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Thu, Dec

Bibbia

  • Andate e ...

    Andate..... Oggi stavo guardando la TV con mia figlia e guardavamo un cartone dove un gruppo di fatine giravano intorno nella città ed con alcuni cori incitavano tutti coloro che sbagliavano e non riuscivano nelle loro incombenze quotidiane: magicamente, dopo quell’incoraggiamento canoro, tutti riuscivano nelle loro imprese.

    E cominciai a pensare che il cristiano salvato per grazia ha questo compito primario: andare in giro incoraggiando tutti coloro che nelle loro incombenze quotidiane non riescono ad arrivare a Dio....però proprio mentre pensavo questo mi rivolsi a mia moglie che nel frattempo aveva letto un passo nella Bibbia in Geremia capitolo 5 che all'inizio dice cosi: Andate per le strade di Gerusalemme...... E leggendo il capitolo dissi fra me e me: Geremia fu mandato a riprendere il popolo di Dio dal suo peccato e anche noi siamo chiamati ad andare nel mondo a proclamare la giustizia di Dio. Purtroppo nell'esprimere le verità è facile incorrere nell'errore di essere giudicati come accusatori dei nostri consimili, ma in realtà non è così. Dio si rivolge al popolo di Israele adirato perché in loro era manifesto a chi appartenevano, il quale davvero provvedeva in maniera soprannaturale hai loro bisogni eppure in momenti particolari della loro storia diventavano idolatri come se non avessero mai conosciuto l'Eterno.... E oggi? E’ cambiato qualcosa? Nominiamo Gesù facilmente, ci definiamo Cristiani, andiamo in chiesa e come mai restiamo sempre nelle stesse condizioni? Dimentichiamo con facilità i benefici di Dio e ci rivolgiamo con facilità ad altri dei, ma Dio ancora oggi dice: andate per le vie....perché il tempo è maturo. Tu che leggi sappi che non è un giudizio a morte, Dio manifesta il Suo Amore proprio nell'avvertire sempre prima il genere umano del male che sta venirgli addosso dovute alle proprie azioni, dovute al proprio allontanamento dal vero Dio. Gesù chiama e chiama a gran voce la Sua eredità perché il cuore e per raccogliere non disperdere, e il giudizio e sempre causato dalla: insensibilità di attendere alla volontà di Dio. Se anche sta sentendo questa voce alzati dalla condizione in cui ti trovi, qualsiasi essa sia, ed è tempo di andare incontro no ad una organizzazione religiosa o un movimento umano e tempo di ritornare al creatore, perché questa e la Sua promessa..... Sei il mio popolo, sul quale e invocato il mio nome si umilia e prega, cerca la mia faccia e torna indietro dalle Sue vie malvagie Io ascolterò dal cielo e perdonerò il suo peccato e guarirò il suo paese....Dio è fedele e non mancherà sicuramente di adempiere la Sua parola.

     

    Fratello Di Mattia Eliseo

  • Bibbia resiste al fuoco - Bible fireproof

    Un fuoco intenso ha bruciato una Chiesa. Questa chiesa si trova a Crothersville, in Indiana, e si chiama Lighthouse Tabernacle. L'edificio della sala culto ha cominciato a prendere fuoco con fiamme alte tre metri e il fuoco ha divorato tutto. O, almeno, i pompieri pensavano che il fuoco avesse divorato tutto se non che con grande loro sorpresa hanno trovato la Bibbia utilizzata nella predicazione perfettamente intatta. Charles Densford - CApo squadra dei vigili del fuoco impegnati nel recupero dell'edificio, ha dichiarato che "questa storia ha dell'incredibile". In effetti, diverse Bibbie nell'ufficio pastorale sono rimaste incredibilmente intatte. L'Evangelista Sam Stegall con il pastore Jerry Miles, non credono ai loro occhi. Dio è grande.

    Tratto da acocenter cristianos

     

    An intense flame has burned a church. This church locates in Crothersville, Indiana, and its name is Lighthouse Tabernacle. The building of the worshipp room started to be burned with three high meters flames and the fire has devoured everything. Or, at least, fireworkers thought fire has burned everything but with their great surprise they found out that the bible usually used for the sermon was in normal condition. Charles Denford - the chies fireworker involved in the restoring of the building, has declared that this story has got something of incredible. In effects, several Bibles in the pastoral office were found ouy to be incredibly saved from the fire. Evangelist Sam Stegall with the Pastor Jerry Miles, they do not believe to their eyes. God is great.

    Drawn from Acocenter cristianos

     




  • Casa fondata sulla Roccia

  • Conferme: il passaggio del deserto

    Un archeologo - il professore David Kennedy dell'Università della Western Australia, utilizzando la mappatura di Google earth per investigare aree del deserto sud arabico ha rivelato che c'è l'evidenza di strutture non visibili da terreno e che alcuni studiosi stanno cominciando a considerare come segni evidenti del passaggio del popolo israelita dal Sinai dopo aver lasciato l'Egitto.
    Lo stesso archeologo, che ha trascorso gli ultimi 40 anni della sua vita a esplorare zone laviche nel deserto giordano, aveva sospettato che nel deserto del Sud Arabia vi fossero altre zone simili, impedito nel studio a causa delle ristrettezze normative di accesso in queste zone.
    Il dottor David ha asserito che "noi solitamente pensiamo al deserto arabico come tale, mentre in pratica ci sono enormi tesori archeologici che devono essere ancora identificati e mappati. Non li scorgi dal terreno ma da un aereo o meglio ancora da un satellite appaiono così chiari e belli!".
    Il dottore David ha identificato 400 aree che possono essere viste come "porte" costruite da gente nomade almeno 2.000 anni fa. E in molti adesso sostengono questa scoperta come una prova del passaggio nel deserto sud arabico del popolo di Israele, anche per evidenti coincidenze fra la Parola stessa e alcuni luoghi raccontati dal narratore. Perfino Giuseppe Flavio, come storico sembra riferire strane coincidenze che fanno propendere per questa tesi.

  • Il Baratto

    Consideravo che… il baratto e’ una delle forme di commercio piu’ antiche consistente  nello scambio di un bene o di un servizio di ugual valore tra due soggetti ; riflettendo e leggendo la Bibbia trovo scritto :

    Matteo 16:26che darà l'uomo in iscambio dell'anima sua?

    ….vengo attratto da una tale scrittura ma come rispondere ad un tale quesito? Cosa posso “barattare”, ”scambiare” per aver garantita la salvezza dell’anima mia?? …e qui comincio a formulare  nella mia mente tante ipotesi comincio a pensare a delle probabili merci di scambio ….ma nessuna ha un valore consistente o equivalente  e paragonabile al sacrificio di Cristo ……non ci sono opere che possano garantire la salvezza dell’anima  (Efesini 2:8) ed anche se fossi ricco sfondato ed avrei guadagnato le ricchezze del mondo intero cio’ non mi servirebbe a nulla (Matteo 16:26)……allora mi fermo ….contemplo la grandezza del mio Dio …il prezzo del suo sacrificio …..che supera oro ed argento (I Pietro 1:18) e rimango sempre piu’ convinto di avere fatto il baratto piu’ semplice , migliore ed efficace ovvero quello di aver dato il mio cuore a Gesu’…(Proverbi 23:26) ……e se anche tu hai fatto questa scelta ……ecco ora il Re dei Re ed il Signore dei Signori del continuo ci sosterra’ e non verra’ mai meno alla sua promessa ….di essere sempre con noi !!

  • Introduzione alla Bibbia

    Un grande predicatore del Vangelo dichiarò una volta: Meglio una Bibbia nel cuore piuttosto che una Bibbia sullo scaffale. Quando venne interrogato sul motivo di questa sua affermazione, con molta calma replicò che la Parola di Dio, se posta al centro del proprio cuore, può non solo cambiare la tua vita, ma aiutarti a far si che la vita di chi viene in contatto con te sia cambiata. E’ uno studio introduttivo, quindi molto parziale, ma che sarà via via arricchito con il resto del materiale proposto.                 

  • La Bibbia dice - Bible tells

    Il Dr Scott Stripling, dal seminario biblico di KAty (Houston) in Texas, ha scavato nelle sabbie di Israele da 20 anni. Usando la bibbia come una guida adesso sta scavando in Shiloh, che si ritiene possa essere il vero luogo del tabernacolo. Fra i suoi più aspri critici vi sono gli archeologici israeliani che non ritengono che la bibbia possa fornire dati storici. Dopo 20 anni a Khirbet-el-Maquatir, Stripling si è mosso con la sua squadra dieci miglia a nord di Shiloh. In aggiunta alla sua rilevanza archeologica, Shiloh è rinamata perché secondo le Scritture ha ospitato il tabernacolo per 369 anni. "Posso dirvi con la certezza del 100% che ci furono israeliti a Shiloh a causa dei molti indicatori che abbiamo" ha detto Dr Stripling a Breaking Israel News. Contrariamente a quell oche molti pensano, il dr Stripling ha già rinvenuto parecchi reperti confermando che anche qua la Bibbia ha ragione.

     

    Dr.Scott Stripling, from The Bible Seminary in Katy (Houston) Texas, has been sifting the sands of Israel for over 20 years. Using the Bible as a guidebook he is now digging in Shiloh, which he surmises may be the true site of the Tabernacle. However, some of his fiercest critics are Israeli archaeologists who claim the Bible cannot be relied upon to tell historical truth. After 20 years at Khirbet el-Maqatir, Stripling moved his team ten miles north to Shiloh last year.In addition to its significant archaeological relevance, Shiloh is important for being mentioned in the Bible as being the site of the Jewish Tabernacle for 369 years. “I can tell with 100 percent certainty that there were Israelites in Shiloh because of the many indicators we have,” Dr. Stripling toldBreaking Israel News. in opposition of many against of those, Dr Stripling has already found out many gadgets confirming that the Bible has got, even under this respect, complete reasonability.

     

     


  • La BMW e la Bibbia

    Vorrei tante cose, e cercherei davvero il meglio nella mia vita. Quando raggiungo un certo obiettivo mi piace essere gratificato con un bel dono, ma.....

    Un ragazzo stava per completare gli studi universitari. Era figlio di un uomo molto ricco e generoso. Aveva un solo desiderio, avere come regalo di laurea una BMW tecnologicamente all'avanguardia: con la chiave elettronica, una scheda piatta da mettere in tasca per far si che la mia macchina mi riconosca appena il proprietario è vicino.

    Il ragazzo ne parla con il padre, il quale, di tutta risposta, fa un gran sorriso e gli dice che gli avrebbe fatto il più grande regalo possibile al mondo.

    Quel ragazzo non stava più nella pelle: pensava ogni giorno a quella macchina, e sapeva che suo padre avrebbe soddisfatta la sua richiesta. Arrivò il giorno della laurea. Si laureò con il massimo dei voti, poi, in un ristorante dove si stava festeggiando l'avvenimento, fu l'ora dei regali. Quando arrivò il turno del padre, egli si avvicinò con una Bibbia, che aveva un leggero rigonfiamento al suo interno.

    Il ragazzo impallidì! Come? Una Bibbia? E cosa ne devo fare? Papà! ti avevo chiesto una cosa e non hai esaudito il mio desiderio! io invece sono stato pronto a studiare e a laurearmi. Il padre non si scompose e continuò a tendere quel libro con amore a suo figlio, il quale si girò dall'altra parte e andò via.

    Non volle più vedere suo padre. Nel frattempo le cose non gli andavano bene e dopo qualche anno decise, nonostante tutto, di andare dal padre a chiedere aiuto.  NE aveva abbastanza di quella vita grama e stentata. In fondo, appena suo padre sarebbe morto,avrebbe potuto comprare quello che avrebbe più desiderato.

    Così si avviò verso la sua vecchia casa, ricordando che aveva fatto perdere le sue tracce. Appena arrivò, trovò il chiavistello diverso. Non poteva entrare. Un avviso sul portone diceva:

    "Recarsi dal notaio XXXXXX per verificare l'eredità"

    Con un groppo al collo, cominciò a correre, corse con quanto più fiato aveva in gola. Arrivò dal notaio, e, non appena si presentò, il notaio gli disse che lui aveva ricevuta tutta l'eredità del padre.

    Non sapeva a quel punto se essere contento o meno. Si, aveva pensato alla morte del padre, ma adesso, di fronte al fatto compiuto, non poteva gioire. Voleva bene a suo padre. Comunque, disse al notaio di procedere. Il notaio prese quella stessa Bibbia, la stessa Bibbia di tanti anni prima e la porse al ragazzo.

    A primo acchitto la reazione fu convulsa: sarebbe scappato se non lo avesse fermato il notaio: "La prego, suo padre mi ha raccomandato di pregarla di aprire la Bibbia prima di fuggire via come nel giorno del suo matrimonio".

    Il ragazzo, tremante, prese la Bibbia. La aprì in quel rigonfiamento e vide che vi era una chiave elettronica piatta ferma su un versetto della Bibbia sottolineato:

    "cerca prima di ogni cosa il Regno di Dio e la Sua giustizia, e tutte le altre cose ti saranno aggiunte".

    Il ragazzo cominciò a piangere: suo padre gli aveva comprato la macchina, ma voleva che prima del dono ringraziasse Dio per la Sua parola, invece lui, scappando, aveva messo un muro tra lui e suo padre facendogli pure perdere le traccie.

    Prese la chiave, entrò nel garage di casa, e rivide la macchina. Sul cruscotto vi era la fattura che esprimeva che in quel giorno della sua laurea tutto era stato pagato.

    Capì che Suo padre aveva pagato il prezzo. E che lui non era riuscito ad apprezzarlo.

    Pensa se anche tu non riesci ad apprezzare il prezzo che Cristo ha pagato pe te sulla croce....

    Accademia Jeshua Capaci 

  • Santità e Santificazione

    Santità e Santificazione

    Nel nostro cammino cristiano, evidentemente, ci sono cose più importanti e cose meno importanti che possiamo permetterci di trascurare o meno. Sicuramente, una delle cose che non possiamo permetterci di lasciarci indietro nel nostro percorso è la ricerca della santità. La santità, come termine in un comune dizionario, indica uno stato di perfetto distaccamento dal mondo. Il termine santo, infatti, significa “separato dal mondo”. La santità, per converso, è lo stato di separazione del mondo, (G37 – hagiazó Dizionario Strong). Se la santità dunque è uno stato di “arrivo”, una sorta di conclusione di un percorso, la santificazione è il processo che ci porta verso tale stato, (G38 – hagiasmos dizionario Strong). Il verso che ineluttabilmente crea e evidenzia l’importanza della ricerca della santificazione è riportato sotto:

    Ebrei 12:14 - Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore;

    Questo verso ci da parecchie informazioni, che devono servirci per comprendere davvero cosa lo Spirito Santo vuole comunicarci attraverso queste meravigliose parole dalle quali non possiamo prescindere, (II Timoteo 3:16).

    Innanzitutto il verso esordisce con un verbo significativo, “impegnatevi”. L’Etimologia del termine greco utilizzato dall’Apostolo Paolo è G1377 – diókó che significa letteralmente “cercate con tutte le vostre forze come per vincere, per sopraffare la vostra preda”. Il verbo utilizzato in questa sede dunque ci esprime perfettamente lo stato mentale e l’atteggiamento del credente nei confronti del raggiungimento della santità: un comportamento attivo, e non blando, un atteggiamento di imposizione personale, ma non in maniera dimessa come di chi deve farlo e basta, ma come di chi ha amore a farlo sapendo che deve riuscirci. Sa che deve riuscirci perché se non sopraffarà la preda allora morirà di fame. Questo semplice verbo apre la porta a mille riflessioni e mille considerazioni. Devi combattere il buon combattimento, e devi combattere come chi ha amore alla vittoria e ha certezza di vittoria.

    Naturalmente oltre alla santificazione Paolo mette in evidenza la ricerca, con la stesse veemenza, della pace. Con la differenza però che mentre la santificazione è conditio sine qua non per la salvezza, la pace invece no, tanto più che lo stare in pace dipende non soltanto da te ma da chi ti sta intorno, (Romani 12:18). Attenzione, però dunque che comunque la pace con tutti deve essere cercata come chi la vuole e la deve ottenere, mutatis mutandis. Stiamo dunque attenti che la nostra ricerca per la santificazione non divenga barriera che ci impedisca di vedere i limiti degli altri ed esercitare l’amore di Dio nei confronti di chi, essendo più debole di noi nella fede, fa fatica o si trova in una condizione di impossibilità a venire fuori da certe problematiche, (Galati 6:1). Molto spesso abbiamo visto mutare nel tempo la ricerca della santificazione in ricerca di isolamento perché non vediamo nessuno “migliore” di noi. E questa, amici miei, è una trappola molto pericolosa del demonio. Molto più del peccato stesso che stiamo cercando di abbattere nella nostra vita. Diventa lo stesso orgoglio di chi come Satana si vuole sedere al di sopra di Dio. Involontariamente noi cominciamo ad essere giudici e ogni gesto degenera in una radice di amaritudine e di giudizio dal quale non solo non riusciamo a fuggire ma dal quale NON desideriamo fuggire cambiandolo per un traguardo spirituale raggiunto.

    Ebrei 12:15 - vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati;

    Il nostro compito è anche quello di salvaguardare i nostri fratelli non di giudicarli. In questo senso bisogna che tutti stiamo molto attenti a come ci muoviamo. Della serie che meglio restare in silenzio molto spesso piuttosto che parlare per ferire.

    Ritornando sui nostri passi, come il Libro di Ebrei ci informa, la santificazione è un passo fondamentale per la salvezza. Non possiamo prescindere da essa. Pietro, nel giorno della Pentecoste, a chi chiedeva su cosa fare per essere salvato, espresse in chiare lettere un messaggio che confrontato con il verso di Ebrei potrebbe risultare “impari”:

    Atti 2:38E Pietro disse:Ravvedetevi tutti, e ciascuno di voi sia battezzato nelle acque nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei vostri peccati e voi riceverete il dono dello Spirito Santo”.

    E dov’è la santificazione che Paolo dichiara necessaria? Sembra quasi che sia superflua, ma in realtà si trova dentro il verso di Atti 2:38.

    Il ravvedimento, come termine tecnico utilizzato in questo verso, è G3340 - metanoeó, che significa letteralmente “cambiare la propria mente” “pensare in maniera diversa”. Quindi il ravvedimento vede il credente come parte attiva di questo processo di conversione, non parte passiva che “subisce” la conversione. Il ravvedimento, come è facilmente dimostrabile in tanti passi paralleli della scrittura, porta alla decisione di battezzarsi nelle acque, “per il perdono dai peccati”. L’essere vecchio muore in Cristo e risorge in una nuova vita in un nuovo atteggiamento mentale e di spirito. Ma l’uomo che esce dalle acque diventa santo avendo avuto perdonato i peccati? O lo diventa frustandosi mille volte al giorno? La Parola osserva che:

    Geremia 17:9 - Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? (confronta pure Salmo 14:2-3 e Romani 2:1-11).

    E, giusto per togliere spazio ad ogni dubbio, il termine insanabilmente, viene a tradurre il vocabolo H605 - anash che vuole dire senza via di scampo o senza nessuna possibilità (umana, terrena).

    Colui che è giusto nel senso che compie le opere di giustizia, per obbligazione, per costrizione o per forza se volete, non riesce a trattenersi dal peccato:

    Proverbi 24:16 - Perciocchè il giusto cade sette volte, e si rileva; Ma gli empi ruinano nel male.

    E ancora, se il giusto viene salvato a stento come finirà al peccatore? (I Petro 4:18).

    Il cristiano che cade trova la salvezza perché “cerca”, “si impegna” nella ricerca della santificazione, proprio rialzandosi dalla sua caduta, (proverbi 24:16). Allora, ritornando indietro, nel verso di Atti 2:38. Lo Spirito Santo che viene ad albergare nel cuore di quell’uomo che pur essendo impegnato cade, lo aiuta a rialzarsi e lo fa andare avanti di fede in fede, di valore in valore, di giustizia in giustizia. Ma è un percorso, badiamo bene, e questo percorso è anche molto accidentato e NESSUNO, diciamo NESSUNO può essere esentato dall’errore:

    Romani 7:24Misero me, chi mi tirerà fuori da questo corpo votato alla morte?

    Romani 7:15 - Poiché io non riconosco ciò che io opero; perciocché, non ciò che io voglio quello fo, ma, ciò che io odio quello fo.

    Concludendo questa prima parte, allora dobbiamo comprendere che per la pazzia della predicazione noi veniamo sollecitati dallo Spirito a cambiare mente ad aprire il cuore di pietra, (confronta Paolo che predica a Tiatiri, alla mercante Lidia). Ma nel momento in cui Dio cambia la nostra mente e ci fa vedere, possiamo o restare fermi sui nostri passi, comprendendo che stiamo facendo la cosa sbagliata ma non facendo nulla per cambiare il nostro stato, o correre a Dio ravvedendoci e facendo un patto nelle acque con lui. Ma la nostra garanzia non siamo noi stessi con la nostra natura fallace e caduca, perché CHI NON HA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA, e mi sa che tutti dobbiamo rinunciare a scagliare, tanto più che davanti a Dio non c’è il peccato grande e quello piccolo ma il peccato:

    Ezechiele 18:20 - La persona che pecca è quella che morirà, il figlio non pagherà per l'iniquità del padre, e il padre non pagherà per l'iniquità del figlio; la giustizia del giusto sarà sul giusto, l'empietà dell'empio sarà sull'empio.

    Con lo Spirito Santo che concilia e interpreta la Parola in noi, troviamo la forza e il coraggio di rialzarci e di andare avanti combattendo nel nome prezioso di Gesù Cristo.

    Noi non siamo Santi perché lo siamo ipso facto, ma proprio per la dimora di Dio in noi attraverso il Suo Spirito, (I Corinzi 6:11).

    Efesini 1:4Noi siamo stati eletti in Lui prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui nell'amore.

    Ciascuno di noi può dunque, in piena sicurezza di fede e nella potenza dello Spirito, impadronirsi di tale rivelazione, una delle più gloriose di tutte: Cristo, mia santità. Non cerchiamo nulla al di fuori di lui, ma rallegriamoci di essere in lui, uno con lui e conseguentemente di tutto ciò che egli è in se stesso per noi! Quale glorioso privilegio è per i credenti, possedere la santità stessa di Cristo! Se noi accettiamo questo fatto per fede ne constateremo la realtà. Dobbiamo manifestare al mondo chi siamo portando il riflesso della sua luce, (Efesini 5:8).

    Se realizziamo la santificazione, vi sarà nella nostra vita del frutto alla gloria del Signore, gioiremo della sua comunione ed Egli sarà visibile in noi. Laddove la santità pratica fa difetto, lo Spirito Santo è rattristato, la testimonianza del credente è compromessa, non vi è in lui nè gioia nè pace nè potenza. Un tale cristiano è carnale, perchè in lui agisce la carne e non lo Spirito; al posto d'essere un "uomo fatto", è un "bambino" che non sopporta il cibo solido (Ebrei 5:14; Ebrei 4:13; I Corinzi 3:1-3). Egli non "vede" Cristo, in quella visione attuale, privilegio di colui che "procaccia la santificazione". Come si ottiene la santificazione pratica? Sicuramente attraverso l’opera di Dio in noi: Dio stesso agisce in noi, mediante la sua grazia, per produrre la nostra identificazione progressiva con Cristo, perchè "Cristo sia formato in noi" (Galati 4:19). Quest'opera si compie quotidianamente e terminerà nel giorno di Cristo: "Avendo fiducia in questo: che Colui che ha cominciato in noi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù" (Filemone 1:8). È Dio che opera in noi il volere e l'operare, per la sua benevolenza (Filemone 2:13). Il credente può dunque porre tutta la sua fiducia in Dio e nella sua promessa di conservarlo irreprensibile - spirito, anima e corpo - fino al ritorno del Signore. "Fedele è Colui che vi chiama, ed Egli farà anche questo" (I Tessalonicesi 5:23-24).

    E se noi ostacoliamo, per nostra disobbedienza, questa azione della grazia divina in noi, Dio deve ricorrere alla disciplina, per il nostro bene e affinché partecipiamo alla sua santità. Egli agisce allora verso noi come verso dei figli, "perchè qual è il figliuolo che il padre non corregga?". Questa disciplina è la espressione dell'amore di Dio per noi. "Il Signore corregge colui che egli ama e flagella ogni figliuolo che egli gradisce". Allorché essa ha lavorato in noi, "rende un pacifico frutto di giustizia", manifestata mediante la santificazione pratica. È per questo che siamo esortati a non disprezzare la disciplina del Signore e a non scoraggiarci nemmeno quando Egli ci riprende (Ebrei 12:4-11). Al contrario, noi possiamo benedire l'amore che ci educa, e domandare con Davide: "Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami, e conosci i miei pensieri. E vedi se v'è in me qualche via iniqua, e guidami per la via eterna" (Salmo 139:23-24).

    È per lo Spirito Santo che il credente fa morire gli atti del corpo (Romani 8:13), cioè le manifestazioni della carne che è in lui. Il suo corpo è il tempio dello Spirito Santo e non gli appartiene più, perché egli è stato riscattato a un gran prezzo: il sangue prezioso di Cristo. Egli deve dunque vegliare a non intralciare l'azione dello Spirito in lui, al fine di glorificare Dio nel suo corpo (I Corinzi 6:19-20).

    E, infine, dobbiamo ricordarci che l’effetto della Parola entra nell’uomo che vi medita sopra, (Giosuè 1:8) e colui che si sottomette alla Parola e la osserva ama il Signore. "Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti e i pensieri del cuore" (Ebrei 4:12). Guardiamoci dal sottrarci al taglio di questa spada! Nella sua preghiera sacerdotale, il Signore Gesù chiede a Dio di santificare i suoi per mezzo della verità, e aggiunge: "La tua parola è verità" (Giovanni 17:17). "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona" (II Timoteo 3:16-17).

    Salmo 119:11Ho riposto la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te.

    L'applicazione della santificazione

    La santificazione s'applica a tutto ciò che noi siamo e a tutto ciò che facciamo.

    a) Al nostro corpo

    La Parola di Dio dichiara che il nostro corpo "è per il Signore". Esso è il tempio dello Spirito Santo; è per questo che noi dobbiamo glorificare Dio nel nostro corpo (I Corinzi 6:13,19,20). Il credente è esortato a "possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza.. poichè Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione" (I Tessalonicesi 4:4-7). Noi abbiamo il prezioso privilegio di "presentare i nostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio", vale a dire di consacrarli interamente al Suo servizio (Romani 12:1; Romani 6:13,19).

    b) Ai nostri pensieri

    Dio esorta alla santificazione dell'uomo interiore: "Custodisci il tuo cuore più d'ogni altra cosa" (Proverbi 4:23-27). Davide proclama: "Ecco, tu ami la sincerità nell'interiore" (Salmo 51:6). L'apostolo Paolo invitava i Corinzi a purificarsi da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la loro santificazione nel timor di Dio (II Corinzi 7:1). La vita di Cristo in noi non saprà trovare la sua gloria laddove Cristo non troverà la sua. Lo Spirito di Cristo in noi, non può essere differente dallo Spirito che era in Cristo. "Chi si unisce al Signore è uno spirito solo con Lui" (I Corinzi 6:17).

    c) Alle nostre parole

    La santificazione delle nostre parole deriverà dalla santificazione dei nostri pensieri. Noi dobbiamo evitare tre scogli:

    - le maldicenze (I Pietro 2:1);

    - le espressioni fuori posto o sconvenienti (Efesini 4:29; Efesini 5:4);

    - la menzogna, (Apocalisse 21:8).

    La menzogna, di cui Satana è il padre, è incompatibile con la santità. "Non mentite gli uni agli altri" (Colossesi 3:9). "Gettando lungi da voi ogni frode" (I Pietro 2:1). La menzogna è il riflesso di una falsità interiore che Dio ha in orrore, perchè Egli vuole la verità nell'uomo interiore (Salmo 51:6).

    d) Al nostro cammino

    II credente è chiamato a manifestare la santità in tutto il suo cammino, secondo il modello perfetto che il Signore ci ha lasciato. "Chi dice di dimorare in Lui, deve, nel modo ch'Egli camminò, camminare anch'esso" (I Giovanni 2:6). Tutto ciò che è indegno di Cristo, si è detto, è indegno di un cristiano. Questa santità sarà caratterizzata dalla luce in tutto il nostro comportamento. "Voi siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce.. esaminando che cosa sia accetto al Signore" (Efesini 5:8-10).

    Il mondo è il dominio di Satana, suo capo (Giovanni 14:30). È un vasto sistema organizzato per la soddisfazione delle concupiscenze umane, e che pure in tutte le sue manifestazioni religiose rinnega totalmente Dio. "Tutto quello che è nel mondo.. non è dal Padre" (I Giovanni 2:16). "Tutto quello" include: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita.

    Esiste un parallelo tra queste tre cose, da una parte, e i tre elementi della tentazione di Eva, dall'altra parte (Genesi 3:6). Ella vide che il frutto era:

    - buono da mangiare (concupiscenza della carne, cioè i cattivi desideri tendenti alla soddisfazione dei sensi, che si tratti di piaceri raffinati o volgari);

    - un piacere per gli occhi (concupiscenza degli occhi: l'eccitazione di malvagi desideri attraverso ciò che si vede);

    - desiderabile per diventare intelligente (l'orgoglio della vita: il desiderio dell'uomo di "farsi uguale a Dio", di elevarsi al di sopra degli altri, la vanità, lo spirito di dominazione).

    Di fronte a certe decisioni, il credente è chiamato a discernere ciò che costituisce una concupiscenza o un desiderio legittimo. Noi siamo stati chiamati a libertà, ma dobbiamo vegliare a non usare della libertà come d'una occasione alla carne (Galati 5:13). La libertà alla quale siamo stati chiamati è la libertà di servire e di glorificare Dio. D'altra parte, se tutte le cose sono permesse, non tutte sono convenienti ed edificano (I Corinzi 10:23). Durante la sua vita, il credente è dunque chiamato a fare una scelta (Deuteronomio 30:19-20). Se ha del discernimento spirituale e se teme Dio, non avrà difficoltà a conoscere la Sua volontà, perchè "il segreto dell'Eterno è per quelli che lo temono" (Salmo 25:14). L'apostolo Paolo non cessava mai di chiedere a Dio che i Colossesi fossero ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni saggezza e intelligenza spirituale, per marciare in maniera degna del Signore, per essergli graditi sotto ogni aspetto. Questa saggezza e questa intelligenza sono di origine spirituale. Più vivremo presso Dio, meglio conosceremo la Sua volontà. Ma là dove vi è della propria volontà o dell'ignoranza, la luce mancherà.

    Il credente si astenga dunque, senza esitare, da tutto ciò che la Parola vieta espressamente. E dove non vi è un espresso divieto, deve chiedersi se quello che si fa è alla gloria di Dio, (I corinti 10:31) e non serva per il proprio piacere terreno, (Romani 13:14). Infine, ma non ultimo, ci si chieda sempre se il mio agire non comporta una caduta per mio fratello. Ciascuno di noi è esortato a non essere una occasione di caduta per il proprio fratello (I Corinzi 8:13). "Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi l'altrui" e rispetti "la coscienza dell'altro" (I Corinzi 10:24-29). Non dovremmo mai dimenticare questo principio fondamentale: "Ciascuno di noi compiaccia al prossimo nel bene, a scopo d'edificazione" (Romani 15:2).

  • Talmud in aramaico?

    Come mai il Talmud, documento così importante per il giudaesimo, è stato scritto in Aramaico e non in Ebraico, considerate la “Lingua Santa”?

    Risposta: Prima di rispondere direttamente a questa domanda, dovremmo fare una breve excursus storico e storiografico. L’Aramaico fu una lingua che è sopravvissuta per circa 3.000 anni essendo prima la lingua ufficiale degli stati aramaici e poi la lingua adottata dall’Impero Persiano e Assiro. Anche nella Parola di Dio esistono degli inserti in aramaico, come, per esempio, l’espressione di Labano l’aramaico in Genesi 31:47.

    E in tutte le sezioni del Vecchio Patto il Talmud è stato espresso, ad esempio:

    nella Torah (i primi cinque libri della Parola)        à Genesi 31:47

    nei Nevi’im (I profeti)                                        àGeremia 10:11

    nel Ketuvim (gli scritti)                                      àDaniele 2:4 e 7:28; Esdra 4:8–6:18 e 7:12–26

    Fra il 200 a.C. e il 200 d.C. l’Aramaico cominciò a dividersi in due grandi gruppi, quello occidentale e quello orientale. Quello occidentale cominciò ad essere presente sotto il governo prima Romano poi Bizantino. Il Talmud di Gerusalemme, composto in Israele, venne dunque scritto nel dialetto aramaico occidentale. L’altra branca, quella orientale, si diffuse nell’impero Persiano, e, come conseguenza, il Talmud babilonese è scritto nell’aramaico orientale.

    Quando gli Ebrei ritornarono in Israele dall’esilio babilonese, ricostruendo il second Tempio, per la maggior parte parlavano aramaico. La scelta dunque di scrivere il Talmud in aramaico deriverebbe dalla comodità di parlare al popolo. La lingua ebraica, o lingua santa, invece, era un retaggio di pochi e usata soprattutto per le preghiere e le circostanze più commemorative.

    Più avanti, durante la conquista Araba, molti Ebrei furono sopraffatti dall’arabo, la lingua dominante, ecco perché tante opere ebree sono scritte proprio in arabo.

    Ripreso da  YEHUDA SHURPIN

     

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