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Thu, Aug

Voltarsi indietro

Chiesa di Capaci

La vita è un continuo scalare. Man mano si sale, ci si stanca. E, molto spesso, viene voglia di abbandonare tutto e fermarsi. Magari tornare indietro. Quante volte nella tua vita ti è balenato in mente di non potercela fare. Oggi, ti invito ad assumere una prospettiva diversa. Nelle scalate, è bello avere qualcuno che ci precede e si trova dinanzia noi. E' bello perché quella persona può testimoniare di cose che noi non abbiamo ancora vista. Man mano si sale, infatti, la visuale si allarga, e le esperienze si arricchiscono. Allora se sei ad un certo punto del tuo cammino, anziché pensare di non farcela più, voltati indietro e chiama a chi ti sta dietro: sarà ancora più scaraggiato di te. Chiama, e racconta quello che hai visto. Chiama, racconta la tua meravigliosa esperienza. Chiama, racconta come dopo la tempesta è apparso il sole. Chiama, perché chi ti sta dietro riceverà forza. E, nello stesso tempo, troverai qualcuno che sta davanti a te e che facendo lo stesso, voltandosi indietro, ti incoraggerà te ad andare avanti. Ecco quello che Dio ha comandato: "Allora avrete occasione di essere miei testimoni", (Luca 21:13). Proprio nella difficoltà Dio ti chiama a essere Suo testimone. 

Mentre eravamo di ritorno da una missione evangelica, percorrendo le campagne sicule ci siamo, per forza maggiore, dovuti fermare nel mezzo della strada perché doveva passare un immenso gregge di pecore. La mia attenzione si posò sul gregge.. un gregge ben unito ma poco dopo un piccolo gruppetto di pecore si allontanarono dal gregge. Alcune pecore rimasero ferme pochi metri indietro, altre invece si allontanarono di molti metri dal gregge ; ma niente paura il pastore li riprese con il suo bastone e li riporto al gregge. Questa semplice esperienza mi ha portato a riflettere in 1° Pietro 2;25 che cita “eravate infatti come pecore erranti dal pastore e guardiano delle anime vostre.” Come quel gruppetto di pecore che si sono allontanate, capita che persone durante il loro cammino con il Signore si allontanano: ci si allontana per propria scelta, chi per motivi di lavoro, chi per motivi futili ecc. Qui non si sta condannando nessuno ma piuttosto è importante, proprio in questi tempi, di non allontanarci. Non dobbiamo essere erranti. Essere erranti significa camminare senza metà, senza una destinazione ma è la salvezza la nostra metà e il Signore la nostra destinazione perché solo con Lui noi vivremo! Parimenti quel pastore andò dapprima a recuperare le pecore che si erano fermate (che tipificano quelle anime cristallizzate nei loro schemi mentali) e dopo va a recuperare quelle che si sono allontanate (in tutti i sensi); questo particolare è la dimostrazione che il Signore non si dimentica di nessuno e il Suo amore è immenso.. cosi immenso che noi non riusciremo mai a comprendere ne misurare. Apprezzate invece sono quelle pecore non si allontanano mai dal gregge e che al contempo rimangono unite e compatte (prefigura della chiesa unita). Bisogna avere la consapevolezza che la nostra vita è gestita dal pastore, non quel fratello preposto al pastorato ma il sommo pastore che è Gesù Cristo il Signore ; il quale è il buon pastore ed è disposto a dare la Sua vita affinché quelle pecore.. noi fossimo salvati! Bisogna ritornare al Pastore anche se questo significa anche camminare nel deserto, attraversando prove e afflizioni avendo sempre la consolazione del Signore. Quel pastore che ho visto per recuperare le pecore ha dovuto usare il bastone ma non per il loro male ma per il loro bene; parimenti ricordiamoci che il Signore castiga e percuote chi egli ama. Come il verso in Luca 15;7 che Gesù disse “Io vi dico che c’è più gioia nel cielo per un solo peccatore che si ravvede che 99 giusti che non hanno bisogno del ravvedimento”. In questo verso vediamo il Signore come il pastore che ha a cuore il Suo gregge, e che è disposto qualora ti allontanassi a riprenderti perché egli ti ama. Si proprio a te che sai leggendo Dio ti ama! Non ti allontanare ma ritorna. Ritorna al Signore ! il Signore ti benedirà grandemente! Antonio Cancemi , Vincenzo Russo

In Proverbi, capitolo 9 vediamo come la saggezza sia impersonata da una donna. Ma non la trovi da sola... dopo la prima metà del capitolo ne incontri una seconda, sempre donna, chiamata "follia". Anche la seconda, come la prima, siede nei luoghi alti della città, chimando le masse verso di lei. La seconda donna è descritta come facile, semplice e che non sa nulla, (Proverbi 9:13). Come la donna immorale di Proverbi cap.7, anche lei fa promesse che sono vuote e che non conducono a nulla se non alla morte. Alcune statistiche di una recente indagine del 2017 ci fanno comprendere come grande sia il degrado attuale, soprattutto sul fronte morale. Il matrimonio non è più considerato inviolabile nel 78% dei casi. Le persone che hanno rapporti omosessuali arrivano fino al 60%. Circa il 63% delle persone sposate dichiara "normale" avere un figlio con una relazione extraconiugale. La Parola di Dio oggi ci viene incontro e ci dice in Proverbi 9:17-18 "«Le acque rubate sono dolci, il pane mangiato di nascosto è delizioso». Ma egli non sa che là sono i defunti, che i suoi convitati giacciono in fondo al soggiorno dei morti. Le Acque rubate NOn sono affatto dolci. sono un veleno che comincia a corrodere la tua vita. Il pane rubato ti distruggerà. Troppi oggi sono sedotti da una falsa chimera di viviere una vita immorale. E le chiese cosa fanno? Avallano ogni comportamento purché si garantisca una forma di parvenza e di decoro superficiale. Ma, come lo stesso Gesù anticipò migliaia di anni or sono,... Essi sono sepolcri imbiancati. La verità è che i tantissimi matrimoni interrotti, le conseguenti vite di promiscuità che ne derivano, hanno da un lato corrotto i costumi incentivando i comportamenti devianti di chiunque, rendendo normale ciò che NON rientra nel piano di Dio. In più, i rapporti facili e i tradimenti hanno decuplicato la possibilità di spargere malattie infettive prima sconosciute. "Se qualcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà costui. Il Tempio di Dio è Santo e voi lo siete" (I Corinti 3:17). Ricordate l'esempio di Sansone. Uomo scelto da Dio, ma caduto miseramente nelle braccia di Dalila. Perse il consiglio saggio di Dio, perse la guida, e alla fine le forze e trovò la morte. Rifletti finché sei ancora in tempo Pastore Gabriele

Michea non è un termine semplice. Significa "Chi è come Dio"? Questo profeta, molto spesso oscurato dal più famoso Isaia, ha portato il messaggio di Dio nelle strade, nelle piazze. Michea aveva una terribile repulsione per la religione fasulla, quella religione che ipocriticamente ci mette dietro una maschera non considerando più l'afflitto. Michea confortò gli afflitti e afflisse chi si sentiva al sicuro. Predisse la rovina della nazione e lo fece rischiando la sua vita. Ma il profeta Michea non solo ha denunciato il peccato e non nascoste le verità di Dio, ma ha lanciato un messaggio importante e semplice per la povera gente che desiderava andare al Signore. Michea 6:6-7 -- 6 Con che cosa verrò in presenza del SIGNORE e mi inchinerò davanti al Dio eccelso? Verrò in sua presenza con olocausti, con vitelli di un anno? 7 Gradirà il SIGNORE le migliaia di montoni, le miriadi di fiumi d'olio? Dovrò offrire il mio primogenito per la mia trasgressione, il frutto delle mie viscere per il mio peccato? Queste parole hanno attraversato i secoli e sono giunte fino a noi. Ed esse rappresentano esattamente quello che molti religiosi oggi credono di dovere fare per essere approvati da Dio e trovare il Suo compiacimento. Gli insegnati e i teologi hanno reso Dio "difficile" e "pretenzioso" ... per loro sembra che abbiano un Dio impossibile da accontentare. E la religione è diventata una serie di lunghe liturgie, atti lunghi, incessanti, volti al tentativo di placare, ove possibile, i "desideri" di questo Dio lontano ed irragiungibile, che quasi quasi prende diletto nel vederci contorcersi ed essere disperati. Michea cancella queste false credenze, che farebbero di Dio una sorta di eredità per pochi, e rende il concetto molto semplice e immediato: Michea 6:8 -- O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il SIGNORE, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? Il messaggio di Dio non è complicato ma è semplice. Non lo rendere tu complicato ma segui le indicazioni di chi ha messo a disposizione di Dio perfino la sua vita pur di tramandare il Suo messaggio in modo corretto Pastore Gabriele

Genesi 29:7-11 Giacobbe stava fuggendo. Aveva compiuto il male e non gli era rimasto altro che scappare. Suo fratello cercava la sua vita. Lui stesso non poteva sostenere quello sguardo. E scappava. Ma, scappando, finisce in un luogo che non era del tutto sconosciuto. Era il luogo dove i suoi parenti albergavano. Avevano usanze strane, che forse non condivideva, avevano modi di fare che lui avrebbe messo a tacere, ma avevano anche qualcosa che a lui interessava in modo assoluto: Rachele. Egli la vide, disattese alle usanze del luogo, soddisfò l’esigenza di quella donna, poi la baciò e pianse. In questa azione oggi si rispecchia un vero figlio di Dio. Molti scappano dalle proprie abitudini, dal proprio passato. Non è soltanto una questione di colpa o di merito: si scappa, si cerca di evadere da quello che ormai non ci appartiene più. Ma nel nostro correre e fuggire non ci rendiamo conto che Dio dirige sempre i nostri passi. Dio, come aveva un piano per Giacobbe ha un piano anche per te. E, nello scappare via ritrova ancora la sua parentela. Ma non è la parentela del passato, quella da cui fuggire, è la parentela del futuro, quella con cui trovare moglie e rifarsi una vita. Chi serve il signore non può guardare né a destra né a sinistra. Ma guardi a Rachele, (pecora). Guardi al frutto che deve portare a Dio. E da Rachele sarebbe nata la sua progenie. Da Rachele sarebbe nato il frutto sperato e disiderato, accompagnato da tutto quello che Dio ha nel cuore di dare ai Suoi veri figli. Inizia a lavorare per suo suocero. Non chiede nulla, cerca soltanto di adempiere al suo dovere, ma le calamità avvengono e seguono fino a rovinare il piano perfetto di Dio o quantomeno a sembrare che lo stiano rovinando. Dopo i sette anni, decisi dall’uomo Labano, e una moglie che vedeva male, Leah, (sfinita) con una servitrice Zilpa, (solletico, prurito), Giacobbe non fece una grinza. Erano passati sette anni, ma ancora era tempo di lavorare. Era tempo di continuare, altrimenti la promessa di Dio non gli sarebbe stata data. Ecco che Giacobbe allora scelse secondo il cuore di Dio un altro periodo, sempre di sette anni, ma questa volta con la benedizione del Signore. E, alla fine, poté ottenere quello per cui aveva pianto presso quel pozzo. Non solo ebbe la pecora che desiderava, ma riconobbe che ad essa si accompagnava Bilba, (sofferenza, problema). Giacobbe amava incondizionatamente. Vuoi tu seguire il suo esempio? Ama senza remore l’opera di Dio, e insisti, in tempo e fuor di tempo, perché possa avere la pecora che stai cercando, pur con tutte le difficoltà del caso. Pastore Gabriele

Luca 23:34 - Gesù disse:"Padre perdona loro, non sanno quello che stanno facendo" Ricordo la storia di un Pastore, Ricky, che da piccolo, a soli sette anni, fece l'esperienza di vedere dei bulli molestare la propria madre perché di origini giapponesi. Anche se era piccolo, ricordava perfettamente la sua ira repressa e la paura provata nello stesso tempo. Vedeva la madre piangere e pensava che se soltanto ci fosse stato presente il Padre quegli sciocchi non si sarebbero comportati cosi. Passò del tempo, ma l'immagine e le sensazioni provate non se ne andavano. Piuttosto andava crescendo sempre più il desiderio di reincontrare quei brutti ceffi e render loro pan per focaccia, visto che nel frattempo il ragazzino Ricky era divenuto un uomo di 23 anni... Eppure un giorno Ricky incontrò un altro ragazzo. Che non stava molestando nessuno, ma che al contrario era molestato. E, mentre era molestato restava in silenzio come se stesse subendo e basta. Quando si avvicinò il ragazzo gonfio di botte sorrideva e continuava a ripetere che come lo avevano fatto a Gesù anche quei brutti tipi non sapevano il male che facevano... Improvvisamente quel ragazzo dimenticò la sua paura e il suo odio, e volle conoscere Gesù. Impara a perdonare e ricorda che prima di te qualcuno davvero innocente lo ha fatto e ti ha chiesto di imitarlo. Pastore Gabriele

La maggior parte di noi realizzano che non vi è nessuna garanzia sul fatto che la vita sia semplice e piacevole. Ma, quand oarriva la tempesta o lo scoraggiamento, allora cominciamo a cercare una via di uscita facendo leva su tutto quello sul quale possiamo contare. Il Signore, al contrario di quello che noi possiamo pensare, vuole che noi stessi conosciamo le sue vie affinché possiamo camminare in esse. E questo, passa anche per malattie, scoraggiamenti, afflizioni, eccetera. E' una naturale conseguenza di questo. Dovremmo piuttosto ricordare che, per quanto il cammino con Dio possa certe volte condurci in una valle di lacrime, pure la Sua grazia ci rinforza ed è sempre là per darci forza e incoraggiarci ad andare avanti e compiere il Suo volere. Così amico mio, considera oggi se la tua vita è allineata con il volere di Dio o piuttosto con il tuo volere. Egli ci porta alla santità, alla saggezza, alla fede, all'obbedienza. Le nostre vie piuttosto conducono alla nostra convenienza personale. Decidi tu cosa fare.

Pastore Gabriele

Il pensiero di oggi corre sul filo dell'amore. Nel Vecchio Patto era stato scritto di amare il nostro prossimo, (Levitico 19:17-18) ma non certo quello di odiare il nostro nemico. Anzi, proprio riguardo al nemico, sia a livello personale che familiare, la Bibbia ci ricorda che bisogna soccorrere il proprio nemico se la sua cavalcatura gli viene meno e se perde il bue, (Esodo 23:4-5). Soltanto passando alla considerazione del nostro nemico spirituale la Bibbia concorda nel dare il permesso ai Figli di Dio di odiare..., (Salmo 139). Nel Nuovo Testamento Gesù ci ricorda che non bisogna odiare il nostro nemico, mai, e per nessun motivo, (Matteo 5:43-45).

Queste parole di Gesù non sono parole da dovere comprendere ma ordini da dovere eseguire. Se Gesù ci dice che non dobbiamo odiare i nostri nemici ciò significa che noi possiamo farlo. Chi dice che non può perdonare, in realtà sta dicendo che non vuole perdonare. Scegli di amare. La decisione spetta a te. Se fosse impossibile Gesù non te lo avrebbe detto. Devi soltanto lasciare che la Sua natura prevalga in te sulla tua. Quando scegli di amare liberi un prigioniero. Quel prigioniero sei tu stesso.

Pastore Gabriele

Tutti o quasi tutti i Cristiani concordano che la fede nella gloria futura dovrebbe motivare la Chiesa. Il desiderio di Dio è che gli uomini tornino a Lui mettendo in Lui la loro fede e la speranza che un giorno le sofferenze terrene verranno a cessare. Nessuno conosce quando sarà questo giorno: in II Pietro 3:10 sta scritto in metafora che sarà come la visita di un ladro di notte, inaspettata e improvvisa. Comincerà segretamente per poi vagliare con il fuoco gli elementi terreni, (II Pietro 3:7). Questa Terra che ci sembra eterna, non sarà più. E, paradossalmente, l'idea del termine di questo mondo non dovrebbe condurre i cristiani a disperare ma piuttosto a renderli sempre più estranei, indipendenti dalle cose di questo mondo che, appunto, dobbiamo lasciare. Forse non possiamo comprendere tutto quello che succederà alla fine dei tempi, ma sicuramente i cieli saranno scrollati, (Apocalisse 6:14). E, l'apostolo Pietro in II Pietro capitolo 3 ci incoraggia evidenziando queste cose per sfidare la nostra devozione a Dio e incoraggiarci nella fede.

Al contrario, molti cristiani oggi si fermano nelle loro richieste "materiali" aspettando perennemente una grazia terrena e non curandosi che tutte queste cose devono finire prima o poi. Al posto di aspettare quel giorno e di invocarne  l'accadimento, (II Pietro 3:17), perdiamo tempo in futili richieste che non ci porteranno da nessuna parte. Oggi il pensiero che desidero lasciare nel vostro cuore è quello di crescere nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo il Signore, (II Pietro 3:18). Chi raccoglierà un tesoro nel cielo troverà a suo tempo una raccolta e una rendicontazione. Al contrario di chi, affidandosi alle cose di questo mondo, non avrà altro che un pugno di mosche nelle mani.

                                                                                                                                                                                        Pastore Gabriele

Molti cristiani tendono ad assumere un atteggiamento prettamente passivo dinanzi ai problemi e alle difficoltà. La Parola di Dio ci insegna e ci ammonisce a pregare in modo tale che le nostre richieste siano notificate a Dio in preghiera con ringraziamento. E, sebbene questo sia il modo corretto di procedere, molto spesso fa si che molti cristiani cadano in errore ritendendo che debbano semplicemente pregare ed attendere, senza assumere un atteggiamento attivo e concreto. In effetti la stessa Parola di Dio ci viene incontro in questo senso ricordandoci che dobbiamo bussare, (azione concreta) perché ci venga aperto, cercare, (azione concreta) per trovare. C'è un aspetto spirituale e uno materiale. E le due cose devono camminare nel loro giusto equilibrio che Dio stesso desidera che abbiano. Il passo che oggi vogliamo proporvi, all'interno della nostra riflessione, si trova in Esodo 14:15. "Quindi l'Eterno disse a Mosè: «Perché gridi a me? Di' ai figli d'Israele di andare avanti. E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo, affinché i figli d'Israele possano passare in mezzo al mare all'asciutto. Quanto a me, io indurirò il cuore degli Egiziani, ed essi l'inseguiranno. Così io trarrò gloria dal Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri.". Il popolo di Dio si era rivolto al Signore. Avevano pregato. Mosè più degli altri sentiva il peso di quell'incombente pericolo e minaccia per il popolo di Israele, ma non era tempo di aver paura. Era tempo di ascoltare la voce di Dio. E la voce di Dio raccomandava a Mosè non di far "sedere" il popolo e farlo "accomodare", assistendo a come Egli avrebbe risolto il loro ennesimo problema..... Dio comandò accuratamente a Mosè quello che avrebbero TUTTI dovuto fare. C'è una parte legata a te, una legata a Dio. Prega, e continua a pregare, ma nel frattempo agisci! Nel frattempo Reagisci! Mosè aveva la sua parte, (il bastone), il popolo doveva avere la sua parte, (farsi avanti), infine Dio avrebbe avuto la sua parte, (indurire il cuore del Faraone per trarre la Sua gloria). Così si compie il piano di Dio.

Prima di chiudere vorremmo fare u esempio concreto per rendere il concetto... Quanti mariti pregano dicendo e chiedendo a Dio di cambiare la propria moglie perché ha quei tali difetti e non fa quello che dovrebbe... ma questi uomini, con la preghiera, stanno facendo ciò che la Parola di Dio dice? E cioè, nella fattispecie, "di amare la propria moglie come Cristo ama la Sua Chiesa"? Ecco se noi chiediamo a Dio di cambiare nostra moglie, prima ancora adeguiamoci alla Parola cambiando NOI STESSI. E vedrete quanto quella preghiera diventerà efficace!!!! Quante mogli si lamentano di avere un marito apatico e evasivo... scasanfatiche, e pregano perchè Dio lo cambi.... ma prima di questo comincino ad essere ciò che Dio vuole che siano, e cioè "aiuto convenevole"... fatelo e vedrete come sarà efficace la vostra preghiera.

Sapete perché?

Perché la vostra preghiera sarà la preghiera di un "giusto" cioè la preghiera di chi è conforme alla Parola e trova un Dio prontissimo a cambiare l'ombra della morte in uno splendente mattino!

Pastore Gabriele

Quando la gente invecchia, comincia a pensare anche al momento del funerale, acquista qualche posto al cimitero, contatta qualche agenzia funebre cercando di far in modo magari che l'evento funesto non trovi impreparati i componenti della famiglia che restano. E, in questo non c'è nulla di male: bisogna pure arrendersi al fatto che i nostri corpi si deteriorano e sono destinati alla morte. Gesù fu ucciso sulla croce. Non vi era stato tempo per preparare nulla, tanto più che era ancora molto giovane. Proprio considerato il suo caso Gesù sarebbe dovuto essere sepolto in una fossa comune con i delinquenti, (Giovanni 19:42). Eppure Dio suscitò l'intervento di Giuseppe e di Nicodemo, che convinsero Pilato a deporlo in una tomba più dignitosa. E Pilato acconsentì. Quella tomba però, dove frettolosamente deposero il Maestro non doveva essere eterna ma soltanto temporanea. Allo stesso modo non ti preoccupare di fare troppi preparativi. Gesù vuole che tu viva e viva per sempre. Se oggi ascolti la Sua voce decidi di morire con Lui e di risorgere a nuova vita con Lui.

Dio ti benedica

Pastore Gabriele

Molti credono di conoscere Gesù. Molti hanno sentito parlare di Gesù. Molti hanno sentito e visto i miracoli che Lui ha compiuto. Eppure, quando si tratta di camminare con Lui, di ascoltare il Suo parlare, in realtà ci rendiamo conto che Gesù è ancora uno sconosciuto. Il testo di oggi è Luca 24:13-35. Gesù aveva loro detto, prima di andare via, che avrebbero dovuto essergli testimoni, che avrebbero dovuto andare per il mondo e predicare l'Evangelo ad ogni creatura, (Marco 16:15-16). Ma come troviamo i discepoli? Si stanno partendo da Gerusalemme, che rappresenta la casa di Dio verso un luogo distante sette miglia. Tutto sembra rientrare nel piano di Dio. il luogo Emmaus significa "sorgente calda". Eppure c'è qualcosa che non va. I due discepoli conoscono Gesù e le Sue imprese. Sanno esattamente quello che è accaduto, conoscono perfino della Sua resurrezione, ma la verità è che ancora non hanno piena fede in Lui. Non lo conoscono davvero come dovrebbero. E camminano mormorando e dubitando di quello che Gesù stesso aveva detto e su quello che i profeti avevano profetizzato su di Lui. Quanti di noi stanno camminando su un cammino di apparente cristianità. Sappiamo da dove siamo partiti, dove stiamo andando, che quello è il perfetto piano di Dio, ma nel nostro viaggio manchiamo di un elemento importante: la conoscenza di Gesù. Se davvero lo conoscessimo, molti dubbi e molte paure che vincolano la nostra vita scomparirebbero del tutto. Egli lo ha detto nella Sua Parola e non viene mai meno nelle Sue promesse. Quando i due discepoli cominciarono ad ascoltare la Parola parlare allora il loro cuore cominciò ad entrare in fibrillazione. Ecco il vero segreto. Quello che motli ancora non hanno compreso: la Parola è il mezzo principale con il quale possiamo conoscere Gesù. La nostra anima e il nostro cuore entrano in fibrillazione appena entrano in contatto con la Parola di Dio. Ed essa ti conduce inevitabilmente a quel sacrificio di amore che Gesù manifestò sulla croce per la nostra salvezza: al rompere del pane le scaglie dei loro occhi caddero via. Ed essi poterono vedere che nel loro cammino, nei loro dubbi, nelle loro perplessità Gesù non li aveva mai abbandonati restando con loro sul far della sera.

Pastore Gabriele

Abbiamo tutti bisogno di capire. Ciò che ci viene davanti, procede da Dio? E' un inganno del diavolo? E' un abominio davanti l'Eterno? Per rispondere a queste domande leggiamo un passo molto conosciuto della Parola de Dio, Matteo 1:18-25. Giuseppe era un uomo giusto. La Parola ci dice che questo uomo aveva riposto nel suo progetto matrimoniale la sua stessa vita e la sua stessa gioia. Non era un uomo che stava coltivando oscuri propositi. Era un semplice servitore di Dio che stava cercando di portare a compimento il proprio progetto di creare una famiglia. Come tu stesso o tu stessa, senza doppi fini stai cercando di portare avanti un progetto nella tua vita. Ma, proprio quando tutto sembra ormai essere "scontato", ecco che si presenta un intoppo, una sorpresa. Amara, molto amara, nel caso della nostra vicenda. Giuseppe, alla evidenza che Maria era in stato di gravidanza, vide crollare addosso tutta la sua stessa vita. Aveva putnato tutto su quel progetto, ma evidentemente Maria aveva distrutto ogni cosa prima che si realizzasse. Non poteva far finta di niente. Non aveva nessun senso. Doveva allontanare la sua promessa Sposa e l'abomino che portava in grembo... Rifletti insieme a me e considera che una cosa simile accada a te, proprio adesso. Stai puntando tutto su un dato progetto. Stai quasi per accarezzare la sua realizzazione ed improvvisamente qualcosa si mette di traverso, qualcosa comincia a non girare a tuo favore. Può essere una malattia, o un divorzio, o una perdita di lavoro, o un cambio repentino di qualche situazione ... al di là di cosa è, sicuramente quel cambiamento si presenta come una avversità che distrugge, vanifica, annulla i tuoi sforzi fatti per la realizzazione di quel dato progetto. Ed è naturale chiedersi che soa stia succedendo. Giuseppe si chiese cosa stesse succedendo e alla fine aveva preso una decisione. Avrebbe allontanato Maria senza metterla in difficoltà. Segretamente. In fondo, lui era un uomo giusto, non voleva che Maria, nonostante il suo comportamento "scorretto", (secondo l'evidenza umana), dovesse in qualche modo soffrirne. Quante volte abbiamo dovuto prendere una decisione simile, e restare in silenzio mordendoci le labbra per non parlare e denunciare la situazione. E lo abbiamo fatto per amore, molto spesso. Ma la Parola stamane sta riservandoti un resoconto particolare. Giuseppe aveva preso la sua decisione. Ma Dio non aveva ancora terminato con Giuseppe. E l'angelo dell'Eterno si presentò a Giuseppe incoraggiandolo a prendere con se Maria essendo che ciò che sembrava essere un abominio, un tradimento, una abberrazione, in realtà era soltanto il piano di Dio perché nascesse la salvezza per gli uomini. Da qui tiriamo fuori la lezione per noi tutti oggi. Sappiamo che Dio pensa per noi pensieri di pace per dar noi una speranza e un futuro, (Geremia 29:11). Dunque, quando qualcosa sembra mettersi storto e i nostri progetti sembrano scricchiolare, ricorda che questo verso vale ancora: Dio non ha mai smesso di lavorare per te e per il tuo bene. Allora non indugiare e non scoraggiarti. Se oggi si presenta un problema, esso è solo il mezzo con cui Dio vuole far nascere una speranza e la salvezza. Fai nascere Gesù e non temere di quel che ti circonda. Se Giuseppe si fosse arreso non sarebbe mai nato il Salvatore. Se tu ti arrendi e getti la spugna il piano di Dio nella tua vita non potrà realizzarsi e resterai soltanto con il rimpianto nel cuore e con l'amarezza che qualcosa sia andato storto. Ciò che all'apparenza oggi ti sembra un abominio in realtà è il mezzo attraverso cui Dio sta facendo nascere il tuo riscatto. Ricorda che tutto coopera al bene di chi ama il Signore, (Romani 8:28).

Pastore Gabriele