09
Thu, Jul

La caduta all'indietro ... nelle Chiese evangeliche - Pastore Gabriele Paolini

Chiesa di Capaci

Oggi, nelle Chiese moderne, è sempre più frequente assistere a dei fenomeni che vengono proposti come provenienti dal Signore, e moltissima gente, che crede nel sensazionalismo, che è alla ricerca di qualcosa che la colpisca senza investigarne le origini, cade inesorabilmente nella trappola... Oggi vogliamo affrontare un argomento molto importante e vederlo attraverso le Sacre Scritture... la caduta all'indietro: opera dello Spirito Santo?

 

Iniziamo il nostro discorso mostrandovi un video che ha fatto impazzire il web sia per le visualizzazioni che per le condivisioni:

  

Video ripreso da BUNIBUNI.com

 

Il Video è molto espressivo e, mi sembra, anche molto chiaro, sia nelle intenzioni che negli effetti.... 

Premetto che l'uso di questo video è soltanto fortuito e casuale, intendo scrivere non contro i protagonisti del video ma contro questo fenomeno "di caduta all'indietro" che sembra imperversare nelle Chiese evangeliche "moderne" o di ultima generazione. Quindi nessuno si senta direttamente additato o colpevolizzato. Le intenzioni di chi scrive sono soltanto quelle di verificare alla luce della Parola di Dio questo atteggiamento e le sue conseguenze sul popolo di Dio che si sottopone a tale "dottrina".

Quella di cui stiamo parlando è una Chiesa PENTECOSTALE, una Chiesa, cioè, che crede nella manifestazione dello Spirito Santo ancora oggi fra i fedeli. Lo spunto biblico è il libro degli Atti degli Apostoli, capitolo 2. In particolare, i 120 nell'alto solaio, ricevono il battesimo di fuoco di cui le Scritture avevano già parlato, (Matteo 3:11), e la potenza di Dio era talmente forte sopra di loro che a stento riuscivano a camminare, tanto erano sopraffatti da questa meravigliosa forza: barcollavano, dando quasi impressione di essere "ubriachi". Naturalmente non erano ubriachi, ma soltanto presi dalla potenza del Signore (Atti 2:15). In prima battuta notiamo che essi non caddero all'indietro ma riuscirono a percorrere la strada che lo Spirito voleva che percoressero al fine di portare la nuova testimonianza alla gente riunita lì per quell'occasione festiva. Cadere senza che ti rialzi inibisce il tuo percorso, questo sia chiaro.

In questo quadro pentecostale, che è assolutamente biblico e nel quale noi stessi crediamo, diventa troppo facile scadere nel sensazionalismo, e nel ricercare forme che possano in qualche modo richiamare questa "forte unzione", soprattutto nelle Chiese di oggi, nel magro e misero tentativo di illudere i fedeli di avere ricevuto qualcosa "di più"!

Attenzione allora e vediamo cosa la Parola di Dio dice in proposito. Naturalmente ogni cosa che scriveremo è sicuramente migliorabile e ampliabile. Sto cercando di sintetizzare un argomento non certo semplice... Ogni ulteriore contributo o critica costruttiva è ben gradita. 

1. A Dio ogni cosa è possibile, (Genesi 17:1; Genesi 28:3). Ma Dio non compie azioni a caso, giusto per farle, ha sempre uno scopo ben preciso in ciò che fa: Egli persegue la giustizia (Giobbe 8:3), con tutto ciò che questo comporta, ma Egli non recede dai Suoi statuti, (Giobbe 34:12).

2. L'obiettivo di Dio è che gli uomini siano salvati, (I Timoteo 2:4) , e, per ottenere questo Egli opera nella loro vita, anche con segni e prodigi, ma sempre finalizzati alla salvezza e alla crescita spirituale, (Daniele 6:27; Romani 15:19; II Corinzi 12:12).

3. Dio ha istituito le Chiese e i ministri per essere di aiuto alla crescita dei fedeli nel Signore, e per edificarci mutuamente, (I Corinzi 14:12; Romani 14:19).

Andiamo adesso più specificatamente alla caduta alla presenza di Dio. Lo analizzeremo avendo chiaro in mente e nel cuore che Dio compie ogni cosa perchè i Suoi figli vadano a Lui, non per altro, (spettacolo o proselitismo).

4. Giovanni cadde a terra, (Apocalisse1:18). Giovanni, il discepolo che Gesù amava, era stato in relazione intima col Maestro; ma iadesso, il guardarlo nello splendore della sua gloria celeste, oltrepassa le forze della sua natura terrena ed egli cade tramortito essendo preso dal timore che assale la creatura peccatrice in presenza di Dio. La caduta di Giovanni, però, da una analisi attenta dei termini utilizzati nel verso citato, non fu "all'indietro", ma su se stesso. E, inoltre, fu perchè aveva contattato una realtà superiore faccia a faccia, a diretto contatto. Infine, non possiamo non notare che subito dopo la caduta Dio stese la Sua mano incoraggiando Giovanni stesso a non temere: Ecco l'opera di Dio che fa si che Giovanni si rialza rianimato e con una nuova prospettiva di vita. 

5. Daniele cadde a terra. (Daniele 10:8-11) Anche il profeta Daniele cadde. Si, ma se leggiamo il verso 9 comprendiamo chiaramente che la caduta di Daniele fu con la faccia prostrata a terra, e NON all'indietro... La caduta di Giovanni e di Daniele sono state simili, e sono le cadute SANTE davanti a Dio. Sono le cadute che preludono a un arrendersi al Signore ABBANDONANDO LE PROPRIE FORZE e attirando immediatamente la cura di Dio che ci solleva. Al verso 10 rivediamo la stessa mano che in Apocalisse agì su Giovanni, prima ancora aveva rincuorato il profeta Daniele, la cui posizione di prostrato a terra, di colui che non è degno neanche di mostrare il Suo volto, potè passare a quella di un uomo gradito a Dio, in atteggiamento di preghiera in ginocchio! Gloria a Dio.

6. Ezechiele cadde a terra. Anche il profeta Ezechiele sperimentò la potenza di Dio cadendo a terra. MA anche qui, contrariamente a quello che ci vogliono propinare oggigiorno, la caduta santa davanti a Dio fu quella di un uomo che nella Sua limitatezza cadde con LA FACCIA PROSTRATA A TERRA, (Ezechiele 1:28; Ezechiele 3:23). Dopo la caduta Ezechiele si rialzò, e prima di rialzarsi Egli udì la voce di uno che parlava. Gloria a Dio

7. Isaia si trovò perso sentendosi peccatore. (Isaia 6:5). Isaia esprime, a nostro parere, meglio degli altri passi quello che Dio intende fare con i Suoi servi quando essi contattano DAVVERO con Lui. L'atto del cadere tipifica un atto di riconoscimento delle proprie iniquità e delle proprie mancanze. Ma questo riconoscimento precede l'azione di Dio o dei Suoi messaggeri: il carbone passato sulle labbra del profeta lo purifica nel compito che Egli deve svolgere per Dio stesso....

Dai passi che abbiamo mostrato, allora, inequivocabilmente vediamo come i veri servi di DIo non cadano all'indietro, ma perdono le forze semmai e cadono in avanti con la faccia prostrata verso terra. E questo atto di umiliazione e di perdita del controllo del proprio corpo e delle proprie forze implica una azione di sostenimento del Signore, che mette i Suoi servi in grado di compiere la volontà di Dio....

Ma, andiamo avanti nella Parola di Dio.....

8.  I sacerdoti non riuscirono ad entrare nel tempio per la gloria del Signore. Anche i ministri di Dio, nel momento della dedicazione del tempio di Dio  costruito dal re Salomone, non potevano entrare. Ma qua non si parla di caduta a terra, bensì di difficoltà specifica ad entrare nel tempio che era già pieno della gloria di Dio. Questo passaggio potrebbe anche avere un senso più esteso: Se nel tuo cuore vi è completamente Dio, non vi sarà spazio perchè tu stesso possa prenderne "possesso". E' una chiave di lettura, non certamente LA chiave di lettura, ma getta una ulteriore luce sul nostro argomento.

9. Gli uomini che andarono a prendere Gesù caddero all'indietro. Se leggiamo in Giovanni 18:6 ci rendiamo ben conto di chi, quando Dio parla, cade all'indietro: sono persone "stolte" che non riescono a resistere dinanzi alla santità di Dio. Qualche storico, proprio facendo esegesi del verbo impiegato in questa circostanza, sostiene che la caduta all'indietro si verificò perchè i soldati davanti in realtà, destabilizzati dalle parola di Gesù, si buttarono all'indietro o caddero all'indietro trascinandosi coloro che appunto vennero travolti dalla loro caduta. Anche se questa spiegazione è dura da accettare, rende comunque bene il concetto.

10. Saul cadde all'indietro per terra. I Samuele 28:20 dice espressamente che quando Saul si spaventò per l'emergere apparente dello spirito del profeta Samuele, cadde all'indietro per lo spavento e per la sua debilitazione. (citazione fratello Gioele D'Anna)

Dopo avere rendicontato quello che la Parola di Dio dice in proposito della caduta, ci sentiamo con forza di ribadire il concetto che la caduta all'indietro nella PArola di Dio si applica a coloro che non sono nel Signore e che non sono nelle condizioni di essere toccati da Dio ed essere ristabiliti.

La caduta dei Santi uomini di Dio, oltre che avvenire a faccia prostrata, hanno mosso la mano di Dio. Per la loro edificazione. La caduta all'indietro NO. Si potrebbe argomentare che tanti fratelli cadono all'indietro essendo sotto giudizio, ma il video che abbiamo visto dimostra chiaramente che la procedura di "caduta all'indietro" in realtà vuole rappresentare come una potente visita da parte del Signore. E, questo, ci lascia molto perplessi. Ci lascia perplesso quell'uomo che cade ma che prima di cadere sembra cercare con le mani un riparo e un appiglio per non farsi male, (secondi 0:15-18); quell'altro che cade tremando come sotto una potente unzione anzichè essere morto e privo di forze come nella Bibbia, (Secondi 0:50-54); quell'altro che appena vede il predicatore sanzare comincia a danzare senza cadere, (1:08). Viene da chiedersi come mai la corale non viene presa da questa potenza e non cade a terra ma termina "egregiamente" il proprio compito ... Viene da chiedersi come mai questa "potenza" questo pastore la eredità dopo che si è divorziato con la moglie Anita? insomma, ci sembra che siamo ANNI luce lontani dalla Parola di Dio.

Pastore Gabriele

La mia sveglia ogni mattina è alle 6:15 e il mio primo pensiero è dedicato al Signore: “Grazie Padre per questo nuovo giorno che mi hai donato”. Chiamare l’Eterno Padre ed essere suoi Figli è l’onorificenza più grande che potremmo mai desiderare dal Signore. Come ogni buon Padre, il Signore ci dà protezione, è per noi un rifugio (Salmo 46:1) dalle tempeste e dalle avversità della vita. Il Signore per noi è provvidenza, non facendoci mancare tutto che ci necessità, dandoci tutto ciò che è necessario, come fece col suo popolo nel deserto mandando la manna (Esodo 16:15) e ci esorta a non avere ansietà per il domani e non pensare a cosa mangiare o come vestirci perchè provvederà lui per noi (Matteo 25:34). Ma il Signore è anche colui che ci corregge dai nostri errori (Deuteronomio 8:5) proprio come ogni buon Padre fa coi propri figli, perché il suo desiderio e che tutti noi siamo salvati, e per farlo dobbiamo camminare secondo i suoi comandamenti. Ogni qualvolta che ci allontaniamo dai suoi insegnamenti, lui ci riprende, tramite una prova o una parola di rimprovero da parte di un suo servo, per farci tornare nelle sue vie. Lui vuole che nessuno gli volti le spalle, perché ciò andrebbe in nostro giudizio e non farci degni di ereditare la Vita Eterna. Ringraziamo ogni volta che il Signore ci rimprovera o ci riprende perché vuol dire che siamo ancora nelle sue grazie. Ogni volta che il Signore, nostro padre, ci riprende e ci corregge non dobbiamo provare nel nostro cuore Paura nei suo confronti, ma avere Timore del Signore, che é diverso. Avere Timore di Dio significa odiare ciò che lui odia, amare ciò che lui ama, fare ciò che lui desidera che noi facciamo, e per fare ciò lui deve vivere nel nostro cuore perché è da li che nascono i nostri desideri e la mente li tramuta in azione. Chiediamo al Signore di correggere tutti ciò che in noi a lui non piace, di mettere nei nostri cuori i suoi pensieri, e vedrai non solo come lui provvederà a te ma sarai tu stesso un Padre ( Spirituale) dando protezione, correzione ed esempio a chi ti sta vicino, perchè Gesù ci ha chiamato ad essere suoi imitatori nel portare Luce, Amore e la sua Parola nel mondo per ricevere un giorno il premio più bello che potremmo mai ricevere: “Essere chiamati suoi Figli e vivere nel Regno dei Cieli per l’Eternità alla presenza del suo immenso amore”.
 
Fr. Francesco Scozzola

Ogni giorno siamo presi da tante situazioni, da mille preoccupazioni che riguardano il futuro per paure inesistenti, altre volte sono reali per problemi economici presenti. In tutta la Parola il filo della vita è tessuto" giorno per giorno " "Non siate dunque in ansia per il domani perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno" (Matteo 6:34). Dio donava agli Israeliti la manna ogni giorno Egli li istrui' a raccogliere solo il sufficiente per le necessità quotidiane. La misericordia e le compassioni del nostro Padre celeste sono nuove ogni mattina. Non è meraviglioso? Ogni mattina è un nuovo inizio per ognuno di noi. Caro amico, amica , sei ancora turbato, in ansia per i tuoi problemi? La soluzione è  davanti a te, si chiama Gesù. Lascia i tuoi PESI ed Egli si prenderà cura di te.

 
Sr. Carmela Coppola

"Si,, io ti amo di un amore eterno ; perciò ti prolungo la mia bontà ''.           

Un giorno scesi per fare una passeggiata e passai di fronte un supermercato e vidi delle persone che erano in fila per entrare  e vidi che la loro discussione era molto accesa e dalla loro bocca uscivano solo parole offensive, mi avvicinai a loro, appoggiai le mie mani sulle spalle di queste persone, gli dissi di stringersi la mano e di fare la pace con amore, con gentilezza e dolcezza. Entrambi mi guardarono fisso nei miei occhi e stavano in silenzio ad un tratto stesero il loro braccio e si diedero la mano. Un semplice gesto d amore, era lo stesso amore che Gesù ci dice di avere verso gli altri. "" io vi do un nuovo comandamento : che vi amiate gli uni e gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni e gli altri ". (Giovanni 13:34).Amare chiunque, così come Dio ci ama. Oggi per me non c'è cosa più grande di trasmettere quell amore a tutti coloro che incontro ovunque io vada. Sai perché è importante trasmettere quell amore? Perché può cambiare ogni vita. Si, l amore eterno di Dio cambia ogni cosa!   

 
Fr. Pietro Coppola

 Rimosse gli alti luoghi, frantumò le colonne sacre, abbattè l'Ascerah e fece a pezzi il serpente di bronzo che Mosè aveva fatto, perché fino a quel tempo i figli d'Israele gli avevano offerto incenso e lo chiamò Nehushtan.
 
Adorare, è un verbo che chiunque, cristiano e non, conosce o ha sentito nominare. Nella nostra lingua, deriva dal latino ad/ orare, ovvero "indirizzare la preghiera a/verso qualcuno/qualcosa", ed effettivamente, le comunità cristiane osservano alla lettera il significato letterale di cui prima, indirizzando a Dio la preghiera e il canto, la lode. Fin qui niente di strano, la Parola stessa incita a lodare il Signore, ma qui abbiamo confuso le cose:una cosa è lodare, altra è adorare. Andando alla Parola, il verbo ebraico per adorare, significa SERVIRE,e la lode è solo una parte del servizio. Ma non puoi adorare, quindi servire, se non conosci CHI ti ha assoldato, l' "oggetto", per così dire, o meglio il "soggetto" della tua adorazione. Ezechia, fu uno dei pochi re di Giuda(che significa lode), ad essere secondo il cuore di Dio. Ed essendo secondo il cuore di Dio, Egli gli diede grazia di avere occhi per vedere la condizione spirituale del popolo di Dio, un popolo idolatra, dedito a dei stranieri. Ma la cosa più triste, era vedere come esso offrisse incenso, elemento tipico del sacerdozio che rappresenta il SERVIZIO, al serpente di bronzo che Dio ordinò a Mosè di far costruire affinché il popolo, guardandolo, potesse ricevere guarigione. Quel serpente, parlava del Cristo che si sarebbe fatto peccato per noi nel suo corpo, guarendoci e liberandoci dalla schiavitù del peccato e della morte. Ma ecco che, mentre Dio è vivente in mezzo a noi, tanti ancora bruciano incenso ad un segno, ad una gloria passata, ad un'idea terrena e priva di eternità di Dio, che ha parvenza di pietà, ma scevra della potenza della sua resurrezione. La samaritana al pozzo, chiese a Gesù dove si dovesse adorare, se al tempio o al monte. Gli uomini dicono e fanno tante cose, e le tradizioni spesso ingabbiano le menti e i cuori, distogliendoli dalla verità, generando confusione. Ma oggi davanti a te hai la Parola vivente che ti parla, e ti guida nella verità: noi adoriamo quel che non conosciamo, ma il tempo è giunto, che i veri adoratori adoreranno in Spirito e verità. Fuori dagli schemi umani, ma nell'essere nuove creature, fatte ad immagine e somiglianza del Cristo, in una nuova natura, compatibile, che trova corrispondenza con quella divina, e che può essere quindi da Lui accettata, accolta, guidata e plasmata. L'apostolo Paolo, comprese che la migliore forma di adorazione, era quella di vivere per Cristo, facendo della morte guadagno. Come Ezechia, preghiamo che il Signore possa aprire i nostri occhi per vedere chi stiamo adorando. Ma per farlo, deve essere abbattuto ogni idolo, e abbandonata ogni via malvagia. Solo allora, il Signore darà vittoria sui Filistei
nel nome di Gesù Cristo, che è benedetto in Eterno. 
 
Fr. Gioele D'Anna

Al giorno d'oggi sappiamo che chi organizza un matrimonio inizia a fare un bel po di preparativi curando tutti gli aspetto nel più scrupoloso dei dettagli,a partire dalla chiesa, fiori, vestiti, bomboniere ecc ecc fino ad arrivare agli inviti,e ognuno di noi chi più e chi meno qualche volta ha ricevuto uno di questi inviti ad un matrimonio, che possa essere di un nostro parente o un amico, ed alcune volte anche stringendo i denti e mettendo mani a risparmi abbiamo accettato quell'invito proprio perché non volevano assolutamente mancare a quell'avvemimento cosi importante.

Anche Gesù ha iniziato i suoi preparativi per le più importanti nozze della vita dell'umanità ma la cosa più bella è che anche tu che stai leggendo sei stato invitato o invitata a queste nozze ma non ad essere un semplice invitato e nemmeno un testimone,ma Gesù ti ha chiamato ad essere la sua sposa, e sai perché?perché Lui ti ama immensamente e anche se pensi che non ti conosce in realtà non è cosi perché come dice la parola Gesù ti ha conosciuto prima di formarti nel grembo di tua madre(geremia 1;5)e vuole che anche tu conoscendolo ti innamorerai di Lui e confiderai a Lui ogni tuo problema e ogni tua gioia proprio come fa ogni coppia di sposi...

Allora caro amico o amica che stai leggendo queste righe sta a te accettare l'invito perché Gesù già è pronto ad allungare la Sua mano verso di te e se tu lo accetterai nella tua vita sarà Lui da questo momento a prendersi cura di te per il resto della tua vita terrena e per tutta l'eternità...
Dio ti benedica
 
 Fr. Tony Anselmo

Achab fu Re d’Israele. Achab era Re del popolo di Dio, il popolo che Dio ama, quindi un popolo da lui benedetto e destinato ad avere vittorie e prosperità. Achab era destinato a raggiungere vittorie ed onore, ma  a causa del suo carattere debole e manipolabile, si fece influenzare dalla moglie Jezebel a fare tutto ciò che è male agli occhi del Signore. Quale fu il risultato del suo comportamento scellerato? La rovina totale della sua vita e del suo regno. “ Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Geremia 1:5) Amici miei il Signore, prima che noi nasciamo, ci ha stabiliti suoi profeti per portare la sua Parola, trasmettere Amore al prossimo, ed avere autorità contro il nemico. Eppure siamo capaci di farci influenzare dall’avversario, che si presente in veste di agnello ( Ora, guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Matteo 7:15), come un amico/a, un fratello o sorella, fidanzato/a, moglie o marito, chiunque persona della quale carnalmente ci fidiamo, ma che ci manipolano la mente facendoci credere che ciò che facciamo per il Signore è tempo sprecato e che i piaceri del mondo sono più gustosi di una vita che ha fondamento nell’amore e negli insegnamenti di Gesù Cristo. E questa nostra mancanza di carattere sottomesso all’autorità di Dio non farà altro che provocare i nostri insuccessi e deludere ogni buon proposito che il Signore aveva preparato per noi. Siamo a noi a determinare il nostro successo, preghiamo il Signore affinché ci riempia di Spirito santo per avere discernimento da ciò che è nella sua volontà o no. Affidiamo il nostro essere al Signore, rafforziamo il nostro carattere nella Sua Parola, non facciamoci tentare dai piaceri del mondo che a Dio dispiacciono. Non scendiamo a compromessi e il Signore ci premierà realizzando ogni nostro progetto perché lui si compiace quando un suo figlio vive mette in pratica gli insegnamenti di Gesù Cristo.
 
Fr. Francesco Scozzola

"Metterò quel terzo nel fuoco,lo raffinerò come si raffina l'argento,lo proverò come si prova l'oro".

Spesso ci troviamo in situazioni difficili dove cerchiamo a tutti i costi una via d'uscita senza però avere risultati e ci demoralizziamo perché pensiamo che Dio ci abbia abbandonato e non ascolti più le nostre preghiere ma in realtà non è così amico o amica che stai leggendo perché Dio nel suo silenzio invece sta lavorando e lo sta facendo nella tua vita affinché tramite la tua prova e la tua afflizione che rappresenta il fuoco egli ti possa raffinare per farti poi uscire da quella fornace più forte e più puro di prima, e lo sta facendo non perché si compiaccia nel vederci soffrire ma perché vuole ammodellarci ed ammaestrarci per renderci idonei ad ereditare il Suo regno, puri come quell'oro che passato per il fuoco finalmente è pronto per diventare una preziosa corona.

Dio ci ama di un amore eterno e come ci ha mandato la prova altresì ci darà il mezzo per superarla (giobbe 5;18) e non solo perché quei versi continuano dicendo;
"Essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò;
io dirò: "È il mio popolo!",ed esso dirà: "Il SIGNORE è il mio Dio!"
 
Ecco che adesso non solo Dio ci farà uscire dalla prova ma Dio ascolterà le nostre preghiere fatte stavolta con un cuore puro e le esaudirá perché noi adesso apparteniamo a Lui ed egli da buon padre ci darà ciò che il nostro cuore spera....
 
Fr. Tony Anselmo

La vita è fatta di molteplici esperienze di momenti differenti, di avvenimenti, di stagioni che ruotano , nulla resta per sempre e ciò che oggi sembra impossibile domani sarà tuo. Nella Parola di Dio troviamo scritto che per ogni cosa c'e la sua stagione, e c è un tempo per ogni cosa sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato  ...(Ecclesiaste 3:1:2). Per ciascun situazione  c è fissato un tempo che ne stabilisce il valore, l 'utilità, l ' opportunità.  Il mio primo figlio non è arrivato subito e quando pregavo il Signore Gesù mi rispondeva sempre " ogni cosa a suo tempo , ogni cosa a suo tempo." I tempi nostri non sono i tempi d Dio, il Signore Gesù ha dei piani meravigliosi per ognuno di noi. Dobbiamo solo aspettare con Fede e confidare in Lui perché le promesse di Dio sono " Si e amen.


Sr. Carmela Coppola    

Quanti di noi si sono trovati in situazioni o difficoltà, dalle quali non avremmo voluto né vedere né attraversare. Circostanze a noi anguste, che ci sarebbe piaciuto vedere solo dal di fuori e no esserci dentro. Eppure il Signore prima che trasformi queste circostanze in condizioni a noi favorevole, lui le usa per cambiare noi. Lui ha promesso di liberarci dalle tribolazioni, ma il modo e soprattutto i tempi non sono come noi li vorremmo, ma come il Signore vuole, perché solo lui sa cosa è giusto per noi. Dio tramite l’apostolo Paolo assicura:” Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio” (Romani 8:28). Se noi Amiamo veramente il Signore, e lo abbiamo messo al primo posto nella nostra vita, allora avremo quella Fede che con lui, qualsiasi sarà la tempesta, tutto andrà come lui ha pianificato per noi. Il Signore ci ha promesso che quando attraverseremo le acque, i fiumi, in mezzo al fuoco, nulla ci accadrà (Isaia 43:2). Il Signore non ha promesso, che né staremo fuori, ma che saremo dentro le tribolazioni e le sofferenze, e che con lui li attraverseremo e ne usciremo vincitori. Perché noi siamo preziosi ai suoi occhi e lui ci Ama (Isaia 43:4). Lui desidera che tramite le prove, diveniamo dei veri imitatori di Gesù e lui ci darà la forza per attraversa ogni affanno creata dal nemico, per farci arrendere. Amici miei, ogni prova che avremo di fronte, non ci scoraggiamo, ma abbiamo Fede in Dio, perché è tramite la Fede che il Signore potrà operare in noi e farci attraversare ogni problema. Il Popolo di Dio ha dovuto attraversare il mar Rosso per raggiungere la Terra Promessa, attraversò il fiume Giordano per conquistare Gerico. Ogni volta che Dio ci permette di attraversare una difficoltà, noi troveremo vittoria. Fratello e sorella, dichiara che Gesù è il tuo Primo Amore, attendi i suoi tempi, sii paziente e abbi Fede in lui e il Signore quando attraverserai le esperienze che lui ha messo nel tuo cammino, ti guarderai indietro e lo ringrazierai per la forza che ti ha insegnato ad avere e per come ha cambiato la tua vita, da semplice uomo a un vero figlio di Dio, con la certezza che ogni cosa con lui coopera al bene.
 
Francesco Scozzola

Giudici6:13  Gedeone gli rispose: «Signore mio, se l'Eterno è con noi, perché mai ci è avvenuto tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato dicendo: "Non ci fece l'Eterno uscire dall'Egitto?". Ma ora l'Eterno ci ha abbandonato e ci ha dato nelle mani di Madian».14  Allora l'Eterno si volse a lui e gli disse: «Va' con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian. Non sono io che ti mando?».
 
In questo passo Gedeone, chiedeva a Dio il perché della sua attuale condizione. La stessa domanda che, nell'afflizione, ognuno di noi ha posto al Signore. Ma quest'uomo, non si rese conto di una cosa fondamentale:il male di cui cercava comprensione presso Dio, era frutto di un errore umano. E molto, se non troppo spesso, non ci rendiamo conto di come il male che subiamo, sia in realtà il frutto di un nostro passo falso. E ciò ricorda le parole di Gesù, il quale disse:"chi è causa del suo male, pianga sé stesso". Madian, era il popolo che assediava Israele al tempo di Gedeone. E anche il popolo di Moab, fu una delle spine costanti nel fianco del popolo di Dio. Questi popoli, prendono i nomi dai loro capostipiti: Moab, figlio di Lot e della sua figlia maggiore, e Madian, figlio di Abrahamo e la sua serva Ketura. Da queste unioni, che non erano nel/e secondo il cuore di Dio, quindi dagli errori di Abrahamo e di Lot, vennero fuori due popoli avversi. Moab significa "che viene fuori dal padre", ma un padre carnale i cui frutti sono carnalità, e Madian significa "giudizio", e i due chiudono un cerchio perfettamente letale. Sì, ciò che è dalla carne, è inimicizia verso Dio, e ciò sfocia nel Giudizio. Ma l'infinita bontà del Signore va oltre i nostri limiti:sia che il peccato sia stato involontario, come nel caso di Lot, che era ebbro di vino, o volontario come nel caso di Abrahamo, il Signore è pronto a trasformare le conseguenze del tuo male in un bene, nel mezzo che paradossalmente ti riporterà a Lui. Madian, frutto del male di Abrahamo, quindi di Israele, venne da Dio usato per richiamare il suo popolo a Sé. Se oggi le conseguenze del tuo passato bussano alla porta, rallegrati: il Signore sta mutando la maledizione in benedizione a tuo favore. Soltanto, ritorna a Lui con tutto il tuo cuore.
E il Signore, che è buono, ti darà il tuo stesso male nelle tue mani per vincerlo.
 
 Fr. Gioele D'Anna

Svegliarsi la mattina, lavarsi, correre a lavoro, a scuola, stare a casa ad occuparci delle faccende domestiche, essere stressati dai vari impegni, tornare a casa, cenare, forse vedere un film e poi a letto e l’indomani un altro giorno pesante. E il tempo per Dio? Il Signore ci parla di continuo, ma il mettere a primo posto la nostra vita frenetica, crea un rumore così assordante che non riusciamo a sentirlo. Il Signore ci dice che:” Per ogni cosa c’è la sua stagione, e c’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo” (Ecclesiaste 3:1). Dio vuole che viviamo la nostra vita, dando a loro il tempo giusto, ma al primo posto in ogni nostro attimo di vita deve essere dato a lui, ogni progetto che metteremo nelle sue mani si realizzerà nella sua volontà. Non diventiamo sordi dal rumore delle nostre faccende, ma ascoltiamo la Parola di Dio, impariamo a restare in silenzio e ascoltare la sua dolce voce. Quando preghiamo il Signore, chiediamogli ciò che il nostro cuore brama con vera Fede, avendo la certezza che lui la realizzerà e poi stiamo in silenzio, in piena comunione con lui, annullando qualsiasi rumore che provenga dai nostri pensieri, e sentiremo la sua voce, una risposta nella sua Parola. Il Signore ci ama talmente tanto che non lascia i suoi figli senza una risposta, nessuna preghiera sincera è ignorata, ma basta non fare rumore e aguzzare il nostro udito alla sua voce. Se non abbiamo risposta, non ci abbattiamo, ma perseveriamo nella preghiera perché Dio ha il suo tempo per l’adempimento del suo proposito. Ogni cosa sotto questo cielo ha il suo tempo e i tempi del Signore sono perfetti. Amico e Amica non ti preoccupare e non ti angosciare per le cose della vita, ma fai come Maria che ha scelto ciò che e necessario, la parte migliore che non gli verrà mai tolta (Luca 10 41:42), accettare Gesù nel proprio cuore e ascoltare la sua Parola che è Parola di vita eterna. Dai tempo a Dio e sentirai la sua risposta alle tue preghiere.
 
Francesco Scozzola

Fin da piccolo aiutavo mio nonno a zappare la terra, e credetemi che non è cosi semplice. E mi sono sempre chiesto quale forza ci volesse per tenere un aratro ben saldo, anche se aiutato dai buoi, per sollevare le zolle di terra. La risposta è semplice: tenere ben saldo l’aratro, guardare sempre avanti e non distrarsi un minuto. Quando accettiamo Gesù nella nostra vita, prendiamo in mano il suo aratro, facendo la sua volontà, per ereditare il Regno di Dio. Sembra un lavoro difficile, ma basta avere sempre lo sguardo fisso su di lui e rimanere concentrati nell’ascoltare la sua Parola e se gli diamo il nostro cuore e faremo la sua volontà ed avremo piena comunione in lui, quell’aratro lo spingeremo con leggerezza e felicità, perché lo stesso Gesù ha detto che:” il suo giogo è dolce e il suo peso è leggero” (Matteo 11 29:30). Ma se non siamo fermi nella sua Parola, succederà che ci distrarremo e il nostro aratro non lavorerà più bene, perché saremo distratti dal nostro passato, dal nostro vecchio IO che non solo ci ostacolerà, ma farà ritardare le promesse del Signore che diverranno sempre più irraggiungibili. Amico e Amica, con Gesù diveniamo creature nuove, abbandoniamo il nostro passato, non guardiamo indietro facendo la fine della moglie di Lot che perse la sua vita divenendo una statua di sale, solo per la nostalgia di ciò che stava lasciando (Genesi 19:26). Accettando Gesù nella nostra vita, decideremo di abbandonare la nostra vecchia vita per diventare figli di Dio. Così, non solo avremo l’onore di servire il Signore, ma fisseremo lo sguardo alle sue promesse e ogni cosa che chiederemo con Fede lui là realizzerà, perché Dio ci ama e premia i suoi figli che prendono in mano il suo aratro e diventano operai della sua mèsse.
 
Francesco Scozzola