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Sat, Nov

Il ragazzo che stupì tutti

Riflettiamo

Un ragazzo ascoltava attentamente la voce di suo padre che gli consigliava di iscriversi nella squadra di rugy del college. Quel ragazzo no naveva certo una costituzione robusta ne era indicato per quello sport così faticoso, ma, volendo obbedire alla voce di Suo padre, fece domanda di inserimento nella squadra e il coach lo accolse pur ammonendolo che non lo avrebbe mai fatto giocare. Inziò la stagione e quel ragazzo, sebbene non entrasse in campo, faceva di tutto per tenere l'animo dei suoi compagni vivo, ..., per incoraggiarli nel momento del bisogno, e, questo suo modo di fare aveva fatta una grande presa sui giocatori che in effetti lo vedevano di buon occhio. Nello stesso tempo, ogni domenica, il padre di quel ragazzo era presente alla partita, e continuava a incitare il suo ragazzo, nonostante non giocasse. Arrivò l'ultima di campionato. Era una partita decisiva. Ma il giovedi una triste telefonata doveva sconvolgere le vite di tutti i giocatori: il padre del ragazzo era morto improvvisamente e il malcapitato doveva partire immediatamente. Chiese scusa al mister che lo congedò garbatamente. Arrivò la domenica mattina, pian piano fu tempo di iniziare a giocare, ma la squadra, senza quel ragazzo che incitava a far bene, si sentiva demoralizzata. Dopo pochi minuti di gioco già erano sotto di parecchi punti e le speranze di vincere il campionato andavano scemando. Improvvisamente, quasi dal nulla, il coach vide quel ragazzo venire in campo stranamente vestito in tenuta da gioco. Lo fermò e gli chiese spiegazione. L'unica risposta fu che quel ragazzo voleva finalmente giocare. Il mister, perplesso, non riuscì a negargli il permesso anche se la sua squadra era sotto. Quando quel ragazzo entrò nel campo la situazione cambiò improvvisamente. Era come un fulmine, e nessuno potè arrestarlo. Alla fine della partita, mentre gli altri lo portavano in trionfo, il coach gli chiese come mai si era deciso a giocare alla fine del campionato. La risposta fu molto strana: perché mio padre è morto. Quando il coach chiese cosa volesse significare quella risposta il ragazzo spiegò meglio: mio padre era cieco. Non vedeva. Per una stagione ha creduto che io giocassi. Ma ora è in cielo. E ci vede. Ho voluto dimostrargli che so giocare. Allora cosa aspetti amicoa mio/a? Scendi in campo per il Signore che ti sta vedendo. 

 

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