Natale: le vere origini

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“Cammino solitario per le strade della mia città e soltanto in questo periodo scopro persone che notano la mia solitudine” mi disse un mio caro amico reduce da un gravissimo incidente nel quale tutta la sua famiglia era rimasta coinvolta. Questa frase mi ha segnato nel corso di questi anni, ed è all’attenzione di tutti che anche i più cinici, (l’eccezione che conferma la regola), in questo periodo natalizio, cercano almeno di sorridere e di rimandare al dopo Natale i loro crucci. Qualcuno la chiama “Magia del Natale”, e, a dir il vero, molti o tutti dovrebbero augurarsi che questa improvvisa “bontà” rimanga durante tutto l’anno e non scompaia con la scopa della Befana. Questa festa ormai non ha più connotazioni culturali o etniche, ma possiamo davvero definirla “universale”: tutto il mondo si appresta a celebrare il Natale. Ufficialmente, ha una radice “cristiana”, ma è quasi totalmente una tradizione pseudo cristiana che si rinnova anno per anno. Non intendiamo entrare in sterili discussioni su cosa sia giusto fare o non fare, ognuno agisca secondo la propria coscienza, ma ci piacerebbe chiarire alcuni aspetti e le vere origini del Natale che ci accingiamo a vivere fra qualche settimana.

In sintesi

The Buffalo News, 22 Novembre 1984: «Il primo riferimento al Natale che segnò il 25 Dicembre viene dal secondo secolo dopo la nascita di Gesù. È considerato probabile che le prime celebrazioni del Natale furono in reazione ai Saturnali Romani, una festa del raccolto che segnava il solstizio dell’inverno—il ritorno del sole—e onorava Saturno, il dio dell’agricoltura. I Saturnali erano un periodo chiassoso, molto opposto dai leader più austeri tra la setta Cristiana ancora minoranza. Secondo uno studioso, il Natale si sviluppò come un mezzo per sostituire l’adorazione del sole con l’adorazione del Figlio di Dio che nasceva. Dal 529 d.C., dopo che il Cristianesimo, (ndr Cattolicesimo), diventò la religione ufficiale di stato dell’impero Romano, l’imperatore Giustiniano fece del Natale una festa civile. La celebrazione del Natale raggiunse il suo culmine—alcuni preferirebbero dire il momento peggiore—in epoca medioevale quando divenne un tempo di consumo cospicuo e di ineguagliabile baldoria».

Festa pagana o cristiana?

Questa breve considerazione getta un poco di luce su un argomento tanto spinoso sul quale molti preferiscono soggiacere. Innanzitutto, possiamo chiederci, ma il Natale è una festa cristiana o una festa pagana?

Il giornale prima citato, correttamente indicava la prima coincidenza tra Natale e 25 Dicembre nel 204 d.C. ad opera di Ippolito da Roma, (Asia, 170 ca.; † Sardegna, 235). Soltanto nel 354, poi, Il Cronografo Romano (edito nel 354), un calendario civile e religioso, indica, in quanto calendario civile, il 25 dicembre come Natale, e, riportando l'elenco dei vescovi di Roma, dei quali precisa la data di morte, vi pone in testa, al 25 dicembre, la "nascita di Cristo a Betlemme di Giudea". L’elenco di cui parlavamo prima, era stato già completato nel 336, per cui intorno a questa data la festa natalizia assume il significato della celebrazione della nascita di Cristo, (Natale = dies natalis), come una sorta di celebrazione del “compleanno” di Cristo, (Fonte Bernard Botte, Les origenes de la Noël et de l'Epiphanie. Étude historique, Lovanio 1932 -riproduzione anastatica in Testes et études liturgique, 1, 1962). L’origine romana della celebrazione di questa ricorrenza o festa è fuor di dubbio, e poi, da li, si esportò prima in Africa, nel 362-363 ne abbiamo notizia certa, con omelia di Ottato di Milevi; Ancora in questo periodo non ha il valore di sacramento, a giudicare da come lo stesso Sant’Agostino lo descrive, ma più tardi, con San Leone Magno, assurge a sacramento, facendo strada prima a Milano alla fine del IV secolo e poi via via in Oriente, (430) e in Egitto (432). Ma, prima che la Chiesa Cattolica cominciasse a introdurre questa pratica pulendone i connotati pagani man mano, cosa era effettivamente il Natale? L'innesto delle nuove credenze cristiane nel corpus del calendario e delle tradizioni popolari romane avrebbe fissato la commemorazione della natività di Cristo nelle antiche feste invernali dedicate a Saturno, i Saturnali.

I Saturnali erano un ciclo di festività romane, quando il Dio Saturno si insediava nel tempio. L’imperatore Domiziano aveva fissate le relative celebrazioni tra il 17 e il 23 Dicembre. I saturnali avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, in un crescendo che poteva anche assumere talvolta un carattere di orgia. I partecipanti si scambiavano auguri e dei doni, chiamati strenne, (Ambrogio Teodosio Macrobio, I Saturnali, a cura di Nino Marinone, classici latini, UTET, 1987). Come lo stesso autore citato ci esprime, in questi saturnali veniva sovvertito l’ordine sociale. Gli schiavi diventavano liberi, e veniva eletto un princeps, che veniva mascherato e vestito con colori prevalentemente rossi, e rappresentava una divinità degli inferi, identificabile in Saturno o Plutone, che custodiva le anime dei defunti.

Enciclopedia Britannica, 15ma Edizione. Vol. ΙΙ, p. 903: «Nel mondo Romano i Saturnali (17 di Dicembre) era un tempo di divertimento e di scambio di regali. Il 25 Dicembre era anche considerato come la data di nascita del mistero Iraniano del dio Mitra, il sole della giustizia. Nel Nuovo Anno Romano (1 di Gennaio), le case erano decorate con verde e luci, ed erano offerti regali ai bambini e ai poveri. A queste osservanze vennero aggiunti i riti Natalizi Germanici e Celtici, quando le tribù teutoniche penetrarono nella Gallia, in Bretagna e nell’Europa centrale. Il cibo e la buona compagnia, il ceppo di Natale, e la Torta di Natale, il verde e gli alberi di abete, i regali e gli auguri, tutti commemoravano diversi aspetti di questa stagione festiva. Fuochi e luci, simbolo di calore e longevità, sono sempre stati associati con le festività invernali, siano pagane che Cristiane».

La chiesa, probabilmente per identificare il miracolo che Cristo aveva portato con la sua nascita sovvertendo ogni classe e casta sociale, (beati i poveri,….) aveva pensato di identificare questa festa nel Natale che oggi definiamo cristiano, ma che di cristiano ha ben poco. Ecco perché la sovrapposizione del Natale cristiano generò non poca ostilità da parte dei credenti di allora. Notate le similitudini con la festa di oggi. Strenne di regali, arriva un uomo “mascherato” dalla sua barba, e in vestito rosso sgargiante.

Nell’Enciclopedia Cattolica, edizione 1911, si scrive espressamente che il Natale non era nelle prime feste della Chiesa.

Origene, uno dei primi scrittori Cattolici, ammise: «…Nelle Scritture, nessun è ricordato per aver tenuto una festa o che ci sia stato un grande banchetto il giorno del suo compleanno. Sono solo peccatori (come il Faraone ed Erode) coloro che ne fanno una grande gioia del giorno in cui sono venuti in questo mondo».

Origene mise il dito nella piaga: nella Bibbia non è mai stato dato nessun comandamento similare.

l’Enciclopedia Americana, (1956): «Il Natale…non veniva osservato nel primo secolo della Chiesa Cristiana, poiché l’uso Cristiano in genere era di celebrare la morte delle persone importanti piuttosto che la loro nascita…una festa fu stabilita in memoria di questo evento [la nascita di Cristo] nel quarto secolo. Nel quinto secolo la chiesa Occidentale ordinò che la festa fosse celebrata nel giorno dei riti Mitraici della nascita del sole e alla chiusura dei Saturnali, poiché nessuna conoscenza certa della nascita di Cristo esisteva».

Potremmo aggiungere fatti infiniti che dimostrano che la nascita di Cristo non coincide con il 25 di Dicembre, essendo avvenuta in inverno ma crediamo che questa verità ormai sia conosciuta da tutti, e rimandiamo a trattati più specifici la questione, ma certamente non possiamo non tenere a questo punto in considerazione che tutta la festa di Natale ha origini pagane per cui allevare i propri figli nella tradizione del mito, significa dare onore e gloria piuttosto che alla nascita del Signore Gesù a colui che è vendicatore e ribelle, ovvero il nostro avversario, Satana. Si può facilmente associare la figura di Santa Claus a Nimrod, tetro personaggio biblico.

Conclusioni

Abbiamo scritto alcune cose assolutamente vere. Naturalmente, sappiamo pure che la stragrande maggioranza della popolazione non è a conoscenza di queste cose e agisce con un cuore sincero, tanto è vero che, come esordivamo nell’articolo, in questo periodo tutti ci ricordiamo degli altri e “diventiamo più buoni”.

In questo senso, e soltanto in questo senso, allora, comprendiamo lo stato d'animo di tantissime persone che sorridono leggendo l'articolo e lo considerano estraneo a loro proprio perché il loro cuore è volto a tutt'altro pensiero. Ma teniamo ben presente che noi cristiani dobbiamo dare culto a Dio non ad una festa ne ad una tradizione. Non è il Natale ne la sua celebrazione che deve cambiarci. Non possiamo estraniarci dal mondo, facendone parte, ma possiamo vivere ogni cosa con il giusto equilibrio e con la giusta moderazione. Non approfittiamo del periodo per fare bagordi ma piuttosto approfittiamo delle vacanze per offrire lode e preghiera al Signore Re dei re e Signore dei Signori. Insegniamo i veri principi cristiani ai nostri figli che non sono l’albero o il presepe, (pezzi di plastica alla fin fine che se montati o no non cambiano la situazione), ma l’amore di Cristo che non solo il 25 Dicembre, ma in ogni giorno dell’anno, deve essere sempre esercitato.