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Wed, Feb

Badate di ascoltare colui che vi parla ...

Chiesa di Capaci

fulmini Che delusione oggi in giro per il mondo. Troppe persone indaffarate a pensare a se. Qualche giorno fa, vedevo un video caricato su you tube, di un bimbo in Cina, travolto da una macchina e lasciato esangue a terra, mentre i passanti si affrettavano a sbrigarsi a togliersi dalla zona ....

Badate di non rifiutare di ascoltare colui che vi parla…

Oggi troppe persone cercano la realizzazione soltanto dei propri desideri e dei propri pensieri. Non esiste più, o, quantomeno si va progressivamente sgretolando, ogni idea di progetto comune. Ecco perché la famiglia viene meno,…. Si pensa troppo a se stessi e non si è più disposti a pensare al bene della moglie o dei figli, o dei parenti in senso lato. Viene meno la stessa idea della Nazione, il senso patriottico di essere una etnia in senso vero e proprio! Se in Italia oggi ci si dibatte per vedere come potere recuperare la frode è soltanto perché in realtà sia dalla parte dei frodati che dei frodatori impera il principio della soddisfazione personale. Lo Stato pretende il “suo” nonostante abbia di fronte un interlocutore ormai in miseria, e non vuole sentire ragioni. Colui che evade, avendo la possibilità di pagare le tasse, lo fa perché cerca la propria soddisfazione ancorchè l’idea che quelle tasse potrebbero aiutare chi sta peggio di lui. Ci si rifugia nell’idea che tutti sono ladri e che tutti, dal Presidente della Repubblica all’ultimo nato italiano abbiano diciamo “scheletri nell’armadio”. Come possiamo allora uscire dal baratro?

La Parola del Signore ci avverte da sempre che vi è un profondo bisogno, una profonda necessità di ritornare al primiero amore. Di ritornare ad ascoltare il nostro prossimo.

Ora ascoltare significa fondamentalmente avere e prestare attenzione a quello che ci viene detto. Significa interagire in modo positivo con le problematiche che ci vengono poste. Significa non pensare di imporre le proprie idee ancorché siano corrette, ma piuttosto di condividere il sentimento che era in Cristo, di amarci gli uni e gli altri come Lui ha amato noi. Amici cari, Giacomo 1:19 per noi deve essere un monito. Bisogna ascoltare. Si, capire, sforzarsi di comprendere le necessità degli altri, e non essere pronti a riempirli di chiacchere, ma semmai di agire. Ai versi seguenti, sempre del libro di Giacomo 1 infatti la Parola di Dio scrive: “siate esecutori e non ascoltatori della Parola”. Chi ascolta la Parola senza metterla in pratica diventa come uno che guarda la sua immagine riflessa nello specchio. Quando se ne allontana, la sua immagine gli viene dietro. Cosi, chi va in Chiesa soltanto per ascoltare senza avere o sentire la necessita di ascoltare a sua volta gli altri ed aiutarli nei loro bisogni, appena mette un piede fuori dalla Casa del Signore, non ricorda più nulla, tutto diventa nuovamente com’era prima di andare in Chiesa.

Chi vuole fare la volontà di Dio, invece, deve imparare da Cristo. Deve imitarlo. Si, bisogna imitare Cristo, ma secondo degli aspetti che Lui stesso ci ha indicati. Non dobbiamo imitarne la Sua santità: falliremmo al primo tentativo, impossibile per chiunque! Dobbiamo certamente ritrarci dal male, ma non pensiamo che possiamo riuscirci pienamente: possiamo soltanto tentare. E, nel nostro tentativo guai a noi se giudichiamo chi cade sotto i colpi del nemico… Bisogna imitarlo nella sua umiltà e nella sua mansuetudine. Umiltà perché Egli si umiliò e anche noi dobbiamo umiliarci sotto la potente mano di Dio perché Egli ci innalzi a Suo tempo. Umiliarci perché dobbiamo diventare servi dei nostri fratelli. Egli fu mansueto e anche noi dobbiamo esserlo. Dobbiamo essere lenti all’ira, perché l’ira dell’uomo non ha nulla a che fare con la giustizia di Dio. Chi allora abbraccia la legge perfetta, (Giacomo 1:19 e segg) abbraccia la vera e unica legge che importa, quella della libertà. Se noi siamo liberi lo siamo per virtù di Cristo e del Suo Spirito che ci ha reso liberi. Ecco il segreto del Cristiano: si riassume in un libro di pochissime parole, anzi di una sola Parola: Amore. Si, perché la legge perfetta è la Parola di Dio, e la Parola di Dio è Cristo. E Cristo è amore.

Dio vi benedica

Pastore Gabriele Paolini

Ciò che conosciamo ci stufa. E ci spinge a guardare oltre o ad altri lidi. Succede con la nostra macchina vecchia, con il nostro giaccone. Ma, peggio ancora, succede anche con le persone che amiamo e, peggio, con il Signore.
La routine, il tran tran quotidiano soffocano la tua vita e ti senti oppresso dalle circostanze. Chi ti darebbe torto? Ma la vera soluzione quale è? Accondiscendere ad improvvisati rimedi per guadagnarsi una emozione passeggera, ovvero comprendere che ciò che si ama non tradisce e parla sempre per il nostro bene? Molto spesso preferiamo andare a trovare la novità piuttosto che il solito sermone ritrito della nostra chiesa abitudinaria. Abbiamo bisogno di qualcosa di diverso. E alla fine troviamo soltanto un mucchio di polvere. tale fu la sensazione di Dio quando vedeva il Suo popolo rifugiarsi sotto il Faraone piuttosto che resistere nelle Sue vie. Ma alla fine il Faraone cercava soltanto di speculare sul popolo di Dio. Al contrario Dio ha messo la Sua vita per noi.
Non voglio emozionarmi. Voglio amare. E l'Egitto non può far per me allora. Solo Dio mi ama. E lo fa con un amore smisurato. Un amore che implica anche correzione ma che ha come unico obiettivo la vita eterna.

Isaia 30:2 Che vanno giù in Egitto senza aver consultato la mia bocca, per rifugiarsi sotto la protezione del faraone,e cercare riparo all'ombra dell'Egitto!

Pastore Gabriele

Ci sono tantissimi che promettono amore alla propria fidanzata. Ci sono tanti che si fermano ad avere rapporti senza concretizzare l'unione con la propria fidanzata. Ci sono pochi che vanno avanti in un percorso di fidanzamento ufficiale. Ci sono pochissimi che arrivano al matrimonio. Ma, amici miei, NESSUNO, dico NESSUNO, può davvero dire di amare per sempre, di essere sempre nel giusto e nel diritto matrimoniale, di esercitare benevolenza e amore. E dico, sia da parte dell'uomo che della donna...

Soltanto UNO può fare e può MANTENERE questa promessa meravigliosa.
Perché non ti ci fidanzi?

Osea 2:21 Ti farò mia sposa per sempre,ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,nella benevolenza e nell'amore. 

Pastore Gabriele

C'è stato un momento tale nella mia vita in cui sentivo un disperato bisogno di un aiuto per il presente. In questo momento Dio e PRESTO! Non domani non fra un mese, ma ADESSO!

Non sapevo cosa fare, chi chiamare, come pregare, come ottenere una risposta.

Non avevo un verso chiave nella Bibbia.

Questo è lo stato disperato in cui ero. E mentre sapevo che dovevo connettermi con la verità di Dio, onestamente non avevo idea di quanto Lui già mi stesse offrendo. Volevo semplicemente che piovesse "proprio in quel momento". Ma la Parola di Dio ci offre molto di più. La siccità del momento in cui viviamo è solo una attesa per una migliore fioritura. Le Scritture ci forniscono seme per il nostro futuro, oltre che benessere per il nostro presente.

Vediamo questa potente verità in Isaia 55. Queste immagine sull'acqua sarebbe sicuramente molto più significativa per Israele poiché erano molto più dipendenti dalla pioggia. L'acqua non era facilmente accessibile a loro come lo era per altre nazioni come gli egiziani con il fiume Nilo. Ma anche questo ha una spiegazione biblica importante. Il bisogno degli israeliti di dipendere da Dio per il sostentamento fisico e la soddisfazione sarebbe servito come un continuo promemoria del loro bisogno di dipendere anche da Lui spiritualmente e per il futuro.

Gli israeliti non avevano solo bisogno della pioggia per un sollievo immediato per se stessi o nutrimento per le loro piante, e dunque per il loro presente. La pioggia serve per un duplice scopo: consentire alle colture di prosperare in quell'anno per il cibo, oltre a consentire alle colture di produrre i semi necessari per il l'anno seguente. L'acqua ha fornito non solo sostentamento per il presente ma garanzia per il futuro.

Le Scritture, come la pioggia, ci portano nutrimento immediato per le nostre circostanze attuali (Salmo 19: 7-10), ma piantano anche semi per sostenerci in futuro. Dio vede già tutto ciò che arriva sulla nostra strada, e ciò significa che sa esattamente come iniziare a preparare i nostri cuori oggi. Se non abbiamo un Nilo accanto è solo perché noi dobbiamo soltanto abbeverarci dalla grazia di Dio. Non da ciò che l'uomo produce.

È qui che dobbiamo fare però un'importante distinzione tra piante e persone. Quando cade la pioggia, le piante si nutrono automaticamente, non c'è pianta riluttante all'acqua, o che possa impedire all'acqua di scendere nelle proprie radici. Noi, tuttavia, siamo abbastanza diversi. Nel nostro rapporto con Dio, rispondere e ricevere è nostra responsabilità. Dobbiamo scegliere di ricevere la Sua verità e la Sua grazia.

Se potessi tornare indietro e incoraggiare delicatamente il mio io più giovane in quella stagione disperata, questo è ciò che direi: Apri la Sua Parola, Gabriele. Aprila nei giorni in cui ne hai voglia e nei giorni in cui non sei sicuro di poterlo fare. Leggilo. Ricevilo. Lascialo immergere in profondità nella tua anima.

Alcuni giorni la Parola di Dio ci nutrirà immediatamente come il pane, e altri giorni potrebbe sembrare più come trattenersi sui semi. Parole che potremmo non capire perché ne abbiamo ancora bisogno, ma che dovrebbero comunque essere depositate nei nostri cuori in modo che possano crescere.

Essere nella Parola di Dio è più vitale di quanto possiamo iniziare a conoscere, sia per i nostri giorni che per i nostri domani.

Pastore Gabriele

Ci sono cose che possiamo far da seduti e cose che necessariamente richiedono di stare in piedi. Nella nostra vita quotidiana, non abbiamo altre scelte. Nello spirito, la posizione che il cristiano predilige e deve ricercare è ben diversa: stare in ginocchio. Stare in ginocchio equivale a stare in sottomissione, in arresa. E, come credenti, dobbiamo restare in sottomissione e arrenderci del continuo al Signore.Il profeta Ezechiele era in ginocchio e stava aspettando la manifestazione della potenza di Dio. Ma succede qualcosa che merita tutta la nostra attenzione. Dio gli comanda di stare in piedi. Perché? Cosa sta succedendo? È giusto aspettare il Signore in ginocchio, ma, nel momento in cui Egli ci parlerà, la Sua istruzione sarà quella di combattere NON di restare seduti ad aspettare. Troppi credenti oggi stanno seduti. Hanno o credono di avere ricevuto qualcosa da parte del Signore, ma sono spenti. Non sono attivi. Aspettano non si sa bene cosa e quale evento nella Chiesa per battere le mani e mettere una offerta. Ma Dio va ben oltre e ben al di là. ti ha chiamato a combattere. E, per combattere devi stare in piedi. il nemico verrà contro di te e tu non puoi attendere oltre. Tu mi dirai di non sentirti pronto. E ci può stare, ma leggi bene questi versi della Parola che ti sto proponendo. Pensi che Ezechiele fosse più pronto di te? O forse Geremia? In ciò che leggiamo vediamo che Ezechiele sembra quasi riluttante ad obbedire alla voce di Dio e non certo perché non aveva compreso. Probabilmente non si sentiva pronto. Sentiva il grande peso e la grande responsabilità. Ma al verso 2 interviene Dio che lo prese con il Suo Spirito e lo fece alzare. Lasciati prendere dallo Spirito. Ed Egli ti sovverrà con sospiri ineffabili conducendoti di vittoria in vittoria.

Pastore Gabriele

Penso di aver ascoltato le parole del Salmo 30:5 per tantissime occasioni. L'ho sentito proclamato con forte convinzione dal pulpito e l'ho ascoltato intonato nelle melodie degli inni. Non c'è forse nessun altro salmo che offra tanta speranza fedele e benedetta sicurezza come questa: "Il pianto può durare per una notte, ma la gioia viene al mattino".
Avevo sempre capito che "mattina" era l'alba che Dio invia dopo la notte della nostra sofferenza. Avevo intuito che la notte era una metafora per il periodo buio che sto vivendo... Credevo che la gioia sarebbe sicuramente arrivata quando sarebbe apparsa la luce del giorno e finalmente potevamo vedere la nostra via d'uscita dalle trepidazioni e dalle tribolazioni della notte. Poi, a tarda notte, ricevo una chiamata e quando ho risposto al telefono, il chiamante mi ha detto: "Buongiorno". Ho guardato l'orologio ed erano le 12:07. Mi è venuto in mente all'improvviso quella mattina che arriva per la maggior parte di noi non all'alba, ma di notte. Mentre ancora siamo nella prova già Dio è all'opera per noi.E poiché la gioia arriva al mattino, la gioia deve arrivare quando ci rendiamo conto che il nostro nuovo giorno sorge di notte. La gioia arriva quando comprendiamo e crediamo che tempi disperati e situazioni difficili non possano impedire l'adempimento della promessa e del progresso di Dio nella nostra vita. La gioia arriva quando celebriamo il fatto che anche di notte Dio ci sta spingendo verso giorni migliori.
Anche se la mia luce del giorno potrebbe non essere ancora apparsa, ora mi sposto a pronunciare gioiosamente a me stesso e agli altri: "Buongiorno!"

Pastore Gabriele

È frustrante desiderare qualcosa - una soluzione, una posizione lavorativa, un'esperienza, una relazione o il possesso di un oggetto- ma sentire il Signore dire "no" o "non ora". Ci rimaniamo male. Noi vorremmo con tutte le nostre forze quello che chiediamo e non averlo ci fa sentire come se il Signore non ci riuscisse a comprendere. Ma come, non capisce che ne ho davvero bisogno? Non vede che se non mi guarisce da quella malattia non ce la farò a vivere bene? E, senza volerlo, ci mettiamo in una posizione di superiorità rispetto a Dio come se volessimo comandare noi o dire noi quello che è più giusto fare.
Ciò è particolarmente difficile come cristiani in una cultura che ci dice che è possibile avere tutto ciò che vogliamo, se solo lavoreremo di più o ci sacrificheremo di più: la logica del consumismo e della società industriale. Questa convinzione fondamentale ha portato a tutti i tipi di angoscia, dal maniaco del lavoro allo sfruttamento e alla disonestà. Non importa come, insomma, ma andiamo avanti fintanto che otteniamo ciò che vogliamo.
Dio è Dio, ed opera su un piano superiore a noi ai nostri pensieri e alle nostre azioni. Vorremmo imporgli le nostre idee? Ma se noi stessi con la nostra cattiva abitudine alimentare e di comportamento ci autodistruggiamo? Chi fuma chi beve, chi si droga, chi mangia in modo sbagliato... e la lista potrebbe allungarsi in cose ancora più spiacevoli. Poi, però, a danno fatto, pretendiamo andare da Dio e dire a Lui cosa deve fare nei nostri confronti. Ma se la nostra stessa mente e coscienza non è stata in grado di salvare noi stessi come potrebbe pensare alle cose migliori per noi? Se oggi Dio dice no, tu rispondi "sia fatta la tua volontà". Ricorda che Dio opera per la salvezza della tua anima, e in funzione di quell'obiettivo che ogni cosa coopera al tuo bene. La nostra mente avida potrebbe farci pensare che avere 10.000 euro sul conto sarebbe meglio per noi, ma come possiamo sapere se quei soldi sarebbero poi un laccio per la nostra anima?
Il Faraone vedeva le cavallette infestare i campi di Egitto e voleva sbarazzarsene, arrivando pure a chiedere perdono a Dio e a dichiarare di volersi sottomettere, ma a grazia ricevuta il suo cuore ritornò come era prima.
La verità è che Dio non promette mai che avremo tutto ciò che vogliamo o che saremo sempre a nostro agio. In realtà, non ha nemmeno mai suggerito che ne avremo diritto. Invece, ciò che promette è di completare il lavoro che ha iniziato in noi: restaurare, ricostruire e renderci le persone che eravamo quando ci ha creato. Rispetto a ciò, che importanza hanno i nostri desideri terreni?

Pastore Gabriele

Oggi parliamo di un uomo, uno come tanti. Uno che ha la moglie, le proprietà, uno che è interessato soltanto al suo bene. Quando ci guadagna della protezione di Davide e dei suoi, non mette lingua e sembra disinteressarsi di ogni cosa... ma quando arriva il momento di dare in cambio, lui si ritira. E' la stessa storia che accade quotidianamente. Molti vivono la propria vita ignari di quanto e di come Dio li tenga in vita e li faccia prosperare, ma loro non hanno tempo per Dio, soltanto per il loro io. Quando poi arriva il momento di un guaio o di una afflizione, sono pronti a criticare Dio accusandolo di non avere compiuto il proprio dovere.
Qua regna un po la confusione: il dovere di Dio eè di salvare le nostre anime, quelle che sono eterne, non certo i nostri corpi che sono in disfacimento progressivo! Conosco la testimonianza di un lavoratore istancabile che lavorava ed era benvoluto ma che si disinteressava di Dio. Fino a che un brutto incidente lo paralizzò ad una sedia. Quando il Pastore lo andò a trovare, gliene disse di tutti i colori rimproverandolo della sua fede e di come Dio fosse sordo. Poi, pian piano, cominciò ad aprire il suo cuore a Dio e lo accettò davvero cambiando la sua vita. In punto di morte, convocò quel pastore e gli disse che era fortunato che Dio avesse permesso la frattura della sua schiena. Soltanto così si era piegato ad accettarlo e a vivere come un vero uomo.
Se guardi un cesellatore di un tappeto persiano lo vedrai lavorare sul rovescio del tappeto e non sarai mai in grado di apprezzare i suoi sforzi fino a quando il tappeto non sarà voltato verso il lato giusto.
Non seguire la tua malvagità: aspetta che Dio annodi la tua vita e la sconvolga per vedere lìopera d'arte che si nasconde in te.

Pastore Gabriele

La vita è fatta di scelte. Ogni scelta ha la sua importanza e produce una sua conseguenza nella nostra esistenza. Non possiamo ignorare che ciò che siamo oggi dipende strettamente da ciò che ieri abbiamo deciso di essere. E, se le conseguenze che viviamo non ci piacciono, dovremmo cercare di effettuare una scelta diversa prima che la nostra scelta ci uccida. In un bosco ci sono tanti alberi. E ogni albero ha la sua caratteristica e il suo giusto tipo di impiego. Non esiste un albero più bello e una meno bello. Esiste un albero con la legname più adatta a quello che dobbiamo fare e uno con la legname meno adatta. Se i cedri, gli elci e le quercie che abbiamo abbattuto riescono a portare avanti il giusto proposito di costruire nella nostra vita un tempio a Dio, allora siamo sulla scelta giusta. Tutto il resto non conta. Ecco allora che possiamo piantare dei pini e far si che domani qualcuno possa approfittare delle nostre scelte giuste di oggi. Fa la scelta giusta. Scegli Gesù nella tua vita edificandogli un tempio. Non te ne pentirai minimamente.

 

Pastore Gabriele

Pietro aveva fame. Avere fame è una sensazione comune a tanti di noi e ognuno risponde agli stimoli della fame, come a qualunque altro stimolo, in modo personale. C'è chi si limita, chi si abbuffa, chi mangia ciò che trova per prima senza riflettere. Pietro aveva fame. Ma stava aspettando. Aspettava chi stava cucinando per lui. Ma, mentre stava aspettando, ebbe una visione. Un secondo particolare degno di nota per noi è che PIetro si trovava sul tetto dell'abitazione dove era ospite. Detto così sembra tutto molto strano ma in quel tempo salire sul tetto e passare la giornata non era così insolito. Si saliva sul tetto per dormire, nelle sere di estate. Si saliva sul tetto per mangiare insieme agli ospiti. MA Pietro non fece nulla di ordinario: fu preso nello Spirito ed ebbe una visione. Non afferrò ciò che gli veniva prima per mangiare, ne fu avventato nel suo comportamento. Ma la visione doveva insegnargli qualcosa di grande e di importante. Nella visione vide che al suo stimolo sensoriale di fame gli venne opposta ogni sorta di carne che lui non poteva mangiare. E, nonostante la sua fame, si rattenne opponendosi a quello che vedeva. 
La lezione per Pietro è anche per noi oggi una grande lezione. Dio sfrutta anche i nostri sensi e i nostri stimoli per parlare con noi e farci comprendere qualcosa che a noi sfugge. Il piano della visione non era certo per tentare Pietro, ma per fargli comprendere che Dio ha reso ogni cosa pure e che dunque non doveva disprezzare ne trattare in maniera impari coloro che, come Cornelio, essendo reputato Gentili, non dovevano avere accesso a certe benedizioni divine.
Allo stesso modo, mio caro, spogliati della tua tradizione religiosa e del tuo modo di pensare e rivestiti dell'amore di Cristo per comprendere che ciò che Dio ha reso puro non lo rendi impuro con il tuo cervello.
 
Pastore Gabriele

Non si ripara ciò che è deformato. La riparazione non potrà mai far tornare il pezzo come era prima. Allo stesso modo nessuno di noi è in grado di cancellare i propri errori e misfatti. Possiamo soltanto cercare di non cadere più nello stesso tranello. E l'invito della Parola di Dio in ultima analisi è proprio questa: ritorna al tuo primo amore. Non ti fermare di fronte alle tue idee o delusioni. Non ti arrestare facendoti vincere da te stesso, ma ricorda che un vasaio pronto a raccogliere i cocci e a rimpastarti daccapo lo troverai sempre disponibile: Gesù. Torna al primo amore e non esitare, affinché peggio non ti avvenga.

 

Pastore Gabriele

 

Apocalisse 2:1-7

1 «All'angelo della chiesa di Efeso scrivi:
Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro:
2 "Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza; so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi. 3 So che hai costanza, hai sopportato molte cose per amor del mio nome e non ti sei stancato. 4 Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore. 5 Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi. 6 Tuttavia hai questo, che detesti le opere dei Nicolaiti, che anch'io detesto.
7 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò da mangiare dell'albero della vita, che è nel paradiso di Dio".

Durante una guerra, spesso vengono sparati missili e proiettili di ogni tipologia. Non credo sia necessario che si avvisi il soldato che, entrando in contatto con uno di essi sarà ferito o, peggio, potrà morire! Eppure quei pericoli sono ancora più pericolosi quando, cadendo al suolo, rimangono inesplosi e magari finiscono in profondità e per decenni non vengono neanche considerati. Poi, improvvisamente, vengono in superficie anche casualmente, per diventare molto più pericolosi. Avranno a che fare infatti, non con soldati esperti della materia, ma con uomini ignari del pericolo che stanno correndo. Allo stesso modo Paolo ci avverte nel libro degli Ebrei, che non dobbiamo mai lasciare che nessuna radice di amaritudine ci colga. Perché queste radici, nel tempo, possono distruggere ciò che si è costruito. Elimina ogni radice, il tempo è troppo breve e devi servire Dio.

Pastore Gabriele

Nei tempi antichi, il sale era un oggetto commerciale prezioso. Aveva un suo valore intrinseco. Il prezzo del sale era così alto durante il Medioevo che la gente a volte lo chiamava l'“oro bianco”. Nel ventesimo secolo, in Etiopia, la gente usava barre di sale da una libbra come valuta corrente. Gesù disse: "Voi siete il sale della terra", nel verso proposto di oggi. Cosa intendeva dire il Signore con questa metafora? Il sale, innanzitutto, è un condimento. I discepoli di Gesù hanno lo scopo di aggiungere un sapore in più al mondo insipido, che non sa di nulla. Inoltre, il sale è anche un conservante. Vivendo vite pure e influenzando coloro che li circondano, i veri discepoli di Cristo aiutano a preservare il mondo dal decadimento morale. Paolo esorta i cristiani ad avere una influenza positiva su coloro che li circondano, per essere buoni testimoni di Cristo, (Colossesi 4:5). E, per avere una influenza positiva su chi ci circonda, uno degli elementi fondamentali è il nostro comportamento e la nostra parola. Lo stesso Paolo infatti aggiunge dicendo che il nostro parlare deve essere condito con ... sale, (Colossesi 4:6). Parlare con grazia implica gentilezza, compassione e spirito di perdono nella nostra comunicazione con un'altra persona. Condire la nostra conversazione con il sale può significare usare il tatto cristiano, confortare e incoraggiare qualcuno che sta facendo del male e aromatizzare le nostre parole in modo che l'altra persona possa essere spinta a considerare la verità spirituale o imparare di più su Dio.

Pastore Gabriele