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Fri, Apr

Buongiorno! - Salmo 30:5

Chiesa di Capaci

Penso di aver ascoltato le parole del Salmo 30:5 per tantissime occasioni. L'ho sentito proclamato con forte convinzione dal pulpito e l'ho ascoltato intonato nelle melodie degli inni. Non c'è forse nessun altro salmo che offra tanta speranza fedele e benedetta sicurezza come questa: "Il pianto può durare per una notte, ma la gioia viene al mattino".
Avevo sempre capito che "mattina" era l'alba che Dio invia dopo la notte della nostra sofferenza. Avevo intuito che la notte era una metafora per il periodo buio che sto vivendo... Credevo che la gioia sarebbe sicuramente arrivata quando sarebbe apparsa la luce del giorno e finalmente potevamo vedere la nostra via d'uscita dalle trepidazioni e dalle tribolazioni della notte. Poi, a tarda notte, ricevo una chiamata e quando ho risposto al telefono, il chiamante mi ha detto: "Buongiorno". Ho guardato l'orologio ed erano le 12:07. Mi è venuto in mente all'improvviso quella mattina che arriva per la maggior parte di noi non all'alba, ma di notte. Mentre ancora siamo nella prova già Dio è all'opera per noi.E poiché la gioia arriva al mattino, la gioia deve arrivare quando ci rendiamo conto che il nostro nuovo giorno sorge di notte. La gioia arriva quando comprendiamo e crediamo che tempi disperati e situazioni difficili non possano impedire l'adempimento della promessa e del progresso di Dio nella nostra vita. La gioia arriva quando celebriamo il fatto che anche di notte Dio ci sta spingendo verso giorni migliori.
Anche se la mia luce del giorno potrebbe non essere ancora apparsa, ora mi sposto a pronunciare gioiosamente a me stesso e agli altri: "Buongiorno!"

Pastore Gabriele

Eliseo poteva anche andare avanti, ma decise di tornare indietro. Sembrerebbe una scelta errata, ma molto spesso non lo è, soprattutto quando la minestra è avvelenata.... Il testo base che tratteremo si trova in II RE 4:38-41. Il tema proposto esordisce dicendo che Eliseo tornò a Ghilgal. Questo territorio ha un nome non entusiasmante: significa rovinare, rovina, rotolare via. E, in una rovina, non credo che nessuno potrebbe entusiasmarsi. Già il Giudice Samuele aveva detto al re Saul di andare a Ghilgal e di attendere alla voce del Signore, ma Saul era impaziente e non aspettò.

Anche Eliseo fu comandato da Elia di andare nello stesso luogo e di aspettare la doppia unzione, Eliseo obbedì e ricevette la sua doppia unzione! Molto spesso Dio ci da istruzioni, ma noi dobbiamo sempre ascoltare e aspettare.

Era un tempo di carestia, e, in un tempo di carestia, bisogna accontentarsi, Eliseo non fu particolarmente duro con i discepoli dei profeti. Non comandò una ricetta specifica, ma in generale una minestra. Una minestra può essere di vario tipo, ma il punto non è quale tipo di minestra, ma che quella minestra rappresenta un rapporto con un amico, un fratello, un marito, una moglie. E, questa minestra, è deteriorata, avvelenata. Questi discepoli dei profeti erano andati a cercare di obbedire al comando, ma uno, anche se in buona fede, aveva raccolto qualcosa che avrebbe deteriorato la minestra che avrebbe dovuto sfamare quelle stesse persone.

A questo punto, se ragioniamo la cosa da un punto di vista umano, ogni uomo preferirebbe gettare la minestra via, non recuperare il rapporto ormai compromesso. Ma Dio non ragiona cosi. Eliseo diede ordine di prendere la farina. E, la farina, è l’ingrediente principale del pane, e il pane è la rappresentazione della Parola di Dio, … quindi nella nostra minestra inquinata, semmai, dobbiamo curare il tutto con la Parola di Dio. E soprattutto con le ricette semplici della parola del Signore, con i concetti elementari. Bisogna ritrovare la semplicità fratelli, ritornare a Ghilgal e rimettersi in discussione, bisogna avere la franchezza e l’umiltà di dire: ho sbagliato, e il risultato del mio sbaglio è stato inquinare il mio rapporto con gli altri, ma, alla luce della Parola di Dio voglio recuperare.

Pastore Gabriele

I settanta incontrarono Gesù. Vi furono dodici discepoli che seguirono da vicino Gesù per gran parte del suo ministero. E in Luca 10 leggiamo altre settanta persone nominate da Gesù per spargere la voce su di lui. La buona notizia di Gesù non è solo per un gruppo o per le persone che stanno n un unico posto. È per tutti e dovunque.

Settanta sono più di dodici, ma è sempre un contingente limitato che, nonostante la sua buona volontà non può andare dappertutto ...Andarono in varie città dove Gesù stesso stava progettando di andare. Ma queste persone che Gesù ha inviato rappresentano l'inizio di una missione per dire al mondo come Dio ha mostrato il suo amore attraverso Gesù. La missione continuò dopo che Gesù morì e risuscitò, e continua ancora oggi. C'è bisogno anche di te. E con te saranno più di settanta e si potrà arrivare dove i primi settanta non sono riusciti ad andare ... Forza cosa aspetti?

Pastore Gabriele

La buona notizia di Gesù è che offre il perdono del peccato e della nuova vita. Chiunque abbia ascoltato questa buona notizia ha il privilegio di far parte della condivisione delle notizie con gli altri. Questa è la meravigliosa missione della chiesa del Signore e continuerà fino a quando tutti avranno sentito la buona notizia. Come quei settantadue messaggeri, siamo invitati a condividere l'amore di Gesù con ciò che diciamo e facciamo. Qualcosa di così sorprendente non può essere tenuto segreto. Passiamo insieme la buona notizia dell'amore di Gesù a tutti!

Il ragazzino strappò eccitato una grossa scatola dal suo papà meccanico, che credeva non sarebbe stato a casa per festeggiare il suo compleanno. Dentro quella scatola c'era ancora un'altra scatola incartata da regalo, e dentro quella scatola c'era un'altra che conteneva semplicemente un pezzo di carta che diceva: "Sorpresa!" Confuso, il ragazzo alzò lo sguardo, proprio mentre suo padre entrava nella stanza. In lacrime il figlio saltò tra le braccia di suo padre, esclamando: "Papà, mi sei mancato" e "Ti amo!"

Quella riunione piena di lacrime ma gioiosa cattura il cuore della descrizione di Apocalisse 21 del momento glorioso in cui i figli di Dio vedono faccia a faccia il loro amorevole Padre, nella creazione completamente rinnovata e restaurata. Lì, "[Dio] asciugherà ogni lacrima dai [nostri] occhi". Non sperimenteremo più dolore o dolore, perché saremo con il nostro Padre celeste. Come la "voce forte" in Apocalisse 21 dichiara: "Guarda! La dimora di Dio è ora in mezzo al popolo, e abiterà con loro ”(vv. 3-4).

C'è un tenero amore e gioia che i seguaci di Gesù già godono con Dio, come descrive 1 Pietro 1: 8 : “Anche se non l'hai visto, lo ami; e anche se non lo vedi ora, credi in lui e sei pieno di una gioia inesprimibile e gloriosa. " Eppure immagina la nostra incredibile, traboccante gioia quando vediamo la persona che abbiamo amato e desiderato ardentemente di darci il benvenuto tra le sue braccia aperte!

Pastore Gabriele

Due uomini dovevano tagliare legna. Uno, prestante, atletico e giovane, disse al suo partner che ne avrebbe tagliati molti di più. L'altro, si limitò sorridere. Il giorno cominciò e il giovane, in effetti, sembrava tagliare molti più tronchi del suo antagonista. Ma, mano mano il tempo passava, il giovane si stancava e il suo secondo invece continuava imperterrito a tagliare con la stessa lena fino a che, alla fine della giornata, il secondo non ebbe la meglio. Quando il giovane parlò con l'altro, gli chiese quale era il segreto. E il segreto, rispose l'altro, non stava nella forza del soggetto quanto nel fatto che bisognava tenere l'ascia affilata e tagliente, per ridurre lo sforzo nel tagliare e resistere così tutta la giornata. Questa, per noi, è una grande lezione. Nel capitolo 6 che abbiamo proposto oggi, vediamo che Dio aveva benedetto la scuola dei profeti di Eliseo. E lui stesso era andato con loro nei boschi per tagliare la legna e ampliare il luogo dove dovevano soggiornare. Ma, qualcosa andò storto. L'ascia di uno dei profeti, che NON era sua ma era stata data in prestito, cadde nell'acqua. E quell'uomo non poteva tagliare. Senza la tua ascia, senza la PArola di Dio, senza Dio non puoi far nulla. E ti stanchi soltanto senza comprendere che soltanto quando la tua ascia è al posto giusto e tu stai in posizione corretta, allora potrai davvero essere un soldato di successo.

Pastore Gabriele

A chi non piace sedersi a tavola e mangiare e bere in quantità? Chi rinuncia alla tavola e a "rilassarsi" dopo una giornata di stress e di cattiveria? Be, potremmo rispondere che nessuno o quasi lo farebbe. Poi, specialmente in questo periodo che siamo tutti chiusi in casa per rispettare le direttive di isolamento e di prevenzione del COVID-19, mangiare e bere sta diventando quasi una prassi continua. Ma la Parola di Dio vuole andare oltre al bere e al mangiare materiale. Già di per se diventa un corretto ammonimento evitare cose inebrianti e mangiare impuro (non buono) in quanto ci fanno perdere il controllo di noi stessi e del nostro corpo. Ma, se trasportiamo il concetto nel campo spirituale, vediamo che c'è ancora e molto di più. Abbiamo passato i nostri ultimi anni ad ubriacarci e intossicarci il fegato con bevande che non venivano da Dio. Messaggi preconfezionati e raddolciti tendenti a proclamare bene e benessere in ogni modo e maniera senza avere colpe o sentire il peso del peccato. E abbiamo perso il controllo delle nostre azioni. Abbiamo cominciato a barcollare e quasi a ricattare Dio e la Chiesa mettendoci in una posizione di chi se ne va se non gli viene predicato quello che vuole sentire! Abbiamo cominciato sfornare pagnotte strane che non erano fatte di grano e cioè della Parola ma erano un misto di ideologie umane e di teorie che non stanno ne in cielo ne in terra. E quel mangiare ha corrotto il nostro stomaco facendoci vomitare e facendo salire il livello di acidità dentro di noi. Adesso si troviamo improvvisamente senza nessuna certezza. Ci troviamo senza nessuna sicurezza. Il nostro portafogli è vuoto, le nostre vacanze compromesse, i nostri figli sono zittiti e impauriti, e noi non possiamo far nulla se non rimediare una multa salata o peggio contrarre il virus. MA voglio dirti una cosa. Se apri la tua dispensa troverai un tozzo di pane rinsecchito ma se duro ancora la che non vermina perché è fatto di grano VERO. Prendilo, anche se è duro, e non lo puoi mordere, bagnalo in acqua e ammorbidiscilo con l'acqua dello Spirito ... poi pian piano prova. Troverai un sapore autentico che ti riporta a quando eri un ragazzino o una ragazzina. Scoprirai che la Parola di Dio ha un sapore VERO e AUTENTICO che non viene mai compromesso da niente e da nessuno. La PArola sembra dura, ma in realtà fa bene al tuo stomaco. Sembra che porti poco al tuo organismo, invece lo fa ringiovanire. Sembra che ormai il tuo volto sia sfigurato invece comincerà risplendere. Sta lontano dalle bevande inebrianti e dalle cose impure. E avvicinati all'acqua dello Spirito e al mangiare le cose che Dio ti ha provvedute.

 


Pastore Gabriele

La pratica del digiuno oggi viene considerata come anacronistica in molte situazioni e movimenti religiosi. Roba di altri tempi. Ma nessuno ha considerato che in effetti siamo molto spessi chiamati a digiunare senza che ce ne rendiamo conto. Oggi, ad esempio, stiamo digiunando rispetto agli affetti che ci sono stati sottratti da un virus impietoso che sta mietendo vittime dappertutto nel mondo. E, piuttosto che considerare che proprio perché a digiuno siamo più pronti a comunicare con Dio, invece ce ne stiamo al cantuccio della nostra stanza a lamentarci. Gesù digiunò 40 giorni e naturalmente alla fine ebbe fame. Se oggi stai digiunando ed hai fame di affetto non piangerti addosso ma prega che Dio presto possa darti la giusta retribuzione e possa sfamare la tua fame.

 

Pastore Gabriele

Quante volte ci è stata sbattuta la porta in faccia quando avevamo chiesto aiuto a qualcuno. A volte giustamente, oseremmo dire, a causa delle nostre mancanze pregresse, altre volte subendo ingiustamente una punizione che magari non meritavamo. Ma il risultato è lo stesso, non cambia: siamo fuori da quella porta e non ci fanno entrare. Quante volte dopo un po di tempo abbiamo insistito magari e rinnovata la nostra richiesta di soccorso ... ma la risposta non è affatto cambiata. Gli uomini portano rancore e non dimenticano facilmente. Ma c'è qualcosa che devi ponderare con attenzione. Dio non è un uomo ma è Dio. E, come tale, ha sancito nella Sua Parola che chi viene a Lui non verrà mai estromesso. Non sarai mai cacciato. Allora cosa stai aspettando? Anche se tuo padre e tua madre ti avessero abbandonato Lui non ti abbandonerà MAI.

Pastore Gabriele

1 “Vieni, torniamo al Signore. Ci ha fatto a pezzi ma ci guarirà; ci ha ferito ma ci legherà le nostre ferite. 2 Dopo due giorni ci farà rivivere; il terzo giorno ci restaurerà, affinché possiamo vivere in sua presenza.

Stamattina l'invito di Dio è di tornare a Lui. Se siamo stati abbattuti , siamo stati feriti, pur non di meno verremo visitati e guariti nel Suo prezioso nome glorioso. La Restaurazione fa parte del piano di Dio, e se siamo stati distrutti è soltanto per le nostre colpe. Non si tratta di vittimismo o di accettazione incondizionata di ogni cosa, o, peggio, di fataliamo, si tratta piuttosto di riconoscere la verità. Un giorno ogni ginocchio si piegherà. Ma noi vogliamo piegarci adesso che lo facciamo per libera scelta non per costrizione. Allora? Torniamo a Dio.

Pastore Gabriele

In ogni impresa umana c'è bisogno di intraprendenza e di coraggio. Se non si rischia in qualche misura non si può sapere se la nostra impresa riuscirà o meno. E tutto questo ha la sua validità in senso generale, ma quando abbiamo a che fare con Dio la cosa è davvero certa! In Proverbi sta scritto di affidare a Dio i tuoi progetti perché le tue imprese riescano. Allora abbi coraggio, il Maestro è qui e sta chiamando proprio te ad avere coraggio e ad affrontare la situazione. Non abbassare la guardia, ma tira i pugni all'insù e resisti ancora un round. Vedrai che il tuo nemico lo troverai disteso per terra in ko. Dio ti benedica

Pastore Gabriele

Esiste un animale più lento del bradipo? Sembrerebbe di no. Ma ci sono dei motivi che inchiodano il bradipo alla sua lentezza. Vive in un ambiente con foglie poco nutrienti e difficilmente digeribili. Se non va piano, rischia di avere una fortissima indigestione e morire di inedia.

Vi è un altro esempio di un essere che va molto piano per certe cose. E' Dio. Come ci ricorda Neemia, nel passo che abbiamo citato, Dio è lento all'ira. E c'è un motivo. Lui ci ama a tal punto che, prima di perderci definitivamente, sopporta e reagisce trattenendo a lunghissimo tempo. Ma ogni cosa ha una fine, esattamente come ha un inizio. Se oggi ascolti la voce di Dio, convertiti dalle tue vie malvage e torna a Lui che è grande perdonatore.

Pastore Gabriele

Tsundoku . È la parola di cui ho sempre avuto bisogno! Un termine giapponese, si riferisce alla pila di libri su un comodino in attesa di essere letto. I libri offrono il potenziale per l'apprendimento o una fuga in un altro momento o luogo, e desidero ardentemente le delizie e le intuizioni trovate nelle loro pagine. Quindi, lo stack rimane.

L'idea che possiamo trovare divertimento e aiuto in un libro è ancora più vera per il libro dei libri: la Bibbia. Vedo l'incoraggiamento ad immergersi nella Scrittura nelle istruzioni di Dio a Giosuè, il nuovo leader di Israele, incaricato di condurli nella terra promessa agli israeliti ( Giosuè 1: 8 ).

Conoscendo le difficoltà future, Dio assicurò a Giosuè: "Sarò con te" (v. 5). Il suo aiuto sarebbe arrivato, in parte, attraverso l'obbedienza di Giosuè ai comandi di Dio. Quindi Dio gli ordinò di “tenere questo libro della legge sempre sulle tue labbra; medita su di esso giorno e notte, in modo che tu possa stare attento a fare tutto ciò che vi è scritto ”(v. 8). Sebbene Giosuè avesse il Libro della Legge, aveva bisogno di cercarlo regolarmente per ottenere informazioni e comprensione su chi è Dio e la sua volontà per il suo popolo.

Hai bisogno di istruzioni, verità o incoraggiamento per la tua giornata? Mentre prendiamo il tempo di leggere, obbedire e trovare nutrimento attraverso la Scrittura, possiamo assaporare tutto ciò che è contenuto nelle sue pagine ( 2 Timoteo 3:16 ).

Pastore Gabriele

L'altro giorno facendo pulizie una tazza cadde accidentalmente che non si ruppe ma la caduta fece provocare una crepa.Tenerla o gettarla via? Molti di noi, a meno di particolari affetti, buttano via una tazza rotta. A meno di un particolare affetto. Dio, d'altra parte, salva tutte le coppe rotte, perché ci ama di un amore eterno. E le tazze rotte sono spesso i suoi strumenti più utili. Il verso di oggi sembra il suo manuale di correzione. Ci dice che Dio riversa il suo tesoro in fragili vasi inclini a frantumarsi. In questo modo tutti sapranno che Dio sta vivendo in noi. Proprio vedendo le tue fratture e vedendo che non sei stato buttato via. A volte, nel dolore emotivo, sono andato da Dio, sospirando e dicendo: “Mi arrendo. Non posso fare niente di buono. Non ho idea di come tirarmi fuori da questo casino. " Il mondo direbbe: "Sì, sei inutile". Il diavolo avrebbe detto: "Te l'ho detto." Ma Dio dice: “Stavo aspettando che tu venissi da me nella tua rovina. Ecco, lascia che ti guarisca. Hai bisogno del mio aiuto, perché senza di me non puoi fare nulla”.

Salmo 51:17 ci dice che Dio userà solo una vita spezzata: “I sacrifici di Dio sono uno spirito spezzato; un cuore spezzato e contrito, o Dio, non lo disprezzerai ”.

Non vergognarti di essere distrutto. Dio sta cercando vasi rotti come te attraverso i quali può mostrare il suo splendore. Ricorda, quando si tratta della grazia di Dio, anche le tazze rotte possono essere riempite fino a traboccare.

Grazie Dio, per non aver buttato via la mia vita spezzata, ma per averla custodita e riscattata. Usa la mia rottura per aiutare gli altri.

Pastore Gabriele