire ai familiari e alla nostra società, ma per l'ennesima volta, un nostro figlio perde la vita, mentre noi impietosi per la stragrande maggioranza scrolliamo le spalle impotenti. A dare l’allarme alcuni passanti che hanno subito contattato la sala operativa dei vigili del fuoco. Il proprietario dell’auto divorata dalle fiamme è un palermitano residente nella zona di Villagrazia, a Palermo.
    Secondo una prima ricostruizione dei carabinieri della stazione di Villabate, che hanno ascoltato i familiari, la vittima sarebbe piombata in un tunnel di disperazione a causa della disoccupazione. Inutile l’intervento dei sanitari del 118.

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  • Vergogna, ... √® morto!

    Abstract - Oggi la nostra Nazione si prepara ad accogliere un esubero di immigrati tutti provenienti da Paesi a grosso rischio. E, fino a qua non fa una grinza. Noi stessi siamo promotori e sostenitori di progetti, nel nostro piccolo, per potere sostenere questa massa di esseri umani in preda alla miseria e alla guerra. MA a noi italiani chi ci pensa? Non è corretto tutelare, ancorché PRIMA degli immigrati, quantomeno CONTEMPORANEAMENTE ad essi? Dramma della povertà a Cinisello Balsamo, hinterland milanese, dove un uomo, Giovanni Cosenza, di 72 anni, è deceduto nella sua auto, dove viveva da cinque anni.

    Giovanni Cosenza era uno di quegli uomini che ormai per il nostro Stato è diventato un numero E un problema. Si, un problema, e sapete perché? Perché percepiva una pensione, di €350,00, minima ma pur sempre un esborso a cui i freddi calcolatori delle spese pubbliche non vogliono far fronte. Da quello che si apprende, (DIRETTANEWS), all'interno delle Istituzioni nessuno si sarebbe mosso per aiutare quell'uomo e tirarlo fuori da quella macchina che sarebbe diventata la sua bara. Parlando con i burocrati, GIUSTAMENTE, viene risposto che la legge non prevede, che la legge non dice, che non ci sono fondi per gli italiani, e così via discorrendo. Soltanto i cittadini lo aiutavano. La macchina era parcheggiata davanti ad un carrefour dove molto spesso gli veniva dato qualcosa per sopravvivere. Qualcuno ogni tanto lo invitata a lavarsi nella propria abitazione. Qualcuno portava qualche coperta per scaldarsi. Non essendo chiare le cause del decesso, è stata disposta una autopsia. Bisogna accertarsi se lo stesso non soffriva di qualche malore taciuto o non curato vista la sua condizione, ovvero se è stato il freddo a dargli il colpo di grazia. Una volta stabilito il motivo della morte, la pratica verrà archiviata con un "leggero" sospiro di sollievo per chi deve far quadrare i conti. VERGOGNA! Gli ultimi 50 anni dal dopoguerra gli italiani sono stati illusi con il miraggio della casa di proprietà. Molti si sono lanciati in questo. A questo punto il mito si è spostato sulla macchina e sulla seconda casa per la vacanza. Italiani che hanno lavorato duramente spaccandosi la schiena giorno e notte precludendosi qualsiasi piacere o vacanza, per poi vedere i propri figli messi allo sbando da una societa completamente assente e da un governo che è solo impegnato a giocare con i numeri della tombola per farli quadrare senza considerare il valoroso sforzo prodotto dal popolo italiano. Dopo che molti sono arrivati a questo, adesso un colpo di IMU, uno di TASI, uno di non si sa più quale sigla inventarsi, e la gente pian piano si vede sfilare dalle mani tutto ciò che ha raggiunto nella propria vita sia per aiutare i figli sia per soddisfare la bramosia e ingordia del Governo che chiede SEMPRE e SOLTANTO tasse senza erogare servizi al cittadino che, come il povero Cosenza, devono vedere la loro vita finire da un cruscotto di macchina, attraverso un parabrezza, quando la vecchiaia è fatta per vedere i propri figli intorno a scaldargli il cuore.

    QUESTA è L'ITALIA.  L'Italia che si ostina a vendere il carburante a 1,400 quando i prezzi del greggio sono paralleli a quelli di 11 anni fa quando alle pompe il diesel era a 1,050! E la cosa incredibile è che un caro amico e fratello che da pensionato è stato costretto ad emigrare in Germania, mi dice che li il diesel attualmente è 1,050! Allora il problema siamo noi. Si, siamo noi. Che costituiamo associazioni per curare il bisognoso in assenza delle Istituzioni e che per ottenere quello che la legge prevede dobbiamo spendere cifre incredibili (tutte di tasca) e assoldare Avvocati e Consulenti, per avere semplicemente riconosciuti i propri diritti! Vergogna! Al massimo questo sfogo raccoglierà qualche mi piace, o al massimo qualche considerazione, ma lo status quo resterà lo stesso. Domani arriveranno altri 1.000 immigrati. 1 di loro sarà il kamikaze di turno che si dilegua in Francia o chissà dove l'ISIS ha stabilito di colpire, gli altri 999, innocenti e bisognosi saranno li con le mani tremanti a chiedere. Qual'è la risposta delle Istituzioni? L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro. E ogni cittadino deve contribuire SECONDO LE PROPRIE FACOLTA'. Ma dove sono più queste facoltà?