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Wed, Feb

La caduta all'indietro ... nelle Chiese evangeliche - Pastore Gabriele Paolini

Chiesa di Capaci

Oggi, nelle Chiese moderne, è sempre più frequente assistere a dei fenomeni che vengono proposti come provenienti dal Signore, e moltissima gente, che crede nel sensazionalismo, che è alla ricerca di qualcosa che la colpisca senza investigarne le origini, cade inesorabilmente nella trappola... Oggi vogliamo affrontare un argomento molto importante e vederlo attraverso le Sacre Scritture... la caduta all'indietro: opera dello Spirito Santo?

 

Iniziamo il nostro discorso mostrandovi un video che ha fatto impazzire il web sia per le visualizzazioni che per le condivisioni:

  

Video ripreso da BUNIBUNI.com

 

Il Video è molto espressivo e, mi sembra, anche molto chiaro, sia nelle intenzioni che negli effetti.... 

Premetto che l'uso di questo video è soltanto fortuito e casuale, intendo scrivere non contro i protagonisti del video ma contro questo fenomeno "di caduta all'indietro" che sembra imperversare nelle Chiese evangeliche "moderne" o di ultima generazione. Quindi nessuno si senta direttamente additato o colpevolizzato. Le intenzioni di chi scrive sono soltanto quelle di verificare alla luce della Parola di Dio questo atteggiamento e le sue conseguenze sul popolo di Dio che si sottopone a tale "dottrina".

Quella di cui stiamo parlando è una Chiesa PENTECOSTALE, una Chiesa, cioè, che crede nella manifestazione dello Spirito Santo ancora oggi fra i fedeli. Lo spunto biblico è il libro degli Atti degli Apostoli, capitolo 2. In particolare, i 120 nell'alto solaio, ricevono il battesimo di fuoco di cui le Scritture avevano già parlato, (Matteo 3:11), e la potenza di Dio era talmente forte sopra di loro che a stento riuscivano a camminare, tanto erano sopraffatti da questa meravigliosa forza: barcollavano, dando quasi impressione di essere "ubriachi". Naturalmente non erano ubriachi, ma soltanto presi dalla potenza del Signore (Atti 2:15). In prima battuta notiamo che essi non caddero all'indietro ma riuscirono a percorrere la strada che lo Spirito voleva che percoressero al fine di portare la nuova testimonianza alla gente riunita lì per quell'occasione festiva. Cadere senza che ti rialzi inibisce il tuo percorso, questo sia chiaro.

In questo quadro pentecostale, che è assolutamente biblico e nel quale noi stessi crediamo, diventa troppo facile scadere nel sensazionalismo, e nel ricercare forme che possano in qualche modo richiamare questa "forte unzione", soprattutto nelle Chiese di oggi, nel magro e misero tentativo di illudere i fedeli di avere ricevuto qualcosa "di più"!

Attenzione allora e vediamo cosa la Parola di Dio dice in proposito. Naturalmente ogni cosa che scriveremo è sicuramente migliorabile e ampliabile. Sto cercando di sintetizzare un argomento non certo semplice... Ogni ulteriore contributo o critica costruttiva è ben gradita. 

1. A Dio ogni cosa è possibile, (Genesi 17:1; Genesi 28:3). Ma Dio non compie azioni a caso, giusto per farle, ha sempre uno scopo ben preciso in ciò che fa: Egli persegue la giustizia (Giobbe 8:3), con tutto ciò che questo comporta, ma Egli non recede dai Suoi statuti, (Giobbe 34:12).

2. L'obiettivo di Dio è che gli uomini siano salvati, (I Timoteo 2:4) , e, per ottenere questo Egli opera nella loro vita, anche con segni e prodigi, ma sempre finalizzati alla salvezza e alla crescita spirituale, (Daniele 6:27; Romani 15:19; II Corinzi 12:12).

3. Dio ha istituito le Chiese e i ministri per essere di aiuto alla crescita dei fedeli nel Signore, e per edificarci mutuamente, (I Corinzi 14:12; Romani 14:19).

Andiamo adesso più specificatamente alla caduta alla presenza di Dio. Lo analizzeremo avendo chiaro in mente e nel cuore che Dio compie ogni cosa perchè i Suoi figli vadano a Lui, non per altro, (spettacolo o proselitismo).

4. Giovanni cadde a terra, (Apocalisse1:18). Giovanni, il discepolo che Gesù amava, era stato in relazione intima col Maestro; ma iadesso, il guardarlo nello splendore della sua gloria celeste, oltrepassa le forze della sua natura terrena ed egli cade tramortito essendo preso dal timore che assale la creatura peccatrice in presenza di Dio. La caduta di Giovanni, però, da una analisi attenta dei termini utilizzati nel verso citato, non fu "all'indietro", ma su se stesso. E, inoltre, fu perchè aveva contattato una realtà superiore faccia a faccia, a diretto contatto. Infine, non possiamo non notare che subito dopo la caduta Dio stese la Sua mano incoraggiando Giovanni stesso a non temere: Ecco l'opera di Dio che fa si che Giovanni si rialza rianimato e con una nuova prospettiva di vita. 

5. Daniele cadde a terra. (Daniele 10:8-11) Anche il profeta Daniele cadde. Si, ma se leggiamo il verso 9 comprendiamo chiaramente che la caduta di Daniele fu con la faccia prostrata a terra, e NON all'indietro... La caduta di Giovanni e di Daniele sono state simili, e sono le cadute SANTE davanti a Dio. Sono le cadute che preludono a un arrendersi al Signore ABBANDONANDO LE PROPRIE FORZE e attirando immediatamente la cura di Dio che ci solleva. Al verso 10 rivediamo la stessa mano che in Apocalisse agì su Giovanni, prima ancora aveva rincuorato il profeta Daniele, la cui posizione di prostrato a terra, di colui che non è degno neanche di mostrare il Suo volto, potè passare a quella di un uomo gradito a Dio, in atteggiamento di preghiera in ginocchio! Gloria a Dio.

6. Ezechiele cadde a terra. Anche il profeta Ezechiele sperimentò la potenza di Dio cadendo a terra. MA anche qui, contrariamente a quello che ci vogliono propinare oggigiorno, la caduta santa davanti a Dio fu quella di un uomo che nella Sua limitatezza cadde con LA FACCIA PROSTRATA A TERRA, (Ezechiele 1:28; Ezechiele 3:23). Dopo la caduta Ezechiele si rialzò, e prima di rialzarsi Egli udì la voce di uno che parlava. Gloria a Dio

7. Isaia si trovò perso sentendosi peccatore. (Isaia 6:5). Isaia esprime, a nostro parere, meglio degli altri passi quello che Dio intende fare con i Suoi servi quando essi contattano DAVVERO con Lui. L'atto del cadere tipifica un atto di riconoscimento delle proprie iniquità e delle proprie mancanze. Ma questo riconoscimento precede l'azione di Dio o dei Suoi messaggeri: il carbone passato sulle labbra del profeta lo purifica nel compito che Egli deve svolgere per Dio stesso....

Dai passi che abbiamo mostrato, allora, inequivocabilmente vediamo come i veri servi di DIo non cadano all'indietro, ma perdono le forze semmai e cadono in avanti con la faccia prostrata verso terra. E questo atto di umiliazione e di perdita del controllo del proprio corpo e delle proprie forze implica una azione di sostenimento del Signore, che mette i Suoi servi in grado di compiere la volontà di Dio....

Ma, andiamo avanti nella Parola di Dio.....

8.  I sacerdoti non riuscirono ad entrare nel tempio per la gloria del Signore. Anche i ministri di Dio, nel momento della dedicazione del tempio di Dio  costruito dal re Salomone, non potevano entrare. Ma qua non si parla di caduta a terra, bensì di difficoltà specifica ad entrare nel tempio che era già pieno della gloria di Dio. Questo passaggio potrebbe anche avere un senso più esteso: Se nel tuo cuore vi è completamente Dio, non vi sarà spazio perchè tu stesso possa prenderne "possesso". E' una chiave di lettura, non certamente LA chiave di lettura, ma getta una ulteriore luce sul nostro argomento.

9. Gli uomini che andarono a prendere Gesù caddero all'indietro. Se leggiamo in Giovanni 18:6 ci rendiamo ben conto di chi, quando Dio parla, cade all'indietro: sono persone "stolte" che non riescono a resistere dinanzi alla santità di Dio. Qualche storico, proprio facendo esegesi del verbo impiegato in questa circostanza, sostiene che la caduta all'indietro si verificò perchè i soldati davanti in realtà, destabilizzati dalle parola di Gesù, si buttarono all'indietro o caddero all'indietro trascinandosi coloro che appunto vennero travolti dalla loro caduta. Anche se questa spiegazione è dura da accettare, rende comunque bene il concetto.

10. Saul cadde all'indietro per terra. I Samuele 28:20 dice espressamente che quando Saul si spaventò per l'emergere apparente dello spirito del profeta Samuele, cadde all'indietro per lo spavento e per la sua debilitazione. (citazione fratello Gioele D'Anna)

Dopo avere rendicontato quello che la Parola di Dio dice in proposito della caduta, ci sentiamo con forza di ribadire il concetto che la caduta all'indietro nella PArola di Dio si applica a coloro che non sono nel Signore e che non sono nelle condizioni di essere toccati da Dio ed essere ristabiliti.

La caduta dei Santi uomini di Dio, oltre che avvenire a faccia prostrata, hanno mosso la mano di Dio. Per la loro edificazione. La caduta all'indietro NO. Si potrebbe argomentare che tanti fratelli cadono all'indietro essendo sotto giudizio, ma il video che abbiamo visto dimostra chiaramente che la procedura di "caduta all'indietro" in realtà vuole rappresentare come una potente visita da parte del Signore. E, questo, ci lascia molto perplessi. Ci lascia perplesso quell'uomo che cade ma che prima di cadere sembra cercare con le mani un riparo e un appiglio per non farsi male, (secondi 0:15-18); quell'altro che cade tremando come sotto una potente unzione anzichè essere morto e privo di forze come nella Bibbia, (Secondi 0:50-54); quell'altro che appena vede il predicatore sanzare comincia a danzare senza cadere, (1:08). Viene da chiedersi come mai la corale non viene presa da questa potenza e non cade a terra ma termina "egregiamente" il proprio compito ... Viene da chiedersi come mai questa "potenza" questo pastore la eredità dopo che si è divorziato con la moglie Anita? insomma, ci sembra che siamo ANNI luce lontani dalla Parola di Dio.

Pastore Gabriele

Ciò che conosciamo ci stufa. E ci spinge a guardare oltre o ad altri lidi. Succede con la nostra macchina vecchia, con il nostro giaccone. Ma, peggio ancora, succede anche con le persone che amiamo e, peggio, con il Signore.
La routine, il tran tran quotidiano soffocano la tua vita e ti senti oppresso dalle circostanze. Chi ti darebbe torto? Ma la vera soluzione quale è? Accondiscendere ad improvvisati rimedi per guadagnarsi una emozione passeggera, ovvero comprendere che ciò che si ama non tradisce e parla sempre per il nostro bene? Molto spesso preferiamo andare a trovare la novità piuttosto che il solito sermone ritrito della nostra chiesa abitudinaria. Abbiamo bisogno di qualcosa di diverso. E alla fine troviamo soltanto un mucchio di polvere. tale fu la sensazione di Dio quando vedeva il Suo popolo rifugiarsi sotto il Faraone piuttosto che resistere nelle Sue vie. Ma alla fine il Faraone cercava soltanto di speculare sul popolo di Dio. Al contrario Dio ha messo la Sua vita per noi.
Non voglio emozionarmi. Voglio amare. E l'Egitto non può far per me allora. Solo Dio mi ama. E lo fa con un amore smisurato. Un amore che implica anche correzione ma che ha come unico obiettivo la vita eterna.

Isaia 30:2 Che vanno giù in Egitto senza aver consultato la mia bocca, per rifugiarsi sotto la protezione del faraone,e cercare riparo all'ombra dell'Egitto!

Pastore Gabriele

Ci sono tantissimi che promettono amore alla propria fidanzata. Ci sono tanti che si fermano ad avere rapporti senza concretizzare l'unione con la propria fidanzata. Ci sono pochi che vanno avanti in un percorso di fidanzamento ufficiale. Ci sono pochissimi che arrivano al matrimonio. Ma, amici miei, NESSUNO, dico NESSUNO, può davvero dire di amare per sempre, di essere sempre nel giusto e nel diritto matrimoniale, di esercitare benevolenza e amore. E dico, sia da parte dell'uomo che della donna...

Soltanto UNO può fare e può MANTENERE questa promessa meravigliosa.
Perché non ti ci fidanzi?

Osea 2:21 Ti farò mia sposa per sempre,ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,nella benevolenza e nell'amore. 

Pastore Gabriele

C'è stato un momento tale nella mia vita in cui sentivo un disperato bisogno di un aiuto per il presente. In questo momento Dio e PRESTO! Non domani non fra un mese, ma ADESSO!

Non sapevo cosa fare, chi chiamare, come pregare, come ottenere una risposta.

Non avevo un verso chiave nella Bibbia.

Questo è lo stato disperato in cui ero. E mentre sapevo che dovevo connettermi con la verità di Dio, onestamente non avevo idea di quanto Lui già mi stesse offrendo. Volevo semplicemente che piovesse "proprio in quel momento". Ma la Parola di Dio ci offre molto di più. La siccità del momento in cui viviamo è solo una attesa per una migliore fioritura. Le Scritture ci forniscono seme per il nostro futuro, oltre che benessere per il nostro presente.

Vediamo questa potente verità in Isaia 55. Queste immagine sull'acqua sarebbe sicuramente molto più significativa per Israele poiché erano molto più dipendenti dalla pioggia. L'acqua non era facilmente accessibile a loro come lo era per altre nazioni come gli egiziani con il fiume Nilo. Ma anche questo ha una spiegazione biblica importante. Il bisogno degli israeliti di dipendere da Dio per il sostentamento fisico e la soddisfazione sarebbe servito come un continuo promemoria del loro bisogno di dipendere anche da Lui spiritualmente e per il futuro.

Gli israeliti non avevano solo bisogno della pioggia per un sollievo immediato per se stessi o nutrimento per le loro piante, e dunque per il loro presente. La pioggia serve per un duplice scopo: consentire alle colture di prosperare in quell'anno per il cibo, oltre a consentire alle colture di produrre i semi necessari per il l'anno seguente. L'acqua ha fornito non solo sostentamento per il presente ma garanzia per il futuro.

Le Scritture, come la pioggia, ci portano nutrimento immediato per le nostre circostanze attuali (Salmo 19: 7-10), ma piantano anche semi per sostenerci in futuro. Dio vede già tutto ciò che arriva sulla nostra strada, e ciò significa che sa esattamente come iniziare a preparare i nostri cuori oggi. Se non abbiamo un Nilo accanto è solo perché noi dobbiamo soltanto abbeverarci dalla grazia di Dio. Non da ciò che l'uomo produce.

È qui che dobbiamo fare però un'importante distinzione tra piante e persone. Quando cade la pioggia, le piante si nutrono automaticamente, non c'è pianta riluttante all'acqua, o che possa impedire all'acqua di scendere nelle proprie radici. Noi, tuttavia, siamo abbastanza diversi. Nel nostro rapporto con Dio, rispondere e ricevere è nostra responsabilità. Dobbiamo scegliere di ricevere la Sua verità e la Sua grazia.

Se potessi tornare indietro e incoraggiare delicatamente il mio io più giovane in quella stagione disperata, questo è ciò che direi: Apri la Sua Parola, Gabriele. Aprila nei giorni in cui ne hai voglia e nei giorni in cui non sei sicuro di poterlo fare. Leggilo. Ricevilo. Lascialo immergere in profondità nella tua anima.

Alcuni giorni la Parola di Dio ci nutrirà immediatamente come il pane, e altri giorni potrebbe sembrare più come trattenersi sui semi. Parole che potremmo non capire perché ne abbiamo ancora bisogno, ma che dovrebbero comunque essere depositate nei nostri cuori in modo che possano crescere.

Essere nella Parola di Dio è più vitale di quanto possiamo iniziare a conoscere, sia per i nostri giorni che per i nostri domani.

Pastore Gabriele

Ci sono cose che possiamo far da seduti e cose che necessariamente richiedono di stare in piedi. Nella nostra vita quotidiana, non abbiamo altre scelte. Nello spirito, la posizione che il cristiano predilige e deve ricercare è ben diversa: stare in ginocchio. Stare in ginocchio equivale a stare in sottomissione, in arresa. E, come credenti, dobbiamo restare in sottomissione e arrenderci del continuo al Signore.Il profeta Ezechiele era in ginocchio e stava aspettando la manifestazione della potenza di Dio. Ma succede qualcosa che merita tutta la nostra attenzione. Dio gli comanda di stare in piedi. Perché? Cosa sta succedendo? È giusto aspettare il Signore in ginocchio, ma, nel momento in cui Egli ci parlerà, la Sua istruzione sarà quella di combattere NON di restare seduti ad aspettare. Troppi credenti oggi stanno seduti. Hanno o credono di avere ricevuto qualcosa da parte del Signore, ma sono spenti. Non sono attivi. Aspettano non si sa bene cosa e quale evento nella Chiesa per battere le mani e mettere una offerta. Ma Dio va ben oltre e ben al di là. ti ha chiamato a combattere. E, per combattere devi stare in piedi. il nemico verrà contro di te e tu non puoi attendere oltre. Tu mi dirai di non sentirti pronto. E ci può stare, ma leggi bene questi versi della Parola che ti sto proponendo. Pensi che Ezechiele fosse più pronto di te? O forse Geremia? In ciò che leggiamo vediamo che Ezechiele sembra quasi riluttante ad obbedire alla voce di Dio e non certo perché non aveva compreso. Probabilmente non si sentiva pronto. Sentiva il grande peso e la grande responsabilità. Ma al verso 2 interviene Dio che lo prese con il Suo Spirito e lo fece alzare. Lasciati prendere dallo Spirito. Ed Egli ti sovverrà con sospiri ineffabili conducendoti di vittoria in vittoria.

Pastore Gabriele

Penso di aver ascoltato le parole del Salmo 30:5 per tantissime occasioni. L'ho sentito proclamato con forte convinzione dal pulpito e l'ho ascoltato intonato nelle melodie degli inni. Non c'è forse nessun altro salmo che offra tanta speranza fedele e benedetta sicurezza come questa: "Il pianto può durare per una notte, ma la gioia viene al mattino".
Avevo sempre capito che "mattina" era l'alba che Dio invia dopo la notte della nostra sofferenza. Avevo intuito che la notte era una metafora per il periodo buio che sto vivendo... Credevo che la gioia sarebbe sicuramente arrivata quando sarebbe apparsa la luce del giorno e finalmente potevamo vedere la nostra via d'uscita dalle trepidazioni e dalle tribolazioni della notte. Poi, a tarda notte, ricevo una chiamata e quando ho risposto al telefono, il chiamante mi ha detto: "Buongiorno". Ho guardato l'orologio ed erano le 12:07. Mi è venuto in mente all'improvviso quella mattina che arriva per la maggior parte di noi non all'alba, ma di notte. Mentre ancora siamo nella prova già Dio è all'opera per noi.E poiché la gioia arriva al mattino, la gioia deve arrivare quando ci rendiamo conto che il nostro nuovo giorno sorge di notte. La gioia arriva quando comprendiamo e crediamo che tempi disperati e situazioni difficili non possano impedire l'adempimento della promessa e del progresso di Dio nella nostra vita. La gioia arriva quando celebriamo il fatto che anche di notte Dio ci sta spingendo verso giorni migliori.
Anche se la mia luce del giorno potrebbe non essere ancora apparsa, ora mi sposto a pronunciare gioiosamente a me stesso e agli altri: "Buongiorno!"

Pastore Gabriele

È frustrante desiderare qualcosa - una soluzione, una posizione lavorativa, un'esperienza, una relazione o il possesso di un oggetto- ma sentire il Signore dire "no" o "non ora". Ci rimaniamo male. Noi vorremmo con tutte le nostre forze quello che chiediamo e non averlo ci fa sentire come se il Signore non ci riuscisse a comprendere. Ma come, non capisce che ne ho davvero bisogno? Non vede che se non mi guarisce da quella malattia non ce la farò a vivere bene? E, senza volerlo, ci mettiamo in una posizione di superiorità rispetto a Dio come se volessimo comandare noi o dire noi quello che è più giusto fare.
Ciò è particolarmente difficile come cristiani in una cultura che ci dice che è possibile avere tutto ciò che vogliamo, se solo lavoreremo di più o ci sacrificheremo di più: la logica del consumismo e della società industriale. Questa convinzione fondamentale ha portato a tutti i tipi di angoscia, dal maniaco del lavoro allo sfruttamento e alla disonestà. Non importa come, insomma, ma andiamo avanti fintanto che otteniamo ciò che vogliamo.
Dio è Dio, ed opera su un piano superiore a noi ai nostri pensieri e alle nostre azioni. Vorremmo imporgli le nostre idee? Ma se noi stessi con la nostra cattiva abitudine alimentare e di comportamento ci autodistruggiamo? Chi fuma chi beve, chi si droga, chi mangia in modo sbagliato... e la lista potrebbe allungarsi in cose ancora più spiacevoli. Poi, però, a danno fatto, pretendiamo andare da Dio e dire a Lui cosa deve fare nei nostri confronti. Ma se la nostra stessa mente e coscienza non è stata in grado di salvare noi stessi come potrebbe pensare alle cose migliori per noi? Se oggi Dio dice no, tu rispondi "sia fatta la tua volontà". Ricorda che Dio opera per la salvezza della tua anima, e in funzione di quell'obiettivo che ogni cosa coopera al tuo bene. La nostra mente avida potrebbe farci pensare che avere 10.000 euro sul conto sarebbe meglio per noi, ma come possiamo sapere se quei soldi sarebbero poi un laccio per la nostra anima?
Il Faraone vedeva le cavallette infestare i campi di Egitto e voleva sbarazzarsene, arrivando pure a chiedere perdono a Dio e a dichiarare di volersi sottomettere, ma a grazia ricevuta il suo cuore ritornò come era prima.
La verità è che Dio non promette mai che avremo tutto ciò che vogliamo o che saremo sempre a nostro agio. In realtà, non ha nemmeno mai suggerito che ne avremo diritto. Invece, ciò che promette è di completare il lavoro che ha iniziato in noi: restaurare, ricostruire e renderci le persone che eravamo quando ci ha creato. Rispetto a ciò, che importanza hanno i nostri desideri terreni?

Pastore Gabriele

Oggi parliamo di un uomo, uno come tanti. Uno che ha la moglie, le proprietà, uno che è interessato soltanto al suo bene. Quando ci guadagna della protezione di Davide e dei suoi, non mette lingua e sembra disinteressarsi di ogni cosa... ma quando arriva il momento di dare in cambio, lui si ritira. E' la stessa storia che accade quotidianamente. Molti vivono la propria vita ignari di quanto e di come Dio li tenga in vita e li faccia prosperare, ma loro non hanno tempo per Dio, soltanto per il loro io. Quando poi arriva il momento di un guaio o di una afflizione, sono pronti a criticare Dio accusandolo di non avere compiuto il proprio dovere.
Qua regna un po la confusione: il dovere di Dio eè di salvare le nostre anime, quelle che sono eterne, non certo i nostri corpi che sono in disfacimento progressivo! Conosco la testimonianza di un lavoratore istancabile che lavorava ed era benvoluto ma che si disinteressava di Dio. Fino a che un brutto incidente lo paralizzò ad una sedia. Quando il Pastore lo andò a trovare, gliene disse di tutti i colori rimproverandolo della sua fede e di come Dio fosse sordo. Poi, pian piano, cominciò ad aprire il suo cuore a Dio e lo accettò davvero cambiando la sua vita. In punto di morte, convocò quel pastore e gli disse che era fortunato che Dio avesse permesso la frattura della sua schiena. Soltanto così si era piegato ad accettarlo e a vivere come un vero uomo.
Se guardi un cesellatore di un tappeto persiano lo vedrai lavorare sul rovescio del tappeto e non sarai mai in grado di apprezzare i suoi sforzi fino a quando il tappeto non sarà voltato verso il lato giusto.
Non seguire la tua malvagità: aspetta che Dio annodi la tua vita e la sconvolga per vedere lìopera d'arte che si nasconde in te.

Pastore Gabriele

La vita è fatta di scelte. Ogni scelta ha la sua importanza e produce una sua conseguenza nella nostra esistenza. Non possiamo ignorare che ciò che siamo oggi dipende strettamente da ciò che ieri abbiamo deciso di essere. E, se le conseguenze che viviamo non ci piacciono, dovremmo cercare di effettuare una scelta diversa prima che la nostra scelta ci uccida. In un bosco ci sono tanti alberi. E ogni albero ha la sua caratteristica e il suo giusto tipo di impiego. Non esiste un albero più bello e una meno bello. Esiste un albero con la legname più adatta a quello che dobbiamo fare e uno con la legname meno adatta. Se i cedri, gli elci e le quercie che abbiamo abbattuto riescono a portare avanti il giusto proposito di costruire nella nostra vita un tempio a Dio, allora siamo sulla scelta giusta. Tutto il resto non conta. Ecco allora che possiamo piantare dei pini e far si che domani qualcuno possa approfittare delle nostre scelte giuste di oggi. Fa la scelta giusta. Scegli Gesù nella tua vita edificandogli un tempio. Non te ne pentirai minimamente.

 

Pastore Gabriele

Pietro aveva fame. Avere fame è una sensazione comune a tanti di noi e ognuno risponde agli stimoli della fame, come a qualunque altro stimolo, in modo personale. C'è chi si limita, chi si abbuffa, chi mangia ciò che trova per prima senza riflettere. Pietro aveva fame. Ma stava aspettando. Aspettava chi stava cucinando per lui. Ma, mentre stava aspettando, ebbe una visione. Un secondo particolare degno di nota per noi è che PIetro si trovava sul tetto dell'abitazione dove era ospite. Detto così sembra tutto molto strano ma in quel tempo salire sul tetto e passare la giornata non era così insolito. Si saliva sul tetto per dormire, nelle sere di estate. Si saliva sul tetto per mangiare insieme agli ospiti. MA Pietro non fece nulla di ordinario: fu preso nello Spirito ed ebbe una visione. Non afferrò ciò che gli veniva prima per mangiare, ne fu avventato nel suo comportamento. Ma la visione doveva insegnargli qualcosa di grande e di importante. Nella visione vide che al suo stimolo sensoriale di fame gli venne opposta ogni sorta di carne che lui non poteva mangiare. E, nonostante la sua fame, si rattenne opponendosi a quello che vedeva. 
La lezione per Pietro è anche per noi oggi una grande lezione. Dio sfrutta anche i nostri sensi e i nostri stimoli per parlare con noi e farci comprendere qualcosa che a noi sfugge. Il piano della visione non era certo per tentare Pietro, ma per fargli comprendere che Dio ha reso ogni cosa pure e che dunque non doveva disprezzare ne trattare in maniera impari coloro che, come Cornelio, essendo reputato Gentili, non dovevano avere accesso a certe benedizioni divine.
Allo stesso modo, mio caro, spogliati della tua tradizione religiosa e del tuo modo di pensare e rivestiti dell'amore di Cristo per comprendere che ciò che Dio ha reso puro non lo rendi impuro con il tuo cervello.
 
Pastore Gabriele

Non si ripara ciò che è deformato. La riparazione non potrà mai far tornare il pezzo come era prima. Allo stesso modo nessuno di noi è in grado di cancellare i propri errori e misfatti. Possiamo soltanto cercare di non cadere più nello stesso tranello. E l'invito della Parola di Dio in ultima analisi è proprio questa: ritorna al tuo primo amore. Non ti fermare di fronte alle tue idee o delusioni. Non ti arrestare facendoti vincere da te stesso, ma ricorda che un vasaio pronto a raccogliere i cocci e a rimpastarti daccapo lo troverai sempre disponibile: Gesù. Torna al primo amore e non esitare, affinché peggio non ti avvenga.

 

Pastore Gabriele

 

Apocalisse 2:1-7

1 «All'angelo della chiesa di Efeso scrivi:
Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro:
2 "Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza; so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi. 3 So che hai costanza, hai sopportato molte cose per amor del mio nome e non ti sei stancato. 4 Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore. 5 Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi. 6 Tuttavia hai questo, che detesti le opere dei Nicolaiti, che anch'io detesto.
7 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò da mangiare dell'albero della vita, che è nel paradiso di Dio".

Durante una guerra, spesso vengono sparati missili e proiettili di ogni tipologia. Non credo sia necessario che si avvisi il soldato che, entrando in contatto con uno di essi sarà ferito o, peggio, potrà morire! Eppure quei pericoli sono ancora più pericolosi quando, cadendo al suolo, rimangono inesplosi e magari finiscono in profondità e per decenni non vengono neanche considerati. Poi, improvvisamente, vengono in superficie anche casualmente, per diventare molto più pericolosi. Avranno a che fare infatti, non con soldati esperti della materia, ma con uomini ignari del pericolo che stanno correndo. Allo stesso modo Paolo ci avverte nel libro degli Ebrei, che non dobbiamo mai lasciare che nessuna radice di amaritudine ci colga. Perché queste radici, nel tempo, possono distruggere ciò che si è costruito. Elimina ogni radice, il tempo è troppo breve e devi servire Dio.

Pastore Gabriele

Nei tempi antichi, il sale era un oggetto commerciale prezioso. Aveva un suo valore intrinseco. Il prezzo del sale era così alto durante il Medioevo che la gente a volte lo chiamava l'“oro bianco”. Nel ventesimo secolo, in Etiopia, la gente usava barre di sale da una libbra come valuta corrente. Gesù disse: "Voi siete il sale della terra", nel verso proposto di oggi. Cosa intendeva dire il Signore con questa metafora? Il sale, innanzitutto, è un condimento. I discepoli di Gesù hanno lo scopo di aggiungere un sapore in più al mondo insipido, che non sa di nulla. Inoltre, il sale è anche un conservante. Vivendo vite pure e influenzando coloro che li circondano, i veri discepoli di Cristo aiutano a preservare il mondo dal decadimento morale. Paolo esorta i cristiani ad avere una influenza positiva su coloro che li circondano, per essere buoni testimoni di Cristo, (Colossesi 4:5). E, per avere una influenza positiva su chi ci circonda, uno degli elementi fondamentali è il nostro comportamento e la nostra parola. Lo stesso Paolo infatti aggiunge dicendo che il nostro parlare deve essere condito con ... sale, (Colossesi 4:6). Parlare con grazia implica gentilezza, compassione e spirito di perdono nella nostra comunicazione con un'altra persona. Condire la nostra conversazione con il sale può significare usare il tatto cristiano, confortare e incoraggiare qualcuno che sta facendo del male e aromatizzare le nostre parole in modo che l'altra persona possa essere spinta a considerare la verità spirituale o imparare di più su Dio.

Pastore Gabriele