31
Sun, May

CONFIDARE -- Daniele 6:22-23

Chiesa di Capaci
É nella sua vecchiaia che Daniele si ritrovò ad affrontare la terribile provadella fossa dei leoni. La sua obbedienza, il suo timore, il suo amore verso Dio, a causa delle trame di uomini malvagi, divennero la causa di una morte annunciata. Venne posto in un luogo oscuro, senza via di uscita a causa di un masso, segnato dai sigilli del re e degli uomini più grandi del regno, affinché la sentenza non fosse cambiata. Dio, che è Re de Re e Signore dei Signore, è colui il quale sigillo, è caparra di vita vera, di vita eterna. Ma Daniele, ebbe a che fare con un sigillo che era a morte. La vecchiaia, come per Abramo e qualsiasi altro uomo, è l'età dell'impossibilità: le funzioni vitali perdono il loro vigore, ogni senso ed ogni forza risente dell'incedere del tempo. Oggi Daniele sei tu, Daniele sono io. Giovane o vecchio anagraficamente, spiritualmente come lui ci ritroviamo nell'impossibilità di evadere da un luogo oscuro, chiuso, nelle cui profondità si celano nemici mortali cosicché sembrano avverarsi per noi le parole che il profeta Geremia pronunciò nelle sue lamentazioni, il Signore mi ha dato nelle mani di coloro ai quali non posso resistere. Ma spesso non consideriamo quanta grazia si cela in quelle parole che Gesù Cristo, il Signore rivolse e rivolge ai suoi discepoli: "senza di me, voi non potete fare nulla.". Non è l'intento di Gesù quello di sminuire la tua persona, poiché nella sua Parola sta scritto "tu sei prezioso e stimato ai miei occhi, perciò IO TI AMO", e aggiunge in Geremia "IO TI AMO DI UN AMORE ETERNO". Colui che ti ha creato, ti ricorda, come Daniele fece nella sua impossibilità, di fare una cosa soltanto: CONFIDARE in Lui. Il verbo Confidare, in ebraico, è composto da due radici, che significano una "mano destra", e l'altra "sostegno". Ricorda qualcosa? Certo che sì, Isaia 41:10 "Non temere, perché io sono con te, non smarrirti, perché io sono il tuo DIO. Io ti fortifico e anche ti aiuto e ti sostengo con la destra della mia giustizia." Confidare, Significa che la destra del Signore è quella che ti sostiene, e Cristo Gesù è la destra di Dio, la destra di quella giustizia per la quale, attraverso il suo sacrificio, siamo stati e riscattati e redenti.
Ma la Parola, ci dice che l'angelo intervenne in favore di Daniele, perché egli fu trovato innocente davanti a Dio, e davanti agli uomini (vedi Proverbi 3:3,4). La sua ubbidienza alla Parola, quel confidare, si tradusse in testimonianza vivente in condotta e in opere al cospetto degli altri uomini, che insieme, ci ricorda Pietro, turano la bocca al diavolo. La giustizia di Dio era nel suo servo, ed essa splendeva nelle tenebre come il mezzodì. Se quella giustizia sarà veramente in noi, non avremo nulla da temere, perché la Parola, che è luce, ci ricorda che le tenebre, non poterono sopraffarla. L'apostolo Paolo in Filippesi, esorta a far sì che la nostra mansuetudine possa essere nota a tutti gli uomini. Mansuetudine, è un termine che implica l'avere in sé una giustizia non umana, quindi divina. E prima di Paolo, lo disse Cristo : "imparate da me, che sono mansueto e umile di cuore, e troverete riposo alle anime vostre".
Non temere quanto ardua possa essere la prova, non temere se le tue forze e capacità sembrano essere vane. Piuttosto, fa che la tua obbedienza diventi testimonianza vivente, e che da essa scaturiscano opere nel Signore che portino frutto. Il tralcio, porta frutto solo se attaccato alla vite. E l'essere attaccato alla vite, tipifica la comunione intima con Cristo,che Daniele non trascurò, anche a costo della vita. Non sforzarti più, finirai solo per divenire esausto. Confida, alla luce di quanto esposto, nel Signore, ed Egli opererà.
 
Fr. G. D'Anna

Chi non vuole essere felice? Chi non desidera vivere in maniera spensierata trovando il vero nocciolo della questione sapendo gestire la sua vita? Allora avventuriamoci oggi alla ricerca della felicità. Ma non lo faremo noi direttamente, troppo scontato: seguiremo il percorso di un uomo molto saggio, uno dei più saggi. Salomone sembra che scrisse questo libro verso la fine del Suo Regno, dopo avere avuta la possibilità di sondare ogni circuito e strada che porta lla felicità. E cosa trovò? Di fronte alla propria disperazione per gli orrori della vita, lo scrittore di Ecclesiaste ci ha provato cercando la felicità attraverso il piacere (Ecclesiaste 2:1,10), attraverso grandi progetti di lavoro (vv. 4–6), di ricchezza (vv. 7–9) e di indagine filosofica, (vv. 12–16). E la sua valutazione? "Tutto ciò non ha senso, è come inseguire il vento" (v. 17). Ed ancora comprende che tutte le attività richiamate hanno una caratteristica in comune. Nessuna di queste cose è immune alla morte, al disastro o all'ingiustizia (Ecclesiaste 5:13–17).Solo una cosa riporta lo scrittore di Ecclesiaste fuori dalla sua disperazione. Nonostante le prove della vita, possiamo trovare appagamento quando Dio fa parte della nostra vita e del nostro lavoro: "perché senza di lui, chi può mangiare o trovare piacere?" (Ecclesiaste 2,:25). La vita a volte sembrerà insignificante, ma "ricorda il tuo Creatore" (Ecclesiaste 12:1). Non sfinirti cercando di capire la vita o cercando la felicità, ma "temi Dio e osserva i suoi comandamenti" (v. 13): allora sarai felice. Senza Dio come nostro centro, i piaceri e i dolori della vita portano solo alla disillusione.
 
Pastore Gabriele

Spesso nei momenti di afflizione, ci chiediamo dove sia finito il Signore. Ci sentiamo come abbandonati, e ogni ansia, ogni paura inizia a prendere il sopravvento nel nostro cuore, e a quella domanda, segue la ricerca di quella pace che sembra ormai lontana e perduta. Ma in ogni istante della nostra vita, la Parola di Dio può e vuole venirci in soccorso, senza strabilianti effetti speciali, ma nella potenza di quanto è scritto, ed è sempre lì, a portata di mano. Se ti sei posto queste domande, ecco a te la risposta:
 
Filippesi 4: 9  Quelle cose che avete imparato, ricevuto e udito da me e veduto in me, fatele, e il Dio della pace sarà con voi.
 
La presenza di Dio nella nostra vita, è quella che ci da pace. Ma la pace che tanto cerchiamo non è il presupposto di una vita in Dio, sarebbe troppo facile, bensì è una conseguenza ed una conquista che solo l'obbedienza è in grado di farci ottenere, obbedienza che si traduce in quel "fatele". Se le facciamo, allora Dio sarà con noi, e non ci sentiremo più soli, ed ecco andato via il primo problema, e sarà con noi come Dio di pace! Ed ecco risolto anche il secondo. Spesso Gesù, ad ogni promessa, anteponeva una premessa. "Se mi amate, osservate i miei comandamenti, e io e il Padre verremo e faremo dimora presso di Lui... Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate ciò che volete e vi sarà fatto", e la lista potrebbe continuare, ma il sunto è sempre quello: la promessa come conseguenza dell'obbedienza. E Dio ci ha promesso che sarà con noi fino alla fine dell'età presente, e ci ha promesso la Sua pace. Ma se non faremo quelle cose, rimarremo sempre in un limbo che, come il deserto per il popolo d'Israele, impedirà a molti di vedere la terra promessa. Paolo parla ciò che è stato "imparato" (vedi Matteo 11:29), "ricevuto" (Vedi Giovanni 1:16 e 7:39), "udito" ( 1 Giovanni cap 1:5 e cap 3:11) "veduto" ( 1 Giovanni 4:14). Ognuno di questi precetti, costituisce un unicum nel quale si sostanzia la volontà di Dio. Facciamo la sua volontà, e solo allora, Dio sarà nella nostra vita, e ci darà la sua Pace.  
 
Fr. G. D'Anna

Giovanni 3:16 ci dimostra che Gesù è stato coraggioso per amore, ha saputo amare al di là delle aspettative umane. Amarci gli uni gli altri è un comandamento che Lui stesso ci ha dato in Giovanni 15:17. Noi siamo cristiani, giusto? Se siamo realmente seguaci di Cristo Gesù, dobbiamo seguire il suo esempio di amore incondizionato e i suoi comandamenti. Anche l'Apostolo Paolo consiglia ai Colossesi di comportarsi in un certo modo e di mettere l'amore AL DI SOPRA DI TUTTO, perché è il vincolo della perfezione (Colossesi 3:12-14). Come facciamo a capire se applichiamo l'amore che Dio desidera? 1a Corinzi 13:4-7 descrive questo amore di cui la Bibbia parla.
 
Caro Corpo di Cristo, prendiamoci dunque di coraggio e amiamo CHIUNQUE, a prescindere dal passato e dalla persona da amare.
 
Sr. S. Civiletto

Una mattina mi svegliai e accesi la televisione, misi il telegiornale trasmettevano la notizia del covid19 e di tutto quello che stava procurando questi virus(morte). Nel frattempo mia moglie mi disse :vedi che devi andare a fare la spesa allora mi la ai e uscii. Arrivai al supermercato ed entrai. Vidi le persone che erano terrorizzate di tutto quello che stava accadendo in Sicilia in Italia in tutto il mondo a causa del virus. Li guardavo negli occhi erano pieni di paura, qualcuno piangeva, erano confusi, smarriti si formò quasi un cerchio di persone ognuno diceva la sua ma nessuno parlava di Gesù. In quello stesso istante lo Spirito Santo scese su di me e apri la mia bocca e dissi : c è una cosa sola da fare e tutti stavano ad ascoltare e una signora mi chiese cosa c è da fare? E risposi : dobbiamo alzare il nostro sguardo al cielo e invocare il nome che è al di sopra di ogni nome Gesù Cristo il Signore. Li esortavo a pregare e credere in Lui e solo in Lui in Gesù Cristo nostro Salvatore e Signore. Perché com è scritto nella Parola e precisamente nel salmo 120 :1-2 "Alzo gli occhi verso i monti :da fobe mi verrà l aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto I cieli e la terra". 

 
Fr. P.Coppola

A volte la vita ci mette davanti degli incarichi importanti che probabilmente non volevamo ci venissero affidati e non sappiamo bene come gestire la situazione.
Dio affidò a Giosuè un compito arduo,quello di guidare il popolo d'israele,un compito che fino a quel momento era stato portato avanti da Mosè, col quale Dio parlava faccia a faccia, e forse il quel momento Giosuè si trovò titubante,scoraggiato dal fatto di non riuscire ad essere all'altezza di Mosè ma Dio già conosceva la sua preoccupazione e consolò il suo cuore incoraggiando del fatto che non era solo ma che Dio sarebbe stato in ogni momento con lui...anche se nelle grosse responsabilità ci sentiamo soli ricordiamoci da alzare il nostro sguardo verso il cielo perché sarà da li che ci verrà l'auito..Dio oggi ci dice" non temere,solo sii forte e coraggioso",e vedremo attraverso la nostra fede come Dio muoverà la sua mano verso le nostre vite,basta solo credere e mettere tutti i nostri progetti nelle sue mani affinché Egli possa operare e far si che possiamo riuscire nelle nostre imprese.
Giosuè prese con fede le parole che Dio rivolte a lui allo stesso modo Dio vuole fare lo stesso con ognuno di noi allora apriamo la porta del nostro cuore perché Dio vuole incoraggiarci ma soprattutto vuole dirci che non siamo soli...
Fr. Anselmo 

11  Poiché, come la cintura aderisce ai lombi dell'uomo, così io avevo fatto aderire a me tutta la casa d'Israele e tutta la casa di Giuda», dice l'Eterno, «perché fossero mio popolo, per mia fama, lode e gloria; ma non hanno voluto ascoltare"».
 
In questo passo della Scrittura, il Signore ordina al profeta Geremia di acquistare un cintura di lino. Il lino, nella Parola di Dio, tipifica le opere giuste dei santi, ed ancor prima, era di lino la cintura che componeva le vesti sacerdotali. Se doveva essere acquistata, allora questa cintura aveva un prezzo: segno che il servizio a Dio, il sacerdozio, richiederà un costo in termini di abnegazione; Gesù stesso parlò del costo del seguirlo, che è il rinnegare sé stessi e prendere la croce ogni giorno. Ancora il Signore indicò che non doveva essere immersa in acqua. L'acqua, serve a rendere brillante il lino dopo il lavaggio. Ma sappiamo che, oltre all'acqua della Parola, vi sono acque torbide, che possono macchiare irrimediabilmente quel tessuto. Gli agi del mondo, la promessa di una vita prospera,possono forse far risplendere la tua vita, ma non è una luce che splende a vita eterna. Piuttosto, disse al suo servo di cingersi i lombi con essa, quindi di aderire al suo piano. Gli disse pure di andarla a seppellire all'interno di una roccia, presso il fiume Eufrate: la d:istanza da -Gerusalemme al fiume, e di circa 905 km. Un cammino enorme a piedi, che dura poco più di una settimana. Davanti l'Eufrate, si stagliavano diverse città, tra le quali Babilonia. Seppellita all'interno della roccia, tempo dopo la cintura marcì, rivelandosi inutile. Spesso quell'essere nascosti nella roccia richiama all'essere in Cristo, al nascondersi il Lui, ma qui, questa roccia non ci parla di comunione. Ci parla di chi, allontanatosi da Gerusalemme, ritrovandosi a Babilonia, sta finendo per servire e amare un altro padrone. Credendo di fare l'opera di Dio, con una fede che è in realtà morta. In Esodo 9,la grandine colpì il lino che stava per fiorire: col lino, anticamente si ricavavano anche le fibre tessili per costruire le reti da pesca, e il richiamo è lapalissiano. Ma stava per fiorire, alias le opere non erano state interamente compiute. Ecco perché il Signore rimproverò dispiaciuto il suo popolo di esser andato dietro ad altri dei, quando era nella sua mente farlo aderire a Lui, a sua lode e gloria. La cintura serviva a sostenere, ma allora diremmo, Dio ha bisogno di sostegno? No, ma vuole che la sua chiesa prenda posizione, e la posizione giusta:Paolo ricordò a Timoteo che la chiesa è "colonna e sostegno della verità". E chi sostiene, ha deciso di portare un peso, di aderire a quel piano meraviglioso che è la salvezza di Dio in Cristo Gesù. Che tu sia credente o meno, questo è il tempo giusto per arrenderti, e prendere quella cintura, la sua Grazia, che è il sostegno di Dio per la tua vita.
Fr. G. D'Anna

Cosa siamo pronti a donare a Gesù? Quella Donna si trovava a Betania, che significa luogo di sofferenza, un luogo dove tutti noi ci troviamo quando siamo lontani da Gesù. Non pensava a chi aveva intorno, in che casa stava entrando o cosa potevano pensare di lei, l’unico suo obiettivo era ungere il capo di Gesù, con dell’olio di nardo, un olio pregiato e profumato, il quale era l’unica ricchezza di quella donna e lo stava donando a Gesù. Perché? Semplicemente perché lo amava! Cosa siamo pronti Noi a donare a Gesù? Lui per noi ha dato la sua vita per poterci riconciliare a Dio, lavando i nostri peccati col suo sangue e per dimostrare che con lui risusciteremo a nuova vita per stare nella sua presenza per l’eternità. Ma noi non abbiamo niente che possa eguagliare tale sacrificio! Cosa vorrebbe Gesù donato da noi? Ma il Nostro Cuore! Come l’olio di nardo profumò tutta la stanza, così il nostro cuore inebrierà Gesù, perché non aspetta altro che essere amato da noi. Lui vuole essere il nostro Primo Amore. Ma quando daremo il nostro cuore a Gesù, ecco l’avversario che verrà a criticarci tramite qualche conoscente e ci farà dire che ancora c’è tempo per servire il Signore o addirittura che non ne vale la pena. Ma Gesù come ha fatto con quella donna ci difenderà! Servire il Signore è un privilegio e amarlo è lo scopo della nostra vita. Gesù vuole che lo serviamo con gioia, perché questa nostra allegria sarà di contagio a chi ci starà intorno. Il nostro Amore per Gesù sarà come olio di nardo per chi non ha accettato ancora Gesù nella propria vita, facendolo avvicinare a lui. Cosa siamo pronti a donare a Gesù? Tutto il nostro Amore e lui si compiacerà del nostro dono.
 
Francesco Scozzola

"Chi volete che libero Barabba o Gesù detto il Cristo?"... Questo famoso verso della Parola ancora oggi è vivo nella vita di ognuno di noi. In quel tempo Pilato si trovò davanti ad una decisione, sicuramente la più importante della sua vita e fu forse proprio a causa del suo intenso combattimento interno che si astenne dal fare la sua scelta e rinviò al popolo l'incarico di scegliere chi salvare. La storia la conosciamo: il popolo non ci pensò molto e mosso dalla ripetute accuse fatte dai capi dei sacerdoti decise di salvare Barabba condannando Gesù a morte.
Oggi dopo più di 2000 anni da ciò che successe in quel giorno nel cuore di ognuno di noi c'è un Pilato che ci sussurra ogni giorno "chi vuoi liberare Gesù o Barabba?". Ed ecco, anche noi, ci troviamo costretti a prendere questa decisione e ci troviamo bloccati davanti a questo bivio anche per lungo tempo. Forse neanche magari ce ne accorgiamo della nostra incertezza perché l'avversario continua a tentarci come fecero quei sacerdoti. Ci vuole persuadere non a scegliere Gesù ma Barabba, mostrandoci tutto ciò che la nostra carne possa desiderare e facendoci dimenticare invece delle immensi ricchezze che Dio ha riserbato per ognuno di noi.
Oggi è il giorno della scelta e siamo stati avvantaggiati dal fatto che già sappiamo anche il finale: Gesù è stato condannato ma ha VINTO la morte ed è risorto e vive in eterno e, come è vero che Egli vive, anche noi vivremo, (Romani 8:11) se decidiamo di seguire Gesù...
Io ho scelto Gesù e tu????
 
Fr. A. Anselmo

Molte volte un cristiano, per svariati motivi, fa delle scelte di vita  sbagliate scendendo molte volte  a compromessi con se stesso. Mette altro come priorità e non il Signore...magari spinti da nobili intenzioni ma poi si ritrovano in una " prigione". Una prigione che può essere il lavoro, una prigione che può essere un matrimonio in crisi, una relazione non stabile, una prigione di violenza sia fisica che psichica...insomma ciascuno di noi ha sperimentato cosa significa vivere in prigione ,o chi ci vive tutt'ora. Il nostro protagonista era un amministratore che amministrava la casa del suo padrone ed era libero di fare,ma dopo le avance della moglie del suo padrone e la colpa che gli attribui si trovava in prigione relegato,confinato, impossibilitato ad agire.magari rassegnato come tu ed io ci sentiamo rassegnati che non possiamo andare in chiesa, non possiamo pregare o meditare la parola con il proprio migliore amico ne avere una spalla su cui piangere...ma qui inizia un vero Miracolo: il Signore é con te, non sei solo! Il Signore se ha permesso  che tu andassi in quella prigione non è per il tuo male ,ma per il tuo bene,sembra strano a dirsi ma è  proprio cosi!
Negli agi molte volte dimentichiamo il Signore,ma nel bisogno noi non dimentichiamo il Signore anzi lo si ricerca con più foga, con più passione e adorazione. Giuseppe, come te,come me  si trova in prigione ma egli confidava nel Signore ;e il Signore uso benevolenza tanto che divenne responsabile della prigione. Un prigioniero che diventa responsabile della sua stessa prigione!Non vedere il tuo lavoro ,la tua famiglia complicata,o qualsiasi altra cosa come una prigione insormontabile ma come un momento transitorio, un momento prima della svolta...si perché da li a poco Giuseppe uscì,più forte e più maturo di prima...perché il Signore era con Lui.dopo la prigione Giuseppe divenne viceré d'Egitto. Caro lettore ti invito a cercare il Signore,a imparare a confidare in Lui anche se le situazioni sono avverse, lasciati andare al Signore e vedrai e gusterai la Sua bontà e le Sue benedizioni. Come Giuseppe divenne vicere Tu sei chiamato ad essere re e sacerdote, a portare la buona novella , a portare conforto a quelle persone che come te sono ancora in prigione! 
Dio ti benedica                                          
 Fr. V. Russo

Forse sono anni che vai in Chiesa o addirittura non ci sei mai andato, addirittura provi dell'indifferenza per le cose di Dio! Ma dobbiamo fermarci un attimo e riflettere su tutto quello che ci circonda e ricordarci che siamo solo di passaggio su questa terra, la vita è come un soffio. Nessuna Chiesa ha il potere di liberare l'uomo dai suoi peccati e dalla morte eterna. Nessun essere umano può aprire all'uomo la strada del cielo. C'è solo una via. Gesù disse <<IO sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al PADRE se non per mezzo di ME>>. L'Apostolo Pietro predicava <<In nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati>>, (Atti degli Apostoli 4:12). Gesù ammoniva i religiosi del suo tempo :<< Invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che sono procetti d'uomini, vi ho lasciato al comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini... Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra>>, (Marco 7:7-9). Chi si attacca alle tradizioni e rigetta Dio, trova più facile praticare gli insegnamenti trasmessi dai nostri genitori o dai nonni. Le tradizioni rendono l'uomo schiavo di una religione morta perché rinnegano la POTENZA DI DIO. Beato chi trova Cristo, l'unica via! Non hai bisogno di una religione ma del Cristo vivente, nessuna religione può salvarti, solo Cristo può farlo. Egli ha detto: <<Se alcuno ha sete venga a ME e beva>>. Chi crede in ME, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno>> (GIOVANNI 7:37-38). <<IO sono il pane della vita; chi viene a ME non avrà fame, e chi crede in ME non avrà mai sete>> (GIOVanni 6:35). <<IO sono la luce del mondo; chi mi seguita non camminera nelle tenebre, ma avrà la luce della vita >>. (GIOVANNI 8:12) <<Beati quelli che sono affamati ed assetati della giustizia, perché essi saranno saziati >>. (Matteo 5:6). Amico mio o amica mia, la tua anima può essere appagata solo da Gesù Cristo. Vai direttamente a LUI in preghiera; ricordati che non hai bisogno di mediatori umani, Cristo è il Sommo Sacerdote << V'è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo>> (TIMOTEO 2:5). Cristo è morto per te sulla croce. Egli è stato crocifisso per i tuoi peccati ed è risorto per la tua redenzione. Credi in questo? Gesù vivrà nel tuo cuore, se Glielo permetterai. Dio ti benedica.
 
Fr. P. Coppola

Chi di noi la mattina quando si alza, quando esce, quando aspetta qualche ospite o deve vedere qualcuno a cui tiene non si guarda allo specchio e controlla il suo aspetto e si sistema come meglio ci aggrada. Con la Bibbia, la Parola di Dio, è la stessa cosa. È lo specchio nel quale viene riflesso il nostro io, che ci fa vedere come Dio ci vede. Quando apriamo il nostro cuore al Signore e leggiamo la sua Parola, Dio ci fa vedere i nostri difetti, come un rimprovero amoroso di un Padre verso il figlio e se amiamo e teniamo a lui, allora cambieremo il nostro essere perché vogliamo che lui, Nostro Padre, sia orgoglioso di noi e lo dimostreremo perché cominceremo a seguire gli insegnamenti di Gesù. Facendo così manifesteremo al Signore quanto lo amiamo perché non saremo più semplici Uditori della Parola, ma Facitori perché chi ci sta intorno vedrà la nostra trasformazione. Diveniamo come argilla, nelle mani del Signore e lui ci renderà vasi ad onore riempendoci del suo Spirito e della sua Benedizione. Così come specchi rifletteremo la luce di Gesù dove ci sono tenebre e come fuoco riscalderemo i cuori freddi con l’Amore di Gesù che è in noi.
 
Fr. F. Scozzola

In un momento in cui le false notizie, e i falsi segni vengono pubblicati, diffusi spesso nei social network, televisioni e giornali, ci si chiede ormai cosa sia la verità, cosa distingue una menzogna dalla realtà? Da Giovanni 38  Pilato gli chiese: «Che cosa è verità? Anche Pilato sentendo il Signore affermare che la sua venuta era a dare conferma della verità, si chiese cosa fosse verità... Oggi la Chiesa è spaccata, ognuno ha dato retta ad una verità personale, ad un concetto, ad un pensiero, che spesso non coincide minimamente con la verità di cui era portatore Gesù Cristo uomo. 
Oggi chiediti, cosa è verità? Ricorda le Parole di Cristo Gesù, Io sono la via, Io sono la Verità, io sono la vita. Quel grande Dio è venuto, facendosi carne, per salvare e liberare il mondo dalla corruzione, quale verità più grande ci è stata rivelata!? Per cui abbandonando le fake news e i pensieri inutili, ritorniamo a quella verità assoluta della predicazione della Croce. 
 
Rifletti, cosa è verità?
 
Fr. M. Cancemi