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Thu, Jul

"Lascia il soverchio" - Esodo 13; 1-33

Chiesa di Capaci
Dio è l'unico che conosce i nostri reali bisogni e le nostre necessità, ed Egli come dice nella Sua parola che come veste i gigli nei campi o come nutre gli uccelli dei cieli(matteo 6; 25-26) ancor di più farà con noi che siamo suoi figli  eppure spesso non ci accontentiamo di ciò che abbiamo e vogliamo sempre di più e quando il Signore ce lo consente continuiamo a non accontentarci e cerchiamo sempre e incessantemente di avere di più...in quel tempo il popolo di Israele si lamentava con Mosè perché pensava di non aver di che mangiare rammentanto e desiderando magari quello che avevano quando erano sotto schiavitù e dimenticando il fatto che Dio li aveva resi invece liberi,eppure L'Eterno nel suo grande amore accontentò il popolo mandando loro non solo la manna dal cielo ma anche le quaglie, ordinando soltanto che ne prendessero lo stretto indispensabile per il loro nutrimento e di coloro che erano nella stessa tenta con loro ogni giorno,ma non contenti molti di loro prendevano più di quello che avevano bisogno senza però poterlo consumare perché diventava putrido disubbidendo dunque al comando di Dio.
Non cerchiamo allora di avere ciò di cui non abbiamo di bisogno perché non ci servirebbe a nulla anzi molte volte questi desideri ci allontanano dalla presenza di Dio alimentando appunto i desideri della carne e non e quelle dello spirito,piuttosto stiamo tranquilli perché Dio stesso non ci farà mancare mai niente ma sforziamoci invece di abbondare in preghiere lodi e adorazioni e cosi vedremo quanto Dio abbonderá noi di benedizioni e tutto quello di cui avremo bisogno ci verrá sovraggiunto(matteo 6; 33)e non solo nel materiale ma cercando Dio sopra ogni cosa ci ricaveremo un tesoro in cielo dove dice la stessa scrittura che la tignola e la ruggine non la consumeranno giammai(matteo 6; 19-20)
 
Fr. A. Anselmo

Achab fu Re d’Israele. Achab era Re del popolo di Dio, il popolo che Dio ama, quindi un popolo da lui benedetto e destinato ad avere vittorie e prosperità. Achab era destinato a raggiungere vittorie ed onore, ma  a causa del suo carattere debole e manipolabile, si fece influenzare dalla moglie Jezebel a fare tutto ciò che è male agli occhi del Signore. Quale fu il risultato del suo comportamento scellerato? La rovina totale della sua vita e del suo regno. “ Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Geremia 1:5) Amici miei il Signore, prima che noi nasciamo, ci ha stabiliti suoi profeti per portare la sua Parola, trasmettere Amore al prossimo, ed avere autorità contro il nemico. Eppure siamo capaci di farci influenzare dall’avversario, che si presente in veste di agnello ( Ora, guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Matteo 7:15), come un amico/a, un fratello o sorella, fidanzato/a, moglie o marito, chiunque persona della quale carnalmente ci fidiamo, ma che ci manipolano la mente facendoci credere che ciò che facciamo per il Signore è tempo sprecato e che i piaceri del mondo sono più gustosi di una vita che ha fondamento nell’amore e negli insegnamenti di Gesù Cristo. E questa nostra mancanza di carattere sottomesso all’autorità di Dio non farà altro che provocare i nostri insuccessi e deludere ogni buon proposito che il Signore aveva preparato per noi. Siamo a noi a determinare il nostro successo, preghiamo il Signore affinché ci riempia di Spirito santo per avere discernimento da ciò che è nella sua volontà o no. Affidiamo il nostro essere al Signore, rafforziamo il nostro carattere nella Sua Parola, non facciamoci tentare dai piaceri del mondo che a Dio dispiacciono. Non scendiamo a compromessi e il Signore ci premierà realizzando ogni nostro progetto perché lui si compiace quando un suo figlio vive mette in pratica gli insegnamenti di Gesù Cristo.
 
Fr. Francesco Scozzola

"Metterò quel terzo nel fuoco,lo raffinerò come si raffina l'argento,lo proverò come si prova l'oro".

Spesso ci troviamo in situazioni difficili dove cerchiamo a tutti i costi una via d'uscita senza però avere risultati e ci demoralizziamo perché pensiamo che Dio ci abbia abbandonato e non ascolti più le nostre preghiere ma in realtà non è così amico o amica che stai leggendo perché Dio nel suo silenzio invece sta lavorando e lo sta facendo nella tua vita affinché tramite la tua prova e la tua afflizione che rappresenta il fuoco egli ti possa raffinare per farti poi uscire da quella fornace più forte e più puro di prima, e lo sta facendo non perché si compiaccia nel vederci soffrire ma perché vuole ammodellarci ed ammaestrarci per renderci idonei ad ereditare il Suo regno, puri come quell'oro che passato per il fuoco finalmente è pronto per diventare una preziosa corona.

Dio ci ama di un amore eterno e come ci ha mandato la prova altresì ci darà il mezzo per superarla (giobbe 5;18) e non solo perché quei versi continuano dicendo;
"Essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò;
io dirò: "È il mio popolo!",ed esso dirà: "Il SIGNORE è il mio Dio!"
 
Ecco che adesso non solo Dio ci farà uscire dalla prova ma Dio ascolterà le nostre preghiere fatte stavolta con un cuore puro e le esaudirá perché noi adesso apparteniamo a Lui ed egli da buon padre ci darà ciò che il nostro cuore spera....
 
Fr. Tony Anselmo

La vita è fatta di molteplici esperienze di momenti differenti, di avvenimenti, di stagioni che ruotano , nulla resta per sempre e ciò che oggi sembra impossibile domani sarà tuo. Nella Parola di Dio troviamo scritto che per ogni cosa c'e la sua stagione, e c è un tempo per ogni cosa sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato  ...(Ecclesiaste 3:1:2). Per ciascun situazione  c è fissato un tempo che ne stabilisce il valore, l 'utilità, l ' opportunità.  Il mio primo figlio non è arrivato subito e quando pregavo il Signore Gesù mi rispondeva sempre " ogni cosa a suo tempo , ogni cosa a suo tempo." I tempi nostri non sono i tempi d Dio, il Signore Gesù ha dei piani meravigliosi per ognuno di noi. Dobbiamo solo aspettare con Fede e confidare in Lui perché le promesse di Dio sono " Si e amen.


Sr. Carmela Coppola    

Quanti di noi si sono trovati in situazioni o difficoltà, dalle quali non avremmo voluto né vedere né attraversare. Circostanze a noi anguste, che ci sarebbe piaciuto vedere solo dal di fuori e no esserci dentro. Eppure il Signore prima che trasformi queste circostanze in condizioni a noi favorevole, lui le usa per cambiare noi. Lui ha promesso di liberarci dalle tribolazioni, ma il modo e soprattutto i tempi non sono come noi li vorremmo, ma come il Signore vuole, perché solo lui sa cosa è giusto per noi. Dio tramite l’apostolo Paolo assicura:” Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio” (Romani 8:28). Se noi Amiamo veramente il Signore, e lo abbiamo messo al primo posto nella nostra vita, allora avremo quella Fede che con lui, qualsiasi sarà la tempesta, tutto andrà come lui ha pianificato per noi. Il Signore ci ha promesso che quando attraverseremo le acque, i fiumi, in mezzo al fuoco, nulla ci accadrà (Isaia 43:2). Il Signore non ha promesso, che né staremo fuori, ma che saremo dentro le tribolazioni e le sofferenze, e che con lui li attraverseremo e ne usciremo vincitori. Perché noi siamo preziosi ai suoi occhi e lui ci Ama (Isaia 43:4). Lui desidera che tramite le prove, diveniamo dei veri imitatori di Gesù e lui ci darà la forza per attraversa ogni affanno creata dal nemico, per farci arrendere. Amici miei, ogni prova che avremo di fronte, non ci scoraggiamo, ma abbiamo Fede in Dio, perché è tramite la Fede che il Signore potrà operare in noi e farci attraversare ogni problema. Il Popolo di Dio ha dovuto attraversare il mar Rosso per raggiungere la Terra Promessa, attraversò il fiume Giordano per conquistare Gerico. Ogni volta che Dio ci permette di attraversare una difficoltà, noi troveremo vittoria. Fratello e sorella, dichiara che Gesù è il tuo Primo Amore, attendi i suoi tempi, sii paziente e abbi Fede in lui e il Signore quando attraverserai le esperienze che lui ha messo nel tuo cammino, ti guarderai indietro e lo ringrazierai per la forza che ti ha insegnato ad avere e per come ha cambiato la tua vita, da semplice uomo a un vero figlio di Dio, con la certezza che ogni cosa con lui coopera al bene.
 
Francesco Scozzola

Giudici6:13  Gedeone gli rispose: «Signore mio, se l'Eterno è con noi, perché mai ci è avvenuto tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato dicendo: "Non ci fece l'Eterno uscire dall'Egitto?". Ma ora l'Eterno ci ha abbandonato e ci ha dato nelle mani di Madian».14  Allora l'Eterno si volse a lui e gli disse: «Va' con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian. Non sono io che ti mando?».
 
In questo passo Gedeone, chiedeva a Dio il perché della sua attuale condizione. La stessa domanda che, nell'afflizione, ognuno di noi ha posto al Signore. Ma quest'uomo, non si rese conto di una cosa fondamentale:il male di cui cercava comprensione presso Dio, era frutto di un errore umano. E molto, se non troppo spesso, non ci rendiamo conto di come il male che subiamo, sia in realtà il frutto di un nostro passo falso. E ciò ricorda le parole di Gesù, il quale disse:"chi è causa del suo male, pianga sé stesso". Madian, era il popolo che assediava Israele al tempo di Gedeone. E anche il popolo di Moab, fu una delle spine costanti nel fianco del popolo di Dio. Questi popoli, prendono i nomi dai loro capostipiti: Moab, figlio di Lot e della sua figlia maggiore, e Madian, figlio di Abrahamo e la sua serva Ketura. Da queste unioni, che non erano nel/e secondo il cuore di Dio, quindi dagli errori di Abrahamo e di Lot, vennero fuori due popoli avversi. Moab significa "che viene fuori dal padre", ma un padre carnale i cui frutti sono carnalità, e Madian significa "giudizio", e i due chiudono un cerchio perfettamente letale. Sì, ciò che è dalla carne, è inimicizia verso Dio, e ciò sfocia nel Giudizio. Ma l'infinita bontà del Signore va oltre i nostri limiti:sia che il peccato sia stato involontario, come nel caso di Lot, che era ebbro di vino, o volontario come nel caso di Abrahamo, il Signore è pronto a trasformare le conseguenze del tuo male in un bene, nel mezzo che paradossalmente ti riporterà a Lui. Madian, frutto del male di Abrahamo, quindi di Israele, venne da Dio usato per richiamare il suo popolo a Sé. Se oggi le conseguenze del tuo passato bussano alla porta, rallegrati: il Signore sta mutando la maledizione in benedizione a tuo favore. Soltanto, ritorna a Lui con tutto il tuo cuore.
E il Signore, che è buono, ti darà il tuo stesso male nelle tue mani per vincerlo.
 
 Fr. Gioele D'Anna

Svegliarsi la mattina, lavarsi, correre a lavoro, a scuola, stare a casa ad occuparci delle faccende domestiche, essere stressati dai vari impegni, tornare a casa, cenare, forse vedere un film e poi a letto e l’indomani un altro giorno pesante. E il tempo per Dio? Il Signore ci parla di continuo, ma il mettere a primo posto la nostra vita frenetica, crea un rumore così assordante che non riusciamo a sentirlo. Il Signore ci dice che:” Per ogni cosa c’è la sua stagione, e c’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo” (Ecclesiaste 3:1). Dio vuole che viviamo la nostra vita, dando a loro il tempo giusto, ma al primo posto in ogni nostro attimo di vita deve essere dato a lui, ogni progetto che metteremo nelle sue mani si realizzerà nella sua volontà. Non diventiamo sordi dal rumore delle nostre faccende, ma ascoltiamo la Parola di Dio, impariamo a restare in silenzio e ascoltare la sua dolce voce. Quando preghiamo il Signore, chiediamogli ciò che il nostro cuore brama con vera Fede, avendo la certezza che lui la realizzerà e poi stiamo in silenzio, in piena comunione con lui, annullando qualsiasi rumore che provenga dai nostri pensieri, e sentiremo la sua voce, una risposta nella sua Parola. Il Signore ci ama talmente tanto che non lascia i suoi figli senza una risposta, nessuna preghiera sincera è ignorata, ma basta non fare rumore e aguzzare il nostro udito alla sua voce. Se non abbiamo risposta, non ci abbattiamo, ma perseveriamo nella preghiera perché Dio ha il suo tempo per l’adempimento del suo proposito. Ogni cosa sotto questo cielo ha il suo tempo e i tempi del Signore sono perfetti. Amico e Amica non ti preoccupare e non ti angosciare per le cose della vita, ma fai come Maria che ha scelto ciò che e necessario, la parte migliore che non gli verrà mai tolta (Luca 10 41:42), accettare Gesù nel proprio cuore e ascoltare la sua Parola che è Parola di vita eterna. Dai tempo a Dio e sentirai la sua risposta alle tue preghiere.
 
Francesco Scozzola

Fin da piccolo aiutavo mio nonno a zappare la terra, e credetemi che non è cosi semplice. E mi sono sempre chiesto quale forza ci volesse per tenere un aratro ben saldo, anche se aiutato dai buoi, per sollevare le zolle di terra. La risposta è semplice: tenere ben saldo l’aratro, guardare sempre avanti e non distrarsi un minuto. Quando accettiamo Gesù nella nostra vita, prendiamo in mano il suo aratro, facendo la sua volontà, per ereditare il Regno di Dio. Sembra un lavoro difficile, ma basta avere sempre lo sguardo fisso su di lui e rimanere concentrati nell’ascoltare la sua Parola e se gli diamo il nostro cuore e faremo la sua volontà ed avremo piena comunione in lui, quell’aratro lo spingeremo con leggerezza e felicità, perché lo stesso Gesù ha detto che:” il suo giogo è dolce e il suo peso è leggero” (Matteo 11 29:30). Ma se non siamo fermi nella sua Parola, succederà che ci distrarremo e il nostro aratro non lavorerà più bene, perché saremo distratti dal nostro passato, dal nostro vecchio IO che non solo ci ostacolerà, ma farà ritardare le promesse del Signore che diverranno sempre più irraggiungibili. Amico e Amica, con Gesù diveniamo creature nuove, abbandoniamo il nostro passato, non guardiamo indietro facendo la fine della moglie di Lot che perse la sua vita divenendo una statua di sale, solo per la nostalgia di ciò che stava lasciando (Genesi 19:26). Accettando Gesù nella nostra vita, decideremo di abbandonare la nostra vecchia vita per diventare figli di Dio. Così, non solo avremo l’onore di servire il Signore, ma fisseremo lo sguardo alle sue promesse e ogni cosa che chiederemo con Fede lui là realizzerà, perché Dio ci ama e premia i suoi figli che prendono in mano il suo aratro e diventano operai della sua mèsse.
 
Francesco Scozzola

Essendo stato un grande appassionato di film, rimanevo sempre in suspense e pieno di adrenalina in quei film dove il protagonista gli capitava qualsiasi cosa, ma anche se ferito, ridotto allo stremo, non moriva mai, anzi né usciva vittorioso ad ogni scontro sembrando invincibile e immortale. Invece nella vita cristiana ci sono credenti che fanno vedere di essere pieni di fede e passione per il Signore, ma appena vengono attaccati dall’insidie del nemico vogliono lasciare tutto. Ma perché succede questo? Se un albero ha radici forti e profonde, sarà impossibile sradicarlo, perché le sue radici sono ben affondate in un terreno forte, e la sua vera forza non è nella sua maestosità, ma nella robustezza delle sue radici. Lo stesso è per ogni figlio di Dio. La nostra forza fratelli e sorelle non è in come appaiamo in chiesa o nella vita di tutti i giorni, ma se le nostre radici sono ben saldate nel terreno buono, perché è in quel terreno che il seme, cioè la Parola di Dio, può essere coltivata, per farci crescere e portare frutto. Si cari nel Signore, noi siamo stati chiamati da Gesù a portare frutti (Giovanni 15:16), i frutti dello Spirito Santo (Galati 5:22). E se l’avversario ci attaccherà per indebolirci per poi sradicarci? Il Signore parlò tramite il profeta Isaia dicendoci: “Nessun’arma fabbricata contro di te avrà successo e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai…” (Isaia 54:17). Amico, amica, accettiamo Gesù nel nostro cuore, e affondiamo le radici del nostro cuore nel suo Amore, che è il terreno buono e vedrai che crescerai forte e robusto e nessuna tempesta, prova o tribolazione, potrà farti cadere, perché siamo saldi in lui, che proprio tramite il suo sacrificio ci ha dato la redenzione dei nostri peccati, la promessa di vita eterna e l’onore di essere suoi imitatori, nel portare la sua Parola ed essere vincitori contro ogni insidia del nemico (Marco 16 15:18).
 
Francesco Scozzola

Molti cristiani quando attraversano dei momenti difficili nella loro vita, non vanno in chiesa, non leggono la Bibbia, non sentono il bisogno di pregare o non riescono a pregare. Se la prendono con Dio, pensano che Dio non si preoccupa dei loro bisogni personali. La Parola ci racconta di persone che si sono trovate nella stessa situazione. Come per esempio il profeta Geremia che attraversò un periodo in cui Dio sembrava essere suo nemico  (Lamentazioni 3:8)" Anche quando grido e chiedo aiuto a gran voce, Egli rifiuta di ascoltare la mia preghiera." Si sentiva come se Dio gli stesse dando la caccia. (Lamentazioni 3:10)"Egli è stato per me come  un orso in agguato, come un leone in luoghi nascosti." (Lamentazioni 3:12) "Ha atteso il suo arco e mi ha fatto il bersaglio delle sue frecce." "Eppure, nonostante il suo dolore Geremia disse:"Questo  voglio richiamare alla mente perciò voglio sperare. L Eterno è buono con quelli che sperano in Lui, con l'anima che lo cerca." (Lamentazioni 3:21-26). Se Dio ti sembra così lontano, anche se ti sei affidato a Lui e hai cercato di fare la Sua volontà... non disperati. Se ti senti nel tunnel dello scoraggiamento, nella delusione...continua a camminare verso la luce, prega e parla con Dio, sforzati di leggere la Sua Parola "Perché la sua ira dura solo un momento, ma la Sua benignità dura tutta la vita."
 
Fr. P. Coppola

Lc 9:23  Poi disse a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.
 
Il testo base del seguente pensiero, sembra esulare dalla tematica proposta. Quale potrebbe essere il nesso tra i due? È molto semplice. In ogni cosa, il Maestro ci invita a imparare da Lui personalmente. La Parola, ci dice che Egli per primo "rinnegò" sé stesso, prendendo forma d'uomo. E perché questa azione venne compiuta? Affinché, morendo come uomo sulla croce, facendosi carico dei nostri peccati, il perdono potesse esserci elargito, a scanso della morte. Ecco il nesso. Spesso pensiamo che rinnegare sé stessi equivalga ad una perdita della propria libertà, in vista del servizio a Dio, il non avere più tempo per..., ma se il perdono, che appartiene a Dio, non è in noi, essenza del suo Amore, la qualità del nostro servizio quale sarà? Evidentemente, non abbiamo preso la croce con noi ogni giorno, secondo quella perseveranza tipificata dalla risposta di Gesù quando invitò Pietro a perdonare "settanta volte sette", e non abbiamo rinnegato noi stessi, il nostro orgoglio e le nostre radici di amarezza, che portano frutti contrari, che limitano la benedizione di Dio nella nostra e quindi nell'altrui vita. Possiamo sin da ora imparare a perdonare in tal senso seguitando Cristo, il Giusto che morì per gli ingiusti, il quale invece di affrancarsi dalla condanna per mezzo della sua potenza, esclamò sulla croce "Padre mio, perdona loro, perché essi non sanno quel che fanno". Dio ci benedica grandemente.
 
Fr. G. D'Anna

Dio è l'unico che conosce i nostri reali bisogni e le nostre necessità, ed Egli come dice nella Sua parola che come veste i gigli nei campi o come nutre gli uccelli dei cieli(matteo 6; 25-26) ancor di più farà con noi che siamo suoi figli  eppure spesso non ci accontentiamo di ciò che abbiamo e vogliamo sempre di più e quando il Signore ce lo consente continuiamo a non accontentarci e cerchiamo sempre e incessantemente di avere di più...in quel tempo il popolo di Israele si lamentava con Mosè perché pensava di non aver di che mangiare rammentanto e desiderando magari quello che avevano quando erano sotto schiavitù e dimenticando il fatto che Dio li aveva resi invece liberi,eppure L'Eterno nel suo grande amore accontentò il popolo mandando loro non solo la manna dal cielo ma anche le quaglie, ordinando soltanto che ne prendessero lo stretto indispensabile per il loro nutrimento e di coloro che erano nella stessa tenta con loro ogni giorno,ma non contenti molti di loro prendevano più di quello che avevano bisogno senza però poterlo consumare perché diventava putrido disubbidendo dunque al comando di Dio.
Non cerchiamo allora di avere ciò di cui non abbiamo di bisogno perché non ci servirebbe a nulla anzi molte volte questi desideri ci allontanano dalla presenza di Dio alimentando appunto i desideri della carne e non e quelle dello spirito,piuttosto stiamo tranquilli perché Dio stesso non ci farà mancare mai niente ma sforziamoci invece di abbondare in preghiere lodi e adorazioni e cosi vedremo quanto Dio abbonderá noi di benedizioni e tutto quello di cui avremo bisogno ci verrá sovraggiunto(matteo 6; 33)e non solo nel materiale ma cercando Dio sopra ogni cosa ci ricaveremo un tesoro in cielo dove dice la stessa scrittura che la tignola e la ruggine non la consumeranno giammai(matteo 6; 19-20)
 
Fr. A. Anselmo

 Il Signore è il mio pastore e nulla mi mancherà" quante volte abbiamo letto e riletto questo versetto del salmo 23 considerato uno dei più bellissimi salmi della Parola di Dio e tante volte soprattutto nel mondo evangelico è recitato dando ristoro e consolazione ai cuori che credono, e soffermandoci soltanto a questo primo verso possiamo già trovare una delle grande certezze, si perché Dio ci dice che "nulla ci mancherà"
un pastore che cura un gregge di pecore si alza di buon mattino,porta le sue pecore al pascolo,le fa abbeverare,le tosa e se qualcuna si perde va a cercarla fin quando non l'ha trovata e alla fine della giornata li riporta al sicuro all'ovile dove li riposano per l'indomani ricominciare nuovamente..ecco allora che queste pecore hanno tutte le cure e le attenzioni di cui hanno bisogno perciò non gli manca nulla,cosi allo stesso modo anche Dio fa lo stesso con noi se decidiamo di dimorare nel Suo ovile,si perché Dio ci chiama e far parte del suo gregge e in quel momento che abbiamo accolto la Sua chiamata ecco che,  come quelle pecore, anche noi saremo curate a pieno dalla sua mano e nulla ma proprio nulla ci farà mancare perché Egli sazierá la nostra fame con il Suo immenso amore e disseterá la nostra sete con la Sua Parola che è fonte D'acqua vita per le nostre anime.
Allora caro amico o amica che stai leggendo queste righe se ancora ti senti smarrito/a lasciati trovare da Gesù e Lui una volta trovato/a ti farà riposare in verdeggianti pascoli e ti condurrà in sentieri di giustizia dandoti tutto ciò di cui avrai bisogno e sai perché? perché se riconosceremo che Gesù è il nostro pastore allora NULLA CI MANCHERÀ..
Fr A. ANSELMO