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Sun, Oct

Dopo decenni di scavi, un’équipe di archeologi israeliani avrebbe identificato i resti della località di Bethsaida-Julias, il villaggio di pescatori dove nacquero gli apostoli Pietro, Andrea e Filippo. Una scoperta che segna una svolta epocale nello studio del primo Cristianesimo e del Nuovo Testamento. Il villaggio si troverebbe nei pressi del fiume Giordano, non lontano da Capernaum. In una località oggi chiamata al-Araj, gli studiosi hanno riportato alla luce uno strato di terreno con reperti di epoca romana che potrebbero essere collegati a Julias, la località che prende il nome dalla figlia del primo imperatore romano Augusto. Secondo quanto riportato dal Messaggero, lo storico Giuseppe Flavio è convinto che il villaggio di Bathsaida-Julias fosse situato proprio nel punto dove il Giordano entra nel Lago di Tiberiade. La nuova scoperta di reperti datati tra il I e il III secolo si trovava a due metri di profondità sotto uno strato di epoca bizantina che invece era stato già analizzato in precedenza. Gli archeologi hanno trovato anche una moneta d’argento dell’epoca dell’imperatore Nerone e i resti di una vasca romana ‘atipica’ nei villaggi della zona. L’impresa è stata portata avanti dalla squadra di archeologi guidata da Mordechai Aviam dell’istituto Kinneret di archeologia della Galilea. La località di Betsaida prese il nome di Julias sotto Erode Filippo, figlio di Erode il Grande, ma nei secoli la sua esatta ubicazione era andata perduta. Gli studiosi ritengono ora di essere finalmente riusciti a individuare il punto esatto. Fra i reperti rinvenuti spiccano altresì parti di un mosaico e alcuni elementi attinenti a un bagno pubblico romano che fanno pensare a una cultura di tipo urbano. Potrebbero essere questi i primi reperti di Betsaida-Julias. Questi resti farebbero quindi identificare il sito con la città di Pietro in quanto lo strato che ha conservato le strutture antiche si trova a 212 metri sotto il livello del mare. In passato i ricercatori pensavano che all'epoca di Gesù il Mar di Galilea fosse a 209 metri sotto il livello del mare e avevano cercato Betsaida più in alto.

Giordania - Degli archeologi hanno scoperto una cava sotterranea nella città di Rihab, e assicurano che si tratta della Chiesa più antica del mondo, datata fra il 33 e il 70 d.C. La cava si trova sotto la chiesa antica di San Giorgio, uno dei luoghi di culto più antichi al mondo. Gli studiosi hanno esplorato la caverna sotterranea scoprendo, almeno secondo quello che ritengono, il luogo di culto più antico al mondo.
"Abbiamo scoperto quella che riteniamo essere la prima chiesa cristiana nel mondo, datata fra il 33 e  il 70 d.C." - ha riportato Abdul Qader Al-Husan - direttore del Centro di Studi archeologici di Rihab. "Abbiamo le prove per credere che questa chiesa ha albergato i primi cristiani, fra cui i 70 discepoli di Gesù Cristo" - ha aggiunto l'archeologo.
Fra le altre cose, gli archeologi hanno scoperto un mosaico che menziona "i settanta che amano Dio", uno scritto che concorda con ciò che sostiene Luca 10:1. Al-Husan sostiene che i settanta sentendo della persecuzione a Gerusalemme si rifugiarono in questa grotta fondando poi chiese nel nord della Giordania.
Questi primi cristiani vivenano e praticavano la loro fede in segreto fino a che i romani stessi non abbracciarono il cristianesimo anni più tardi.
Dentro la cava c'è uno spazio circolare dove sono disposte delle pietre in cerchio per sedersi. Questo elemento circolare è importante, come sottolinea lo stesso archeologo, perché concorda con ritrovamenti similari per altri luoghi utilizzati per il culto cristiano.
Nella cava si trova anche un tunnel che conduse a una cisterna che provvedeva acqua agli abitanti dell'epoca.

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Il Faraone conosciuto nella Bibbia come il padre di colui che vide gli Ebrei uscire dal Paese di Egitto, sembra sia stato riscoperto in uno scavo accidentale adesso affidato ad archeologi egiziani e tedeschi. Si tratterebbe di Ramses II, una statua alta 26 piedi circa, vicino i resti del tempio di Ramses II nella vecchia città di Eliopoli. La statua è fatta da quarzite ed è stata riscoperta immersa in acque sotterranee.  

Ramses II morì alla veneranda età di circa 66 anni, e fu colui che fondò la città di Eliopoli dove si adorava il Dio Sole. Con lui è da citare anche il faraone Akenathon che aveva cercato di distruggere le altre divinità egiziane inneggiando a un solo Dio, RA, il dio Dole per l'appunto. Questo particolare, riscontrato storicamente dalle scoperte fin qui effettuate, si incontra con particolari inquietanti e con iscrizioni particolari su alcuni reperti che vedrebbero proprio in quel periodo l'influenza di un popolo nomade chiamato iksyos dagli egiziani, che potremmo ricondurre proprio alla presenza ebrea nei confini di Egitto, e che adoravano un unico Dio e creatore. Alla morte di Akenathon il suo successore, Tutankamon, sembra riprese repentinamente il culto agli dei egiziani iniziando un aspro combattimento contro gli Iksyos, combattendoli aspramente.


Ramses, in ogni caso, conosciuto come Ramses il Grande, fu il terzo della diciannovesima dinastia di Egitto. Ebbe circa 200 concubine, generò 96 figli e sei figlie, e governò in un periodo compreso tra il 1279 e il 1213 a.C.

Insieme alla gigantesca statua di Ramses II, è stata ritrovata una piccola statuina di Seti II il suo secondo nipote, e questo confermerebbe anche che la statua gigante appartenga a Ramses II.

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Il ministro egiziano del Turismo, Hisham Zaazou, ha dichiarato che “la scoperta archeologica del XXI secolo” sarà rivelata al pubblico molto presto. Inzialmente si parlava del mese di Aprile, ma a quanto sembra ci sono stati slittamenti per il mese di Giugno, anche per gli episodi di guerriglia interna del quale l'egitto è preso in questo periodo.
Lo stesso ministro, davanti gli sbigottiti giornalisti, ha dischiarato: “Abbiamo trovato la tomba di Nefertiti”. La bellezza di questa regina è stata immortalata in un celebre busto conservato a Berlino.Ma la realtà della sua posizione ancora non appare molto chiara.Secondo alcuni storici Nefertiti, il cui nome significa “la bella che è arrivata”, sarebbe la sposa di Akhenaton (padre di Tutankhamon).E, secondo l’archeologo britannico Nicholas Reeves Tutankhamon, morto prematuramente all’età di soli 19 anni, sarebbe stato sepolto in una tomba non costruita apposta per lui. Il luogo prescelto sarebbe stato appunto una camera mortuaria nella Valle dei Re, proprio accanto alla tomba di Nefertiti.In effetti ancora è presto per gridare alla sensazionale scoperta, in quanto potrebbe anche trattarsi della regina Kiya, seconda moglie di Akhenaton e madre di Tutankhamon.
La scoperta comunque sembra reale: con l'uso di georadar è stata verificata l'esistenza di stanze segrete proprio a ridosso del ritrovamento della tomba di Tutankhamon, il Re bambino. E’ questo il clamoroso annuncio del ministro delle Antichità egiziano Mahmoud el Damanti: se così fosse, si tratterebbe della scoperta archeologica più importante del XXI secolo. Non si sa esattamente cosa si celi dietro alle apreti, ma si sa che la tomba non è vuota. E’ colma di tesori, pietre e metalli preziosi. Sarà necessario analizzare ogni cosa con l’ausilio di speciali macchinari.

ISRAELE - Diamo seguito ad una notizia precedente, che, per quanto amena, desta curiosità: dopo che è stato ritrovata una traccia di uva usata per produrre vino ai tempi di Gesù, (220 d.C.) si sta cercando di riprodurre la stessa tipologia secondo un progetto dell'università di Ariel in Israele. Il vino bianco prodotto, chiamato Marawi, sarà lanciato per la vendita questo Ottobre seguente per la Ditta Recanati Winery, di orgine italiana ma stabilita in Israele.
Per gli israeliti ricostruire la loro tradizione del vino è molto importante, visto che essi producevano vino molto prima che altri popoli ci pensassero e la Scrittura è piena di riferimenti in tal senso.
Naturalmente, come ha dichiarato il viticoltore, Dott. Ido Lewinshon, "il prodotto è ricostruito in laboratorio usando alcuni frammenti di DNA ma è altamente biologico e puro". Questa varietà molto speciale affiancherà le altre prestigiose ma comunque destinate a cedere il passo a questa nuova ma "antica mappatura". In realtà l'interruzione della produzione del vino, ad opera del VII secolo da parte dei musulmani che avevano conquistato la Terra Santa, aveva fatte perdere le tracce di questa preziosa varietà, adesso miracolosamente rinvenuta. Questa varietà si aggiunge alle 120 già presenti

Israele – Scoperta una chiesa databile 500 d.c. costruita durante il sacerdote Teodosio e recante una iscrizione molto particolare: “Pace sia a voi che entrate e a voi che uscite, Amen”. Questa Chiesa del periodo tardo bizantino, nasceva accanto ad una fattoria di 2.700 anni a est di Tel Aviv. Secondo le autorità che hanno presieduto gli scavi, la Chiesa venne abbandonata nel periodo ellenico, ripopolata in seguito e attorno gli costruirono un monastero con altre attività e riabbandonata nel periodo Ottomano.

Fonte BCN

Il più antico manoscritto del Pentateuco è stato definitivamente individuato e si trova nella “nostra” biblioteca di bologna. La scoperta è attribuibile al professore Perani Mauro, che ha condotto una ricerca approfondita sul più antico manoscritto completo della Torah che addirittura sembra essere autografo di Esdra. Alla mano del profeta lo attribuiva infatti una scritta, cucita a metà del documento, secondo la quale il rotolo era stato regalato dagli Ebrei ad Aimerico Giliani da Piacenza, maestro generale dell’Ordine domenicano dal 1304 al 1311.

È solo a partire dal XVI secolo, però, che il rotolo diventa un’attrazione per tutti i viaggiatori e gli studiosi stranieri che approdano a Bologna, dal re di Francia Francesco I al gesuita belga Andreas Schott, dall’erudito spagnolo Benito Arias Montano al paleografo francese Bernard de Montfaucon, che del rotulo dette una dettagliatissima descrizione e che riportò per esteso nel suo Diarium italicum l’iscrizione bilingue (latina ed ebraica) che attribuiva ad Esdra la scrittura del testo.
Nonostante fra Sei e Settecento venne messa in dubbio l’autografia di Esdra, il manoscritto continuò ad essere annoverato fra i testimoni più antichi del Pentateuco, tanto che all’arrivo delle truppe napoleoniche fu inserito fra i cimeli più interessanti da requisire e trasportare a Parigi. Tornato integro dalla Francia nel 1815, il rotulo - che a questo punto non conservava più la scritta relativa alla donazione da parte degli Ebrei, come documentato presso l’Archivio nazionale francese - venne depositato e conservato presso l’allora Biblioteca Pontificia, oggi Biblioteca Universitaria, insieme ad altri manoscritti provenienti dalle corporazioni religiose soppresse. Sarà proprio la mancanza della scritta a dare origine, nel corso del XIX secolo, ad un equivoco che si è protratto fino ad oggi, rendendo così difficile risalire alla provenienza del rotulo. Il famoso autografo di Esdra appartenuto ai Domenicani venne infatti identificato con un altro rotulo ebraico del Pentateuco, conservato anch’esso presso la stessa Biblioteca Universitaria e mutilo della prima metà: proprio con questa mutilazione, che nella seconda metà dell’Ottocento fu attribuita alla requisizione napoleonica, si poteva spiegare l’assenza della scritta che secondo Montfaucon si trovava a metà del volume. In realtà questo secondo rotulo era stato donato nel Settecento alla Biblioteca dell’Istituto delle Scienze, oggi Universitaria, da papa Lambertini: il manoscritto, che si presentava all’epoca già mutilo della prima metà del testo, in seguito non si era mai allontanato dalla Biblioteca. Il rotulo integro un tempo appartenuto al convento di S. Domenico rimaneva invece dimenticato e perdeva a tal punto la sua identità così da essere ritenuto, secondo la catalogazione fatta da Leonello Modona nel 1889, un manoscritto della Torah di scarso pregio scritto in modo goffo nel XVII secolo: la recente ricatalogazione e le incontrovertibili analisi al Carbonio 14 gli hanno restituito l’antichità e il valore che gli competono, mentre la “lente” del bibliotecario ha ripercorso all’indietro la vicenda di questo importantissimo manoscritto, risolvendo l’enigma dovuto a un vero e proprio scambio di documenti. E’ stato così restituito alla città di Bologna un tesoro che per secoli ha costituito un’attrazione per i turisti e gli studiosi di tutta Europa.

Nel periodo successivo al riconoscimento dell’antichità della Torah della Biblioteca Universitaria di Bologna, ovvero da maggio del 2013, non solo il rotulo è stato attentamente studiato dai bibliotecari che lo custodiscono, ma è stato oggetto di numerose ulteriori analisi e interventi, tutti offerti gratuitamente dalle aziende che fanno capo all’Associazione ONLUS SOS Archivi e biblioteche.

La Frati & Livi l’ha accuratamente restaurata e ha predisposto un nuovo contenitore in cui il manoscritto della Torah sarà conservato; la Biores art ha effettuato una serie di analisi microbiologiche che hanno sostanzialmente confermato le buone condizioni di conservazione del rotulo; e la CTS ha eseguito una serie di analisi e test immuno-enzimatici sulla pelle e gli inchiostri che hanno confermato le descrizioni dei paleografi del ‘700: la pelle della Torah è di vitello e non di agnello e l’inchiostro è costituito da particelle carboniose, quindi è al carbone e non di galla. L’azienda Tabularasa ha eseguito la digitalizzazione del rotulo che potrà essere consultato, per il momento solo in Biblioteca, in modalità touchscreen. Infine la generosità della famiglia Ottolenghi ha permesso alla BUB l’acquisto di una bella vetrina dotata di tutti i sistemi di ottimale conservazione e sicurezza, nella quale finalmente il Rotulo 2 potrà essere esposto al pubblico.

Tratto da UNIBO

Israele – Archologi Israeliani hanno fatta una scoperta sensazionale: il suggello del re della Bibbia Ezechia, che governò il Regno di Giuda nel 700 a.c.. L’oggetto, fatto di argilla, ha un diametro di meno di un centimetro.

Il luogo della scoperta è la Città Vecchia di Gerusalemme, dove l’archeologo Eliat MAzar, dell’Università Ebraica di Gerusalemme, si è trovato tra le mani il prezioso sigillo mentre stavano operando degli scavi. Questa rappresenta la prima volta che viene ritrovato una reliquia simile, e certamente la curiosità e l’attrazione dei ricercatori adesso punta a trovare conferme con altri oggetti simili. Secondo la testata Times di Israele, inizialmente non si capiva la genesi del cimelio, se non dopo averlo confrontato con altri 33 oggetti similari. Il cimelio contiene una scrittura ebra antica con oggetti che richiamano la cultura egiziana. Una attenta analisi ha fatto verificare l’inserimento della scrittura: “appartenente a Ezechia figlio di Achaz, re di Giuda”. Il centro dell’oggetto ha un sole con due ali. Il sole rappresenta l’altissimo, le ali arcate rimarcano l’espressione di Ezechia secondo il quale il suo potere è per grazia della protezione di Dio.

Ezechia un monarca audace, fu unico fra gli altri Re, eliminando gli alti luoghi nel suo regno. Regnò 29 anni ed è presente nella genealogia di Gesù.

Conferma storica della veridicità delle dieci piaghe d'Egitto. Ritrovata una stele che conferma esattamente il resoconto della Parola di Dio

Ritrovata qualche mese or sono una stele frantumata dal passare del tempo sotto una piramide di Giza. La scoperta ha dell'incredibile in quanto, una volta ricomposta, ha fornito chiare conferme alle Dieci Piaghe che sono descritte nella Parola di Dio nel Paese di Egitto. Anticipiamo un video su youtube, in lingua inglese, che spiega la scoperta suffragata dal Professore Donald della Pensylvania State University

(La foto via Jewsnews.co) - L'Arca di Noè, che ha da sempre affascinato e stupito intere generazioni, oggetto di attenzioni film e produzioni di ogni genere, è stata ritrovata anche se la notizia sembra volutamente essere taciuta.

 Ci sono da sempre state storie affascinanti. Una di queste, che credo superi molte storie, è quella dell'arca di Noè, non soltanto registrata nella Parola di Dio ma anche confermata con diverse prove. La stessa, che è stata ritrovata, nonostante l'ecezionalità della scoperta, anziché essere pubblicizzata e raccomandata all'attenzione del pubblico, sembra essere volutamente taciuta. Riprendiamo la notizia dal sito www.Jewsnews.co.il, tratotto e adattato dalla lingua inglese in modo tale da essere comprensibile. Le notizie sono state integrate anche da altre fonti. 

Siamo nel lontano 1959, mentre un capitano di Esercito Llhan Durupinar, durante alcune esplorazioni aeree, verifica la presenza di una forma ovale con due punte, un poco più grande di un campo di football e ad una altezza di circa 6.300 piedi dal livello del mare, nel territorio turco ma in prossimità del confine con Iran. Siamo nei pressi del monte Ararat, e, sebbene il capitano durupinar fosse a conoscenza della storia biblica, non certamente arrivò a conclusioni affrettate. 

La zona, quasi desertica e occupata soltanto da piccoli e sporadici villaggi, non aveva mai dato luogo a precedenti avvistamenti similari. Insomma, il Capitano si trovava dinanzi ad un bel dilemma, tanto che pensò si inoltrare il negativo della foto al Dottor Brandenberg dell'Università dello Stato dell'Ohio. Questo esperto, dopo avere attentamente esaminato la foto concluse ineluttabilmente che quella foto ritraeva una nave e che non aveva mai assistito ad una foto così chiara e inequivocabile. Inizialmente la notizia fu pubblicata dal LIFE TIME con un articolo dal titolo "L'Arca di Noè?". Partì immediatamente una spedizione proprio con il capitano Durupinar che arrivati li cominciarono a esplorare la zona nel tentativo di trovare qualche suppellettile, e cominciarono anche degli scavi che non esitarono nulla e alla fine si concluse che in realtà si trattava di una formazione naturale, ma niente altro. Tutti i mass media in effetti dirottarono la propria attenzione altrove e la cosa finì in quel modo. Nel 1977 Wyatt tornò nuovamente sul sito e questa volta riprese lo studio anche con i metal detector e analisi chimiche e la conclusione fu innegabile: si trattava dell'Arca di Noè. La ricerca cominciò con la misurazione del tracciato rinvenendo una ampiezza media di 50 cubiti e una lunghezza da prua a poppa di cicrca 515 piedi, cioè 300 cubiti egiziani, cioè le misure descritte nella PArola di Dio. Questa fu la prima conferma.

 

Proprio dal punto A della foto scattata dal ricercatore, si intravedevano delle costole dello scheletro della nave che avevano una forma perfettamente adattata a quella di una nave soltanto che erano pietrificate, visto i tantissimi anni trascorsi. Questo forse spiega l'insuccesso della precedente spedizione, che magari si attendeva dei ritrovamenti di legno eroso, cosa impossibile dato gli anni. I risultati e le prove chimiche davano conto e prova che quelle costole, oltre ai minerali avevano tracce di sedimenti legnosi dando prova che c'era stato del legno prima nel tempo. L'analisi del terreno ha poi mostrato che la posizione originale dell'arca si sarebbe dovuta trovare a circa 1.000 piedi di altezza sopra quel livello dove sembra sia giunta in seguito ad un fenomeno tellurico del 1948, con un atterramento della base dell'arca che ne ha compromesso alcuni livelli. Con l'utilizzo di un radar che penetrava la terra con tecnica ad ultrasuoni, si riuscì a ricostruire l'intera struttura dell'arca portando conferme a quello che era scritto nella PArola di Dio. L'analisi attraverso il radar ha poi rivelato perfino la presenza di peli di gatto pietrificati, zocoli di cavalli pietrificati e oggetti di metallo nascosti in cave sotterranee e cosi preservate in qualche modo nel tempo. 

 

Ora, una scoperta così importante non dovrebbe essere taciuta. Incredbilmente, il professor Wyatt cadde nell'oblio. Riflettiamo....

(via Acontecer Cristianos) -"Se uno pensa al principio dell'Etica non può fare a meno che pensare ai 10 comandamenti: adesso il rotolo che li riporta scritti sarà esposto in un Museo di Gerusalemme -- Riporta la curatrice Tania Coen Uzzelli

 Il frammento del papiro sul quale sono scritti i Dieci comandamenti, datato circa 2.000 anni fa e ritrovato nei pressi del Mar Morto ad Est, sarà esposto, dopo una particolare preparazione per evitare che il contatto con l'aria deteriori il documento, nel Museo di Gerusalemme proprio accanto a monete con circa 3.000 anni di età e tavolette della Mesopotamia di 5.000 anni or sono.

Anche questa chicca è una conferma forte della veridicità della Parola di Dio. Il frammento, che prima era stato visibile soltanto a pochi fortunati o comunque agli addetti ai lavori, adesso potrà essere pubblicamente osservato.

Secondo la Parola di Dio i Giudei furono deportati durante il Regno di Nabucadonosor. Ebbene, adesso in Gerusalemme sono state esposte circa 100 tavolette di argilla che parlano ....

della deportazione dei Giudei confermando esattamente le notizie contenute nel libro di Esdra 5:12 e gettando così ulteriormente luce sulla veridicità della Parola di Dio.

Le notizie scritte in 100 tavolette diverse non fanno altro che farci esclamare gloria a Dio

Ritrovato un tesoro molto particolare in una grotta dopo che alcuni esploratori avevano cominciato una escursione hobbistica per esplorare una grotta nel nord di Israele.

(Israele)— La notizia incredibile perviene dal nord Est di Israele, in una grotta stalattitica che stava per essere esplorata da alcuni minatori intenti ad esplorare la caverna.
Le Autorità israeliane per le antichità hanno diffuso la news tramite comunicato ansa, assicurando che sono stati ritrovati tutta una serie di monili di oro e di argento che risalgono ad un periodo fra
2.200 e 2.400 anni or sono, quindi in epoca strettamente anti cristo. Fra tutte le scoperte, questa sembra avere la massima importanza non tanto per il suo valore, (che comunque resta incommensurabile),
quanto per il fatto che questo tesoretto nasconde una grande varietà di ritrovamenti e nello stesso tempo fa prefigurare che nella continuazione degli scavi si potrà trovare molto altro ancora.ù
in particolare sono state ritrovate delle collane particolari e delle monete di un certo valore e molto rare e preziose. Circa due settimane or sono, il signor Reuven Zakai, suo figlio Choen e un amico
chiamato Lior Halony, appartenenti al Club scavatori di Israele, hanno fatto la riscoperta incredibile chiamando immediatamente l'autorità israeliana per le antichità che ha subito inviato degli uomini a presidio
i quali hanno immediatamente compreso non solo i possibili ulteriori ritrovamenti quanto il fatto che in molti incavi è rimasta traccia di abitazione. Questo fa presumere, in prima battuta, che quella caverna fosse stata usata
come rifugio e abitazione, magari in seguito a qualche persecuzione, e che quei monili fossero stati nascosti appositamente per evitare che venissero rubati.
La scoperta segue quella effettuata da due sommozzatori al largo delel coste di cesarea, dove una grandissimo quantitativo di monete antiche è stato ritrovato.

(Foto via CBN News) Trovato uno dei più grandi ed inestimabili tesori tutto in monete d'oro datate 11° secolo. La scoperta, presso le coste Israeliane, ha dell'incredibile anche per via dell'eccezionale stato di conservazione del tesoro stesso che non ha avuto bisogno di nessun intervento laboratoriale.

 Due sommozzatori, in carico all'esercito israeliano, stavano compiendo perlustrazioni continue nei fondali circostanti con il preciso obiettivo di trovare eventuali ordigni bellici nella continua ed estenuante lotta contro le forze nemiche ad Israele per disinnescarle e proteggere la popolazione in merito. Insomma un'azione di prassi che viene ripetuta diverse volte la settimana in uno stato dove si è molto attenti alla protezione della popolazione e al rispetto del territorio considerato legittimamente "Santo". Mentre i due stavano operando la loro perlustrazione, uno dei metal detector ha cominciato a vibrare segnalando una presenza strana e molto concentrata. L'idea è stata subito quella di provvedere perchè poteva trattarsi di un grosso ordigno. Ebbene, la carica esplosiva quel contenitore la conteneva, ma non nel senso che i due sommozzatori pensavano: il baule era pieno stracolmo di monete d'oro in uso presso la Cesarea fino dopo le Crociate Cristiane ma datate da esperti numismatici intorno all'11 Secolo d.C. Cane, uno degli esperti chiamati in proposito, ha sottolineata la grandissima importanza del ritrovamento non tanto per le monete in se stesse ma per la loro conservazione che rasenta una fascia superiore al BB+ cioè una moneta bellissima (e anche di più) secondo la classica metodologia di classificazione dei numismatici. I pezzi sono quasi 2.000 e di taglie e misure diverse. Le ipotesi avanzate sono tante, ma essendo un tratto di mare costeggiato sia da ricchi mercanti che da navi militari, i dubbi sul loro originale utilizzo permangono. Potrebbe trattarsi della sostanza di un ricco commerciante in vena di fare affari, come pure la paga dei soldati impegnati nelle missioni militari del tempo. Certo è che le monete non hanno avuto bisogno di nessuna pulitura chimica e di nessuna lavorazione particolare essendo l'oro un metallo nobile che nonostante sia risieduto a contatto con l'acqua marina per circa mille anni, pure non ha mostrato segni di invecchiamento. Le monete sono custodite presso musei ad hoc allestiti e serviranno eventualmente per il turismo, ma nel frattempo le autorità israeliane hanno disposto il divieto di immersione a sommozzatori privati se non accompagnati da un ispettore: si pensa, a questo punto, che altri tesori similari potrebbero celarsi nelle acque e che i recenti nubifragi e sommosse marine avrebbero potuto riportare alla luce: infatti, come annunciato in premessa, questa zona è stata parecchio "battuta" senza trovare nulla.... Ricordiamo che la Parola di Dio dice: "Mio è l'oro e mio è l'argento dice il Signore Onnipotente" Aggeo 2:8. 

 

Ritrovata in un modo sensazionale, un frammento del Vangelo di Marco che era stato utilizzato per costruire una mummia del popolo... si parla di svolta epocale.

La polemica fra chi pone dubbio sulla veridicità della Bibbia e sulla sua distorsione nel tempo, potrebbe essere ad un punto di svolta: un team di ricercatori esperti egittologi hanno messo a punto una nuova tecnica che permette di ricavare, in modo incredibile, alcuni manoscritti utilizzati per creare sagome alle mummie.

Attualmente, i primi esemplari del vangelo risalgono, per esempio, agli anni 101-200 d.C. e ritrovare testi originali ancora più antichi, non solo sarebbe una ulteriore riprova sulla veridicità della Parola di Dio, ma potrebbe indicare anche le modalità attraverso le quali lo stesso è giunto a noi. Uno dei problemi che da sempre hanno permeato il mondo religioso è proprio quello della conservazione inalterata dei sensi e dei significati della Parola stessa. Infatti, nei tempi antichi, non essendoci mezzi di riproduzione digitali, ma soltanto la ricopiatura, pian piano potrebbero essere stati introdotte della variazioni più o meno importanti nel testo stesso. La scoperta recente fatta da questo team di esperti potrebbe finalmente portare ad una svolta epocale.

La novità nasce dalla considerazione che, mentre i dignitari di palazzo e i Faraoni usavano maschere di oro o di metallo prezioso per sagomare il proprio cadavere una volta defunti, la gente comune, non potendo permettersi altro, ricorreva a un procedimento più semplice: tanti spezzoni di carta venivano incollati uno dopo l’altro in modo da formare una crosta dura e resistente nel tempo. Naturalmente, i millenni trascorsi facevano si che non appena la mummia stessa era esposta all’aria aperta si disintegrava in polvere, tanto più la carta e l’inchiostro usato sui fogli scritti. Adesso, gli scienziati hanno sviluppato una tecnica che permette alla colla delle maschere della mummia di essere rimossa senza danneggiare l'inchiostro sulla carta.Il testo sui fogli può essere così  letto rivelandosi fonte inesauribile di preziose informazioni per chi deve studiare la cultura del popolo egizio. Il vangelo del primo secolo è una delle centinaia di nuovi testi ai quali  una squadra di circa tre dozzine di scienziati e studiosi sta lavorando per scoprire e analizzare, utilizzando questa tecnica di scollature maschere, ha riferito Craig Evans, docente del Nuovo Testamento a Acadia Divinity College di Wolfville, New Scotland.

"Stiamo recuperando antichi documenti il primo, secondo e terzo secolo. Documenti non solo cristiani, non solo i documenti biblici, ma testi greci classici, documenti commerciali, vari documenti mondane, lettere personali,", ha detto Evans a  live Science.I documenti includono testi filosofici e copie di storie del poeta greco Omero. 

"Abbiamo tutte le ragioni per credere che gli scritti originali e le loro prime copie sarebbero state in circolazione per un centinaio di anni, nella maggior parte dei casi - in alcuni casi molto più a lungo, anche 200 anni", ha detto Evans.

Uno svantaggio per il processo è che la maschera delle mummie viene distrutta, e così gli studiosi del settore discutono se tale particolare metodo dovrebbe essere utilizzato per rivelare i testi che contengono. Ma Evans ha sottolineato che le maschere che vengono distrutte per rivelare i nuovi testi non sono di alta qualità che dovrebbero essere rappresentate in un museo.Evans ha detto in diretta Science, "Non stiamo parlando della distruzione di qualsiasi pezzo da museo-qualità."

Adesso, è stato promesso, che entro la fine di questo anno si renderà disponibile il ritrovamento permettendo l’ulteriore prova sull’attendibilità della Parola di Dio.

 

Fonte LIVE SCIENCE

Incredibile notizia giunge dalle squadre archeologiche a Gerusalemme: scoperto il tunnel nel quale il Re Ezechia .... READ MORE

 Ancora una nuova incredibile scoperta viene dalla Città santa, Gerusalemme. Questa volta sembra che sia stato riscoperto il tunnel segreto nel quale il Re Ezechia scappò. In una antica struttura situata nella città biblica di Betsaida, a poca distanza dal mare di Galilea un luogo molto caro sia a Gesù che ai Suoi discepoli, è stato ritrovata l'entrata di un tunnel segreto. La città di Betsaida che fu la casa di molti dei discepoli del Maestro, fu un luogo visitato dal nostro Signore e questo fatto conferma in pieno la Parola di Dio. Gli archeologi dell'Università del Nebraska, (USA) lavorando nel luogo chiamato Omaha, hanno trovato questa entrata segreta tunnel utilizzato nel passato dai sovrani reali durante il periodo della Vecchia Israele e Giuda. In particolare, la scoperta rivela eccezionalità perchè conferma biblicamente un episodio narrato nella Parola di Dio quando la città di Betsaida era stata attaccata dalle truppe inferocite del Re Nabucadonosor e, proprio attraverso quel tunnel il Re Ezechia potè trovare una via di fuga. La foto di sotto, riportata da fonte assolutamente credibile, è anche oggetto di notizia presso le maggiori testate giornalistiche cristiane, come Christian breaking News dalla quale abbiamo attinto adattando il presente articolo.

Finalmente è stato scoperto il luogo dove Gesù fu effettivamente processato da Ponzio Pilato, nel palazzo di Erode...

 

GERUSALEMME. Una scoperta archeologica che punta i riflettori su un luogo simbolo alle origini della Cristianità. I resti del palazzo di Erode sono venuti fuori da alcuni scavi condotti nella città Vecchia di Gerusalemme, (la parte antica). E lì che, secondo la tradizione evangelica, fu processato Gesù ad opera di Ponzio Pilato.  Naturalmente la scoperta è stata del tutto casuale e niziata soltanto per un lavoro di consolidamento e ampliamento di un'altro sito archeologico di notevole importanza, la Torre di Davide. Dopo circa 15-16 anni di scavi, è stato portato nuovamente a luce il pretorium, il luogo proprio dove Ponzio Pilato giudicò Gesù. La scoperta fortunata contraddice e demolisce la vecchia credenza secondo la quale il pretorium veniva collocato all'interno della fortezza Antonia, sotto una moschea di Al-Aqsa. I particolari denunciati dal Vangelo sono confermati dal ritrovamento, dove si sono per l'appunto ritrovate le pietre irregolari e il "litostrato". La collocazione del palazzo pretorium è vicino la porta Giaffa, una porta della Città di Gerusalemme. Da poco il sito è anche disponibilie per la visita.

 

The Synagogue of Magdala has been found out , and there Christ has taught ...

La sinagoga di Magdala è stata scoperta, e lì Gesù ha insegnato al principio ... 

 

In 2004 Rev. Juan M. Solana set out on a mission to develop a resort on the Sea of Galilee for Christian pilgrims. He purchased four privately owned plots of land near Migdal, the hometown of Mary of Magdalene with hopes of building a facility that would help Christians find rest and relaxation in Holy Land.

Nel 2004 il Reverendo Jun M. Solana cominciò una Missione per sviluppare un resort sul Mare di Galilea per pellegrini cristiani. Egli acquistò quattro lotti privati vicino Migdal, la città madre di Maria Maddalena con la speranza di edificare un centro che avrebbe aiutato i cristiani a trovare riposo e rilassamento nella Terra Santa.

During a standard control required by the Israeli government before building can take place, the New York Times reports archaeologists with the Israel Antiquities Authority (IAA), unearthed remnants of a synagogue from the first century that revealed the location was the actual town of Migdal, also known by its ancient name, Magdala.

Durante un controllo standard richiesto dal Governo Israeliano prima che l’edificio cominciasse, il NEW YORK TIMES riporta che gli archeologi con le Autorità israeliane per le antichità (IAA) hanno rinvenuto i resti di una sinagoga del primo secolo che ha rivelato che il posto di costruzione era a città attuale di Migdal, anche conosciuta per il suo nome antico, Magdala.

The newly discovered Magdala synagogue is one of only seven uncovered in Israel that was in use during the first century C.E., when the Jerusalem Temple still stood.Archaeologists say they found a stone block that was likely used as a table where the Torah was read. Officials maintain the block is a miniature replica of the Second Temple in Jerusalem.

La recente scoperta della sinagoga di Magdala è una delle sette scoperte in Israele che era ancora in uso durante il primo secolo A.C. quando ancora il Tempio di Gerusalemme era in piedi. Gli archeologi dicono di avere trovato un blocco di pietra che fu verosimilmente utilizzato come tavolo dove leggere la Torah. Periti sostengono che il blocco sia la replica in miniatura del Secondo Tempio in Gerusalemme.

It is also believed that not only did Jesus spend a significant amount of time in this area, but possibly taught in the newly discover synagogue.“We do not fully understand the power of this stone yet,” Arfan Najar, an archaeologist and co-manager of the Magdala dig, told the New York Times. “Whoever did this saw the temple with his own eyes.”

Si ritiene anche che non solo Gesù spese un tempo notevole in questa area, ma che possibilmente ha insegnato nella nuova sinagoga scoperta. “Noi non comprendiamo pienamente ancora la potenza di questa pietra” Arfan Najar, un archeologo e comanager degli scavi di Magdala ha detto al New York Times. “Chiunque ha fatto questa pietra ha visto il tempio con i Suoi occhi”.

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L'immagine di Gesù in Egitto? ....

Jesus Christ's image in Egypt? ....

Near the ancient Egyptian town of Oxyrhynchus, 100 miles south of Cairo, archaeologists recently discovered animagepainted on the wall of an underground stone chamber that may be an early depiction of Jesus. The image is dated to the sixth or seventh century A.D. and was probably painted by Coptic Christians.

The young man in the image has curly hair and is wearing a short tunic. Could it really be Jesus? "He raises his hand as if to make a blessing," said University of Barcelona Egyptologist Josep Padró, who is leading the excavation. The fact that Oxyrhynchus was the center of a large Christian community, famous for its churches and monasteries around the sixth and seventh centuries, may have contributed to the speculation. Yet other factors raise questions about the image: Archaeologists aren't sure what the stone chamber was used for, why it was buried under 45 tons of stone, or why the image lacks some of the traditional attributes seen in ancient depictions of Jesus. Art historian and critic David Carrier of Case Western Reserve University said that even though the image might not be how we picture Jesus, the identification is not that unusual. "Artists tended to show Jesus as someone from their own culture," he said. 

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Vicino la antica città di Oxyrhynchus, 100 miglia a sud del Cairo, gli archeology hanno recentemente scoperta un’immagine dipinta nel muro di una stanza di pietra sotterranea che potrebbe rappresentare una rappresentazione primitiva di Gesù. L’immagine è datata fra il sesto e il settimo secolo D.C. ed è stata probabilmente dipinta da cristiani copti. Il giovane uomo nell’immagine ha capelli corti e sta indossando una tunica corta. Potrebbe realmente rappresentare Gesù? “Alza la sua mano come se stesse per fare una benedizione”, ha detto l’Egittologista dell’Università di Barcellona, Josep Pedro, che sta guidando gli scavi. Il fatt oche Oxyrhynchus fosse un grande centro di una comunità cristiana, famosa per le Sue Chiese e monasteri, può avere contribuito a questa speculazione. Eppure altri fattori fanno sorgere domande sull’immagine: Gli archeologi non sono sicuri per cosa quella camera di pietra venisse utilizzata, percè era sepolta sotto 4 tonnellate di pietra, o perché qeusta immagine manca di alcuni attributi tradizionali visti nelle altre rappresentazioni di Gesù. Lo storico d’Arte e critico David Carrier della Case Western Reserve University ha detto che anche se l’immagine non è come noi avremmo raffigurato Gesù, l’identificazione non è così insolita. “Gli artisti tendono a mostrare Gesù come qualcuno appartenente a qualcuno della loro propria cultura,” ha detto.

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It has been found the city od David in ISrael! And it suits completely with the Bible!

E' stata trovata la cittadella di Davide a ISraele! e si associa completamente con la Bibbia!

 (Israel)—Eli Shukron is an Israeli archaeologist who has made a name for himself for unearthing several major ancient discoveries in Israel. In 2004, for example, he and archaeologist Ronny Reich excavated the Pool of Siloam. Shukron has been credited for his work in unveiling the legendary Citadel of David. Before there was a city of Jerusalem, there was a spring. That spring—known as Gihon Spring—was located just outside today's Old City's walls, close to the Western Wall plaza.

(Israele) – Eli Shukron è un archeologo israeliano che si è fatto un nome per improvise scoperte antiche a Israele. Meò 2004, per esempio, lui e l’archeologo Rommy Reich scavarono la piscina di Siloe. Shukron è stata nominato per scoprire la leggendaria cittadella di Davide. Prima che sorgesse la città di Gerusalemme, c’era una sorgente. Quella sorgente – conosciuta come sorgente di Gihon – era posizionata proprio fuori i muri della odierna città antica, vicino al Western Wall Plaza.

The City of David website added: "With the culmination of fifteen years of archaeological excavations, defined as one of the most complex and unique projects ever conducted in Israel, a Canaanite fortress with gigantic dimensions has finally been exposed, dating back to the 18th century BC. This is the largest fortress found in all of Israel to date between the Canaanite cities from the aforementioned period, and it seems that it is essentially the largest fortress found in Israel until the days of King Herod.

Il sito della Città di Davide ha aggiunto: “ “ con la fine di 15 anni di scavi archeologici, definite come uno dei più vasti e complessi progetti in Israele, è venuta finalmente alla luce una fortezza cananea con dimensioni gigantesche datata fin dal 18 secolo prima di Cristo. Questa è la più grande fortezza trovata in tutto Israele da datare fra le città cananee del periodo prima menzionato, e sembra che sia la più grande fortezza trovata in Israele fino ai giorni del Re Erode.

"This is the citadel of King David," he insisted. "This is the Citadel of Zion, and this is what King David took from the Jebusites. The whole site we can compare to the Bible perfectly... I know every little thing in the City of David. I didn't see in any other place such a huge fortification as this."

Questa è la città di Davide, ha insistito l’archeologo. “Questa è la cittadella di Sion, e questo è quello che Davide ha preso ai gebusiti. Il sito intero può essere perfettamente ritrovato nella descrizione biblica… Conosco ogni piccola cosa nella Città di Davide. Non ho mai visto nessuna posizione con una grande fortificazione come questa.

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