08
Wed, Dec

Per me è finita, ...

Riflettiamo

Il Pastore e suo figlio, di appena undici anni, erano soliti andare in giro per la città distribuendo opuscoli e annunciando al mondo che Gesù ama incodizionatamente. Una particolare domenica pomeriggio era molto fredda e pioveva a dirotto. Stava arrivando l'ora di prepararsi per uscire, ma non accennava a fermarsi quella burrasca in corso. Non appena l'orologio segnò l'orario, il ragazzo si strinse nel suo cappotto caldo e asciutto e disse: “Ok papà, sono pronto.”

Questi gli chiese: “Pronto per cosa?”

Il bimbo, imperterrito, “Ma papà è ora di prendere i nostri opuscoli e andare”.

Il padre rispose: “Figlio, fa molto freddo e piove a dirotto”.

Il ragazzo guardò il padre sorpreso e chiese: “Ma papà, non ci sono ugualmente persone che stanno andando all’inferno, nonostante la pioggia?”

Il padre rispose: “Figlio mio, io non uscirò con questo tempo!”

Prontamente il ragazzo rispose: “Papà posso andare io? Per favore?”

Suo padre esitò per un momento, poi disse: “Puoi andare. Qui ci sono gli opuscoli, stai attento.”

“Grazie papà!!!”  Detto ciò, se ne andò sotto la pioggia.

Questo giovane ragazzo camminò per le strade della città bussando di porta in porta e porgendo opuscoli a tutti quelli che incontrava. Dopo due ore di cammino sotto la pioggia, era zuppo e infreddolito fino alle ossa. Con il suo ultimo opuscolo tra le mani, si fermò ad un angolo aspettando qualcuno a cui dare l’opuscolo, ma le strade erano totalmente deserte. Così si girò verso la prima casa che vide e suonò il campanello, ma nessuno rispose. Suonò di nuovo e più volte, ma ancora nessuno rispondeva. Aspettò, ma niente.  Finalmente, si girò per andarsene, tuttavia qualcosa lo fermò. Così ritornò alla porta, suonò nuovamente il campanello e bussò forte con il pugno. Aspettò, perchè qualcosa lo tratteneva lì, sulla porta. Suonò di nuovo, e questa volta, la porta lentamente si aprì. In piedi all’entrata c’era lo sguardo tristissimo di un’anziana signora che dolcemente domandò: “Cosa posso fare per te, figlio?” Con occhi raggianti e un sorriso che illuminò il suo mondo, il giovane ragazzo disse: “Signora mi dispiace se l’ho disturbata, ma volevo solo dirle che Gesù vi ama davvero e che io sono venuto a darle il mio ultimo opuscolo nel quale si dice tutto riguardo a Gesù ed il Suo grande amore. Con ciò le diede l’ultimo opuscolo e se ne andò. Mentre se ne andava, lei lo chiamò: “Grazie figliuolo! E Dio ti benedica!”  La Domenica successiva in chiesa, il pastore era sul pulpito. Mentre il servizio cominciava chiese: “C’è qualcuno che ha una testimonianza o vuole dire qualcosa?”  Lentamente, dal fondo della chiesa, un’anziana signora si alzò in piedi. Mentre parlava, uno sguardo glorioso e raggiante traspariva dal suo viso: “Nessuno in questa chiesa mi conosce, non sono mai stata qui prima d’ora, ma vedete, prima di questa domenica non ero una cristiana. Mio marito è morto un pò di tempo fa, lasciandomi completamente sola in questo mondo. La scorsa Domenica, è stata particolarmente fredda e piovosa e così era nel mio cuore: non sentivo di avere più alcuna speranza o voglia di vivere. Così presi una corda e una sedia e salii le scale dell’attico della mia casa. Legai fermamente la corda alla trave del soffitto e mi misi in piedi sulla sedia, poi legai l’altro capo della corda intorno al collo. In piedi sulla sedia, ero sola e con il cuore spezzato, stavo per saltare, quando improvvisamente il suono del campanello della porta mi fece trasalire. Pensai:  “Aspetterò un minuto, e chiunque sia se ne andrà.” Aspettai e aspettai, ma il campanello sembrava continuare a suonare sempre più forte e insistentemente, poi la persona che era alla porta cominciò a bussare con forza. Pensai tra me: “Chi mai sulla terra può essere questa persona? Mai nessuno suona alla mia porta o viene a visitarmi!” Così sciolsi la corda dal collo e andai verso la porta, per tutto il tempo il campanello suonava forte e più forte.  Quando aprii la porta e guardai, a stento potevo credere ai miei occhi, perché lì sul pianerottolo c’era più radiante piccolo angelo che io non ho mai visto nella mia vita. Il suo sorriso non potrei mai descriverlo! E le parole che uscirono dalla sua bocca commossero il mio cuore, giacché dovevo essere morta, mentre lui esclamava con la voce di un cherubino: “Sono solo venuto a dirti che Gesù ti ama davvero.” Poi mi diede questo piccolo opuscolo cristiano che ora tengo nella mia mano. Come il piccolo angelo se ne fu andato, io chiusi la porta e lentamente cominciai a leggerne ogni singola parola. Poi ritornai sul mio attico a riprendere la corda e la sedia, non ne avevo più bisogno. Adesso sono una felice figlia del Re e poiché l’indirizzo della vostra chiesa era sul retro dell’opuscolo sono venuta personalmente a ringraziare il piccolo angelo che è venuto proprio nel momento giusto e così ha risparmiato la mia anima dall’eternità nell’inferno.  Tutti piangevano nella chiesa e mentre grida di lode ed adorazione si alzavano verso Dio, il papà pastore scese dal pulpito verso la prima panca, dove il piccolo angelo era seduto. Prese suo figlio tra le braccia e cominciò a piangere dirottamente.

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