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Sun, Sep

Rispetti te stesso?

Chiesa di Capaci

In Proverbi, capitolo 9 vediamo come la saggezza sia impersonata da una donna. Ma non la trovi da sola... dopo la prima metà del capitolo ne incontri una seconda, sempre donna, chiamata "follia". Anche la seconda, come la prima, siede nei luoghi alti della città, chimando le masse verso di lei. La seconda donna è descritta come facile, semplice e che non sa nulla, (Proverbi 9:13). Come la donna immorale di Proverbi cap.7, anche lei fa promesse che sono vuote e che non conducono a nulla se non alla morte. Alcune statistiche di una recente indagine del 2017 ci fanno comprendere come grande sia il degrado attuale, soprattutto sul fronte morale. Il matrimonio non è più considerato inviolabile nel 78% dei casi. Le persone che hanno rapporti omosessuali arrivano fino al 60%. Circa il 63% delle persone sposate dichiara "normale" avere un figlio con una relazione extraconiugale. La Parola di Dio oggi ci viene incontro e ci dice in Proverbi 9:17-18 "«Le acque rubate sono dolci, il pane mangiato di nascosto è delizioso». Ma egli non sa che là sono i defunti, che i suoi convitati giacciono in fondo al soggiorno dei morti. Le Acque rubate NOn sono affatto dolci. sono un veleno che comincia a corrodere la tua vita. Il pane rubato ti distruggerà. Troppi oggi sono sedotti da una falsa chimera di viviere una vita immorale. E le chiese cosa fanno? Avallano ogni comportamento purché si garantisca una forma di parvenza e di decoro superficiale. Ma, come lo stesso Gesù anticipò migliaia di anni or sono,... Essi sono sepolcri imbiancati. La verità è che i tantissimi matrimoni interrotti, le conseguenti vite di promiscuità che ne derivano, hanno da un lato corrotto i costumi incentivando i comportamenti devianti di chiunque, rendendo normale ciò che NON rientra nel piano di Dio. In più, i rapporti facili e i tradimenti hanno decuplicato la possibilità di spargere malattie infettive prima sconosciute. "Se qualcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà costui. Il Tempio di Dio è Santo e voi lo siete" (I Corinti 3:17). Ricordate l'esempio di Sansone. Uomo scelto da Dio, ma caduto miseramente nelle braccia di Dalila. Perse il consiglio saggio di Dio, perse la guida, e alla fine le forze e trovò la morte. Rifletti finché sei ancora in tempo Pastore Gabriele

Succede,..., un pò a tutti. Durante il giorno, quante volte ci capita di irritarci? e Quanto volte la tristezza e l'abbattimento cominciano a prendere posto nella nostra vita? Lo stesso successe nel passato e giù giù fino alla radice dei tempi che furono. Oggi il devozionale ci parla proprio di come venire fuori da questo. Genesi 4:6-7 6 Il SIGNORE disse a Caino: «Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? 7 Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»

Siamo irritati. Ma ci siamo chiesti perché? Non ti sto dicendo di andarlo a sbandierare ai quattro venti, ma di fare una vera introspezione personale. Sei irritato NON a causa delle circostanze, né da ciò che avviene intorno a te. Sei irritato perché alla radice di tutto c'è qualche peccato che sta distruggendo la tua vita. La tua razione ha la sua radice nello sbaglio commesso, anche se apparentemente non ricordi nemmeno cosa e perché. Il peccato è sempre alla base di ciò che stiamo vivendo. Il passo di oggi ci illumina in tal senso, facendoci comprendere che possiamo giustificarci con tutti, possiamo anche avere una immagine perfetta, possiamo anche riuscire a nascondere bene tutto, ma guardandoti bene nel volto si vedrà l'ombra di ciò che nel segreto volontariamente o meno è stato consumato. Il tuo volto risulterà abbattuto. Se hai fatto del bene non hai motivo di irritarti. Il bene produce la pace e la calma. E ti da sicurezza di quello che fai. Se, al contrario, si gisce per la carne, ..., ci si aspetterà sempre qualcosa che nasca dalla carne. E quel frutto non sarà buono. Vuoi uscirtene presto? Domina il tuo peccato. Lascialo, qualcunque cosa sia. Allora il tuo volto sarà nuovamente solare.

 

Pastore Gabriele

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Lawrence d'Arabia di David Lean è stato riconosciuto come uno dei più grandi film mai girato. I suoi panorami infiniti dei deserti arabi, hanno influenzato generazioni di registi, tra cui anche Steven Spielberg, che, in una intervista ha dichiarato "Sono stato ispirato la prima volta che ho visto Lawrence. Mi ha fatto sentire gracile. Mi fa ancora sentire gracile. E questa è una misura della sua grandezza". Una sensazione simile l'ho personalmente vissuta in Sud Africa alle Great Waterfalls. Sembrava una muraglia di acqua sterminata che ti faceno sentire un piccolo puntino. Ciò che ci fa sentire piccoli è la vastità della creazione: quando guardi un oceano, o osservi un cielo notturno scintillare di un miliardo di stelle. Se l'universo creato è così espansivo, quanto più grande deve essere il Creatore? La grandezza di Dio e i nostri sentimenti di insignificanza sono echeggiati da Davide quando dichiara nei Salmi il suo pensiero per gli uomini, (Salmo 8:4). Eppure, amico caro, sappi che oggi la Parola da considerare non è la tua piccolezza, ma la grandezza di Dio. “Guarda gli uccelli del cielo; non seminano, non raccolgono né immagazzinano nei granai, eppure il tuo Padre celeste li nutre. Non sei molto più prezioso di loro? ”(Matteo 6:26). Potrei sentirmi piccolo e insignificante, ma attraverso gli occhi di mio Padre, ho un grande valore, un valore che è dimostrato ogni volta che guardo la croce. Il prezzo che era disposto a pagare per riportarmi alla comunione con Lui è la prova di come mi valorizza.

 

Pastore Gabriele

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L'apostolo Paolo scrisse: "Non voglio quello che hai, ma voglio voi ... Trascorrerò volentieri me stesso e tutto ciò che ho per voi, ..." (II Corinzi 2:14-15). Paolo trovò il suo più grande compimento nel dare, non nel ricevere. Per lui, dare era la sua ricompensa. Per lui, avere successo significava avere successo negli altri. Che Pastore! Non uno che cercava di migliorarsi per apparire diverso e più in alto degli altri,..., ma uno che cercava continuamente che gli altri migliorassero raggiungendo la statura di Cristo. Per lui essere gioiosi significava portare gioia agli altri. Questo perché non ha guardato alla gente per la sua ricompensa, ma a Dio, (Efesini 6:8). La cosa più difficile da fare per la maggior parte di noi è combattere la nostra naturale tendenza a metterci al primo posto. Ecco perché è importante esaminare continuamente le tue motivazioni e assicurarti di non scivolare all'indietro nell'egoismo. Se vuoi controllare i tuoi motivi, segui l'esempio di Benjamin Franklin. Ogni giorno si poneva due domande. Quando si alzava la mattina chiedeva: "Che cosa farò oggi?" E prima di andare a letto chiedeva, "Che cosa ho fatto oggi?" Se puoi rispondere a queste domande con altruismo e integrità, allora rimani in pista, altrimenti sei fuori. Vedere le persone bisognose spiritualmente e materialmente e dare per soddisfare quella necessità mantiene giuste le tue priorità e la tua prospettiva. Aumenta la qualità della vita sia per il donatore che per il ricevitore. La verità è che non esiste vita vuota come la vita egocentrica, e non c'è vita centrata come la vita svuotata da sé. Dio non vuole narcisisti, ma altruisti. Egli si è dato per noi e ci ha detto di essere suoi imitatori. Ed ecco il motivo per cui anche Paolo poté sostenere di imitare le sue azioni, visto che lui imitava Cristo.

 

Pastore Gabriele

 

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La storia che vogliamo raccontare oggi è una storia molto conosciuta. Forse poco compresa. E' la storia di un semino, che è stato coccolato fra gli interstizi del fiore che lo ha partorito e che ora si trova in un sacchetto, insieme ad altri semini dello stesso tipo. Non sa cosa succederà, ma certamente comincia a pensare che il suo destino non sarà roseo. Allo stesso modo molti di noi. Man mano crescono nel Signore e cominciano ad affrontare le battaglie della vita, cominciano a perdere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, stanchi di non essere più al riparo dal sole e dalle intemperie. Quando chi porta il sacchetto si ferma tutti i semini cominciano ad esultare convinti che magari il loro tran tran sia finito, invece si vedono presi a pugni a pugni e gettati nel terreno. Così molto spesso noi vediamo finire un periodo di travaglio interiore e pensiamo che finalmente sia venuto il momento di "vivere", invece ci troviamo peggio di prima. Da che vedevano il sole, a che si ritrovano coperti in un ambiente umido cominciando a screpolarsi e a deteriorarsi. Arrivano le prime malattie, i primi disagi, le prime lotte con i figli e con a famiglia, i primi dissensi nella chiesa. E allora si chiedono se stanno facendo la cosa giusta. Vedono altri semini tranquilli ancora nelle loro sacche. Loro sono messi a terra. Che fare? Tornare indietro? Non sarebbero più in tempo. Piano piano quel semino comincia a morire, al buio. Ma quando pensa che sia morto, e che non ci sia nulla da fare, finalmente spunta da sotto il terreno qualcosa. E' il semino che sta tornando a vivere. Qusta vota è una pianta, e sta portando frutto. Semino, chi ti ha sotterrato non ha capito che sta soltanto facendoti un piacere: tu risorgerai e porterai frutto, (geremia 17:8). Nel nome del Signore Gesù Cristo.

 

Pastore Gabriele

 

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Rumori. Strani. Complessi. Sono dappertutto. E quando sembra scendere il silenzio, nel silenzio stesso sentiamo qualcosa. Il rumore, riempie ormai le nostre vite. In ogni stanza o luogo dove ci troviamo abbiamo quasi la necessità di sentire qualcosa. Eppure, in mezzo a tutte queste voci molto spesso perdiamo la più importante. I commenti della gente, dei nostri amici, dei nostri parenti molto spesso zittiscono la voce che invece noi dovremmo ascoltare. Dici di no? Dici che non è così? Dici che conosci quella voce e che hai sempre ubbidito ad essa? Allora dimmi, quante volte sentirsi dire da un amico di qualcuno che ti ha tradito fa nascere in te una sorda e decisa volontà di rinnegare quel tale, di allontanarlo o di elimarlo dalla tua stessa vita? Quante volte una bugia ha preso il posto della verità nella ta bocca per la tua sporca convenienza? E secondo te, in questo caso, cosa stai facendo se non zittire la voce di Dio che ti invita ad amare e perdonare? Che ti invita a non mentire? E potrei anche allungare gli esempi, ma credo bastino questi. Vi è una voce sottile ma potente che è anche dolce e fa subito spazio alle altre voci se tu glielo permetti. E' la voce di Dio. La Bibbia ci dice che Dio a volte parla con una voce calma e sommessa. Nella frenesia e nel rumore delle nostre vite, è facile mancarla. L'unico modo per ascoltarla è fare uno sforzo intenzionale per calmare il rumore estraneo e passare un pò di tempo ad ascoltare Lui, attraverso la preghiera e la lettura della sua Parola. Se fai stare zitti gli altri rumori, e attendi alla Parola del Signore, allora potrai fare la scelta giusta e non te ne pentirai, mai. Arricchirà enormemente la tua vita. Te lo sta dicendo Dio in persona: Isaia 28:23.

 

Pastore Gabriele

Conosco un uomo che, dopo essersi sposato e avere avuto con mille difficoltà il suo primogenito, si accorse che Dio stava chiedendo indietro la vita del piccolo. E, come potete tutti immaginare, non sapeva cosa fare. Persino i migliori consigli di altri Pastori e la preghiera di uomini di Dio interessati alla situazione gli sembravano soltanto uno sbattere contro ad un muro di gomma. La questione, l'unica, che scaturiva dal suo cuore era racchiusa in una domanda: "Signore, perché proprio a me"? Passano le ore e quel piccolo fanciullo, in camera di rianimazione, non sembrava migliorare, anzi la situazione peggiorava. Che senso avrebbe avuto ancora la sua vita? Sopravvivere ad un figlio è la cosa peggiore che può capitare ad un essere umano. Tanto più che, come cristiano, non poteva neanche comprendere come mai le preghiera sembrassero non avere effetto. Finalmente, al culmine della sua disperazione, si accasciò contro il muro dell'ospedale, aspettando quasi con rassegnazione che si aprisse quella porta ad annunciare la scomparsa del piccolo fanciullo. Lacrime e angoscia erano palpabili. In continuazione rigavano le sue guancie tanto che si confondevano con il sudore che stava scendendo dal suo capo in quell'afosa giornata di estate. "Perché non a te"? si sentì rispondere. Cosa hai mai fatto di buono per essere esonerato da ogni prova? Siamo tutti peccatori e il nostro cuore è insanabilmente malvagio... E quella voce continuò a ribadire: "Chi ha fatto la bocca dell'uomo? Chi rende muto o sordo o veggente o cieco? Non sono io, il SIGNORE?". Più tardi quell'uomo scoprì che erano le parole di Esodo 4:11, mentre Dio contendeva con Mosè che si lamentava per la sua balbuzie. Quell'uomo allora comprese. Non doveva chiedere il perché ma doveva dire "Sia fatta la tua volontà e non la mia". Poi aggiunse ... "Dio, io non merito nulla, ma se puoi lascia che questo calice passi sopra di me". Vi furono dei minuti di silenzio. Minuti interminabili. Minuti nei quali quell'uomo immaginò perfino di essersi sognato tutto. Ma, dopo qualche minuto, si aprì la porta della rianimazione annunciando che quel ragazzo era improvvisamente guarito. E quell'uomo in lacrime, prima di andare da suo figlio, si mise in ginocchio e pregò dicendo: "grazie Padre, nel nome del Signore Gesù Cristo, amen!". Si alzò, cominciò ad avviarsi verso la stanza quando sentì sussurrare una calda voce dietro le sue orecchie: "quel calice l'ho bevuto io, non temere di nulla... ho tutto sotto controllo!".

 

Pastore Gabriele

 

Mosè aveva guidato il popolo e tante cose erano accadute, (Numeri 13:18). Ma adesso non era più il tempo di Mosè, (Deuteronomio 31:14). Era tempo che un altro, mandato da Dio, prendesse in mano la situazione e guidasse il popolo verso la Terra Promessa, (Giosuè 1:1). Eppure, un giorno, quel popolo dovette confrontarsi con qualcosa che doveva scuoterlo in maniera profonda: Gerico. Non conoscevano cosa ci fosse dentro la città, come tu stesso/a non conosci cosa ti riserva l'epilogo della prova o della malattia nella quale sei coinvolto/a. Di fronte a quella mancanza di consapevolezza, avrebbero potuto rinunciare e ritornare mesti da dove erano venuti, ma l'ordine di Dio era stato quello di essere molto forte e molto coraggioso, (Giosuè 1:7). Cosa vuoi fare tu? Riornare indietro e issare bandiera bianca? O vuoi mandare avanti il piano del Signore per avere la vittoria? Giosuè ordinò che due spie andassero in avanscoperta per esplorare il Paese. Lascia anche tu che Dio ti riveli cosa fare nella tua vita. Anche tu troverai alla fine una Raab, una persona che forse sarà "equivoca" secondo la legge umana, ma che doveva permettere al piano di Dio di potere trovare adempimento. Lascia ogni cosa nella mano del Signore ed Egli muoverà ogni cosa e ogni persona perché tu possa trovare ciò che ti occorre. Comincia a girare intorno a Gerico, ma non guardare quanto sono alte e quanto sono spesse le sue mura, altrimenti i tuoi occhi manderanno al tuo cervello la visione che tutto è impossibile. Lascia che i tuoi occhi guardino in alto, (Salmo 121:1) e lascia che il tuo cuore esulti nel Signore con la Sua Parola... Prima che tu te ne renda conto, avrai fatto sette giri intorno alla città, e suonerà lo shofar, e, improvvisamente, le mura crolleranno. E sarà Vittoria nel nome del Signore Gesù Cristo. Forza amico/a, non guardare a nulla ma persevera in ciò che Dio ti ha dato. Non te ne pentirai.

 

Pastore Gabriele

Nel film di animazione della Walt Disney, Spirit, un giovane indiano riesce a vincere la superba resistenza di un purosangue semplicemente restando in silenzio e dimostrando amore. Accarezzandolo e incoraggiandolo quando lo vede smarrito. Portandogli da mangiare e accudendolo quando lui rifiuta ogni cosa e nonostante tutto insistendo dopo i primi rifiuti. Qualcuno potrebbe dirmi che non avrà mai l'onore ne l'ardore di domare un cavallo, ma in verità esiste un animale altrettanto orgoglioso che inevitabilmente noi dobbiamo domare, la nostra lingua. Ne va della nostra stessa esistenza, (Apocalisse 21:8). Proprio l'apostolo Giacomo confronta la lingua con la punta della bocca di un cavallo o con il timone di una nave, (Giacomo 3:3-5) e aggiunge che dalla stessa sorgente nascono lode e imprecazioni, una cosa inaccettabile, soprattutto quando siamo nel Signore. Oggi troppe persone sentono soltanto il bisogno di parlare, e parlare, cercano uno sfogo, cercano attenzioni, e come Pastore ne so qualcosa in merito... Ma è chiaro ed è lampante al solo sguardo che le nostre parole devono essere poche, (Ecclesiaste 5:2). E, in più, la Parola ci invita a usare la verità, (Efesini 4:25), non la nostra verità. Diciamo la verità di fatto, altrimenti la punizione di Dio è già sopra di noi, (Apocalisse 21:8). E, nello stesso momento che ci facciamo paladini della verità, ..., è sempre lecito che noi parliamo inarrestabilmente e continuiamo a mettere nel cuore dei fratelli radici di amaritudine che poi vanno via soltanto con il tempo e con l'aiuto di Dio? Se non conosci la risposta a questa domanda ti invito a leggere Efesini 4:29, che dice espressamente che dobbiamo dire SOLTANTO le cose che edificano, tralasciando le altre, cioè quelle che non edificano. E non basta: bisogna eliminare la spazzatura, (Efesini 4:31). Sbarazziamo, per mezzo dello Spirito Santo, ogni amarezza, rabbia, rissa, calunnia, e ogni forma di malizia.... e poi saremo pronti a parlare di Dio, nella vita e nei social. Domiamo la nostra lingua affinché la pace di Cristo possa agire indisturbata......

 

Pastore Gabriele

Siamo responsabili delle nostre azioni. Possiamo anche essere molto spesso indotti a compiere alcune azioni anziché altre, ma siamo e restiamo sempre noi i veri responsabili delle nostre azioni. Quante volte, essendo nato un problema, piuttosto che affrontarlo cerchiamo di giustificare il nostro comportamento ovvero di addossare le colpe agli altri. Genesi 3:12-13 - 12 L'uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell'albero, e io ne ho mangiato». 13 Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato». E' sempre lo stesso protocollo che si ripete nel tempo e nello spazio. Quando avvenne il peccato di Adamo ed Eva il meccanismo non era certo diverso. Quando qualcuno commette un errore, la prima cosa che fa è nasconderlo, (Genesi 3:10). E, dopo averlo nascosto, quando viene scoperto, comincia ad addossare la colpa agli altri pur di non essere "punito". Nel brano di oggi vediamo che l'uomo incolpa la donna, la donna incolpa il serpente, e, poiché Dio stesso aveva consentito al serpente di essere là con loro, quasi quasi il problema era Dio, la colpa era di Dio. Caro lettore, tutti sbagliamo. Tutti veniamo meno, ma soltanto la verità ci renderà liberi, (Giovanni 8:32). Se riconosci di avere commesso un errore non lasciare che questa maledetta catena cominci a pervadere il tuo collo. Non nasconderti, non gettare la tua colpa su nessuno ne tantomeno su Dio. Piuttosto ritorna a Lui, incontralo nel tentativo di riconciliarti con Lui prima e con te stesso poi... e sarà allora che scoprirari che finalmente tu stare in pace. Ricorda di queste parole: il vero problema non è nè l'ambiente che ti ha indotto a fare l'errore, ne le persone che possono avere contribuito. L'artefice del proprio destino sei tu stesso. Allora ritorna a Dio finché abbiamo la Sua pazienza a disposizione. Pastore Gabriele

Chi non ha paura? La paura cede alla rassegnazione soltanto quando non vediamo altre vie di uscita. Ma, se Dio è con noi, perché dovremmo avere paura? (Genesi 3:10). Sarà forse il nostro peccato a farci nascondere dalla presenza di Dio per avere paura? Saranno le nostre limitazioni a non farci affrontare la situazione e risolverla? L'unico modo di conquistare e vincere la tua paura è guardare in faccia le cose di cui tu hai paura. Se non lo fai, resterai prigioniero per tutta la vita. Quando affrontiamo le nostre paure, ci rendiamo conto che la parte peggiore non sta nella cosa o nella persona di cui abbiamo paura, ma nella nostra mente. Se vuoi veramente essere libero devi comprendere che affrontare la tua paura è molto meglio che temerla per tutta la vita. Il coraggio viene soltanto quando noi chiediamo a Dio aiuto, confidiamo in Lui per il Suo aiuto e così potremo vincere noi stessi e le nostre paure. Genesi 32:11 - Liberami, ti prego, dalle mani di mio fratello, dalle mani di Esaù, perché io ho paura di lui e temo che venga e mi assalga, non risparmiando né madre né figli. Mentre Giacobbe pregava in questo modo, Dio gli diede un piano di azione, e fu un grande successo. Fai pure tu così. Dio ti darà un piano nuovo di azione. Pastore Gabriele

Quante volte sembra che non siamo in condizione di potere decidere. Per tutto il giorno, i pensieri e i sentimenti cominciano ad inseguirsi e a giocare a rimpiattino. E questo ci terrorizza. Magari entriamo in internet per cercare una risposta, ovvero andiamo sul nostro social preferito per vedere se qualcuno scrive qualcosa che fa al caso nostro... ma nulla, siamo più confusi di prima. Le anime più sagge anziché confondersi ed entrare nel panico cominciano a chiedere a Dio in preghiera l'aiuto. Le lacrime cominciano a scendere e si inizia a confessare a Dio l'incertezza, la paura, e, man mano la confessiamo, misteriosamente ne veniamo liberati... In Giovanni, capitolo 11, i Discepoli, quando sentirono che Gesà sarebbe tornato in Giudea, pensarono che la Sua prima mossa era sbagliata. E ricordarono lui che li in Giudea avrebbero cercato di ucciderlo,... come avevano tentato di fare. I suoi nemici erano li, pronti a lapidarlo. I discepoli credevano di potere dire a Gesù cosa fare...in realtà erano presi dall'angoscia. E si, perché non solo il loro maestro sarebbe stato lapidato ma anche loro con Lui. Allora era meglio dissuaderlo... non era la mossa giusta, quella! Ma Gesù li guardò, e, con il suo modo serafico, rispose loro dicendo: “'Non ci sono dodici ore al giorno? Se qualcuno cammina durante il giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo. Ma se qualcuno cammina nella notte, inciampa, perché la luce non è in lui' (Giovanni 11:9-10). Se noi abiamo la luce, perché dobbiamo avere paura di ciò che sarà? Egli è la luce del mondo (Giovanni 8:12), quindi, se sceglo Lui, io camminerò nella luce e vedrò bene quando il mio piede sta per inciampare, e non cadrò, mai. Se noi siamo in Lui, il Suo Spirito rifletterà la luce di cui abbiamo bisogno e non ci farà sbagliare. Non avere paura, ma cammina con il tuo Dio mano nella mano e non lo lasciare mai. Grazie o Dio, perché ci guiderai nella mossa giusta. Pastore Gabriele

"Il tumore che sospettavamo fosse maligno è in realtà benigno." "Non è un problema al carburatore, signora. L'intero motore è oramai fuso!" "Mamma ... Papà ... Giuseppe vuole sposarmi!" E potremmo fare mille altri esempi per evidenziare come la nostra vita ha alti e bassi in funzione di eventi nuovi che si inseriscono in essa e destano quell'emozione, quello stupore, quel dolore che accompagna la nostra esistenza. Gli alti e i bassi delle nostre vite sono di solito innescati da "sorprese". In pochi secondi piangiamo o ridiamo come matti. . . in un attimo o siamo confusi o stupiti o ... stupidi per la forte novità che viene alle nostre orecchie. Hai mai riflettuto che nella Bibbia ci sono moltissime sorprese che forse non conosci? Quel libro ne è pieno quando guardi determinati eventi attraverso gli occhi delle persone che furono protagoniste di certi eventi. I passi di Enoch non furono più trovati sulla Terra: era stato rapito. Adamo ed Eva non trovarono più Abele,... era stato ucciso. Sara si ritrovò incinta in una età impossibile e innaturale. Mosè sentì la voce da un cespuglio o pruno ardente che bruciava ma non si consumava. Gli israeliti videro la manna scendere dal cielo. Il cieco di Gerico cominciò a vedere nuovamente. il paralitico vicino ad una certa piscina poté essere guarito... e anche qui potrei andare con altri mille esempi. Ma fra tutte queste mi vien da ricordare la sorpresa che il mondo ebbe quando l'unico uomo perfetto che sia mai vissuto fu inchiodato sulla croce come un criminale. Quando Maria lo vide attraverso la nebbia di quell'epocale domenica mattina. Ma queste, caro lettore, sono sorprese che,essendo state vissute, ormai non sono più sorprese. Ma c'è una cosa che sta per accadere e che ti lascerà o basito in senso buono o rattristato per l'eternità: Gesù Cristo ritorna fra le nuvole ed ogni occhio lo vedrà. Che grande sorpresa! Non ti lasciare cogliere ... di sorpresa, ma accendi il tuo lume e metti olio nel tuo candelabro per ricevere Dio quando sarà il momento giusto. Ne va della tua vita eterna. Il ritorno di Gesù sarà la più grande sorpresa in assoluto. E' ci saranno persone come noi che saranno incluse nel gruppo che verrà rapito, sbalordite e stupide per lo stupore. Ammettiamolo, non sarà solo una sorpresa o un sogno. Sarà un vero miracolo. Unisciti alla sposa di Cristo e non te ne pentirai. Pastore Gabriele