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Sat, Aug

Dio

  • Bud ... Ateo o credente?

    Proprio ieri la notizia della scomparsa del noto attore di film comici in coppia solitamente con Terence Hill, ancora alle prese con Don Matteo. L'attore, che ha sempre fatto divertire milioni di italiani e non, ha avuta una vita travagliata e costellata di successi insperati inseguendo sempre qualcosa di diverso da ciò che invece riusciva bene a fare.

    Nella sua giovinezza, infatti, si dedicava moltissimo allo sport, con discreti risultati, ma non aveva ritorni di nessun genere e le bollette di casa si sommavano terribilmente fino a che fortuitamente, fu reclutato per una parte minore in un film. Accettò a malincuore la parte soltanto per potere pagare le spese di casa, e pian piano si è trovato costretto, per così dire, a recitare la parte di un gigante buono, perennemente insoddisfatto, era la parte che gli si addiceva di più.

    Sembra incredibile, ma se ci fate ben caso questo ricalca molto spesso la nostra stessa vita. Abbiamo tante cose, e le reputiamo male soltanto perché sono "nostre".... considerando tutto ciò che nostro malgrado non possiamo fare come il nostro obiettivo. Capitano di una nave malconcia, viene licenziato perché qualcuno ha deciso così per lui, e senza buonuscita. Raccoglitore di conchiglie, sbuffa continuamente non riuscendo a trovare il pezzo del motore che gli permetterà di tornare alla sua vita felice. E alla fine non riparte mai. Al contrario, ripartono sempre i guai. Stereotipo del nostro modo di fare, Bud spencer, nella vecchiaia, ha rilasciato questa dichiarazione che ci pare importante da farsi leggere:

    «Io credo perché ho bisogno di credere in Dio e nel "dopo" che c'è oltre la vita. La fede, per me, è un dogma. Un valore assoluto. Che fa parte della vita di chiunque, anche di quelli che dicono di non credere Nella mia vecchiaia avanzata ho bisogno della religione più che mai. Ho bisogno della fede. Credo in Dio, è ciò che mi salva. E prego. Perché? Perché riconoscono in modo sempre più forte come sia nulla ciò a cui prima attribuivo un grande valore. Lo sport, dove volevo affermarmi, la popolarità. Chi si inorgoglisce per queste cose, chi insegue solo il successo, la fama, è un idiota».

    Parola sagge, diremmo noi, ma parole che se giungono alla fine di una vita a poco possono servire se non agli altri. Non bisogna credere soltanto per la necessità di credere ma perché siamo spinti a farlo dalla nostra coscienza. Ma, dobbiamo dire, concordiamo in pieno con l'amico Bud quando conclude che chi insegue fama e successo è un idiota. Si, non per fare inutili sproloqui, ma perché costoro si perdono ciò che veramente conta nella vita

  • Coraggio

  • Dio e Allah sono la stessa cosa?

    Recentemente, al Wheaton College, sta girando un forte dibattito che vale la pena di citare, nel rispondere a questa domanda. Una professoressa, di estrazione cristiana, la professoressa Larycia Hawkins, nel suo tentativo di comunicare solidarietà ai musulmani, ha deciso di indossare un hijab, (un velo tipo burka ma scoperto nel volto), durante una certa occorrenza. Mentre tutti hanno diciamo così “tollerato” il suo abbigliamento quasi complimentandosi con la professoressa per la sua ampia veduta liberale, molti si sono irretiti nel sentire le parole espresse dalla stessa, che riportiamo integralmente:

    “io sono solidale con i Musulmani perché loro, come me, cristiana, sono persone del Libro. E, come ha sostenuto Papa Francesco la scorsa settimana, noi adoriamo lo stesso Dio”.

    Alle parole “noi adoriamo lo stesso Dio” è montata la furia degli altri tanto che il Preside del college ha sospeso la professoressa dal suo ruolo di insegnante. Poi, da qualche commento dei colleghi, sono venute fuori parole molto pesanti, come per esempio, “Vergogna! Non è vero che adoriamo lo stesso Dio”!

    Alla luce di questa discussione, vorremmo tentare di dare una risposta, posto che diversi autori si sono cimentati nell’argomento e non siamo certamente noi a volere essere risolutivi in materia, ma cercheremo in modo semplice di analizzare bene la affermazione “noi adoriamo lo stesso Dio”.

    Premettiamo che consideriamo l’opera di Miroslav Volf, “Allah: una risposta cristiana”, uno dei libri che ha maggiormente esposto bene il tema e il nocciolo del problema, e a questa opera rimandiamo per un approfondimento della questione che adesso cercheremo di dipanare.

    Cristiani e musulmani adoriamo lo stesso Dio? E, se è così, che cosa significa? E’ Dio ed Allah uno lo stesso?

    A prima battuta, dobbiamo dire di si. Ma chiariamo bene il concetto, senza pregiudizi. Sappiamo tutti che Abramo fu il Padre delle tre religioni più diffuse al mondo: Cristianesimo, Giudaesimo e Islam. Questo è un assunto importante dal quale partire: tutte e tre le religioni conclamate partono dal presupposto di adorare il Dio di Abramo, e, in questo senso, dobbiamo concludere che anche i musulmani adorano lo stesso Dio. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che il nostro Dio ha un nome Allah ne ha un altro. In realtà questo è semplicemente un problema di linguaggio. Anche i cristiani arabi chiamano Dio Allah. Nella loro lingua, l’espressione Allah significa, appunto, Dio. Mica gli spagnoli adorano un dio diverso chiamandolo Diòs, o gli italiani chiamandolo Dio, o gli americani chiamandolo God. E’ un problema di lingua, ma ripetiamo, l’oggetto di venerazione e di adorazione rimane sempre il Dio di Abramo.

    Il problema purtroppo, subentra nelle modalità di adorazione e di descrizione di questo Dio.

    Se da un lato possiamo confermare che adoriamo lo stesso Dio, dall’altro non possiamo certamente affermare che le tre religioni siano egualmente tutte vere, o egualmente corrette. C’è evidentemente qualcosa nella descrizione e adorazione di questo stesso Dio che lo fa differire e cambiare, non nella Sua sostanza che resta identica, quanto nella forma, facendolo divenire un Dio furibondo e sanguinario ovvero compassionevole e amorevole.

    Giovanni e Giuseppe lavorano, per esempio, per Matteo. Matteo è quello che è, e Giuseppe e Giovanni hanno dei concetti diversi di Matteo, ma ciò non cambia ciò che è Matteo, assolutamente.

    Descrivere la stessa cosa in modo diverso non altera la cosa stessa.

    Inoltre, scendendo più a fondo, anche fra il Giudaesimo e il cristianesimo ci sono evidenti situazioni di profondo conflitto nella descrizione di questo Dio, ma, mentre siamo pronti a chiamare “cugini” gli Ebrei, siamo pure pronti a chiamare “satana” i musulmani. Sbagliato. Anche all’interno dello stesso movimento evangelico ci sono diverse correnti e filoni, anche in forte contrasto e opposizione tanto che gli uni indicano gli altri come “condannati all’inferno”, (ma chi siamo noi per giudicare e per etichettare la salvezza o la perdizione di un nostro fratello posto che il salvare appartiene al Signore?).

    Se la nostra descrizione di una cosa o di una persona, ne cambia i connotati, allora potremmo concludere che ogni ramo evangelico adora un Dio diverso l’uno dall’altro. Ma così non è, siamo pronti a stendere un mantello compassionevole rispetto ad un altro cristiano, perché non dovremmo farlo nei confronti di un musulmano?

    Volf scrive, nel suo libro, fra le altre cose: “c’è una differenza fra l’adorare il vero Dio, e l’adorare il vero Dio correttamente”.

    Questa posizione NON è un universalismo unitariano … no e poi no. Non aderiamo all’ecumenismo. Dio ha data la Sua Parola e quella è l’unica fonte di salvezza. Il problema sta proprio la. Maometto ha scritto un libro copiando dalla VERA Parola ed introducendo mistificazioni ed errori che stanno guidando tanti nostri fratelli ad adorare quel Dio meraviglioso in un modo diverso. Nostro è l’onore e l’onere di dimostrare il contrario non di combatterli. E, permettetemi anche di aggiungere che i responsabili delle stragi di questi giorni, o l’ISIS, non hanno NULLA a che fare con i musulmani. O meglio, sono musulmani di estrazione, ma nascondono i loro biechi propositi dietro la maschere della religione, sperando che questa maschera funga da collante per la “guerra santa”. Non ci stupiamo, anche noi cristiani abbiamo fatto lo stesso con le Crociate, o ce ne siamo scordati??

    Recentemte sono stato in Tunisia, prima della tragica sparatoria che ha decretato un crollo, (motivato naturalmente) delle visite. Ricordo che nel viaggio di ritorno, eravamo in tre siciliani evangelici, circondati da una trentina di musulmani, io Daniele e Giuseppe. A un certo punto presi a parlare del Dio di Abramo e del Suo amore. Spiegai come Maometto introdusse il Corano dopo la Parola di Dio, e le evidenti discordanze fra le due religioni, chiamiamole così, anche se preferisco chiamare la mia come fede e non come religione. Alla fine del viaggio, mentre i miei compagni di preparavano al peggio convinti che sarebbe tutto degenerato in una lite, diversi musulmani, con le lacrime agli occhi, sono venuti da me e mi hanno detto: “Appena metto piede a terra cercherò una chiesa cristiana, voglio saperne di più di questo Dio di amore e non di vendetta”.

    Pastore Gabriele

  • Dio è la mia forza!

    Salmi 18;1 al 6 Cantico di lode all'Eterno per le passate liberazioni
    1 [Al maestro del coro. Salmo di Davide, servo dell'Eterno, che rivolse all'Eterno le parole di questo cantico, nel giorno in cui l'Eterno lo liberò dalla mano di tutti i suoi nemici e dalla mano di Saul. Egli disse:] «Ti amo, o Eterno, mia forza. 2 L'Eterno è la mia rocca, la mia fortezza e il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, la potenza della mia salvezza, il mio alto rifugio. 3 Io invoco l'Eterno, che è degno di essere lodato, e sono salvato dai miei nemici. 4 Doglie di morte mi avevano circondato e torrenti di scellerati mi avevano spaventato. 5 Le angosce dello Sceol mi avevano avvolto e lacci di morte mi stavano davanti. 6 Nella mia angoscia invocai l'Eterno e gridai al mio DIO; egli udì la mia voce dal suo tempio, e il mio grido pervenne davanti a lui, ai suoi orecchi.
    Leggendo questo salmo notiamo che quello che vi è un dialogo, una lode, una dichiarazione di amore da Davide verso il Signore;
    Davide era libero dalla mano di Saul ma egli era allo stesso tempo sconfortato ed  in uno stato pietoso, un po’  angosciato e umiliato ma trovò  la forza di lodare il Signore pronunciando “ Ti amo o Eterno, mia Forza”
    Questo ci fa riflettere perché  come Davide , che non siamo da meno, siamo peccatori, anche noi siamo provati, affranti o magari sconsolati ma lodare il Signore nella sventura è molto fortificante.
    Se ci lasciamo andare nello sconforto, nella paura, basandoci sulle nostre forze non otteniamo  nulla. Perché? perché senza la fede è impossibile piacere al Signore (Ebrei 11,6) , senza la lode non sentiresti la presenza di Dio poiché  il Signore è in mezzo alle Sue lodi (Salmi 22,3).
    Dobbiamo comprendere che il vero cristiano è un soldato, quindi come tale soggetto a varie “guerre”, varie prove e peripezie. Questo è buono non perché il Signore è un Dio che punisce ma perché Egli  ci ama ci approva; se Dio non permette le prove nella nostra vita sono due le varianti: o che Dio non ci ami  (l’ escluderei a mio avviso poiché Dio è amore)  ,o che noi non ci siamo apprestati a Lui.  
    Trovarci nelle difficoltà non è una novità per ciascuno di noi ma riconoscere e consapevolizzare che Dio è la nostra forza è fortificante;  Dio non vuole che tu perisca, ma è Sua espressa volontà  che tu viva per ritornare a Lui e ricevere la vita eterna (Giovanni 3;16)!!!
    Davide era solo quando  spiritualmente era abbattuto, anche se a sé aveva la sua famiglia con sé, i suoi cantori e la sua corte; quante volte ci sentiamo soli seppur siamo in compagnia?!
    La verità è che noi molto spesso non preghiamo come dovremmo  ma ci lamentiamo continuamente, quando vediamo che le cose non vanno come noi ci prospettiamo tendiamo a ritirarci indietro  e questo riporta al popolo di Israele che liberato dal popolo di Egitto ,dalla schiavitù, si lamentava  e criticavano il povero  Mosè; il popolo di Israele non esitarono di fronte il Mar rosso( e avendo dietro l’esercito egiziano) a lamentarsi, a disperarsi, ad abbandonarsi al loro destino senza vedere che il Mar Rosso era diviso in due e vi era una via di salvezza, passata quella via furono salvati; l’esercito egiziano che rappresentava le loro paure e le loro angosce furono dissolte nei flutti del mare;  come per il popolo di Israele anche a te è stata posto una via di salvezza ed è Gesù Cristo!!!
    ma oggi il Signore sta dicendo al Suo popolo: non temere, non tornare indietro popolo mio, io sono la via, la verità e la vita; chiunque crede in me non perirà ma troverà vita eterna, troverai  vittoria!
    Come posso ottenere forza? Prendi esempio da Davide:
    •    a lodare il Signore (II Samuele 22;50)
    •     incomincia ad avere un attività di preghiera costante(I Tessalonicesi 5;17)
    •     affidarti al Signore Gesù Cristo che toglierà i tuoi pesi (Proverbi 16;3, Matteo 11,29e30), i tuoi affanni e ti darà non solo pace ma anche forza(II Timoteo 1;7) ,
    •     non lamentarti più ma in ogni richiesta che fai al Signore ringrazialo perché Lui ha già operatp (Filippesi  4;6)
    se questo non vi dovrebbe bastare vi invito a prendere  esempio dall’albero da frutto (uno qualsiasi, a vostro piacimento) che per un periodo  viene potato, quindi spogliato di quasi tutti i rami e che non è bello a vedersi. Uno direbbe quanta crudeltà ma invece  c’è un particolare: potandolo l’albero estende più rami e quindi più frutto!
    Fratelli e sorelle rallegriamoci nel Signore perché sta operando nella nostra vita, mettendo delle prove ci ha potato ma per darci più forza, per portare  più frutto e per andare avanti verso la Salvezza!
    Dio vi benedica

  • La morte del cristiano

    Un uomo faceva il fabbro ferraio, ed era specializzato nella costruzione artigianale di spade. La sua vita era molto dissoluta, era un uomo violento, fino a quando non ebbe un punto di svolta e decise di cambiare vita camminando con il Signore. Divenne un uomo mite, onesto, cercava di fare del suo meglio per non andare oltre la Parola di Dio, eppure ogni cosa nella sua vita sembrava peggiorare. Sia da un punto di vista economico che familiare ogni cosa stava degenerando in un modo "inspiegabile".

    Passò del tempo e ricevette la visita di un suo caro e vecchio amico, compagno di fede, diciamo. Quest'uomo esordì compatendo il vecchio fabbro ferraio, e sottolineava che non capiva il motivo della mancanza di benedizione nella vita di quell'uomo,.... mentre il fabbro ferraio sospirava.

    Dopo un po' di tempo, l'amico prese parola ed argutamente osservò: "Se tu un giorno decidessi di abbandonare le vie del Signore e ritornare indietro non ti potrei neanche accusare, sei davvero ridotto male. Sembra che Dio non ascolti le tue preghiere, ne veda il tuo comportamento retto".

    Il fabbro ferraio sorrideva e nel frattempo sospirava. Passarono alcuni minuti di silenzio, scanditi soltanto dal battere del martello sulla lama di una spada che si stava forgiando. Improvvisamente quella spada si increspò di spaccature e il fabbro ferraio , dopo averla  mostrata all'amico terreno, la gettò su un mucchio di altre spade evidentemente fuori uso.

    "Ma cosa stai facendo?" - Chiesa l'amico - "E' davvero un peccato!".

    "No!" - rispose il fabbro - "Purtroppo quella spada ormai non può essere più utilizzata per nulla, si è distrutta".

    Dopo una breve pausa, il fabbro andò da un altro mucchio di spade, queste invece erano poche ma tutte scintillanti e ben forgiate,... ne prese una ben fatta e la mostrò spavaldamente all'amico.

    "Vedi, mio caro, ogni spada comincia come un ammasso ferroso informe. Non vi è bellezza alcuna ne forma alcuna, ne capacità alcuna,... eppure quell'ammasso crede di essere indistruttibile, perché lo chiamano 'ferro'.... Allora viene nelle mie mani, nelle mani di colui che lo deve forgiare. Apparentemente avrei dovuto accarezzare il ferro, allisciarlo,... forse questo è il trattamento che quel pezzo di ferro informe si aspetterebbe da parte mia, invece lo comincio a riscaldare con un fuoco a temperatura infernale, producendo uno sconvolgimento nelle sue cellule fino quasi a farlo liquefare, rendendolo rosso fuoco. In quel momento forse lui pensa che io ho finito, invece no, comincia a ricevere colpi di martello, sempre più forti e insistenti, che cercano di fargli cambiare forma. Quando ha cominciato ad assumere una forma, il pezzo di ferro pensa che lo lascerei in quella situazione, invece mi trovo costretto ad immergerlo in acqua fredda creando un nuovo sconvolgimento nella sua struttura.... l'aria intorno si riempie di fumo, di crepitii,... il ferro finalmente pensa di essere stato forgiato.... Ma non è così. Devo ripetere questo percorrso almeno sette volte per ottenere un risultato di qualità. Così siamo noi nelle mani di Dio, ma mio caro, c'è ancora dell'altro.... Certe volte, come in queto caso che hai osservato tu, il ferro non resiste, e scoppia, mostrando venature e spaccature. Quel ferro non è più buono a nulla. Ora amico mio, da quando servo il Signore, so che lui mi sta battendo e mi sta raggelando, e mi sta riscaldando,.... e lo sta facendo per diverse volte fino a che non prenderò la forma che lui pensa che io debba avere. La mia preghiera non è che smetta presto, la mia preghiera è che io non scoppi mostrando le mie screpolature e venendo buttato in quel mucchio che non è più buono a nulla"

     

     

     

     

     

     

  • La preghiera

    L’Apostolo Paolo scrive nella lettera ai Filippesi : 4:6” Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma sieno in ogni cosa le vostre richieste notificate a Dio, per l'orazione e per la preghiera, con ringraziamento”,
    evidenziando in modo inequivocabile il modus operandi da porre in essere durante la preghiera ;or bene noi sappiamo gia’ che la preghiera non deve essere fatta in maniera ripetitiva ,con molteplici parole ripetute a memoria ,quasi in modo meccanico come descritto in:
     Matteo 6:7 Ora, quando farete orazione, non usate soverchie dicerie, come i pagani; perciocchè pensano di essere esauditi per la moltitudine delle lor parole.
    Ed altresì possiamo evincere quale potrebbe essere una delle posture da tenersi in preghiera; poiche’ attraverso essa entriamo in contatto con Dio ,non dimenticando che la preghiera non e’ un atto materiale ma bensì un atto di fede che ci trasporta nel mondo della creatura spirituale, pertanto essendo a stretto contatto con il Creatore padrone di ogni cosa troviamo scritto che le “ ginocchia si pegano”…
     Isaia 45:23 Io ho giurato per me stesso, una parola è uscita della mia bocca, in giustizia, e non sarà revocata: Che ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua giurerà per me.
     Romani 11:4 Ma, che gli disse la voce divina? Io mi son riserbato settemila uomini, che non han piegato il ginocchio all'idolo di Baal.
     Romani 14:11 Perciocchè egli è scritto: Come io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio.
     Filippesi 2:10 acciocchè nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature celesti, e terrestri, e sotterranee;
    abbiamo cosi gia’ deliniato 3 aspetti fondamentali da tenersi in “preghiera”….ovvero
    1) Non essere in ansia …ovvero dobbiamo presentare la nostra fede e la nostra certezza in Dio
    2) Non ripetere meccanicamente parole sopra parole ….ma lasciare agire il cuore centro dei sentimenti .
    3) Presentarsi a Dio in ginocchio come segno di umiliazione benche’ non consite in una regola fissa .
    Mi piace sempre portare un esempio : se acquisto un bacio Perugina per mia moglie ella sara’ di un cosi dolce pensiero …ma il bigliettino che trovera’ all’interno del dolcetto benche’ sara’ molto romantico non esprimera’ il mio vero sentimento ,ma portera’ l’espressione di un sentimento altrui …non il mio” ..io sostengo che :
    La preghiera e’ l’espressione di un cuore che si arrende a Dio e si apre ad Esso ed offre il meglio a DIo….
    Bene, avendo ora elencato questi tre aspetti vogliamo tornare al verso contenuto nella lettera ai Filippesi che ci esprime ancora dei termini molto importanti da vagliare ,ovvero:
    “ sieno notificate le vostre richieste a Dio …” il termine notificare significa appunto “comunicare in via ufficiale e in modo formale un fatto all’autorità interessata”….quindi attraverso la notifica io rendo ufficiale la mia “preghiera “ ; la notifica implica la trascrizione della comunicazione da effettuare ed e’ strano pensare di scrivere a Dio …..ma noi abbiamo mai provato a fare cio’…. Scusatemi ma se lo Spirito di Dio non avesse spinto i Santi uomini che ci hanno preceduto a scrivere la Bibbia ,cosa avremmo ricevuto noi??..e’ solo un punto di riflessione ma che mi lascia molto a riflettere…ella tradizione ebraica viene scritta una richiesta a Dio il foglio in cui e’ fatta la richiesta in modo simbolico come odore accettevole a Dio …. Abbiamo cosi aggiunto un quarto tassello ai 3 precedentemente estrapolati
    4) Scrivere notificare le mie richieste a Dio ….
    Ma ancora trovo scritto ; di notificare con orazione e preghiera ,due termini che apparentemente sembrano uguali ,ma che nascondono delle diversita’ enormi ….
    • orazióne s. f. dal lat. oratio -onis che significava discorso……ovvero io parlo con Dio …esprimo i miei sentimenti le mie senzazioni ..appunto come se parlassi con un’amico …in tono solenne posso parlare anche rivolgendomi ad un’assemblea …e questo ci dara’ spunto per il prosequio del trattato
    • preghièra s. f. [dal provenz. preguiera (lat. pop. *precaria, sostantivazione femm. dell’agg. precarius «ottenuto con preghiere; precario»: v. precario1)]. – L’atto del pregare, le parole con cui si prega, secondo i sign. fondamentali del verbo. 1. Richiesta fatta a qualcuno con atteggiamento di umiltà, di sottomissione.
    Ed ancora possiamo delineare due diverse formulazioni dell’approccio con Dio ,una in forma molto privata confidenziale poiche’ di fatto Dio e’ nostro amico ,
     Giovanni 15:15 Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.
    ……Un’altra che ci porta alla realta’ ovvero che benche’ egli e’ sempre nostro “amico “ e’ l’Eterno …..Egli decide e noi ci presentiamo a Lui in profonda umiliazione …..
    Ma in ogni caso non dobbiamo mai dubitare del suo aiuto ,talche’ l’apostolo Paolo scrive ….” Con ringraziamento”. …..
    A questo punto abbiamo gia trovato quattro punti fondamentali da ottemperare durante la preghiera e due differenti approcci a Dio ……potremmo citare molti versi a supporto di quanto precedentemente detto ma il nostro intento e’ quello di scoprire quello che la Parola ci dice …..
    Gesu’ ci mostra che Egli pregava in publico - Mt 11:25- , in privato- Mt 14:23- ed ancora possiamo notare come egli attraverso preghiera interceda in favore di quanti hanno bisogno- Lu22:32- differenziando di fatto la tipologia di preghiera a secondo delle “esigenze” …sembrera’ strano quello che abbiamo appena espresso ,ma in maniera molto grossolana possiamo dire che esistono diverse tipologie di preghiera …..privata ,publica,di intercessione di umiliazione ecc.ecc.
    Gesu’ stesso Dice:
     Giovanni 15:16Voi non avete eletto me, ma io ho eletti voi; e vi ho costituiti, acciocchè andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; acciocchè qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, egli ve la dia.
     Marco 11:24 Perciò io vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le riceverete, e voi le otterrete.

    Ma altresi e’ sottolineato il fatto che non sappiamo chiedere :
     Giacomo 4:3 domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.
    Visto cio’ dobbiamo per forza di causa maggiore delineare dei punti importanti ;come detto precedentemente La preghiera e’ l’espressione di un cuore che si arrende a Dio e si apre ad Esso ed offre il meglio a DIo….
    Pertanto deve portare la purezza e la mitezza di Dio non puo arrogare in se pretese o “favori “ personali atti al raggiungimento di un fine privato,attraverso una richiesta non conforme all’insegnamento Biblico ,esempio “FAMMI DIVENIRE RICCO” o “PROVVEDIMI UNA FERRARI” …..ma come descritto in Luca 12:24 una preghiera deve essere ripiena di certezza e di tesori in Cristo.
    Si possono fare diverse preghiere e vogliamo subito cominciare a descriverne alcuni tipi :
     preghiera nel segreto:
     Matteo 6:6 Ma tu, quando farai orazione, entra nella tua cameretta, e serra il tuo uscio, e fa' orazione al Padre tuo, che è in segreto; e il Padre tuo, che riguarda in segreto, ti renderà la tua retribuzione in palese.
     1Samuele 15 v16-29 (Dio rivela a Samuele la disobbedienza di Saulle)
     Deuteronomio 9:25 Io mi gittai adunque in terra davanti al Signore, per que' quaranta giorni, e quelle quaranta notti, che io stetti così prostrato…..
     Preghiera di notte:
     1Tessalonicesi 3:10 Pregando intentissimamente, notte e giorno, di poter vedere la vostra faccia, e compier le cose che mancano ancora alla fede vostra.
     Genesi 15:5 Poi lo menò fuori, e gli disse: Riguarda ora verso il cielo, ed annovera le stelle, se pur tu le puoi annoverare. Poi gli disse: Così sarà la tua progenie. 6 Ed esso credette al Signore; e il Signore gl'imputò ciò a giustizia.
     1 Samuele 15:11 Io mi pento d'aver costituito re Saulle; perciocchè egli si è rivolto indietro da me, e non ha messe ad esecuzione le mie parole. E Samuele ne fu molto cruccioso, e gridò al Signore tutta quella notte
     Preghiera per i nemici:
     Matteo 5:44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
     Luca 23:34E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perciocchè non sanno quel che fanno. Poi, avendo fatte delle parti de' suoi vestimenti, trassero le sorti.
     Preghiera d’intercessione
     Genesi 4:23 Abraamo gli si avvicinò e disse: «Farai dunque perire il giusto insieme con l'empio? 24 Forse ci sono cinquanta giusti nella città; davvero farai perire anche quelli? Non perdonerai a quel luogo per amore dei cinquanta giusti che vi sono
     Tessalonicesi 5:25Fratelli, pregate per noi.
     2Tessalonicesi 3:1 NEL rimanente, fratelli, pregate per noi, acciocchè la parola del Signore corra, e sia glorificata, come fra voi.
     Preghiera per la chiesa
     1 samuele 12:23 Quanto a me, lungi da me il peccare contro il SIGNORE cessando di pregare per voi! Anzi, io vi mostrerò la buona e diritta via.
     Luca 10:2Diceva loro adunque: Bene è la ricolta grande, ma gli operai son pochi; pregate adunque il Signor della ricolta che spinga degli operai nella sua ricolta.
    La preghiera in oltre puo’ essere richiesta …….
     1 Samuele 7: 8 e dissero a Samuele: «Non cessare di pregare per noi il SIGNORE, il nostro Dio, affinché ci liberi dalle mani dei Filistei».
     Ebrei 13:18 Pregate per noi; perciocchè noi ci confidiamo d'aver buona coscienza, desiderando di condurci onestamente in ogni cosa.
    Puo’ ella essere esaudita o non esaudita
     Esodo 15: 25 Egli gridò al SIGNORE; e il SIGNORE gli mostrò un legno. Mosè lo gettò nell'acqua, e l'acqua divenne dolce…….
     Deuteronomio 1:45 Voi tornaste e piangeste davanti al SIGNORE, ma il SIGNORE non diede ascolto alla vostra voce e non vi porse orecchio.
    Abbiamo cosi fatto un buon resoconto sui vari tipi di preghiera che benche’ provenienti tutte dal cuore hanno scopi ed obbiettivi ben precisi ….immaginate se tornando dal deserto ..assetati al posto di chiedere acqua fresca ….chiediate una bevanda calda o peggio del sale ……certo chi vi sta di fronte sa’ che volete dell’acqua ma la vostra richiesta sarebbe opposta alla sua volonta di dissetarvi …cosi avviene un po’ con noi quando andiamo ai piedi del Signore per chiedere e non sappiamo cosa chiedere ne come chiedere ……certo ci sarebbe tanto da dire basta leggere la Parola e vediamo che quando si presentavano davanti a lui prima di formulare ogni richiesta ..si prostavano ed adoravano …. Ma ancora miglior cosa e’ chiedere a Dio cio’ che chiesero i discepoli:
     Luca 11:1 ED avvenne che, essendo egli in un certo luogo, orando, come fu restato, alcuno de' suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci ad orare, siccome, ancora Giovanni ha insegnato a' suoi discepoli.